{"id":2538,"date":"2010-01-11T16:47:25","date_gmt":"2010-01-11T15:47:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=2538"},"modified":"2010-01-12T19:16:32","modified_gmt":"2010-01-12T18:16:32","slug":"silver","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=2538","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2010 &#8220;Silver&#8221; di Pina Greco"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 113.3pt 0pt 0cm;\"><span style=\"small;\">\u201cE\u2019 tutto. Grazie per la cortese attenzione e appuntamento a domani mattina, alle ore sette, per la prossima edizione del radiogiornale. Buonanotte\u201d. Via le cuffie e poi di corsa in stanza per spegnere il computer. Giulia amava il suo lavoro. E aveva la carica giusta per farlo. Era intraprendente, sicura di s\u00e9\u2026 si lanciava sulle notizie, fiutava il caso del giorno, realizzava le interviste pi\u00f9 disparate. E poi in onda e provare l\u2019emozione della diretta. Attorno a quel mondo girava la sua vita; l\u00ec aveva guadagnato i primi soldi, aveva avuto le prime soddisfazioni, i primi complimenti del capo, i riconoscimenti delle altre redazioni del circuito. E l\u00ec aveva incontrato Paolo. Occhi nocciola e ciglia lunghissime. Non c\u2019era stata attrazione a prima vista. Lui si occupava dell\u2019impaginazione del quindicinale di redazione ed era sempre seduto davanti al pc, occhi fissi al monitor e poche parole. La sua scrivania era sempre perfettamente in ordine. Era un abitudinario. Caff\u00e8 al mattino ed un piccolo vezzo: due gocce di profumo, prima di iniziare a lavorare, dal flacone blu che si intravedeva nel primo cassetto che puntualmente era semiaperto. Era fresco, gradevole, ormai familiare. Lo riconoscevi, era il suo profumo. Ma dietro quello sguardo basso, Giulia aveva saputo far affiorare emozioni nascoste, aveva portato alla luce un animo sensibile, ma anche lati oscuri della sua personalit\u00e0 che mai avrebbe potuto immaginare. Si erano fermati a parlare pi\u00f9 volte, prima timidamente, poi le conversazioni divennero sempre pi\u00f9 intense. Amicizie, famiglia, e la passione per il modellismo. Paolo rimaneva ore ed ore incollato al tavolo da lavoro della sua casa in campagna dove costruiva piccoli e grandi capolavori: \u201cSolo aerei\u2026 mi aiutano a volare via quando voglio\u2026\u201d, diceva. Fino a quando lui non le confid\u00f2 le sue paure. Era accaduto tutto in una notte. L\u2019orologio segnava le 23.15, aveva salutato i radioascoltatori pochi minuti prima quando, intenta a sistemare le ultime cose prima di andare via, una voce le sopraggiunse di spalle. \u201cIl telefono squilla in segreteria, chiaramente non ho risposto\u2026mi sembra un po\u2019 tardi per richiedere una dedica!\u201d, le disse sorridendo Paolo, \u201cPrima di andare via potresti dare un\u2019occhiata alla terza pagina del giornale, credo che Serena mi abbia dato un pezzo incompleto\u201d. Insieme diedero uno sguardo al testo, ma gli occhi di lui erano fissi su di lei. \u201cQui probabilmente era inserito un periodo &#8211; diceva Giulia &#8211; forse cancellato per sbaglio\u2026\u201d continuava, volgendo la testa verso di lui, ma un bacio la colse di sorpresa. Le labbra di Paolo si posarono sulle sue, fino a schiuderle per lasciare spazio alla passione. Le sue braccia forti la strinsero fino a farle male. Giulia si sentiva impotente e allo stesso tempo desiderosa di lasciarsi andare. Le sue mani scesero lungo i fianchi formosi, la toccavano, invadevano il suo corpo. Avidamente la bocca di Paolo cercava i suoi seni. Un vortice di emozioni li imprigionava, li catapult\u00f2 sul divano e li un\u00ec, mentre una fitta pioggia bagnava le finestre. Intorno a loro nessun rumore, soltanto la luce intermittente di un neon ormai guasto nell\u2019ufficio accanto. I movimenti prima lenti diventavano poi rapidi, frenetici. Giulia aveva ormai perso il controllo della situazione. La sua camicia le penzolava da un braccio, e gli occhi chiusi si aprivano prima per volgere lo sguardo alle spalle di lui, poi al soffitto ed ancora in basso, alle scarpe finite sotto una sedia. Rivoli di sudore scendevano dalla fronte di Paolo, mentre la sua mano grande andava a stringere forte i polsi di lei. Giulia si sentiva bloccata, fortemente attratta ma spaventosamente impaurita dalla potenza di lui. Le carezze che prima erano dolci diventavano quasi violente. L\u2019altra mano raggiunse il volto di Giulia, spingendolo lateralmente, schiacciando la guancia contro il bracciolo del divano. Lei era impaurita, si sentiva indifesa. Riusc\u00ec a liberare le braccia e con tutta la sua forza cercava di spingerlo in avanti e rallentare quella furia, ma invano. \u201cFermati\u201d \u2013 grid\u00f2 lei quando, quando le mani di Paolo le strinsero il collo fino quasi a soffocarla. \u201cNon respiro\u2026\u201d sussurr\u00f2 lei con un filo di voce, ma lui continuava ed il suo corpo sopra di lei non le lasciava spazio per allontanarsi. Lo sguardo terrorizzato di Giulia incontr\u00f2 gli occhi di Paolo. \u201cScusami\u2026 non volevo\u201d, bisbigli\u00f2 lui scostandosi. \u201cScusami\u2026 non riesco a controllarmi quando\u2026\u201d, una lunga pausa li fren\u00f2 ed il gelo scese tra i due. Il silenzio era interrotto dai loro respiri affannosi e dal ticchett\u00eco di un orologio che fino ad allora non si avvertiva e che man mano sembrava diventare assordante, insopportabile. \u201c\u2026quando ricordo quei momenti non sono me stesso\u2026non riesco a liberarmi di quelle immagini, ed ogni volta che mi avvicino ad una donna cerco di non pensarci, ma quelle scene ritornano prepotentemente\u2026\u201d, Paolo riprese a parlare. \u201cAvevo otto anni e stavamo tornando a casa. Aveva inserito la chiave nella serratura quando una mano le tappa la bocca e l\u2019altra le prende la mano, costringendola a girare la chiave per aprire la porta. La spinge a terra e si getta sopra di lei. Io non capivo cosa stesse facendo alla mamma\u2026 so soltanto che iniziai a piangere\u2026 piangevo a dirotto mentre guardavo quelle mani che le stringevano il collo, le facevano male\u2026poi gli schiaffi, gli insulti, mentre le lacrime scendevano dal suo viso\u2026lei non gridava ma ricordo il suo sguardo sofferente, triste, che per pochi attimi ha incrociato il mio\u2026\u00e8 stato terribile\u2026 forse anch\u2019io sono cos\u00ec, si\u2026sono cos\u00ec.. ma non vorrei\u2026 non voglio, aiutami ti prego\u2026\u201d. Sembrava tornato ad essere il bambino di ieri, la creatura ferita quel giorno lontano. Era seduto davanti a lei con il capo chino. Giulia tremava, ma si fece forza e attir\u00f2 a s\u00e9 Paolo. Un lungo abbraccio li un\u00ec teneramente. Con il suo calore Giulia tentava di calmarlo, mentre era ancora forte dentro di lei l\u2019ansia provata durante quegli attimi vissuti, momenti durante i quali aveva nutrito terrore di fronte a quell\u2019uomo che la teneva ferma con una veemenza mai avvertita e mai subita. Era viva l\u2019angoscia di quelle parole ascoltate da una voce flebile, rotta dall\u2019emozione che stava per sfociare in pianto. Paolo la guardava con dolcezza mentre le accarezzava i capelli. Le parole erano ormai superflue. Giulia lo scrutava e comprendeva la sofferenza che lo devastava. Le loro mani si cercavano per unirsi e le loro labbra facevano lo stesso, come per suggellare una nuova unione. I baci che seguirono cercarono di spazzare via tutte le inquietudini. Difficile abbandonarsi nuovamente, ma insieme raggiunsero la giusta intimit\u00e0 per farlo.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Lunghi silenzi correvano tra loro. Non c\u2019erano interrogativi, non c\u2019erano perch\u00e9, non c\u2019era spazio per spiegare cosa era accaduto, cosa stava accadendo al corso della loro vita, ma sapevano entrambi che l\u2019indomani non sarebbe stato pi\u00f9 lo stesso. Era l\u2019alba e Giulia aveva lasciato alle spalle lo studio, portando con s\u00e9 il suo sguardo perso nel vuoto, mentre la mente viaggiava nei ricordi degli attimi vissuti, delle parole ascoltate, dei sapori, degli odori, e di quel suo profumo, Silver, che non andava via\u2026<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2538\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2538\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cE\u2019 tutto. 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