{"id":26070,"date":"2015-12-27T12:05:26","date_gmt":"2015-12-27T11:05:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26070"},"modified":"2015-12-27T12:05:26","modified_gmt":"2015-12-27T11:05:26","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-langelo-di-gino-dondi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26070","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;L&#8217;Angelo&#8221; di Gino Dondi"},"content":{"rendered":"<p align=\"CENTER\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Quell&#8217;estate, quella maledetta estate, Cesco e Lucia andarono al mare pochissime volte. In agosto la tradizionale crociera verso sud con gli amici era saltata. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Ormai era l&#8217;ultima settimana di ottobre, l&#8217;estate finita da molto, gli alberi perdevano le foglie ma in quei giorni non era ancora freddo. Il meteo quel sabato prometteva tempo variabile. Cesco voleva prendersi una pausa: \u201cLucia che ne dici, ci facciamo due giorni in barca? Soli, io e te. Potrebbe aiutarci a&#8230;\u201d <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-size: medium;\">No\u201d, l&#8217;interruppe \u201cmi dispiace, non me la sento. Hai chiesto a Denis e Luca?\u201d<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-size: medium;\">Hanno impegni. Potresti&#8230;\u201d<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-size: medium;\">Non insistere\u201d, ribatt\u00e9 e lo fiss\u00f2 come se il suo sguardo lo volesse avvertire di ovvi significati, ma che lui non volle cogliere.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-size: medium;\">Ti spiace se vado io?\u201d<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-size: medium;\">No. Va&#8217; pure.\u201d<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-size: medium;\">Tu?\u201d<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Lei non rispose.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Cesco fece per andarsene poi si gir\u00f2: \u201cLe cose succedono. Non serve&#8230;\u201d Lei l&#8217;interruppe: \u201cNon mi va&#8217; di parlare. Cerca di capirlo,\u201d lo disse con voce dura, astiosa. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Lui non aggiunse altro. Non c&#8217;era altro da aggiungere. Diede un fugace bacio sulla guancia della moglie, sal\u00ec in camera, si cambi\u00f2 e prese lo zainetto, sempre pronto, e part\u00ec. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Entr\u00f2 in autostrada a Fornovo, il traffico era abbastanza intenso.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Viaggiava spedito, ma sempre entro i limiti di velocit\u00e0: a volte i centotrenta, oppure meno.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Superato Borgotaro, forse casualmente, guard\u00f2 nello specchietto e vide arrivare veloce una Bmv X6. Cesco acceler\u00f2.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8216;Non farlo&#8217;, si disse.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Con quel mostro non c&#8217;era gara, ma sapeva che i successivi dieci chilometri di salita erano di curve strette e gallerie, e l\u00ec avrebbe potuto dire la sua..<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8216;Non farlo&#8217;, si ripet\u00e9. Nella sua mente risuon\u00f2 la voce di Lucia: quante volte avevano discusso, e lei si era arrabbiata, e aveva ragione. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8216;Qualche chilometro poi rallento&#8217;, si disse sapendo di mentire.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Non era solo il gusto della sfida, l&#8217;istinto della competizione, che pure aveva sempre avuto. Era di pi\u00f9. Era la Bestia Nera dell&#8217;aggressivit\u00e0. Tenuta dentro, in una gabbia di rispetto degli altri, di educazione ricevuta. Ma la Bestia Nera c&#8217;era e doveva sfogarsi in qualche modo. Negli ultimi tempi era cresciuta, diventata ingombrante.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il cuore gli batteva violento nel petto. Le mani artigliate al volante. Gli occhi che saettavano dalla strada allo specchietto. Le gomme che gemevano sull&#8217;asfalto. A volte l&#8217;X6 lo sorpassava e subito dopo Cesco lo metteva dietro. &#8216;Sei uno stronzo&#8217;, si ripeteva: e lo diceva a se stesso. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Due idioti che mettevano a repentaglio la loro stessa incolumit\u00e0 e quella degli altri: lo sapeva. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8216;Smettila&#8217;, si diceva. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma la Bestia Nera ora ruggiva la sua rabbia. Le gomme che stridevano era la sua voce. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sapeva anche che dopo si sarebbe pentito, si sarebbe dato dello stupido. S\u00ec, gli sarebbe venuto il magone a pensare quanto era stato infantile; ma questo sarebbe successo solo quando avrebbe ripreso il controllo di se stesso. In quel momento l&#8217;aggressivit\u00e0 imponeva la sua violenza. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">All&#8217;entrata della galleria del valico Cesco rallent\u00f2 vistosamente, come a dire: vattene pure, io vinco nella parte &#8216;guidata&#8217; non in rettilineo.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Quando sbuc\u00f2 sul versante toscano piovigginava. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Cesco era deluso da se stesso, doveva digerire il boccone amaro di sentirsi uno stupido.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma non solo quello: un dolore infinito aveva devastato la sua vita e da allora sfidava il destino con aggressivit\u00e0, forse con il desiderio inconsapevole di farla finita. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">All&#8217;area di servizio di San Benedetto si ferm\u00f2. Sentiva di doversi sciacquare la mente dalle tossine che lo ammorbavano. Con l&#8217;auto andava lento, cercava uno spazio vuoto per parcheggiare, d&#8217;un tratto, dall&#8217;altra parte del piazzale gli parve di vederla. Il cuore si ferm\u00f2, poi si mise a martellare violento. \u201cChiara!\u201d, url\u00f2. E subito si rese conto dell&#8217;assurdit\u00e0 di quel grido. No, non poteva essere lei. Doveva mantenersi razionale: lo sapeva. I suoi pensieri potevano diventare relitti sballottati in un mare di irrazionalit\u00e0. Doveva evitarlo. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ripart\u00ec.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dopo Aulla il sole stava comparendo lentamente, quasi controvoglia. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Ancora mezz&#8217;ora e arriv\u00f2 a Fezzano. Il porticciolo era quasi deserto. Percorse il pontile lentamente guardando barche bellissime di dodici, quindici metri, le ammirava s\u00ec, ma senza invidia: lui era legato alla sua non pi\u00f9 giovane e neanche tanto appariscente Aziza. No, non l&#8217;avrebbe mai cambiata. Mai.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Poi eccola, finalmente. Si ferm\u00f2 sul pontile, pos\u00f2 lo zainetto e la guard\u00f2.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Sent\u00ec la memoria retrocedere, davanti ai suoi occhi riaffioravano in un unico sguardo le veleggiate tranquille nel mare buono, l&#8217;adrenalina col mare cattivo, le dormite sulla tuga con il sole che ti cuoce la pelle. Il Gps che ti dice dove sei e dove andrai: Punta Bianca, le secche della Meloria, San Vincenzo, il golfo di Baratti, l&#8217;Elba, poi Capraia e la Corsica. E le sere alla luce morbida della lanterna a mangiare pesce pescato e intanto parlare di letteratura, discutere di politica con Luca, Denis, Willy, Patrizia. Raffiche di passato lo sconquassavano. Con un balzo sal\u00ec a bordo e si sedette. Con la mano carezz\u00f2 il timone, tiepido di sole, e rivide Lucia che portava la barca con sicurezza, i capelli scompigliati dal vento. Anche a Chiara piaceva timonare. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Un magone pesante gli attanagliava la gola. Decise di partire, subito. Apr\u00ec il boccaporto, prese il salvagente di poppa, il Gsp e risal\u00ec in coperta, apr\u00ec il rubinetto della nafta e accese il motore. Sganci\u00f2 le cime di ormeggio e diede gas. Aziza part\u00ec lenta e sicura, percorse il breve tratto di porto poi, fuori. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;aria era pulita, frizzante. Un po&#8217; di onda la faceva dondolare, pareva fosse contenta di andare. Superata la diga foranea ecco il mare aperto. Cesco mise la prua al vento e apr\u00ec la randa. Spento il motore, aperse anche il fiocco. Un leggero maestrale gonfi\u00f2 subito le vele. Direzione sud. Alla destra l&#8217;isola Palmaria, poi il Tino. Poi dritto verso la linea dell&#8217;orizzonte dove mare a cielo si confondono. Veleggi\u00f2 per diciotto miglia, e per quelle quattro ore si concesse il lusso di non pensare. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Il sole alto gli disse che era tempo di tornare. Vir\u00f2, ora il maestrale lo aveva di poppa, vir\u00f2 ancora e sent\u00ec il vento graffiargli la sinistra del volto. Direzione 340 gradi. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Un&#8217;ora dopo vide affiorare dalla linea incerta dell&#8217;orizzonte la sagoma ingobbita di Montemarcello. Ora Aziza avanzava veloce con un maestrale rinforzato. L&#8217;ombra delle vele sul mare si faceva via via pi\u00f9 lunga, ed ecco Punta Bianca, Tellaro. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Il giorno se ne stava andando, la luce smagriva lentamente, ostinata a non finire. Non gli andava di tornare, non voleva farsi inondare la mente dai fantasmi. Vir\u00f2 a sinistra, senza dirigersi verso il varco della diga foranea. Avrebbe gettato l&#8217;ancora in una rada. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Telefon\u00f2 a Lucia: \u201cQuesta notte rimango qui, sono ancorato alla Palmaria, tranquilla va tutto bene. Torno domani.\u201d Cesco fece per spegnere poi non seppe resistere all&#8217;impulso di aggiungere: \u201cOggi&#8230;?\u201d <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-size: medium;\">Oggi come ieri\u201d, disse Lucia con tono scontato, ma il dolore non era difficile da scorgere.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Avrebbe voluto dirgli che rintanarsi in se stessa non era il modo per superare la disperazione, ne avevano gi\u00e0 discusso, invece disse solo: \u201cVa bene. A domani.\u201d <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La luna galleggiava in un cielo blu intenso che di l\u00ec a poco sarebbe diventato nero.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Con il buio l&#8217;aria rinfresc\u00f2, ma non gli andava di chiudersi dentro. Rimase l\u00ec a guardare in lontananza le luci di Lerici che bucavano l&#8217;orizzonte. Scese sottocoperta, cerc\u00f2 qualcosa da mangiare, trov\u00f2 solo una scatoletta di tonno e dei grissini. Nel frigorifero una bottiglia di vermentino di Sardegna. Torn\u00f2 in coperta. Senza preparare il tavolino apr\u00ec la scatoletta e stur\u00f2 la bottiglia. Mangi\u00f2 qualche boccone e trangugi\u00f2 un bicchiere di vino, poi un altro e un altro ancora. La rada era imbevuta di silenzio. Le stelle ora si vedevano nitide. Piccolissime macchie di luce. Si chiese se in quella profondit\u00e0 ci fosse un dio. Improvvisamente, come se i pensieri tenuti compressi nel fondo del cervello per tutta la giornata volessero esplodere nella sua mente, si sent\u00ec sommergere da uno strano sgomento. Rivolse lo sguardo su in alto e bisbigli\u00f2: \u201cDove sei Dio? Dove?\u201d Avrebbe voluto<\/span><span style=\"font-size: medium;\"> gridare, ma aveva la gola attanagliata da un nodo inestricabile. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Poi lo fece. Si alz\u00f2 in piedi e grid\u00f2: \u201cDove sei Dio giusto e misericordioso? Perch\u00e9 mi hai dato la felicit\u00e0, mi hai concesso quella creatura angelica per poi strapparmela via. Con quale logica, per quale castigo?\u201d La notte nera gli fece udire solo lo sciabordio dell&#8217;acqua contro lo scafo. Dentro di s\u00e9 nessuna risposta. Solo una domanda: &#8216;Perch\u00e9?&#8217;, si ripeteva. Senza usare il bicchiere, alz\u00f2 il fondo della bottiglia e trangugi\u00f2 finch\u00e9 il respiro lo consent\u00ec. Prese fiato, e ancora il vino scorreva dentro il suo corpo come se volesse lavar via il magone che lo mordeva. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8216;Non ho strumenti capaci di capire, non ho parole capaci di consolare&#8217;, si disse. Una sottile rabbia gli stava montando dentro, riusc\u00ec solo a chiedersi: \u2018Dio, se \u00e8 vero che esisti da qualche parte, perch\u00e9 lasci sprofondare in questo abisso di disperazione questa tua creatura? Eh? Perch\u00e9?\u2019,<\/span> protest\u00f2. Ma Lui, Dio, non gli rispose, allora Cesco pens\u00f2 di maledirlo. Rest\u00f2 qualche momento immobile, il suo corpo fermo, la sua mente ferma. No, non riusciva ad amarlo, non pi\u00f9, ma nemmeno a imprecarlo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-size: medium;\">Chiara!!\u201d, grid\u00f2 al cielo, come se lei potesse sentirlo. Poi Cesco si accasci\u00f2 sul pagliolo, raggomitolato in una posizione fetale. Sent\u00ec le lacrime scendere sulle guance. Come un coltello affilato quelle lacrime squarciarono la sua corazza e il suo pianto si fece dirotto, infantile. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Aziza dondolava dolcemente, cullando nel suo grembo quel corpo che sussultava squassato dai singhiozzi di un pianto liberatorio. Lentamente la coscienza di Cesco si sciolse, vinta dal vino e dalla stanchezza.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Pi\u00f9 tardi il freddo intenso della notte lo svegli\u00f2. Aveva gli arti rigidi, la bocca impastata. La testa girava. Scese sottocoperta, si butt\u00f2 sulle lenzuola della cabina di prua, l\u00ec dove con Lucia aveva parlato, riso, dormito, e anche fatto l&#8217;amore. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u00ec avevano concepito Chiara. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">S\u00ec, proprio l\u00ec era iniziata la sua breve fantastica vita. Da allora anche quella dei genitori era diventata fantastica. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Dopo qualche mese il matrimonio, poi la sua nascita, poi quell&#8217;angelo che era tutta la loro vita. Poi un giorno un saluto rapido e qualche passo di corsa, poi lo stridore delle gomme sull&#8217;asfalto, poi un tonfo sordo, poi l&#8217;urlo lacerante della sirena, poi i passi in corsia. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Poi l&#8217;attesa. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Il tempo che rallentava. Si fermava.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Poi lo sguardo muto di un medico a dire tutto.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">A dire che tutto era finito. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26070\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26070\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quell&#8217;estate, quella maledetta estate, Cesco e Lucia andarono al mare pochissime volte. In agosto la tradizionale crociera verso sud con gli amici era saltata. Ormai era l&#8217;ultima settimana di ottobre, l&#8217;estate finita da molto, gli alberi perdevano le foglie ma in quei giorni non era ancora freddo. Il meteo quel sabato prometteva tempo variabile. Cesco [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26070\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26070\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":7426,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[359],"tags":[],"class_list":["post-26070","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2016"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26070"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7426"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26070"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26070\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26074,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26070\/revisions\/26074"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26070"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26070"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26070"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}