{"id":26066,"date":"2015-12-26T17:18:55","date_gmt":"2015-12-26T16:18:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26066"},"modified":"2015-12-26T17:18:55","modified_gmt":"2015-12-26T16:18:55","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-lettera-da-una-sorella-che-non-hai-mai-avuto-di-maristella-bulleri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26066","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Lettera da una sorella che non hai mai avuto&#8221; di Maristella Bulleri"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ospedale Santa Chiara, luglio 2010.<\/p>\n<p>Trovarsi in un corridoio davanti ad una porta chiusa e sentirsi dire duramente: \u00abVai pure a casa, tanto non entra nessuno\u00bb, sapere che dentro quella stanza, oltre quella dannata porta, c\u2019\u00e8 la persona che, pochi giorni prima, ti ha detto: \u00abSei la sorella che non ho mai avuto\u00bb e non poterla vedere e abbracciare, sapere che potrebbe essere l\u2019ultima \u00a0volta che la vedrai in vita \u00e8 orribile; la rabbia ti fa scoppiare il cuore.<\/p>\n<p>Non riuscendo a contenere il dolore che mi dilania l\u2019anima, esco da questo luogo odiando tutto e tutti, urlando e imprecando, senza neppure vedere le persone che incontro durante il mio cammino. Le copiose lacrime che ho represso con tutte le mie forze, adesso, come un fiume che esonda con tutta la sua potenza, hanno oramai rotto gli argini. S\u00ec, cara amata cugina, sento che non ti rivedr\u00f2 mai pi\u00f9 viva!<\/p>\n<p>Passano i giorni e la tristezza e l\u2019angoscia non si placano; le notizie che ricevo dagli altri parenti non mi bastano. Le parole della tua amica che ha il privilegio di varcare ogni giorno la soglia di quella maledetta stanza, dove io non posso entrare, mi fanno veramente rabbia. Odio sentirle dire: \u00ab\u00c8 meglio se non la vedi e conservi il ricordo di com\u2019era!\u00bb.<\/p>\n<p>Finalmente in una calda mattina di agosto, la telefonata di chi, qualche giorno prima, mi ha impedito di vederti, mi riscalda il cuore. Inizialmente lo squillo fa accelerare i miei battiti all\u2019impazzata. Il timore di ricevere la brutta notizia mi impedisce di alzare subito la cornetta; mi manca il coraggio, se non rispondo, forse\u2026\u00a0 Tuttavia l\u2019interlocutore dall\u2019altro capo del filo non demorde, quindi non mi resta che arrendermi e rispondere, anche solo per far tacere quel trillo assordante, ma non posso farlo io, allora passo il telefono a mio marito, dicendogli: \u00abRispondi tu\u00bb.<\/p>\n<p>Non riesco a sentire cosa viene detto dall\u2019altra parte, sento solo Riccardo pronunciare questa frase: \u00abVeniamo subito\u00bb.<\/p>\n<p>Mi sento gelare il sangue nelle vene, ma, per fortuna, non \u00e8 la notizia che temevo, anzi, tu hai chiesto di vedermi! Sappiamo entrambe cosa ci\u00f2 voglia dire.<\/p>\n<p>I chilometri da percorrere per raggiungerti sembrano moltiplicarsi, poi finalmente mi ritrovo davanti al grande cancello di quel centro all\u2019avanguardia nelle <em>cure<\/em> palliative che ti permetteranno di avere una morte un po\u2019 pi\u00f9 dolce.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Hospice Pisano, luglio 2010<\/p>\n<p>Varco quel cancello e, alla mia sinistra, vedo una piccola grotta con una statua della Madonna, mi fermo a chiederle di infondermi il coraggio necessario per affrontare il nostro incontro, perch\u00e9 devo trovare la forza per non crollare dinanzi a te. Entrati nella struttura, percorro un lungo corridoio con tante porte bianche, sia sulla destra che sulla sinistra; dove sarai? Tanto silenzio e tanto dolore nei volti dei parenti che si intravedono dalle porte semi aperte delle altre stanze. Alla fine raggiungo la tua, ma la porta \u00e8 chiusa, ci sono gli infermieri dentro, ancora attesa; mi sembra un\u2019eternit\u00e0 e la mia anima si lacera ancora!<\/p>\n<p>Mentre sono qui che aspetto, penso a cosa riuscir\u00f2 a dirti. Dopo un lasso di termine interminabile, quella porta si apre e qualcuno, di cui non ricordo il volto, dice: \u00abPotete entrare\u00bb. Finalmente ti vedo. Non dimenticher\u00f2 mai l\u2019emozione che mi ha pervaso quando mi hai sorriso. Per non parlare del nostro fortissimo abbraccio quando ti sono arrivata vicino, prima che tu scoppiassi a piangere. La mia amata cugina, sempre forte dinnanzi alle avversit\u00e0, che ha affrontato in tutti questi anni quel brutto mostro che la corrode dentro senza mai piangersi addosso, ora lascia esplodere tutta la sua fragilit\u00e0. Sappiamo ambedue che questo potrebbe essere il nostro ultimo abbraccio. Nonostante tutti quei tubi che fuoriescono dal tuo debole corpo, mi dici, da brava sarta quale sei stata, che ti piace come sono vestita! Per un attimo mi \u00e8 sembrato di essere tornata indietro negli anni, quando eravamo felici e il male non ti aveva ancora presa.<\/p>\n<p>Da grande donna quale sei, hai anche la forza di scherzare e, divorando quei ghiaccioli al limone preparati con amore dalla tua mamma, progetti di andare in inverno a fare insieme una vacanza sulla neve, ma sono sicura che, ancora una volta, cerchi solo di rincuorarci e non farci capire che sai che questa sar\u00e0 la tua ultima destinazione. Il tempo vola, le ore trascorrono senza che io me ne renda conto. Vorrei fermare il tempo ma non posso. Tu ti preoccupi che vada a casa perch\u00e9 \u00e8 ormai passata da un pezzo l\u2019ora di pranzo, ma io non me ne voglio andare. Non mi accontento di averti visto, non voglio separarmi da te! Voglio rivederti ancora e ancora e quindi alla fine ti chiedo: \u00abPosso tornare?\u00bb. Quel tuo: \u00abS\u00ec\u00bb mi fa sentire la persona pi\u00f9 felice del mondo!<\/p>\n<p>Torno di nuovo da te, ma, quando apro quella porta, non vedo pi\u00f9 il tuo sorriso. Vedo che hai gli occhi chiusi nell\u2019incoscienza dei medicinali che servono a lenire il dolore e le guance arrossate a causa della febbre altissima. Mi avvicino e prendo la tua mano nella mia, lasciando che il mio cuore ti parli nel silenzio. Mi sento cos\u00ec impotente, spero tanto che tu non soffra. Sento il bisogno di aiutarti a fare quel passaggio cos\u00ec importante. Il mio unico desiderio \u00e8 quello di farti sentire la mia vicinanza, quindi senza mai staccare la mia mano dalla tua, con l\u2019altra tocco la corona del rosario che tengo nella tasca dei pantaloni e nel silenzio recito una preghiera per me molto importante; quella stessa preghiera che ci terr\u00e0 unite per sempre,. Tenere la tua mano caldissima mi fa sudare, ma non voglio lasciarla, perch\u00e9 sento che sono gli ultimi momenti in cui sentir\u00f2 pulsare la vita nelle tue vene.<\/p>\n<p>\u00c8 il primo sabato di agosto ed il telefono torna a squillare, ma questa volta non \u00e8 per darmi gioia. Di una cosa sono certa: tutte le confidenze che ci siamo fatte e tutti i momenti che abbiamo condiviso ci terranno unite oltre la morte!<\/p>\n<p>Ti voglio bene Franca.<\/p>\n<p>La sorella che non hai mai avuto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26066\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26066\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ospedale Santa Chiara, luglio 2010. 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