{"id":25904,"date":"2015-11-20T17:47:22","date_gmt":"2015-11-20T16:47:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=25904"},"modified":"2015-11-20T17:47:22","modified_gmt":"2015-11-20T16:47:22","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-non-ringraziare-mai-di-paolo-signorini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=25904","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Non ringraziare mai&#8221; di Paolo Signorini"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u201cMi dispiace veramente, ma la situazione economica dell\u2019azienda \u00e8 ormai irrecuperabile, inoltre, non abbiamo commesse da parte dei soliti fornitori, ne tantomeno da altri.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Le banche anno chiuso ogni fonte di affidamento e vogliono che si stili entro dopodomani un piano di rientro dei fidi a suo tempo concessi.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il microfono passa di mano dal direttore generale del Cantiere Navale al segretario.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u201cGli stipendi non verranno pagati neanche questo mese e con ci\u00f2 vi auguro e mi auguro di trovare al pi\u00f9 presto un altro impiego, buona fortuna a tutti!\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Le urla dell\u2019assemblea esplodono.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Alvaro scende lentamente gli scalini dell\u2019ingresso principale e continuano a ronzargli nelle orecchie le grida<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>di rabbia dell\u2019assemblea dei suoi compagni operai, ma tutto tende a divenire sempre pi\u00f9 ovattato finch\u00e9 percepisce ci\u00f2 che gli accade dintorno come dall\u2019interno di una campana di vetro che lo rende presente ma distaccato.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La sua disperazione gli sta giocando un brutto scherzo, ma egli continua ad allontanarsi dalla folla di colleghi inferociti, da solo verso l\u2019uscita dell\u2019azienda, che lo aveva assunto ragazzo per farne un operaio specializzato ed adesso, dopo venti anni, un disoccupato. Si gira a guardare i capannoni azzurri poi passa il passaggio carraio oltre la sbarra, attraversa il girello, si asciuga gli occhi ed accende l\u2019ultima sigaretta del pacchetto prima di accartocciarlo e gettarlo come il suo impiego, per sempre.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Non sente ancora il coraggio di tornare tra le quattro mura di casa, nessuno ad attenderlo, nessuno a consolarlo, nessuno a disperarsi con lui, nessuno va a braccetto con niente da fare.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Sono giorni ormai che gli operai sospettavano la chiusura inevitabile, ma la speranza di un rinvio o di un rimpasto societario teneva accesa la speranza, anche se la fiammella era sempre pi\u00f9 tenue.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u201c Ora che si fa?\u201d Quattro parole che accompagnano il passo indefinito di Alvaro, quattro parole che scandiscono il lento aspirare, comprimere, espirare, tossire, sputare, bestemmiare e chiss\u00e0 che altro. Quattro maledette parole che racchiudono la sua esistenza futura.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">A poche centinaia di metri per Helen sta iniziando un\u2019altra giornata. Anzich\u00e9 spegnere la sveglia e stirarsi prima di sollevarsi da letto,chiude il quaderno e depone la matita, reduce da l&#8217;ennesima notte insonne, afferra con le mani la protesi della gamba destra e con decisione la posiziona dov\u2019era una volta quella amputata, si solleva dallo sdraio rosso e guarda il suo giaciglio nell\u2019angolo, ormai solo, da<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>tempo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Come ogni mattina iniziano i ricordi, continua a guardare la gamba artificiale e quella naturale. Il fischio della macchinette<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>del caff\u00e8 ormai sa che deve fare da contorno ai suoi pensieri.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Riapre il quaderno che poc\u2019anzi aveva poggiato per dare un ultimo sguardo ai ritagli che contiene. L&#8217;ormai logoro manifesto, in esso ripiegato, mostra una figura di donna con alle sue spalle due leoni e la scritta in grassetto:<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u201c IL CIRCO MASSENZIO PRESENTA LA DOMATRICE HELEN \u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La solita espressione di rimpianto e odio le attanaglia il cuore, il solito desiderio di urlare, piangere, disperarsi. Il solito suono del clacson di un camion che transita vicino alla piazzola di sosta<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>portuale<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>della Roulotte dove Helen vive, la risveglia dall&#8217;abisso<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>dei ricordi e la incita ad iniziare un nuovo, uguale, insoddisfacente giorno, della sua sbagliata vita. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Camminare per Helen non \u00e8 pi\u00f9 un piacere, ma un esigenza. A fatica, ogni mattina deve spostarsi dalla zona industriale dove le lasciano parcheggiare la sua casa-roulotte e percorrere il lungo mare, fino alla pineta,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>dove interpreta il ruolo di veggente per i pochi turisti che la degnano di uno sguardo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Quando scosta il lembo della tenda per entrare la attanaglia ancora la sensazione inebriante che quel gesto rappresentava, di apparire al pubblico che la acclama. Ma nella tenda il pubblico non c&#8217;\u00e8, ad attenderla quel tavolo sconnesso, quel mazzo di carte che non parlano e quel mantello scuro che sembra preludere ad una fine gi\u00e0 scritta. Passano le ore ed i clienti si fanno sempre pi\u00f9 radi, l&#8217;avanzare della stagione autunnale sta lesinando i turisti. Una folla di uomini scuri in volto si sta disperdendo per le vie dinnanzi. Li vede accigliati in volto e piegati su di se. Capisce che il cantiere navale, situato a poche centinaia di metri , ha seri problemi occupazionali. A conferma di questo, i cori di ribellione urlati da un gruppo di manifestanti, all&#8217;ombra di rabbiose bandiere sindacali. Helen volta lo sguardo, quasi a sfuggire questa cruda realt\u00e0 e si trova di fronte un uomo impacciato, di bassa statura, con l\u2019inconfondibile caratteristica dipinta in faccia della persona buona. Il lungomare scorre accanto ad Alvaro come una pellicola in bianco e nero, nonostante il vocio dei bagnanti tutto appare lento e silenzioso, solo un gioco di luci lo risveglia dal suo torpore disperato, in esso una giovane donna agghindata di vesti nere e collane azzurre gli sorride e gli fa cenno di avvicinarsi.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Alvaro non capisce, ma come un automa la segue dietro una tenda.La donna accende incensi a profumare l\u2019aria, si inginocchia dinnanzi ad Alvaro e guardandolo con i suoi occhi neri inizia a parlargli come una madre ad un figlio:<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u201c Finalmente sei giunto alla svolta della tua esistenza senza intralci ne percorsi fuorvianti che avrebbero dannosamente reso ancor pi\u00f9 impervio il tuo cammino verso la fama.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Alvaro la guarda come un pescatore guarda un\u2019acciuga e mentre sta per proferir parola lei lo zittisce appoggiandogli, piano,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>la mano sulle labbra.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u201c Non dire niente, non c\u2019\u00e8 niente da dire vedrai da solo e dopo che avrai visto ricordati solo questo, non ringraziare, mai.\u201d L\u2019uomo paga saluta e si incammina sul lungomare, Helen non gli toglie lo sguardo di dosso.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Quella faccia gli ricorda il suo grande amico Francisco, il vecchio nano che l\u2019aiutava negli spettacoli con i leoni.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Le immagini le corrono nuovamente davanti agli occhi. Il suo ultimo spettacolo con il leone Bury, che era particolarmente agitato fin dal mattino, era stato un successo per il pubblico che la acclamava. Lei aveva voltato le spalle al leone ed aveva ringraziato il pubblico con un inchino.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il leone era corso verso di lei balzando dal suo trespolo e l\u2019aveva azzannata alla gamba.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Dopo due mesi di tentativi la cancrena aveva avuto il sopravvento e la gamba era stata amputata. Fine di una carriera, fine di un lavoro, fine di un amore, fine.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Per Alvaro la sera si avvicina ma non la voglia di rispettare le solite abitudini.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Nessun desiderio di preparare la cena, di ascoltare il notiziario, di scambiare i saluti con il vicinato, di criticare la squadra di calcio cittadina per i cattivi risultati, di fumare l\u2019ultima sigaretta in terrazzo guardando il tramonto.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">la melodia lontana del telefono afferra la sua attenzione e lo trascina di nuovo nel meccanismo della vita reale.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u201c Alvaro, sono il capo bacino del cantiere, ti disturbo?\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u201c No, dica<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>pure Signor Gelli.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u201cAbbiamo un problema al bacino 2. La nave che stavamo riparando ha subito un cedimento dell\u2019ossatura longitudinale della prua e non abbiamo vie d\u2019accesso per intervenire l\u00e0 dentro.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Due tuoi compagni sono chiusi tra le lamiere e le traversine, li riusciamo a contattare con la radio ma non abbiamo tempo per tagliare le lamiere e soccorrerli. Inoltre se usiamo la fiamma ossidrica gli bruciamo anche l\u2019ultimo ossigeno che hanno.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Tu che faresti?\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u201c Vengo l\u00ec!<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Cinque minuti ed arrivo.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u201c Grazie Alvaro\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il telefono \u00e8 gi\u00e0 sul tavolo, Alvaro \u00e8 gi\u00e0 in strada. Le auto suonano clacson all\u2019uomo che corre senza degnarle della sua attenzione.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Alvaro attacca alla tuta due erogatori d\u2019aria e dipana i tubi ad essi collegati, si cala nelle sentine con il suo corpo mingherlino, pensa a quante volte lo hanno ridicolizzato chiamandolo nano, pensa a come ridevano alla mensa per le sue porzioni di cibo adatte solo ad un bambino. Pensa e con i gomiti si fa strada tra l\u2019intrico di lamiere.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ogni tanto aspira dall\u2019erogatore, a volte si sofferma a controllare le note della struttura per non sbagliare percorso tra quell\u2019intrico di ferro buio ed uguale, ogni tanto pensa che deve salvare i suoi compagni, ogni tanto cerca di andare avanti e ricacciare i pensieri a fondo.Eccoli, li vede, accasciati uno vicino all\u2019altro, esausti dalla mancanza di ossigeno, rassegnati ormai.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Alvaro passa gli erogatori ai suoi compagni che a poco a poco si riprendono, lo abbracciano goffamente visto il poco spazio, lo ringraziano e piangono, scusandosi per averlo ridicolizzato per tanti anni.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Con la<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>radio danno l\u2019ok per iniziare a tagliare le lamiere.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">E\u2019 trascorsa una settimana, tutto sembra tornato alla normalit\u00e0, ma la serata sar\u00e0 allietata dalla cerimonia di consegna ad Alvaro di una pergamena di ringraziamento per l\u2019eroico salvataggio dei compagni e con esso un premio in denaro devoluto dagli operai del cantiere con una colletta.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Alvaro sale sul palcoscenico, che per l\u2019occasione \u00e8 una pensilina sull\u2019albero di sentina di una vecchia nave, prende il microfono e con le lacrime agli occhi si rivolge alla platea del compagni di lavoro:<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u201c Finalmente dopo tanti anni ho visto<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>che il vostro sguardo su di me era di ammirazione e non di derisione, finalmente mi sento anch\u2019io un tassello utile a questa societ\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Vi ringrazio tutti!\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La pensilina che sorregge Alvaro cede improvvisamente, i trenta metri che lo separano da terra vengono<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>percorsi dal suo corpo in un breve lasso di tempo, ma basta a ricordargli le parole che gli aveva detto la donna scura e lucente:<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u201cVedrai da solo e dopo che avrai visto ricordati solo questo, non ringraziare, mai.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"> La settimana passata non da ricordi di sorta ad Helen, salvo per la difficolt\u00e0 sempre maggiore a procurarsi il minimo sostentamento. Come ogni mattina apre la tenda pronta a sentire la sensazione che le dava una volta, ma stamani il vuoto, gira dentro la tenda, rovista, tocca ogni oggetto, la sensazione che fino ad oggi le faceva da compagna \u00e8 scomparsa.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Esce di nuovo, si guarda intorno in cerca di un appiglio ai propri pensieri, legge distrattamente i titoli della locandina del quotidiano locale.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u201c Uomo cade da un\u2019impalcatura nel cantiere navale dopo aver ringraziato i compagni che lo acclamavano, per un atto eroico compiuto nel bacino di carenaggio.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La foto eclissa ogni possibile dubbio sull\u2019identit\u00e0 della vittima. Il piccolo uomo con la sua faccia triste e buona la osserva dalla foto del giornale, quasi a dirle \u201c Mi avevi avvertito! \u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Helen si asciuga le lacrime e pensa che l\u2019unica vera predizione che ha fatto sar\u00e0 l\u2019ultima.<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_25904\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"25904\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cMi dispiace veramente, ma la situazione economica dell\u2019azienda \u00e8 ormai irrecuperabile, inoltre, non abbiamo commesse da parte dei soliti fornitori, ne tantomeno da altri. 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