{"id":26216,"date":"2016-01-18T19:52:06","date_gmt":"2016-01-18T18:52:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26216"},"modified":"2016-01-18T19:52:06","modified_gmt":"2016-01-18T18:52:06","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-il-cormorano-di-lorenzo-garzarelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26216","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Il Cormorano&#8221; di Lorenzo Garzarelli"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSiamo rinchiusi nel faro dell\u2019Isola di Sjel. Codice rosso! Ripeto, Codice Rosso!\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le parole berciate dal Guardiano nel ricetrasmettitore sottrassero il Cormorano alle grinfie dell\u2019oblio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ammanettato ad una pacchiana scranna, il Cormorano si dest\u00f2 dolorante per via di una pallottola piantata nel bicipite femorale. Il piombo mordeva le fasce muscolari con la perseveranza di un picchio che scava la tana in un pino. Tutt\u2019intorno imponenti finestre gravide di unto, grattando la groppa di un alto soffitto annerito, costringevano la stanza nella morsa di un perimetro circolare. Il livido scorcio del Mare di Norvegia, acerbo di febbraio, invadeva l\u2019ambiente malmesso, poggiando i gomiti sulle sghimbesce assi che componevano l\u2019usurato pavimento. Il grezzo cemento di un modesto divisorio interrompeva a tre quarti di circonferenza il susseguirsi di lastre di vetro, separando l\u2019abbozzo di atrio dalla cabina di controllo del faro. Oltre il confine segnato dalla barricata in malta, il Guardiano confabulava con le autorit\u00e0 portuali di Austv\u00e5g\u00f8y.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Ragazzo Cieco, bulbi oculari sbarbati di fresco, languiva semicosciente su un\u2019ottomana masticata dalle blatte. L\u2019indice destro ciondolava senza peso a pochi centimetri dall\u2019assito, scandendo a mo\u2019 di pendolo le ore, forse i minuti, che rimanevano da vivere allo sciagurato. Nudo come verme, fasciato da un mesto mantello di sudore, egli mugolava miseramente. Talvolta sussultava dibattendo il bacino con vigore, come percorso da una generosa scarica elettrica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Cormorano, vorace predatore, contempl\u00f2 il lavoro svolto di recente: lo giudic\u00f2 magistrale, eccelso, difficilmente perfettibile. Pass\u00f2 in rassegna mentale il secco schiocco di cinghia che accompagna lo strappo dei nervi ottici ed il fetore che promana una rudimentale mutilazione domestica. Maledisse gli Dei per avergli negato il tempo di ultimare l\u2019opera, di marchiare indelebilmente l\u2019ennesimo capolavoro partorito. Uno sfregio di daga a profanare l\u2019indole sacra di un affresco Vasariano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La camminata del Guardiano, riemerso dalla stanza dei bottoni, solc\u00f2 l\u2019alone salmastro che appestava il locale. Munito di una coppa di latta ed una raggrinzita coperta in poliestere, si diresse all\u2019indirizzo del Ragazzo Cieco. Cur\u00f2 l\u2019adesione dei fianchi alle pieghe della trapunta e parl\u00f2 compassionevole: \u201cbevi, ti aiuter\u00e0. Purtroppo ho solo questo schifo di whiskey. Stanno venendo a prenderti: non ti addormentare\u201d. Accost\u00f2 le labbra del giovane all\u2019economica tazza, facendo perno contro la base della nuca e dirigendo il capo con gentilezza. Ricevette in risposta un paio di sorsate, persino piuttosto corpose, ed un viscerale, liberatorio gemito di gratitudine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cIl tuo cuore batte all\u2019impazzata. Boom, boom, boom. Lo sento martellare. Sei nervoso, pressato, insicuro. Sai che ne uscirai sconfitto\u201d, si intromise furtivo il Cormorano. La lapalissiana condizione di inferiorit\u00e0 in cui versava, pompando adrenalina in eccesso nelle arterie di una gi\u00e0 esorbitante alienazione, lo eccitava.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cZitto Cormorano\u201d. Il Guardiano non pareva intimorito. L\u2019esatto contrario.<\/p>\n<p>\u201cMi conosci dunque\u201d, rimbecc\u00f2 celebrativo, orgoglioso il carnefice.<\/p>\n<p>\u201cDiciotto cadaveri sparsi per l\u2019Arcipelago delle Lofoten negli ultimi trentasei mesi. Omicidi che si ripetono con cadenza ritualmente bimestrale, ognuno dei quali suggellato da una sigla inconfondibile: vittime sgozzate, occhi strappati dalle orbite e piume di cormorano innestate nelle vuote cavit\u00e0 oculari. Un modo di operare che \u00e8 valso l\u2019appellativo di cui tanto ti fregi, oltre che l\u2019interesse e l\u2019inchiostro delle prime pagine di tutte le testate norvegesi\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le iridi del Cormorano albeggiarono carminio vanit\u00e0. Un proselito, un adepto si prostrava di fronte a lui. Avrebbe potuto designarlo protetto, istruirlo scientemente, affinarne le doti, cos\u00ec da far tamburellare l\u2019eco del suo messaggio ancor pi\u00f9 nitida per le zigrinature dei fiordi: \u201cAffiliati a me. Ti insegner\u00f2 ci\u00f2 che conosco. I segreti della vita, gli arcani anfratti della morte. Uniti plasmeremo il Cormorano: tu guiderai il becco che punge, io le ali che sbattono sopra la brulla pianura del quotidiano. Sar\u00f2 un maestro\u201d.<\/p>\n<p>\u201cUn maestro di idiozia: ecco cosa sei\u201d, replic\u00f2 sarcastico, ghigno strafottente, il Guardiano. \u201cTi ha colto in flagrante uno sprovveduto guardiano del faro. Sono bastati un colpo di fucile ed il cardine di rugginose manette per annacquare le tue velleit\u00e0. Deglutite dal mare grosso della monotonia. Non potremmo mai condividere niente, stupido\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il siero venefico dell\u2019offesa irror\u00f2 rapido le vene dell\u2019interlocutore. Imbevve ogni microscopico capillare, irrigid\u00ec anche il pi\u00f9 sottile dei legamenti, cristallizzandone l\u2019elasticit\u00e0. Paonazzo di rabbia, il Cormorano ficc\u00f2 il pollice nel profondo della ferita da arma da fuoco. Filamenti di saliva e bestemmie unsero le maglie di una rete da pesca dimenticata a terra: \u201cTi uccider\u00f2 verme! Oggi, domani o tra migliaia di secoli! Morirai bastardo!\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSicuramente. Intanto sei sotto scacco\u201d sentenzi\u00f2 il Guardiano puntando dito ed orecchie verso i vocaboli traghettati dalle onde sonore provenienti dalla cabina di controllo: \u201cGuardia Costiera di Austv\u00e5g\u00f8y. E\u2019 stato segnalato un Codice Rosso. Abbiamo appena attraccato al porticciolo dell\u2019Isola di Sjel. Qualcuno risponda\u201d.<\/p>\n<p>\u201cScendiamo\u201d, biascic\u00f2 il Guardiano una volta afferrata la cornetta che penzolava dal corpo della postazione radio.<\/p>\n<p>\u201cDammi un attimo &#8211; prosegu\u00ec rivolgendosi al Ragazzo Cieco -, consegno la canaglia alla polizia e torno a prenderti. Sei quasi salvo: uno sforzo finale\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Guardiano, avorio di probit\u00e0, ed il Cormorano, bruno di collera, vennero inghiottiti dal vortice di scale a chiocciola che conduceva al piano inferiore. L\u2019incandescente lampada appollaiata sul dorso del faro, mal manutenuta, sputava anemici cilindri di luce isofase e gracchiava mosci segnali acustici, castigando entrambi ad infrangersi contro la coltre di nebbia che ormai sovrastava un principio di <em>maelstrom<\/em>. Inutili alla bassa forza di vedetta ed al mondo intero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inutili come il Ragazzo Cieco, che rimase da s\u00e9 nel cupo vano. Nell\u2019universo a lampioni spenti che lo aveva fagocitato. Impieg\u00f2 minuti, decine, ad affinare il rapporto coi sensi che ancora possedeva. Tatto ed olfatto rispondevano bene; del pari l\u2019udito, che raccolse il calpestio appiccicaticcio degli stivali del Guardiano: \u201csono pronto a partire\u201d, farfugli\u00f2 speranzoso il mutilato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cNon andiamo da nessuna parte figliolo\u201d. La voce suon\u00f2 lapidaria, funerea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Ragazzo Cieco trasal\u00ec, preda della scarsa abitudine alla menomazione visiva e della nota di tabacco che il fiato dell\u2019altro gli inalava nelle narici. Il racconto del Guardiano ebbe inizio: \u201cal di l\u00e0 dell\u2019orizzonte, dove le fattezze dei lineamenti perdono precisione e le figure abbandonano le forme, si staglia solitaria l\u2019isola di Utr\u00f8st. L\u00ec, tra ocarine e corone di conchiglie, dimorano per l\u2019eternit\u00e0 le inconsolabili anime dei caduti in mare. Leggenda vuole che al riparo di quel suolo antico i defunti assumano le sembianze di cormorani\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il caritatevole velo olivastro della cecit\u00e0 risparmi\u00f2 al Ragazzo Cieco l\u2019angosciante avvicendarsi degli eventi. Il Guardiano sfil\u00f2 una tavola del pavimento ed estrasse dall\u2019intercapedine un consumato astuccio in radica. Un duplice, ermetico <em>clack<\/em> diede respiro ad un rasoio a mano libera e ad una saccoccia strabordante centinaia di piume. Piume nero pece di cormorano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cMa il Grande Blu \u00e8 perfido, guitto, ingannevole &#8211; riprese -. Un fetente <em>kraken<\/em> che si annida tra coralli e gorgoglii dell\u2019abisso. Aggirati per le osterie dei moli e scoprirai un bizzarro lazzeretto: comandanti con stinchi segati dal crollo di un pennone o dal cannone di un bucaniere; condottieri dalla sanit\u00e0 mentale smarrita sulla rotta di galeoni fantasma; nostromi imbullettati a sedie a rotelle dallo schiaffo di una bufera. Una pletora di genti, di valorosi, di prodi, condannata alla pena capitale ed inappellabile dell\u2019esilio sulla terraferma. Stormi di uccelli con ali spezzate. E\u2019 su costoro che si riversa la clemenza della mia spada, per loro beneficio che ne brandisco l\u2019elsa: non massacro quei benedetti martiri, li libero dall\u2019agonia. Restituisco ai cormorani l\u2019incanto del cielo di Utr\u00f8st, tra i cui comignoli, altrimenti, non sarebbe concesso volteggiare\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La carezza di una piuma soffiata dal Guardiano sdrucciol\u00f2 delicata sull\u2019irrigidito profilo del Ragazzo Cieco. Per un istante egli apprezz\u00f2 il garbo, il tepore, la grazia della discesa sulle curvature del volto. Agit\u00f2 alla rinfusa gli arti superiori nel tentativo di afferrarla; una pacca alla spalliera ruvida lo ricondusse nei meandri dell\u2019incubo. \u201cMa io cosa c\u2019entro?\u201d, gemette disperato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cNulla. Assolutamente nulla. Pensati come il primo attore di un beffardo destino, adescato da una carogna di emulatore che pedinavo da settimane. Meriti di scegliere la tua sorte: vivere o morire? Prigionia o liberazione?\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La consapevolezza di quanto aveva perduto rispose per il Ragazzo Cieco: \u201cliberami\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Preludio di sangue e silenzio. Ag\u00ec con decisione. Con fermezza. Con rispetto assoluto. \u201cCi vediamo a Utr\u00f8st compare\u201d: un fendente di lama, lesto come serpe marina, incise nella carotide un <em>geyser<\/em> color porpora. Bollente. Casto. Risolutivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Segu\u00ec il silenzio del sangue.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Cormorano, quello vero, contempl\u00f2 il lavoro svolto di recente: reput\u00f2 la missione portata a termine con successo. La finestra centrale accolse lo sguardo dell\u2019uomo che le si parava dinanzi: il panorama in cartapesta, increspato dalle unghie della foschia artica, nascondeva la pallida sagoma di Utr\u00f8st. Il Ragazzo Cieco, ali cartilaginee di volatile sbocciate dalle scapole, planava spedito in direzione dei promontori dell\u2019isolotto. Era tempo di raggiungerlo. L\u2019allora Guardiano estirp\u00f2 l\u2019occhio artificiale dall\u2019orbita sinistra come malerba, frantum\u00f2 con sprezzo la biglia ed inser\u00ec nel canale una piuma madida di rimorso. Mentre le papille gustative assaporavano il salino delle canne mozze, ripens\u00f2 a quando, da bambino, si divertiva a custodire gli spruzzi delle onde nella convinzione che fossero lacrime degli abitanti di Utr\u00f8st. Chiss\u00e0 se qualcuno avrebbe custodito le sue. Di certo non quelle che gli stavano graffiando le guance.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il cranio esplose e la saccoccia di piume fin\u00ec scaraventata per aria. Materia grigia e piumaggio fuliggine parvero roteare in un goffo giro di walzer, che si spense sull\u2019oro di una medaglia scivolata dal <em>gilet<\/em> del Cormorano opacizzandone il luccichio: <em>al valore e merito dell\u2019Ammiraglio J. Larsson. A.N.I.M.: Associazione Norvegese Invalidi di Mare<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26216\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26216\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSiamo rinchiusi nel faro dell\u2019Isola di Sjel. 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