{"id":25875,"date":"2015-11-13T17:25:52","date_gmt":"2015-11-13T16:25:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=25875"},"modified":"2015-11-13T17:25:52","modified_gmt":"2015-11-13T16:25:52","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-lindifferenza-della-luce-del-giorno-di-alberto-vailati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=25875","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;L&#8217;indifferenza della luce del giorno&#8221; di Alberto Vailati"},"content":{"rendered":"<p>\u00abDai per piacere Laura, lo sai che non ce la faccio, ti prego\u00bb e intanto sbatteva sconsolato la testa, dondolando le braccia avanti e indietro, ricordando a tratti il mulinare della coda delle mucche, in difesa da mosche e tafani. \u00abPer piacere un bel niente! La stessa storia tutti gli anni! Arriva l\u2019estate e tu, tu \u2026 \u00bb, puntando il dito e nascondendo a fatica l\u2019ira che cavalcava tumultuosa dal torace fino al cervello e ingrossava la carotide,\u00a0 \u00abcazzo Mauro, tu fai sempre cos\u00ec. Ah, ma questa volta sai che faccio? Sai che faccio? Fanculo la sabbia che ti infastidisce, fanculo il sole che poi ti scotti, fanculo la gente che schiamazza \u2026 io ci vado lo stesso e poi, quando viene sera e mi bevo un bel Margarita, ghiacciato, con la cannuccia fucsia e il lime a mezzaluna infilzato sul bordo del bicchiere, ecco, me ne bevo un altro, con la cannuccia verde larga e a mezza altezza e poi, non ti preoccupare, qualcuno che mi spalmi il doposole lo trovo! Ah s\u00ec che lo trovo\u00bb, sempre pi\u00f9 paonazza e congestionata. \u00abPerch\u00e9 fai cos\u00ec amore! Per \u00a0fav \u2026\u00bb e non riusc\u00ec a terminare\u00a0 le parole in quanto, nel frattempo, Laura aveva sbattuto la porta e se ne era andata, furente, gi\u00f9 per le scale, attaccandosi al corrimano in legno e appiccicandosi a ogni curva, maledicendo quel mollusco di moroso e tutti i consanguinei in fila. Era un tira e molla che durava oramai da tempo, fra litigate e pause a cuoricini rosa, fra sorrisi e sonori alterchi, fra periodi in cui Mauro manco si vedeva e giorni in cui pressava per uscire e \u201cdebordare\u201d, nel ricordo del tempo che fu, nel caos da movida, nella metamorfosi da bruco \u2013uomo accoppiato- e farfalla \u2013uomo libero-.<\/p>\n<p>Pausa dalle grida, in solitudine.<\/p>\n<p>Adesso passeggiava incerto, pinta di birra ambrata appena spillata in mano, osservando le piante di limoni che ormai esplodevano da quanto erano cariche e sentendo impellente il bisogno di liberare la mente; gli scooter sferragliavano fastidiosi rincorrendosi e il mare blu cobalto schiumava sulla arena senza posa, di onda in onda, sempre pi\u00f9 nerboruto. E Mauro rifletteva e nel contempo non rifletteva, si pentiva e poi gonfiava il petto, convincendosi di non dover mollare la protesta: titubante. Fondamentalmente era insoddisfatto, su tutti i fronti: non si piaceva, era stanco della solita arrembante monotonia quotidiana e per\u00f2 faticava a spezzare il limbo, temeva che se la biglia avesse iniziato a rotolare, non sarebbe pi\u00f9 riuscito a fermarla, sempre pi\u00f9 spinta dalla pendenza del fastidio inconcludente. Era un <em>immaturo cazzone, debosciato, frustrato e incapace<\/em>. In questo modo romantico Laura l\u2019aveva descritto ultimamente alle amiche ed era stata anche cos\u00ec carina da raccontarglielo.<\/p>\n<p>Si ferm\u00f2: la brezza iniziava la corsa entroterra \u2013 costa e portava con s\u00e9 profumi dolciastri e ammalianti; le palme muovevano la testa quasi ammiccando e i gabbiani garrivano e sembravano chiamarlo e ripetizione. S\u00ec, avrebbe seguito l\u2019invito, in fin dei conti il mare non era poi una pessima idea: sdraio affittata, ombrellone e calzini, cos\u00ec da tener lontani i pruriginosi granelli, un bel cocktail ghiacciato e il desiderio di sentir echeggiare un nuovo jingle estivo. Si rilass\u00f2 e lasci\u00f2 fuggire il sincopato nervosismo degli ultimi giorni: appollaiato e protetto, non era cos\u00ec male. Non era affatto male nemmeno il gruppo di ragazze a fianco. Quanti anni avranno avuto? Uhmm, non pi\u00f9 di venti, ventidue. Ascolt\u00f2 i discorsi: esami universitari, serate, le vacanze da organizzare. Voleva provare a interagire, ma fortunatamente si accorse di quanto fosse impresentabile con calze e pelle color latte. Forse camminando piano, ben asciutto, senza alzare troppo i piedi \u2026 e subito, un bimbo sfrecci\u00f2 a fianco, creando una nuvola di polvere e schizzando acqua da un secchiello divenuto semivuoto. Bestemmi\u00f2 attirando gli sguardi straniti delle giovani; si nascose dietro gli occhiali scuri, fingendo indifferenza. Faceva caldo, no, non era stata assolutamente una buona idea; le idee di Laura non erano mai buone idee! Cazzo, gli aveva rovinato il pomeriggio anche a distanza!<\/p>\n<p>A distanza, mica tanto \u2026 giusto un paio di file di ombrelloni pi\u00f9 in l\u00e0; se avesse allungato il collo e cercato con cura, l\u2019avrebbe vista, lusingata da un bikini scosciatissimo color avorio, mentre godeva dei baci del sole e degli occhi degli astanti. Un animale a suo agio, tra una spalmata di crema, un reggiseno slacciato che lasciava sfuggire un bel seno vigoroso, e gli slip sempre pi\u00f9 avvolti per celare solo quanto non era educato e permesso mostrare. Era talmente adirata che se ne era fatta tre di Margarita e adesso incominciava a sentirli crescere e urlare in testa. Per\u00f2, quanti bei ragazzi! E che bicipiti, che denti bianchi e labbra da sfiorare, sportivi, sorridenti, abbronzati. Quanto tempo aveva perso appresso a quel finto compagno!<\/p>\n<p>Si stese per cercare di calmare istinti e fumi dell\u2019alcool e, quasi senza accorgersene, si assop\u00ec. Sogn\u00f2 di viaggiare, in sella a uno moto di grossa cilindrata, attraverso la Spagna del sud, da Malaga a Granada, poi su fino alla bianca Cordoba, col fiato rovente della calura a soffiare indomito in faccia, finch\u00e9 la colorata Siviglia non attanagliasse la sua anima, tra flamenco e cantate al chiaro di luna. E tra un abbraccio e un\u2019occhiata rubata, si ritrov\u00f2 avvinghiata a braccia sconosciute, un collo dal sapore speziato e un basso bacino voglioso che spingeva veemente.<\/p>\n<p>Si dest\u00f2 madida e spaventata: le girava la testa e sobbalzava frastornato il cuore. Una ridda di emozioni faceva autoscontro nel petto e a ogni botta corrispondeva pi\u00f9 affanno nel respiro. Pens\u00f2 veloce a Mauro, a quei cinque anni in cui, in fondo, mai erano stati veramente felici e alla manifesta incapacit\u00e0 di comprendere e condividere, tipicamente maschile, che quell\u2019essere magistralmente spruzzava da tutti i pori; digrign\u00f2 i denti e con passi leggeri quanto un martello pneumatico, prese la via di casa. Era talmente furibonda che fin\u00ec per travolgere un poveretto chinato a sbattere le scarpe ricolme di sabbia. \u00abCaspita, mi scusi, mi perdoni, non l\u2019ho propr \u2026 e tu che cazzo ci fai qui?\u00bb, detto con tutto l\u2019odio possibile e arcuando all\u2019inverosimile le sopracciglia e le rughe della fronte; \u00abio, io, son venuto a cercarti, immaginavo fossi qui e volevo farti una sorpresa\u00bb, tapino, balbettando inizialmente e poi ben dissimulando l\u2019incertezza.<\/p>\n<p>Sedettero.<\/p>\n<p>Mauro ascoltava, strusciando di nascosto i piedi per ripulirli; \u00abnon ci credo, non \u00e8 da te. Sei stato veramente carino!\u00bb e, nel frattempo, gli accarezzava delicata la guancia sinistra. Era stupita e, come fosse stato strappato il foglio dei ricordi penosi, riusciva a vedere quell\u2019uomo sotto una nuova luce, quel piccolo gesto le mostrava quanto lui realmente l\u2019amasse.<\/p>\n<p>Dentro s\u00e9 sbuffava e maldestro: \u00abper\u00f2 adesso che dici, andiamo? Incomincia a far caldo e quel gruppo di bambini \u2026\u00bb, cambio di espressioni, perplessi. Silenzio.<\/p>\n<p>Distanza.<\/p>\n<p>Nonostante il sole iniziasse ad aprire il tubetto delle tempere tinta arancione, un brivido percorse la schiena di entrambi, le mani tornarono staccate, le facce contrite. \u00abOk, come vuoi, puoi andare. Io mi fermo, dimenticavo che un paio di amici mi volevano offrire l\u2019aperitivo\u00bb, liberando i fianchi dal pareo turchese, \u00abfatti sentire quando capisci quanto sei stronzo\u00bb, voltando le spalle e sculettando come una modella sulla passerella.<\/p>\n<p>Mauro scroll\u00f2 le spalle e la fiss\u00f2 mentre si allontanava. Si gratt\u00f2 la testa, sgran\u00f2 gli occhi, tolse i vestiti e butt\u00f2 nella sabbia. Era sudato, si impan\u00f2 a mo\u2019 di cotoletta e convinse ancor di pi\u00f9 di avere dannatamente ragione. Corse a perdifiato fino al mare, urlando come un pazzo frasi incomprensibili. Si tuff\u00f2 e rituff\u00f2 e quindi ancora una volta; stava capendo, finalmente non ascoltava pi\u00f9 rimproveri e richieste sul \u201cdover essere\u201d; finalmente annusava solamente l\u2019essenza del mare, del vento e del sole; finalmente si sentiva libero.<\/p>\n<p>Le bandiere seguitarono a sbattere sospinte da folate pi\u00f9 o meno consistenti; le campane dei pescherecci continuarono a sbatacchiare e ridondare lontano; un paio di ragazzi attesero il buio per appartarsi e promettersi amore eterno; altri due si incamminarono ognuno per un nuovo orizzonte, fermamente convinti di meritarsi qualcosa in pi\u00f9.<\/p>\n<p>E il sole, dall\u2019alto, strizzava felice un occhio, lasciando che fosse la luna a rimettere a posto le faccende di noi poveri umani, giocando a nascondino tra nuvole argentate e anime che quietavano e tentavano di dimenticare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_25875\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"25875\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abDai per piacere Laura, lo sai che non ce la faccio, ti prego\u00bb e intanto sbatteva sconsolato la testa, dondolando le braccia avanti e indietro, ricordando a tratti il mulinare della coda delle mucche, in difesa da mosche e tafani. \u00abPer piacere un bel niente! 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