{"id":26022,"date":"2015-12-14T18:13:04","date_gmt":"2015-12-14T17:13:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26022"},"modified":"2015-12-14T18:13:04","modified_gmt":"2015-12-14T17:13:04","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-lequivoco-di-lidia-bianchini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26022","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;L&#8217;equivoco&#8221; di Lidia Bianchini"},"content":{"rendered":"<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\">\u00a0 \u00a0Per qualche istante fu il diversivo delle anime annoiate che vegetavano nella sala d&#8217;aspetto del Centro Unico delle Prenotazioni dell&#8217;Ospedale Civile. Visibilmente di fretta, la donna aveva rischiato un imbarazzante, quanto doloroso, schianto sulla porta scorrevole dell&#8217;entrata che, per qualche mistero dell&#8217;ingegneria meccanica o della giustizia divina, non si era aperta al suo passaggio. Al posto di fare un trionfale &#8211; e assai profumato \u2013 ingresso, aveva, dunque, presentato per primo il suo poco forbito linguaggio che si era immediatamente sbizzarrito contro il sistema che sprecava i suoi soldi per mantenere non si era ben capito chi. Per fortuna la sua bella e invidiabile presenza aveva risanato in fretta il danno fatto dalla sua &#8211; non altrettanto elegante &#8211; lingua e un uomo, poco pi\u00f9 avanti di lei nell&#8217;et\u00e0, l&#8217;aveva consolata approvandone le argomentazioni con un eloquente cenno del capo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\">\u00a0 \u00a0Con le chiavi dell&#8217;auto ancora in mano, si era diretta stizzita verso l&#8217;eliminacode e, scorrendo velocemente le etichette di ciascun pulsante, aveva schiacciato decisa il dito laccato e ingioiellato sul &#8220;Prenotazioni \u2013 Annullamenti&#8221;. Un vero peccato che questo paese arretrato non le agevolasse l&#8217;agenda, il biglietto diceva chiaro che 21 persone attendevano da prima di lei. Si era guardata intorno, facendo quasi una piroetta, e poi aveva cavalcato veloce sugli stivali di pelle nera fino all&#8217;angolo che precedeva il corridoio dove una sedia libera l&#8217;aspettava vicino a due ragazze modaiole probabilmente addormentate dietro i grandi occhiali da sole. Una volta seduta \u2013 e solo dopo aver sospirato almeno un paio di volte \u2013 aveva posato la capiente borsa griffata sulle ginocchia e ne aveva estratto una cartellina argentata che era rimasta straordinariamente ferma per tutta l&#8217;attesa, tra il suo abbondante seno e la sopracitata borsa, nonostante il suo teatrale gesticolare.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\">\u00a0 \u00a0Inizialmente anche lei aveva mantenuto una decorosa immobilit\u00e0, ma l&#8217;inesorabile scorrere dei secondi, prima, e dei minuti, poi, &#8211; aggravato da un ipnotico orologio digitale che dominava sulla colonna centrale del salone \u2013 aveva cominciato presto a spazientirla. Le prime a tradire il suo contegno erano state le gambe che, accavallate e allungate su un lato, avevano cominciato a muoversi sul ritmo dei piedi nervosi seguite, nel giro di poco, dalle dita che si erano esibite in un rumoroso schioccare di ossa impossibile da ammutolire. Mentre calcolava il tempo che ciascun utente le faceva perdere, con lo sguardo, protetto da lenti scure, divagava sulle figure opache \u2013 e mal distribuite nello spazio &#8211; che non facevano altro che incalzare i suoi pensieri facendole trovare l&#8217;ennesima conferma di tutto quel che credeva. Nessuno dei presenti meritava di fruire della sanit\u00e0 pubblica, ovvero di quel servizio che lei contribuiva a mantenere sebbene lo usasse assai di rado. Questa globalizzazione avrebbe portato solamente alla disfatta del suo popolo. A causa della Chiesa non avrebbero potuto chiudere i confini, cosa che invece i Paesi pi\u00f9 all&#8217;avanguardia e meno bigotti avevano fatto. E via dicendo, perdendo a poco a poco la finta diplomazia che ne caratterizzava l&#8217;intera persona e lasciando libero sfogo al suo io tormentato dal profondo senso di ingiustizia che la vedeva lavorare tanto per non avere niente, se non qualche piccola propriet\u00e0 super tassata che neanche se la godeva e sporadici sfizi che meritava pi\u00f9 di ogni altro visto che provenivano dal sudore della sua fronte (anche se questa, paradossalmente, non riusciva a imperlarsi nemmeno coi vapori delle spa che frequentava settimanalmente).<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\">\u00a0 \u00a0Oltre a nutrire il flusso dei suoi pensieri guardando con la coda dell&#8217;occhio di qua e di l\u00e0, teneva il conto dell&#8217;avanzamento del suo turno e stimava la velocit\u00e0 dei suoi conterranei impareggiabile rispetto alla lentezza dei tanti \u2013 troppi &#8211; stranieri che non erano in grado di spiegarsi e mettevano a dura prova la calma degli operatori di sportello, oltre che la sua. In fin dei conti quello era un ospedale e non un&#8217;Opera Caritatevole e c&#8217;era chi non aveva tempo da perdere, ma sembrava che chi teneva le redini della faccenda non avesse chiara la situazione e non avesse ancora deciso di prendere seri provvedimenti. Fortunatamente alcuni numeri erano mancati all&#8217;appello e il suo turno era sembrato tutt&#8217;a un tratto pi\u00f9 vicino non fosse stato per un africano che aveva inceppato di nuovo la coda. Pronta quasi ad alzarsi, le era toccato fermare il suo impeto di efficienza davanti al plico di incartamenti sui quali il tizio cercava \u2013 senza ovviamente trovare &#8211; chiss\u00e0 che cosa e ritornare ad accontentarsi di poter solo sbuffare incessantemente. Se fino a quel momento la ragazza che le sedeva a fianco le era rimasta indifferente, all&#8217;occasione avevano sospirato all&#8217;unisono e lei aveva colto l&#8217;attimo per condividere i suoi pensieri prendendo sotto l&#8217;ala la giovane alleata che sicuramente soffriva alla stessa maniera.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\">\u00a0 \u00a0La donna si era girata con un gran sorriso e aveva esordito con un bel &#8220;E ti pareva!&#8221; pronunciato a bassa voce, ma con un&#8217;enfasi e una mimica inconfutabili, e poi aveva abbassato il capo per far vedere gli occhi che, definiti dall&#8217;eyeliner nero, chiedevano enigmatici se fosse mai possibile una cosa del genere. Per tutta risposta, la ragazza le aveva fatto un sorriso tardando a rigirare il capo quell&#8217;infinitesimo di secondo di troppo che l&#8217;aveva agganciata a una conversazione nella quale non pot\u00e9 entrare. Prima di attaccare il discorso, la donna aveva fatto nuovamente un sorriso &#8211; questa volta di visibile disprezzo \u2013 e aveva lasciato che una torsione del volto abbracciasse l&#8217;intera platea cos\u00ec da non escludere nessuno dal suo impietoso giudizio e poi aveva cominciato quello che fu, a tutti gli effetti, un monologo. &#8220;Non se ne pu\u00f2 pi\u00f9, vero? Vengono qui perch\u00e9 questo \u00e8 il paese dei balocchi. Dove lo trovi un altro posto come questo? Qui a loro danno casa e assistenza in cambio di niente e a noi invece danno tasse e contributi da pagare per mantenere loro! Ma si pu\u00f2? Vorrei vedere se io andassi l\u00e0 quale benvenuto riceverei &#8230; altro che benvenuto, il benservito mi darebbero! Vengono qui, hanno tutto e ancora fanno i delinquenti. Noi apriamo loro le case e loro le svaligiano; diamo loro lavoro e loro cercano di farsi mantenere; accogliamo i loro figli e loro portano i pidocchi. Ah, ma non pu\u00f2 andare avanti cos\u00ec, no, no di certo! Qualcuno deve far qualcosa. Guarda, anche se qualcuno tenta di assomigliarci in realt\u00e0 lo vedi subito che non \u00e8 dei nostri, io me ne accorgo e me ne sto alla larga&#8221; e proprio mentre il flusso di parole s&#8217;intensificava e prendeva le sembianze di un fiume in piena, improvvisamente sul display si era illuminato il numero 37 facendola sobbalzare.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\">\u00a0 \u00a0Immancabilmente pronta, si era alzata tenendo borsa e cartellina su un braccio lasciando cos\u00ec libera l&#8217;altra mano per salutare la sua nuova temporanea amica. &#8220;Arrivederci cara e buona fortuna. Speriamo cambi qualcosa per tutti noi!&#8221; e aveva sfoggiato l&#8217;ennesimo sorriso &#8211; stavolta pregno di sogni e speranze &#8211; che l&#8217;aveva tenuta lontana per un attimo da questo strampalato mondo. Si era girata diffondendo una gradevole folata della sua fragranza preferita e aveva allungato il passo in direzione dello sportello. Alzando appena la testa, la ragazza le aveva risposto, sollevando di poco la mano, un asettico quanto enigmatico &#8220;ciao&#8221; e e si era girata subito verso l&#8217;amica. Mentre le due si guardavano, l&#8217;eco del saluto aveva raggiunto la donna provocandole un brivido che era partito lungo la schiena e si era propagato su tutto il corpo. Cercando di non lasciar trasparire nulla, aveva continuato ad avanzare ripetendosi che sicuramente aveva capito male visto il silenzio che ora percepiva, ma d&#8217;un tratto di nuovo qualcosa di incomprensibile l&#8217;aveva destata. Finalmente al sicuro di fronte alla cordiale operatrice dall&#8217;infinito numero di matricola, aveva teso l&#8217;orecchio ritardando l&#8217;estrazione del necessario dalla cartellina e aveva divagato con la mente sui suoni minacciosi che era sicura di aver percepito.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\">\u00a0 \u00a0Dall&#8217;altro lato della sala, nessuno si era accorto di niente e cos\u00ec come alle sue orecchie giungevano indistinti malefici, al medio intelletto dei pi\u00f9 quella tra le due ragazze somigliava maggiormente a una conversazione iniziata con un &#8221; <i>Despre cine forbeste<\/i>?&#8221;<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a> al quale era seguito un vago &#8220;<i>Eu cred ca nu stie nici ea<\/i>&#8220;<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a> pronunciato aprendo le braccia al cielo. Di chi stesse parlando era chiaro che non lo sapesse nemmeno lei.<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\" lang=\"zxx\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>Ma di chi sta parlando?<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\" lang=\"zxx\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a>Credo non lo sappia nemmeno lei.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26022\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26022\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u00a0Per qualche istante fu il diversivo delle anime annoiate che vegetavano nella sala d&#8217;aspetto del Centro Unico delle Prenotazioni dell&#8217;Ospedale Civile. 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