{"id":26173,"date":"2016-01-13T12:30:03","date_gmt":"2016-01-13T11:30:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26173"},"modified":"2016-01-13T12:30:03","modified_gmt":"2016-01-13T11:30:03","slug":"racconti-nella-rete-2016-lettera-ad-achille-di-sabrina-guglielmi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26173","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2016 &#8220;Lettera ad Achille&#8221; di Sabrina Guglielmi"},"content":{"rendered":"<p>(<em>questa lettera l\u2019ho scritta circa due anni fa quando avevo da poco iniziato il corso di laurea in Infermieristica, ero in ospedale ed \u00e8 avvenuto questo episodio con un malato terminale che mi ha spiazzata e ha ispirato questo \u2018\u2019scritto\u2019\u2019) <\/em><\/p>\n<p>Lettera ad Achille<\/p>\n<p>E\u2019 per te che alcune notti piango, nel logorante silenzio che mi circonda, oltre al buio che divora e porta pace, su di un cuscino umido, tutto quello che riesco a esprimere sono lacrime. Piangere per aver capito tutto, piangere per non aver capito niente. Piangere consapevole di non aver capito niente, piangere di fronte al tuo oro. Mi faccio molte domande, sono una ragazza molto curiosa, sai, e apprezzo questo aspetto di me, ma una delle tante cose che forse mai capir\u00f2 \u00e8 il tuo gesto. Guardo questa parola e penso che non si pu\u00f2 definirlo semplicemente gesto, troppo poco. Lo paragonerei, che so, ad un altro big bang, perch\u00e9 mi ha causato una cosa simile nella testa e nel cuore.\u00a0 Mi hai sconvolta, senza mezzi termini. Un male che ti divorava lentamente la gola, le tue corde vocali inizialmente pi\u00f9 deboli, poi rosicchiate e distrutte e la tua voce dissipata nel tempo, un uomo senza pi\u00f9 la sua voce, per sempre, per il tempo che gli rimane da vivere, per quel tempo prima del quale quel male non avrebbe ancora deciso di togliergli. Un uomo che aspetta di morire. Un dolore estirpante, una continua falciatura di cellule, aberrante al punto di fregarsene di qualsiasi altro dolore psicologico, seppur forte anch\u2019esso. Un dolore che non pu\u00f2 competere con il pensiero di lasciare una moglie, una figlia, un affetto, anche il pi\u00f9 piccolo; tutto ci\u00f2 non rappresentava nulla in confronto a quella morsa alla gola. \u00a0Ecco, un uomo cos\u00ec, in trappola in tutti i sensi, che non sa se sperare in un arrivo precoce dell\u2019ora fatidica oppure che Dio gli dia la forza almeno quel tanto che basta per non sentirsi insufficiente, per provare a comunicare un\u2019ultima cosa, giusto un altro po\u2019 di tempo perch\u00e9 si ha paura in fondo di quello che c\u2019\u00e8 dall\u2019altra parte. Tutto questo eri tu, in quei giorni di maggio. Io, dall\u2019altro lato, una ragazzina di diciotto miseri anni, nel pieno della fioritura fisica e mentale, nel pieno e basta, capace di sorridere e infischiarsene dei disagi vissuti semplicemente perch\u00e9 a diciotto anni \u00e8 tutto pi\u00f9 facile da affrontare. Questo abisso tra di noi; ed io che vengo da te perch\u00e9 l\u2019infermiera mi ha ordinato di misurare la pressione arteriosa ad un paziente moribondo. Non ad un cardiopatico grave, magari giovane, del quale sarebbe importante conoscerne la pressione. Nulla di tutto ci\u00f2. L\u2019inutilit\u00e0, la banale e offensiva quotidianit\u00e0 dentro questa azione meccanica, questo dovevo mettere in pratica io. Cos\u00ec, ho fatto quel che dovevo fare, ho comunicato i valori a tua moglie che ti era accanto, lei ha annuito semplicemente, gli occhi persi nel vuoto, mentre tu con degli occhi che non dimenticher\u00f2 mai, grondanti di luce, di guerra, ti sei agitato, hai fatto di tutto per tirare fuori una parola che non riusciva a venir\u00a0 fuori, la foga di quei gesti, la frustrazione del non poter parlare, un fuoco di determinazione si \u00e8 manifestato davanti ai miei occhi, nei tuoi occhi. Non scorder\u00f2 facilmente il tuo dimenarti, con vero e proprio impegno, come a farmi capire che dovevo assolutamente ascoltare quello che avevi da dirmi. Questa\u00a0 parola l\u2019ho poi appresa da tua moglie che con molta difficolt\u00e0 alla fine \u00e8 riuscita a capire: \u2018\u2019GRAZIE.\u2019\u2019\u00a0 Un \u2018\u2019grazie\u2019\u2019 letteralmente sudato detto a me! Nessuno da rispettare in quanto medico, infermiere o altro, una ragazzina da rispettare forse solo come persona seppure qualcuno in questo sporco mondo se ne degna. E\u2019 questo che mi fa piangere le notti. L\u2019incongruenza. L\u2019incredulit\u00e0. L\u2019abisso tra me e te. L\u2019assurdit\u00e0 della situazione. Ma soprattutto la piena consapevolezza che io, nella tua stessa condizione, non mi sarei nemmeno sognata di sforzarmi in quel modo per ringraziare una infermiera\u00a0 tirocinante, misera, magari anche scema, mah, chi l\u2019ha mai vista..? che mi ha messo un manicotto al braccio un po\u2019 svogliatamente per il caldo, un po\u2019 pensando ai fatti suoi, un po\u2019 sfruttando i miei ultimi e deboli battiti cardiaci per imparare. Io non l\u2019avrei ringraziata, lo ammetto, mentre quelle forze gi\u00e0 insulse mi stavano definitivamente abbandonando, per dire grazie ad una cos\u00ec. E\u2019 questo che mi fa piangere, l\u2019aver trovato l\u2019oro in un giorno di maggio. Non riesco a definirlo in altro modo. L\u2019aver trovato qualcosa che io sono consapevole di non avere in me, o di esser capace a procurarmi da me. Questo \u00e8 trovare l\u2019oro. Di te so solo il nome e che qualche giorno dopo questo episodio sei andato incontro alla pace, forse grazie anche alle mie preghiere che fossi corso rapidamente verso la luce, verso l\u2019indolore. Una persona intensa, una, ma che \u00e8 bastata a sconvolgermi quanto basta per piangere nei giorni successivi e saltuariamente fino a oggi, seppure a distanza di due anni. Sei diventato il fulcro della mia vita \u2018\u2019lavorativa\u2019\u2019, il perno, ci\u00f2 intorno a cui ruota quello che faccio e che probabilmente continuer\u00f2 a fare. Non sei morto. Ti sei trasformato nella passione che metto nei gesti, anche nel pi\u00f9 debole dei sorrisi che far\u00f2 ad un paziente domani. Ci sei tu l\u2019 dentro. Perch\u00e9 \u00e8 e sar\u00e0 sempre il mio modo di ricambiare il tuo \u2018\u2019grazie\u2019\u2019 nel mio piccolo.<\/p>\n<p>Buon riposo, amico mio.<\/p>\n<p>S.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26173\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26173\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 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