{"id":26029,"date":"2015-12-14T18:15:08","date_gmt":"2015-12-14T17:15:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26029"},"modified":"2015-12-14T18:15:08","modified_gmt":"2015-12-14T17:15:08","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-niente-e-come-sembra-di-alessandro-ebuli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26029","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Niente \u00e8 come sembra&#8221; di Alessandro Ebuli"},"content":{"rendered":"<p>Sono le 8.30 di una calda domenica di Luglio. Erica raggiunge a piedi nudi la cucina ed apre il frigo in cerca di qualcosa di fresco. Prende una bottiglia senza etichetta, la stappa ed inizia a bere. Uno, due, tre lunghi sorsi di latte\u00a0 le scendono gelidi gi\u00f9 per l\u2019esofago. Mangia qualche biscotto al cioccolato, si pulisce la bocca nella manica del pigiama quindi ripone la bottiglia nel frigo ancora aperto.<\/p>\n<p>Chiude l\u2019anta con forza e si ferma un istante, la mano sulla maniglia. Avverte uno strano formicolio al braccio destro.<\/p>\n<p>Dopo un breve passaggio in bagno sale in camera, dove si sfila il pigiama e lo getta sul letto, poi inizia a vestirsi.<\/p>\n<p>Pantaloni, maglietta, berretto con visiera, lo zainetto con l\u2019occorrente per la passeggiata domenicale.<\/p>\n<p>Si dirige verso l\u2019ingresso, allaccia le scarpe ed esce.<\/p>\n<p>Mentre cammina nel bosco pensa a quanto ami la natura, gli animali, la serenit\u00e0 che luoghi pacifici ed incontaminati le possono regalare; non pu\u00f2 fare a meno di osservare il paesaggio sconfinato, i verdi prati che si perdono all\u2019orizzonte. Invidia quella sottile linea immaginaria tra cielo e terra, perennemente irraggiungibile da chiunque la guardi.<\/p>\n<p>Sogna di essere lei, un giorno, la linea dell\u2019orizzonte. Imprendibile, inafferrabile, sfuggente.<\/p>\n<p>Il sole \u00e8 caldo, intenso come soltanto una mattina d\u2019estate pu\u00f2 regalare; la luce \u00e8 forte, accecante, perci\u00f2 prende i Ray-Ban dallo zaino e chiude gli occhi mentre li inforca. Quando li riapre \u00e8 gi\u00e0 nel bosco.<\/p>\n<p>E\u2019 sorpresa, non capisce.<\/p>\n<p>Il bosco \u00e8 buio, ora non vede nulla.<\/p>\n<p>Riprende il cammino subito dopo avere sfilato gli occhiali appena inforcati.<\/p>\n<p>Si incammina tra gli alberi seguendo il sentiero sterrato e si volta di scatto quando sente un leggero fruscio, un movimento tra le foglie alle sue spalle. E\u2019 una volpe, immobile accanto ad un albero. E\u2019 stupita, non capita spesso di vederne una cos\u00ec da vicino.<\/p>\n<p>Avvicinandosi lentamente all\u2019animale per osservarlo meglio Erica si accorge che non ha la coda.<\/p>\n<p>\u201cPovera piccola, chiss\u00e0 come le \u00e8 successo\u201d si domanda. Probabilmente \u00e8 finita in qualche trappola lasciata dai bracconieri. \u201cBastardi\u201d aggiunge.<\/p>\n<p>La volpe, seduta su una radice dell\u2019albero sporgente dal terreno, osserva la donna a sua volta, attenta ad ogni movimento dell\u2019umana in lento avvicinamento.<\/p>\n<p>Il vento soffia leggero tra le foglie. Erica si guarda istintivamente intorno, poi riporta lo sguardo sull\u2019animale che per\u00f2 \u00e8 sparito. Si volta a destra, poi a sinistra, ma della volpe non v\u2019\u00e8 traccia.<\/p>\n<p>Decide di proseguire e di non fermarsi prima di aver raggiunto la cascata. Sente il bisogno di non pensare a nulla. Da quando gli amici l\u2019hanno portata alla cascata per la prima volta, molti anni prima, si \u00e8 innamorata di quello spaccato di natura quasi incontaminata, capace di riportare la sua mente ad uno stato primordiale di totale lontananza dai pensieri. Al punto di acquistare una casa vicino al bosco, in ordinaria solitudine.<\/p>\n<p>Una quantit\u00e0 d\u2019acqua spinta da una incontrollabile spinta gravitazionale, imponente, fragorosa, straordinaria, \u00e8 la cascata. Un luogo magico nel quale ritrovare se stessi. Un frastuono inimmaginabile capace di coprire ogni cosa.<\/p>\n<p>Non questa volta.<\/p>\n<p>Erica \u00e8 ferma ad osservare la discesa dell\u2019acqua quando nota una persona al di l\u00e0 delle rocce.<\/p>\n<p>E\u2019 un uomo in tenuta da caccia, pantaloni verde militare con enormi tasche ai lati ed una camicia nera con il colletto abbottonato fino sotto il mento. Bastone in mano ed all\u2019altezza della cintura una cartucciera. Nessun proiettile. Solo alcuni vistosi ciondoli.<\/p>\n<p>Si sforza di guardarli con pi\u00f9 attenzione e vede delle code di animale. Le osserva ancora, l\u2019uomo non \u00e8 poi cos\u00ec lontano. Non crede a ci\u00f2 che vede, sono 3 code di volpe.<\/p>\n<p>\u201cCode di volpe?!\u201d Esclama stupita a se stessa. L\u2019uomo non pu\u00f2 certo sentirla, la cascata copre le parole della donna. In una frazione di secondo associa i due incontri, prima la volpe, poi l\u2019uomo, e va su tutte le furie, considerato l\u2019amore per gli animali che da sempre la contraddistingue.<\/p>\n<p>In quel preciso istante il cellulare prende a squillare all\u2019impazzata; Erica posa lo zaino a terra e cerca in tutta fretta il telefono all\u2019interno. Non lo trova.<\/p>\n<p>Quando frughi in fretta in una borsa chiss\u00e0 per quale ragione non trovi mai quello che cerchi.<\/p>\n<p>Pensa che smetter\u00e0 di squillare, chi la chiama terminer\u00e0 la telefonata non ricevendo risposta.<\/p>\n<p>Squilla ancora quando finalmente lo intercetta sul fondo. Lo estrae dalla sacca, il trillo aumenta improvvisamente, ora \u00e8 assordante anche nel frastuono generato dalla cascata; il display \u00e8 illuminato di un bianco pallidissimo e non reca impresso il nome del chiamante. Erica lo osserva confusa, quindi risponde alla chiamata anonima. Dall\u2019altro lato c\u2019\u00e8 silenzio. Lo stacca dall\u2019orecchio per verificare il display che per\u00f2 continua ad apparire bianco, quindi chiude la telefonata e lo ripone nella tasca dei pantaloni, stavolta pi\u00f9 agevole qualora dovesse squillare ancora.<\/p>\n<p>Nello stesso momento in cui Erica alza rialza la testa, l\u2019uomo solleva un braccio ed accenna un saluto con la mano, sfoggiando insieme un sorriso smagliante. Quindi si gira e si allontana alla vista della donna.<\/p>\n<p>\u201cMa dove sta andando?\u201d si chiede Erica. Lo chiama, urla con quanta pi\u00f9 voce ha, ma l\u2019uomo ha il passo troppo veloce e nel giro di pochi secondi scompare dietro la collinetta. Non \u00e8 dato sapere se abbia sentito la voce di Erica.<\/p>\n<p>Poco importa, non si \u00e8 voltato.<\/p>\n<p>\u201cChe scena allucinante\u201d pensa Erica confusa.<\/p>\n<p>Il sorriso psicopatico dell\u2019uomo, le code penzolanti sulla cartucciera, la proprietaria sprovvista della propria coda.<\/p>\n<p>\u201cAllucinante, ma anche un po\u2019 raccapricciante\u201d.<\/p>\n<p>Improvvisamente sente un freddo pungente percorrerle i piedi e salire fino alle caviglie. Guarda verso il basso e scopre di essere scalza. Non ricordava di essersi tolta le scarpe prima dello strano episodio.<\/p>\n<p>\u201cSanto cielo, sto impazzendo!\u201d.<\/p>\n<p>Non si perde d\u2019animo, infila le scarpe in tutta fretta e risale velocemente la collinetta alle sue spalle seguendo il sentiero che la porter\u00e0 al ponticello di legno. Le permetter\u00e0 di attraversare il fiume.<\/p>\n<p>\u201cWow, sempre pi\u00f9 traballante!\u201d. Lo percorre.\u00a0 Giunta dall\u2019altro lato ridiscende la collinetta sulla quale poco prima stazionava l\u2019uomo. Si ferma ad osservare il paesaggio meraviglioso, l\u2019aria fresca si lascia respirare con piacere rigenerante e per un attimo sembra avere dimenticato la scena surreale capitata poco prima.<\/p>\n<p>La pausa di riflessione \u00e8 rotta da un nuovo trillo del cellulare. Erica sospira, conscia del fatto che evidentemente rilassarsi non rientra nei piaceri quotidiani.<\/p>\n<p>Infila la mano nella tasca ed estrae il cellulare strepitante.<\/p>\n<p>Ancora una volta il display \u00e8 privo di informazioni circa la persona chiamante, di nuovo di un bianco abbagliante. Sorride ironica mentre le torna alla mente un vecchio spot pubblicitario: \u201cBianco che pi\u00f9 bianco non si pu\u00f2\u201d recitava lo slogan. Non ricordava quale fosse il prodotto miracoloso.<\/p>\n<p>Quando risponde al cellulare questo smette di gridare al nulla, ma nell\u2019auricolare regna il silenzio assoluto.<\/p>\n<p>Sposta il telefono dall\u2019orecchio davanti al proprio viso ed osserva perplessa quel pezzo di tecnologia inanimata sulla sua mano. Lo ripone nuovamente in tasca. Contemporaneamente avverte ancora quel noioso formicolio al braccio destro. Per quanto seccante decide di non dargli troppa importanza, ha cose ben pi\u00f9 urgenti da sbrigare.<\/p>\n<p>Si rimette in marcia. Le passeggiate immerse nella natura hanno il potere di rivitalizzarla; si augura che quella odierna si riassesti sui binari della normalit\u00e0.<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 cos\u00ec. Niente \u00e8 come sembra.<\/p>\n<p>Appena il tempo di percorrere un centinaio di metri che di fronte le si presenta una scena grottesca: l\u2019uomo, in piedi tra due rocce al bordo del sentiero, la fissa sorridente con le mani appoggiate ai fianchi, dai quali si vedono le code ciondolare. Accanto a lui qualcosa che Erica non avrebbe mai pensato di vedere con i propri occhi. A pochi centimetri dagli stivali del tizio, sedute, \u00a0ci sono due volpi attente ad ogni movimento della donna. Entrambe senza coda.<\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 possibile, un\u2019altra volpe senza la coda!\u201d.<\/p>\n<p>Avanza istintivamente di un passo e gli animali fuggono velocemente. Non certo per paura. Piuttosto sembrano prenderla in giro.<\/p>\n<p>L\u2019uomo continua a sorriderle con quel ghigno psicopatico senza profferire parola.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 mi fissi cos\u00ec\u201d, la sorprende l\u2019uomo, \u201cnon dirmi che non hai mai visto due volpi\u201d.<\/p>\n<p>Erica non riesce a parlare, \u00e8 come paralizzata, confusa e sorpresa.<\/p>\n<p>\u201cVeramente mi chiedo perch\u00e9 le code siano attaccate alla sua cintura anzich\u00e9 alle legittime proprietarie! Certo che la fisso, \u00e8 sorpreso? Casomai sono io ad esserla per la domanda idiota che mi ha fatto! Ma \u00e8 pazzo o cos\u2019altro?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSi si, hai ragione ragazza, all\u2019apparenza \u00e8 tutto cos\u00ec strano, ma per favore non correre a conclusioni affrettate, non agitarti, non alzare la voce. Ho tre code appese alla cintura e due volpi a farmi compagnia, come vedi i conti non tornano\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE dunque? Questo \u00e8 fuori di testa\u201d pensa Erica.<\/p>\n<p>\u201cSei gi\u00e0 sicura che io sia una persona cattiva\u201d riprende l\u2019uomo, \u201cun violento torturatore di animali, un perfido bracconiere strappa code e bla bla bla solo perch\u00e9 hai osservato, ti sei auto convinta di un\u2019idea distorta e mi hai giudicato\u201d. Poi parlando con voce pi\u00f9 alta \u201cNon \u00e8 cos\u00ec e sai perch\u00e9?\u201d, fino ad urlare: \u201cSai perch\u00e9? Sai perch\u00e9??? No che non lo sai!!! Perch\u00e9 \u00e8 tutta un\u2019illusione!\u201d.<\/p>\n<p>Erica non sa se urlare a sua volta, scappare o correre dall\u2019uomo e prenderlo a bastonate. Continua a non capire.<\/p>\n<p>\u201cAdoro queste scene disordinate\u201d, \u00e8 l\u2019uomo a parlare \u201cquando mi capitano mi diverto come un bambino, mi piacciono le vostre facce arrabbiate senza motivo!\u201d e ride di gusto.<\/p>\n<p>Quindi si infila due dita in bocca, il pollice e l\u2019indice, si volta e fischia fortissimo.<\/p>\n<p>Immediatamente le due volpi gli si materializzano alle spalle e prendono nuovamente posizione al suo fianco, una a destra, l\u2019altra a sinistra.<\/p>\n<p>Erica continua a non capire i vaneggiamenti di quel pazzo davanti a lei.<\/p>\n<p>Scruta con attenzione le volpi immobili, socchiudendo leggermente gli occhi come per proteggersi dalla luce del sole e mettere meglio a fuoco la scena.<\/p>\n<p>\u201cMa cosa diavolo \u2026\u201d sono le uniche parole che le escono dalla bocca quando vede che ora, appesa alla cintura dell\u2019uomo, c\u2019\u00e8 una sola coda. Le due mancanti sono magicamente tornate al loro posto, attaccate al fondoschiena delle volpi.<\/p>\n<p>\u201cNon ci credo, no, non pu\u00f2 essere vero\u201d pensa la donna.<\/p>\n<p>L\u2019uomo sorride ed interrompe i pensieri di Erica con poche, taglienti parole: \u201cMi \u00e8 avanzata una coda, per caso ti pu\u00f2 interessare? La vuoi? Se rispondi di si \u00e8 tua. Dimmi di si e sar\u00e0 tua, sar\u00e0 tua, sar\u00e0 tua!!!\u201d<\/p>\n<p>E scoppia in una sonora risata che spaventa Erica. Non vuole certo la coda, piuttosto vorrebbe non fosse mai arrivata a penzolare sulla cintura dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Continua a spostare rapidamente lo sguardo dalle volpi all\u2019uomo, dall\u2019uomo alle volpi, quando il cellulare nella tasca inizia a squillare.<\/p>\n<p>Dapprima sembra non sentirlo, ancora avvolta da un misto di incredulit\u00e0 per l\u2019assurda scena, poi torna in s\u00e9 e lo estrae dalla tasca.<\/p>\n<p>Lo squillo \u00e8 ancora pi\u00f9 forte delle volte precedenti, \u00e8 assordante.<\/p>\n<p>Erica deve chiudere gli occhi per il fastidio che le provoca la luce del display, quindi alla cieca cerca il tasto per spegnere il fastidioso telefono. Lo trova, preme con forza ma le cade a terra.<\/p>\n<p>Improvvisamente tutto si fa scuro, solo alcune ombre intorno a lei sembrano reali.<\/p>\n<p>Confusa ed intorpidita si ritrova seduta su un lenzuolo bianco. Realizza di trovarsi in camera, sul letto. Si china e recupera dal pavimento il cellulare che non vuole saperne di fare silenzio, l\u2019aveva programmato in modo che la sveglia suonasse tre volte. Finalmente lo spegne.<\/p>\n<p>Ora nella stanza regna la quiete. Il braccio destro \u00e8 quasi completamente addormentato, il formicolio fastidiosamente intenso.<\/p>\n<p>\u201cCaspita che sogno pazzesco\u201d rivolta al vuoto della stanza.<\/p>\n<p>Con la mano sinistra accende la debole luce dell\u2019abat joure.<\/p>\n<p>Urla e sobbalza dal letto per lo stupore quando vede sul comodino un peloso ciondolo a coda di volpe.<\/p>\n<p>Rabbrividisce leggendo il biglietto d\u2019accompagnamento. Recita \u201cNiente \u00e8 come sembra!\u201d<\/p>\n<p>Sente ancora la risata sarcastica dell\u2019uomo &#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26029\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26029\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono le 8.30 di una calda domenica di Luglio. 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