{"id":2620,"date":"2010-01-14T17:05:23","date_gmt":"2010-01-14T16:05:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=2620"},"modified":"2010-03-01T17:36:13","modified_gmt":"2010-03-01T16:36:13","slug":"lultima-corsa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=2620","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2010 &#8220;L&#8217;ultima corsa&#8221; di Alessandra Ponticelli Conti"},"content":{"rendered":"<p>Bevve velocemente una tazza di caff\u00e8, si alz\u00f2 dalla sedia e dalla parete sopra il frigorifero tir\u00f2 gi\u00f9 la lavagnetta di ardesia nella quale di solito annotava le cose da comprare. Nestore viveva da solo. Cinquant&#8217;anni suonati, un impiego alle poste, Il Nes era un tipo solitario. N\u00e8 bello n\u00e8 brutto, si considerava un mediocre. Detestava se stesso, il mondo intero e odiava il suo nome. Specie da quando era uscita quella bufala di film di quel &#8221; coatto&#8221; di Alberto Sordi, intitolata <em>Nestore, l&#8217;ultima corsa.\u00a0 <\/em>Spesso, durante la giornata, ci ripensava e a voce alta gridava: &#8221; Il nome di un cavallo, magnifico! Ecco cosa hanno saputo lasciarmi quei due stronzi dei miei genitori!&#8221;. Per lui niente relazioni sociali, nessuna amicizia; solo quel cavolo di lavoro che gli aveva trovato sua madre, quella deficiente, andandosi a raccomandare a destra e a manca. La vecchia, per fortuna, non ce l&#8217;aveva pi\u00f9 tra i piedi, e questo era comunque un bel vantaggio.<\/p>\n<p>Con un gessetto bianco scrisse: &#8221; 10 agosto. Bertani, oggi \u00e8 il tuo giorno&#8221;. Il Bertani era quel rompipalle del suo vicino. Non lo aveva mai potuto soffrire. Gli era rimasto indigesto dal primo giorno che era arrivato. In otto anni: &#8221; Buongiorno&#8221; e &#8221; Buonasera&#8221; erano le uniche parole che si erano scambiati. Sul pianerottolo, ogni volta che lo incrociava, volentieri gli avrebbe allungato un cazzotto su quel faccione ridente. E invece no. Mai che gli fosse riuscito. Gli rifilava il solito sorrisetto, e poi, quando quello aveva sceso le scale, si ritrovava a biascicare a mezza bocca un: &#8221; Vaffanculo Bertani&#8230;Di cuore. Vaffanculo&#8221;.<\/p>\n<p>Ora aveva deciso. Lo avrebbe fatto fuori. Una volta per tutte si sarebbe liberato di quell&#8217;essere viscido, insopportabile, del quale non sapeva nulla, che non gli aveva fatto un accidente, ma che lui non reggeva. Lo avrebbe invitato a cena. L&#8217;idiota, sicuramente, avrebbe accettato e, cretino com&#8217;era, avrebbe anche detto:&#8221;Che pensiero gentile! Era ora che facessimo amicizia!&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;afa di agosto si faceva sentire. Nestore si asciug\u00f2 il sudore dalla fronte con il fazzoletto che teneva in tasca. Si diresse in bagno. Dall&#8217;armadietto delle medicine estrasse un flaconcino pieno di digitale. Quella che sua madre usava per il cuore. La rovesci\u00f2 dentro una bottiglia di whisky e telefon\u00f2 al Bertani.<\/p>\n<p>Alle nove di sera il nemico suon\u00f2 alla porta. Si present\u00f2 con una polo a righe color amaranto e con in mano un vassoietto di pastarelle. &#8221; Si accomodi&#8221;, disse Nestore, &#8221; anzi, accomodati&#8221;, aggiunse, &#8221; possiamo darci del tu, non \u00e8 vero?&#8221;. La tavola era gi\u00e0 apparecchiata. I due scambiarono qualche parola sul caldo atroce che levava il respiro e poi si sedettero. Il Bertani, tra un boccone e l&#8217;altro, cominci\u00f2 a raccontare un po&#8217; di cose della sua vita. Del lavoro in banca, della sua mania per le donne, mentre Nestore lo ascoltava, fingendo di ridere di tutte le idiozie che ogni tanto quell&#8217;imbecille metteva in fila. &#8221; Parla, parla ora!&#8221;, diceva tra s\u00e9 soddisfatto, &#8221; perch\u00e9 tra poco non ne avrai pi\u00f9 il tempo&#8221;.<\/p>\n<p>Finito di mangiare, i due andarono in soggiorno. Il Bertani, un po&#8217; aggravato dalla cena, si\u00a0stravacc\u00f2 sul divano e, allegro come sempre, chiese: &#8221; Perch\u00e9 mi chiami ancora per cognome?&#8230;Mi chiamo Roberto. E dacci un taglio con questo Bertani! A proposito, tu come ti chiami?&#8221; \u00a0&#8221; Nestore&#8221;, rispose l&#8217;altro, mentre sentiva il sangue salirgli al cervello. Il Bertani cominci\u00f2 a sganasciarsi dalle risate e a urlare\u00a0nitrendo:\u00a0&#8221; Hhiiii! Hhiii! Nestore!&#8221;. Come impazzito, anche il povero Nestore si mise a ripetere all&#8217;infinito lo stesso verso, e, soprappensiero, ingurgit\u00f2 un bicchiere intero\u00a0di whisky, senza aver capito che l&#8217;altro era astemio.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2620\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2620\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bevve velocemente una tazza di caff\u00e8, si alz\u00f2 dalla sedia e dalla parete sopra il frigorifero tir\u00f2 gi\u00f9 la lavagnetta di ardesia nella quale di solito annotava le cose da comprare. 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