{"id":25381,"date":"2015-06-02T00:19:23","date_gmt":"2015-06-01T23:19:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=25381"},"modified":"2015-06-02T00:19:23","modified_gmt":"2015-06-01T23:19:23","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-gherardo-lippopotamo-di-paolo-bartalini-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=25381","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Gherardo l\u2019ippopotamo&#8221; di Paolo Bartalini (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>un racconto\/prosimetro in otto atti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1 \u2013 IL MARE<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dovrebbe essere acqua<\/p>\n<p>la mia voce:<\/p>\n<p>un mare molto calmo<\/p>\n<p>appena sentito<\/p>\n<p>dalla sabbia lunare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E rimane basito Gherardo, che il mare \u00e8 ancora solo un vago odore salmastro, futuro semplice che si tuffer\u00e0 nei suoi occhi prima ancora di foderargli la pancia di freddo intenso dopo una corsa disperata tra cactus ed alberi di giuggiole, sterpaglie e silenzio rotto solo dall\u2019esserci, proprio in quel momento.<\/p>\n<p>Mare sconosciuto eppure preso a paragone.<\/p>\n<p>Mare a lungo atteso in una giornata senza vento.<\/p>\n<p>Trema l\u2019orizzonte contro l\u2019immagine mai vissuta di un\u2019immensit\u00e0 insondabile, sconfinata distesa d\u2019acqua vibrante percorsa da bagliori effimeri, lampi di vita affacciati sul firmamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2 \u2013 L\u2019OCA<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un\u2019oca galleggia.<\/p>\n<p>Un\u2019enorme oca lontana<\/p>\n<p>(eppure cos\u00ec grande)<\/p>\n<p>passa tutta la scia di luna.<\/p>\n<p>Un\u2019oca bianca<\/p>\n<p>scompare in silenzio.<\/p>\n<p>Un\u2019oca muta<\/p>\n<p>saluta.<\/p>\n<p>E nessuno vede.<\/p>\n<p>E la notte torna nella notte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3 \u2013 L\u2019AQUILONE<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gherardo \u00e8 come un aquilone viola<\/p>\n<p>con gli occhi immersi nel mondo affondato.<\/p>\n<p>Segue un maldestro pallone che vola:<\/p>\n<p>primo piano di scacchi bianchi e neri<\/p>\n<p>che subito svanisce risucchiato<\/p>\n<p>da una miriade di sguardi severi.<\/p>\n<p>Gherardo \u00e8 il limite delle nuvole di schiuma<\/p>\n<p>nell\u2019ora in cui non si arriva,<\/p>\n<p>quella in cui non si riparte,<\/p>\n<p>e tutto resta immobile come un sorriso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>4 \u2013 IL PRESENTE<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gherardo si sveglia,<\/p>\n<p>risponde mentalmente all&#8217;appello: &lt;&lt;presente!&gt;&gt;&#8221;<\/p>\n<p>Poi annusa l\u2019aria,<\/p>\n<p>vibrano le narici e tremola l&#8217;orizzonte<\/p>\n<p>dietro lo sfiato caldo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gherardo resta sospeso in pause rarefatte,<\/p>\n<p>prive di materia<\/p>\n<p>ed \u00e8 gi\u00e0 l&#8217;ora di coricarsi.<\/p>\n<p>Il tempo<\/p>\n<p>\u00e8 niente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>5 \u2013 I FUOCHI D\u2019ARTIFICIO<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>vampe,?vampe, vampe,?vampe, vampe,<\/p>\n<p>vampe ovunque,<\/p>\n<p>cielo che vomita fuoco<\/p>\n<p>e abbaglia le stelle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Resta negli occhi il lampo,<\/p>\n<p>inutili le palpebre<\/p>\n<p>e non serve fuggire via<\/p>\n<p>perch\u00e9 tutto \u00e8 vampe, vampe, vampe.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gherardo serra le labbra<\/p>\n<p>ma il tuono \u00e8 gi\u00e0 dentro<\/p>\n<p>scorre nelle viscere<\/p>\n<p>e gela le ossa<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Piangono le foglie<\/p>\n<p>scosse e ardenti<\/p>\n<p>e Gherardo \u00e8 soltanto<\/p>\n<p>una nuvola grigia;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non \u00e8 che fumo e sudore<\/p>\n<p>precipitati a terra.<\/p>\n<p>Pioggia d\u2019oro che resta<\/p>\n<p>sulle pietre accese<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gherardo divorava l\u2019aria<\/p>\n<p>come se dovesse finire a momenti.<\/p>\n<p>Acre saliva ancora il tuono<\/p>\n<p>nella gola in frantumi,<\/p>\n<p>tra fumi densi aderenti alla lingua,<\/p>\n<p>appiccicati ai denti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le mosche bianche vedeva spegnersi,<\/p>\n<p>stanche,<\/p>\n<p>disfatte,<\/p>\n<p>risucchiate in spirali evanescenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>6 \u2013 IL NODO INVISIBILE<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il naso gelato, raccoglie le forze Gherardo mentre ricerca la misura del passo, l\u2019attenzione, l\u2019espressione convinta di chi ha il controllo della situazione. Cos\u00ec passeggia teso, compreso nel proprio ruolo, protetto dall\u2019armatura grigia che a poco a poco si fa invisibile nelle ombre lunghissime del tramonto.<\/p>\n<p>In lontananza si accende una prima fila di lampioni, gli risponde la fila antistante, mentre i fari di ghiaccio del retro del supermercato rimangono ostinatamente spenti. Meglio cos\u00ec.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Stai qui, non ti muovere&gt;&gt;, gli \u00e8 stato detto. Oppure l\u2019ha immaginato, ha pensato che fosse un motivo perfetto quello dell\u2019attesa di nonsisaccheccosa, aprire la bocca al vento, seguire il disegno del piastrellato, accarezzare la memoria del percorso preciso che lo porta a fondersi coi fili d\u2019erba.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gherardo \u00e8 una chiatta silenziosa,<\/p>\n<p>lumaca scura che scorre lentissima<\/p>\n<p>sul prato, affrontando sicura l\u2019onta<\/p>\n<p>dei cartoni vuoti e dei cuori di panna<\/p>\n<p>dispersi, una domenica pomeriggio.<\/p>\n<p>Attraversa il nulla con calma surreale<\/p>\n<p>Per poi dal nulla ricominciare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La pancia come un timone innervato<\/p>\n<p>sonda il guanto melmoso del fondale.<\/p>\n<p>Alito gentile, figura diversa e uguale<\/p>\n<p>che a tratti fa stridere l\u2019anima legnosa<\/p>\n<p>e solo chi non la conoscesse<\/p>\n<p>potrebbe pensare ad un lamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>7 &#8211; IL LUNA PARK<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dietro colonne di cemento,<\/p>\n<p>ciminiere come archi tesi<\/p>\n<p>da corde di fumo che si annodano in cielo,<\/p>\n<p>Gherardo vede le luci delle giostre all&#8217;orizzonte<\/p>\n<p>e acceso di lacrime<\/p>\n<p>va incontro alla grande ruota<\/p>\n<p>punteggiato di colori tenui,<\/p>\n<p>ad ogni passo un poco pi\u00f9 vivi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Arretra e si rigira<\/p>\n<p>l\u2019enorme granchio luccicante<\/p>\n<p>solleva navi spaziali<\/p>\n<p>con le zampe di ferro<\/p>\n<p>gremite di canne e stantuffi<\/p>\n<p>e cenci intrisi d\u2019olio<\/p>\n<p>volano bimbe zanzara<\/p>\n<p>sulle oche bianche<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gherardo si mescola<\/p>\n<p>al brusio vibrante<\/p>\n<p>avanza come ombra nuda<\/p>\n<p>rivestita di rampicante<\/p>\n<p>riflesso dai petali d\u2019argento<\/p>\n<p>si specchia nella sera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giaciglio d\u2019asfalto trafitto dall\u2019erba,<\/p>\n<p>cielo ferito, altare rovesciato,<\/p>\n<p>ringhiere e cocci e barattoli di vero<\/p>\n<p>crepitio di tutti i fuochi capovolti,<\/p>\n<p>anima della montagna,<\/p>\n<p>milioni di nodi sciolti,<\/p>\n<p>tutti insieme, in un unico respiro,<\/p>\n<p>ignorati dalle infinite stelle<\/p>\n<p>che guardano solo il passato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>8 &#8211; IL SEGRETO DELLA SOSPENSIONE<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prenotata un\u2019intera file di tre, Gherardo si appropinqua al guichet, i documenti in tasca, ma chiss\u00e0 poi dove ha le tasche Gherardo, nessuno ci fa caso, forse perch\u00e9 l\u2019ovvia inconsistenza talvolta passa inosservata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gherardo \u00e8 di buon umore.<\/p>\n<p>Lo accoglie un giorno<\/p>\n<p>Dello stesso colore:<\/p>\n<p>Grigio com\u2019\u00e8 grigio un budino<\/p>\n<p>dopo che \u00e8 stato in forno<\/p>\n<p>Per tre ore<\/p>\n<p>Gherardo muove il codino<\/p>\n<p>E si nasconde dietro a un fiore<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gherardo ama le rime semplici, ma vuol far da narratore. Gli cedo l\u2019onere e l\u2019onore, d\u2019altra parte mi sento sempre pi\u00f9 distaccato, quasi etereo, una bellissima Giapponese mi chiede spiegazioni. Fila tredici, mia cara, adesso passano quelli dalla uno alla\u2026<\/p>\n<p>(un istante infinito, e comunque non posso farci niente).<\/p>\n<p>Era il primo maggio, credo, o forse ce n\u2019erano stati altri prima, non ricordo con precisione. L\u2019odore dolcissimo di mele fritte, la mensa dei poveri, da dietro la rete guardavo l\u2019enormit\u00e0\u2019 del mondo. Le formiche disegnavano cruciverba. Uno verticale, un\u2019ombra gigantesca mi taglia a met\u00e0, grigio scuro e grigio chiaro.<\/p>\n<p>Il mio padrone si atteggia a gran maestro, muove le mani nell\u2019aria, mi accecano i ritorni di sole.<\/p>\n<p>La missione consiste nel recuperare la memoria, ritrovare l\u2019inizio della storia, ogni indizio, il comizio, passa un tizio, oddio mi perdo ancora, navigo alla deriva, mi s\u2019impasta la saliva, dove eravamo rimasti? I ricordi erano guasti? Spumante e mele fritte, ad Asti.<\/p>\n<p>L\u2019immobilit\u00e0 \u00e8 percepire tutto questo, e arrivare al concetto che restano solo bottiglie vuote, tovagliolini e resti di cibo sul pavimento, c\u2019\u00e8 sempre qualcuno che rovescia i sott\u2019oli\u2026. L\u2019odore trascorso, ormai dolciastro, rimane attaccato alla pelle. Cos\u00ec sarebbe stato per molto tempo, anche dopo quel primo maggio, a parte Samanta, le altre formiche non sarebbero pi\u00f9 tornate, avendo ormai partorito il loro disegno generale: un interruttore che accende e spegne il mondo degli uomini, ogni ventiquattro ore, concetto semplice per noi ippopotami\u2026<\/p>\n<p>In quella seconda vita noi restiamo svegli o comunque neanche pi\u00f9 assopiti del solito, non tanto per egoismo, quanto per recuperare il tempo, che manca sempre. Scrivo questa storia sulla sabbia. La maniacale precisione e la leggerezza di Samanta mi aiutano a lasciare una traccia leggibile. Negli anni settanta Samanta lavorava come tavolinetto (un tavolino di formica, molto molto piccolo, ma pur sempre anni settanta), ora si \u00e8 riscattata, mi da\u2019 retta, ma si fida di me fino a un certo punto, preferisce muoversi nella fossetta, che io talvolta mi trascino dimentico di me stesso, e del peso relativo, che per una formica deve corrispondere all\u2019infinito (Samanta mi adora per questo).<\/p>\n<p>Un ippopotamo potrebbe diventare immediatamente dieci milioni di formiche da un decimo di grammo, ma tutte assolutamente stupide. La mia ricchezza, questo pallido presentimento del passato, deriva soprattutto dalla quantit\u00e0, e forse un po\u2019 anche dall\u2019odore di mele fritte, dal trucco dell\u2019invisibilit\u00e0, insegnatomi a suo tempo dal mio padrone (un pericoloso sbruffone, ma gli voglio bene lo stesso), sparire mi riesce assai bene, e nei giorni intermedi (noi ci riferiamo al venticinque Gennaio e mezzo, tanto per fare un esempio) non si deve temere neanche troppo affollamento sull\u2019aereo. Ma chi pilota? Non ci sono regole, non ci sono eccezioni, tutto esiste in ragione di un enorme sforzo di volont\u00e0.<\/p>\n<p>Intanto contemplo il mio padrone, fissato nella vanitosissima posa della spiegazione, questi momenti di sospensione umana sono un segreto mai rivelato, condiviso tra tutti gli animali del quinto quartiere e mezzo. Il sentore della terra percorsa da Samanta lo chiamo latte di formica, sale un odore acuto di tradimento, che si mescola alle mele. Mai condividere segreti con un ippopotamo narratore. E comunque non potete farci niente.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_25381\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"25381\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>un racconto\/prosimetro in otto atti &nbsp; 1 \u2013 IL MARE &nbsp; Dovrebbe essere acqua la mia voce: un mare molto calmo appena sentito dalla sabbia lunare. &nbsp; E rimane basito Gherardo, che il mare \u00e8 ancora solo un vago odore salmastro, futuro semplice che si tuffer\u00e0 nei suoi occhi prima ancora di foderargli la pancia [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_25381\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"25381\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":7135,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[217],"tags":[],"class_list":["post-25381","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2015"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25381"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7135"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25381"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25381\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25534,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25381\/revisions\/25534"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25381"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25381"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25381"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}