{"id":26191,"date":"2016-01-14T19:15:39","date_gmt":"2016-01-14T18:15:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26191"},"modified":"2016-01-14T19:15:39","modified_gmt":"2016-01-14T18:15:39","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-lisola-persa-di-carlo-nardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26191","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;L&#8217;isola persa&#8221; di Carlo Nardi"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 persa ormai da molto la storia dell&#8217;isola di Edawa. Si \u00e8 persa perch\u00e9 non si trova pi\u00f9 nessuno che ne abbia sentito parlare. E nessuno ne ha sentito parlare perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nessuno in vita che avendola ascoltata l&#8217;abbia potuta raccontare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Edawa \u00e8 una lontana isola rocciosa e quasi desertica. Un occhio esperto direbbe che il grande masso dovrebbe essere di recente formazione ed il risultato di una eruzione di uno di quei tanti vulcani che, prossimi alle faglie, eruttano dal fondo dei mari. Un occhio esperto non pu\u00f2 per\u00f2 scendere pi\u00f9 in profondit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel terzo secolo dell&#8217;era Eda che risulta difficile datare non essendo pi\u00f9 nota n\u00e9 l&#8217;era ad essa precedente n\u00e9 quella ad essa successiva, l&#8217;isola era un rigoglioso parco. Il culto della popolazione era per la natura ed ogni liturgia era espressa dalla cura del terreno, degli arbusti e delle piante. Natura ed artificio dialogavano nel grande giardino dell&#8217;isola. Il divino scorreva sorgeva dalla terra salendo verso l&#8217;alto con la linfa delle piante. Sole e aria per gli Edawi prestavano il loro servizio alla terra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nei secoli il popolo sent\u00ec l&#8217;ispirazione di un&#8217;attesa. Qualcosa che mostrasse loro il fondamento vitale capace di vincere la caducit\u00e0 nei cicli delle stagioni. Timorosi che all&#8217;inverno non seguisse pi\u00f9 una primavera attendevano la venuta di quello che loro chiamavano il Grande Giardiniere. Nessuno ne parl\u00f2 mai come di una rivelazione, l&#8217;idea sembr\u00f2 insita nel pi\u00f9 profondo degli Edawi, nella loro linfa rossa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo secoli di pacifica e disattesa attesa un piccolo gruppo di giovani particolarmente esperto nella cura delle piante inizi\u00f2 con l&#8217;intelligenza, la pazienza ed un occhio attento ai grandi alberi dell&#8217;isola a tentare nuove vie nel culto, nella cura. Scoprirono che la natura poteva essere piegata ben oltre le apparenze. Arrivarono, spaventati, a capire che poteva essere annullato il prodigioso effetto della crescita. Capirono che ogni grande albero poteva essere bloccato nella sua crescita riducendo progressivamente la terra da cui prendere nutrimento attraverso dei vasi e manipolando ad arte con tagli netti, nel rispetto dei cicli stagionali, le radici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel giro di qualche anno affinarono la loro tecnica ricreando in vaso delle miniature dei grandi alberi e gustando il grande potere di ridurre una parte del loro mondo a piccola creatura. Nel loro ritaglio di terra raccolsero decine di Aperi, Dondori, Malsi, Forvi, Adacee, Merene, Morle. I nomi non sono pi\u00f9 significativi dato che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nessuno capace di dirci a quali delle nostre piante somigliassero queste specie dai nomi oscuri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Capendo che il loro non era un sacrilegio ma solo un trucco di perizia ritennero di mostrare i loro prodigi agli altri Edawi a mo&#8217; di gioco. Nottetempo dislocarono i loro vasi, ovvero delle rocce scavate ad incavo, presso abituali ritrovi del popolo. Al mattino, col clamore di uno strepito, si rincorsero le voci che il Grande Giardiniere era finalmente venuto. I segni che testimoniavano la venuta erano ovunque: i grandi alberi si erano fatti umili. Sospiri di stupore e risolini di gioia si rincorsero. Un fervore loquace aveva colto tutti. Gli anziani erano felici di aver vissuto cos\u00ec a lungo da poter assistere all&#8217;evento, i piccoli amplificavano l&#8217;entusiasmo che percepivano, gli uomini setacciavano l&#8217;isola alla ricerca di altri segni e le donne preparavano le case con maggior decoro. Poche erano le voci turbate ma aumentarono man mano che passava il tempo dato che nessuno vedeva il Grande Giardiniere. L&#8217;emozione gioiosa inizi\u00f2 a virare al timore. Che fossero invece dei segni malauguranti? Si moltiplicarono capannelli preoccupati, veglie alla luce del fuoco ed eccessi di nervosismo isterico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Visto, dopo neanche tre giorni, il clima che si era creato i giovani artefici della beffa vennero allo scoperto spiegando con calma e prove certe la loro tecnica. Mostrarono i loro vasi e le piante in corso di trattamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il clima nell&#8217;isola di Edawa si rasseren\u00f2. Qualcuno si sconfort\u00f2. Molti iniziarono a pensare che il Grande Giardiniere non sarebbe mai venuto e che era data a loro la responsabilit\u00e0 della cura del Suo giardino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una notte per\u00f2 l&#8217;aria sembr\u00f2 essere troppo calda e un sibilo di vento strisci\u00f2 tra le case in direzione dell&#8217;oriente. All&#8217;alba uno stormo di uccelli cominci\u00f2 a girare in cerchio sopra l&#8217;isola. Poi, come una spirale si avvit\u00f2 fino a sparire in alto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un giovane con una veste strana, diversa da quelle candide degli altri Edawi, inizi\u00f2 a percorrere un sentiero che conduceva al centro del grande villaggio. Ai lati del sentiero erano fioriti di colori inusuali tutti gli arbusti. Il giovane, con gesti benedicenti e una voce soave, inton\u00f2 un canto alla natura e richiam\u00f2 l&#8217;attenzione dei curiosi. Chiam\u00f2 tutti ad avere sentimenti di cura, rispetto e gratitudine. Parlava di ci\u00f2 che era stato loro affidato, un Paradiso, cos\u00ec lo chiam\u00f2. Per quanto avesse una voce delicata sembrava raggiungere le orecchie di tutti, come un tuono, dicendo che chi aveva saputo vivere nell&#8217;attesa ora poteva gioire della pienezza del tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qualcuno inizi\u00f2 a sogghignare: \u201cEccone un altro\u201d. Altri voltarono le spalle annoiati da un nuovo scherzo ormai non pi\u00f9 originale. I pi\u00f9 non si distolsero dalle proprie occupazioni. Qualcuno si chiedeva chi fosse e se fosse stato mai visto da nessuno quello squilibrato. In un&#8217;eruzione di risa, nell&#8217;immediato, e di indifferenza seguente ognuno torn\u00f2 alle proprie occupazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il giorno dopo la cosa si ripet\u00e9 ma i piccoli segni che il giovane mostrava non colpivano pi\u00f9 nessuno dato che era solo l&#8217;acquisizione di un po&#8217; di maestria che governava quei piccoli giochi vegetali, ovviamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ogni mattina con modi diversi il giovane tentava di trovare qualcuno disposto ad ascoltarlo finch\u00e9 una notte l&#8217;aria divenne improvvisamente molto fredda. Gli Edawi, al termine della notte, insonni, uscirono dalle case, interdetti. Guardarono ad est cercando i primi chiarori dell&#8217;alba. Apparve una luce rossastra tenue. Attendevano il sole. La luce aumentava per\u00f2 con troppa velocit\u00e0. D&#8217;un tratto la terra trem\u00f2. Un forte boato scosse ognuno degli Edawi. Dal lembo orientale dell&#8217;isola s&#8217;innalz\u00f2 una colonna di fumo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel giro di poche ore una coltre di roccia fusa copr\u00ec ogni casa, pianta, fiore e arbusto dell&#8217;isola.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26191\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26191\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 persa ormai da molto la storia dell&#8217;isola di Edawa. 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