{"id":26010,"date":"2015-12-14T12:28:11","date_gmt":"2015-12-14T11:28:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26010"},"modified":"2015-12-14T12:28:11","modified_gmt":"2015-12-14T11:28:11","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-carneficina-di-mattia-sacco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26010","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Carneficina&#8221; di Mattia Sacco"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 1.5;\">La soffocante attesa era giunta al termine: Giacinto e la moglie si apprestarono a lasciare Grosseto a bordo di una Renault Twingo, annata 98, di un color rosso opaco, per recarsi a Firenze, all&#8217;osteria Pepo&#8217;, per l&#8217;ora di pranzo.<\/span><\/p>\n<p>La vita di Giacinto e della moglie era la classica vita impiegatizia, con i suoi ritmi monotoni e avara di soddisfazioni personali. Non avevano figli e vivevano in periferia di Grosseto, dove neanche i lampioni notturni e qualche negozio disseminato qua&#8217; e la&#8217;, riuscivano a conferirle un minimo di umanit\u00e0.<br \/>\nLa gita fuori porta a Firenze, quindi, rappresentava uno squarcio di luce in quella landa desolata che era la loro esistenza.<br \/>\nGiacinto, una volta imboccata l&#8217;autostrada, premette a fondo sull&#8217;acceleratore, sfruttando la scorrevolezza di un traffico pressoch\u00e9 inesistente. In meno di un&#8217;ora giunsero a destinazione.<br \/>\nParcheggiarono nei pressi di Piazza delle Signorie, distante circa 500 metri dall&#8217;osteria.<br \/>\nUna volta scesi dall&#8217;auto, anziche&#8217; gustarsi un&#8217;atmosfera luminosa e culturalmente stimolante, si catapultarono, per volont\u00e0 di Giacinto, verso l&#8217;osteria.<br \/>\nL&#8217;osteria di Pepo&#8217;, situata in un vicoletto del centro storico, era rinomata per la succulenza delle sue bistecche alla fiorentina, cotte &#8211; narra la leggenda &#8211; su una brace rinascimentale.<br \/>\nGiunti al ristorante, Giacinto si rivolse con tono sommesso al primo cameriere incrociato, quasi supplicandolo di essere accompagnato al tavolo prenotato una settimana prima.<br \/>\nUna volta seduti, incominciarono a sfogliare il menu&#8217;, prestando scarsa attenzione e non beneficiando minimamente del clima conviviale e familiare, tra i tratti distinitivi dell&#8217;osteria.<br \/>\nLo scorrere le pagine del menu&#8217;, per Giacinto, era una pura formalita&#8217;: lui era venuto li&#8217; per papparsi la celebre bisteccona.<br \/>\nDopo circa dieci minuti, un cameriere paffuto e dalla pelle rossastra, chiese, in forte cadenza fiorentina, se fossero pronti per ordinare: la risposta fu affermativa.<br \/>\nLa moglie opto&#8217; per le tagliatelle al ragu&#8217; di cinghiale, mentre la scelta di Giacinto, ovviamente, cadde sulla Fiorentina, rigorosamente al sangue, con contorno di patate arrosto , il tutto accompagnato da un Chianti della Vendemmia del 2013.<br \/>\nL&#8217;attesa, di circa una ventina di minuti, fu estenuante: sia perch\u00e9 non aveva nulla di cui parlare con la moglie, sia perch\u00e9 era un appuntamento che aspettava da tempo quasi immemorabile.<br \/>\nUna volta giunta la bistecca, Giacinto si eclisso&#8217;: tutta il suo corpo e la sua anima si protesero verso di essa.<br \/>\nDi fronte a quell&#8217;incastro perfetto di filetto e controfiletto, tutti e cinque i sensi di Giacinto si dilatarono all&#8217;inverosimile, facendolo sentire un predatore.<br \/>\nAfferrando un coltellaccio dalle dimensioni importanti e dalla lama ultratagliente, incominci\u00f2 a squartare la carne senza piet\u00e0. Una volta divisa la bistecca in due pezzi, acchiappo&#8217; senza posate e con fare selvaggio la parte dove la carne era a contatto con l&#8217;osso, cominciando a triturarla con una voracit\u00e0 inumana e gli occhi iniettati di sangue.<br \/>\nGiacinto, un uomo mite e sommesso, spesso vittima delle burle dei colleghi, per via di una timidezza quasi servile, di fronte a quella bistecca, sub\u00ec una metamorfosi, trasformandosi in una creatura selvaggia e aggressiva, eccitata dall&#8217;odore del sangue, che ne accentuava l&#8217;istinto predatorio .<br \/>\nContravvenendo a qualsiasi norma del galateo, Giacinto inizio&#8217; ad azzannare e ingurgitare pezzi di carne dalle dimensioni spropositate, con un&#8217;ingordigia paragonabile a quella di un leone con la preda ancora viva tra le fauci.<br \/>\nQuel pranzo, per Giacinto, aveva un significato simbolico, quasi a rappresentare una forma di riscatto verso una societ\u00e0 spietata, di cui lui era sempre stato vittima, e verso cui aveva l&#8217;assoluta necessit\u00e0 di prendersi una rivincita, ricoprendo, per una volta, il ruolo di carnefice.<br \/>\nI denti, ad ogni morso, affondavano nella carne, perforandola e separandola definitivamente dall&#8217;osso, con la stessa violenza con la quale un neonato viene strappato alla madre.<br \/>\nGiunto a tre quarti di bistecca, Giacinto tent\u00f2 di inghiottire un pezzo di carne smisurato, il quale, per\u00f2, non ne volle sapere, restando bloccato tra la laringe e la trachea.<br \/>\nGiacinto, in preda al panico, afferr\u00f2 il bicchiere pieno disposto sul tavolo, spingendosi il vino in gola, nel tentativo disperato di disostruire il condotto laringo tracheale, con pessimi risultati.<br \/>\nA quel punto, nel caos generalizzato in cui era piombata l&#8217;osteria, la moglie infilo&#8217;, con nessuna delicatezza, la mano destra nella gola di Giacinto, peggiorando la situazione.<br \/>\nEra necessario un immediato intervento di tracheotomia, cosicch\u00e9 il proprietario chiam\u00f2 frettolosamente l&#8217;ambulanza, spiegando la situazione.<br \/>\nCirca 7 minuti e l&#8217;ambulanza arrivo&#8217;, ma non ci fu pi\u00f9 nulla da fare: il corpo esanime di Giacinto era sul pavimento, con la moglie disperata e con la testa poggiata affettuosamente sul petto inondato di lacrime.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26010\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26010\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La soffocante attesa era giunta al termine: Giacinto e la moglie si apprestarono a lasciare Grosseto a bordo di una Renault Twingo, annata 98, di un color rosso opaco, per recarsi a Firenze, all&#8217;osteria Pepo&#8217;, per l&#8217;ora di pranzo. 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