{"id":25351,"date":"2015-06-01T23:46:00","date_gmt":"2015-06-01T22:46:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=25351"},"modified":"2015-06-01T23:46:00","modified_gmt":"2015-06-01T22:46:00","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-zombie-festival-di-linda-lercari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=25351","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Zombie Festival&#8221; di Linda Lercari"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;apocalisse zombie arriv\u00f2 del tutto inaspettata e si propag\u00f2, virulenta, alla velocit\u00e0 del suono. Sarebbe dovuto essere un esperimento arginabile di guerra batteriozlogica, ma l&#8217;idea che ebbe uno degli scienziati, ascoltando il figlio quindicenne, scaten\u00f2 la fine del Mondo.<\/p>\n<p>Il virus fu scatenato durante la pi\u00f9 famosa convention di fumetti e giochi di ruolo d&#8217;America che quell&#8217;anno, per l&#8217;occasione del centenario, si svolgeva in centro citt\u00e0 e non nei soliti capannoni industriali isolati.<\/p>\n<p>Mezzo milione di persone stipate fra le vie, molti, troppi di loro, truccati da personaggi dei fumetti, dei films e dei videogiochi preferiti. Peccato che da qualche anno l&#8217;intrattenimento si rivolgesse soprattutto alla figura dei morti viventi. Volti maciullati, mezzi teschi sorridenti, finte lacerazioni e sangue di barbabietola grondante da guance spolpate e braccia strappate. I figuranti si dimostrarono bravissimi nel camminare ciondonaldo e tentando di mordere a vuoto.<\/p>\n<p>Fin troppo facile. Nessuno si rese conto del pericolo sino a che non fu troppo tardi. Gli infetti si muovevano a scatti, gli occhi vitrei, non per l&#8217;effetto di speciali lenti a contatto, alla frenetica ricerca di nuova carne da mordere. La morte in maschera correva mietendo ignare vittime nell&#8217;allegra bolgia, nel calderone umano in costume.<\/p>\n<p>Il primo fu un condannato a morte. Non riusc\u00ec a credere ai suoi occhi quando lo portarono fuori dal carcere. Gli dissero che gli era stata concessa una sorta di amnistia purch\u00e9 si comportasse bene durante il festival. Una specie di esperimento sociale. Non furono convincenti, ma ogni istante passato fuori di prigione era come un anno in pi\u00f9 di vita per lui.<\/p>\n<p>Guard\u00f2 il cielo cos\u00ec azzurro da far paura e inspir\u00f2. Che buona l&#8217;aria! Non sapeva di metallo come quella che passava attraverso le sbarre. Fu la sua ultima boccata d&#8217;ossigeno. L&#8217;iniezione arriv\u00f2 inaspettata e subito i suoi occhi si spensero, il cervello cancell\u00f2 ogni ricordo e il cuore, dopo tanto patire, si arrese.<\/p>\n<p>Solo la smania rimase, la voglia di modere, di masticare. Se avesse potuto ragionare si sarebbe reso conto che non era lo stimolo della fame a farlo muovere. Digrign\u00f2 i denti cos\u00ec violentemente che un paio si spezzarono, le mani tremavano convulsamente. Attacc\u00f2 il primo passante che gli capit\u00f2 a tiro.<\/p>\n<p>La signora grassoccia non ebbe il tempo di rendersi conto di quanto accadeva. Il dolore infucato alla gola, il morso efferato. No! Perch\u00e9 a lei? Perch\u00e9 oggi? Non voleva&#8230; Non voleva morire&#8230; Si accasci\u00f2 sotto il peso dell&#8217;aggressore.<\/p>\n<p>In molti scattarono foto coi loro cellulari di ultima &#8211; e non per modo di dire: non ce ne sarebbe mai pi\u00f9 stata un&#8217;altra &#8211; generazione mandando a amici e parenti immagini di quella che pensavano fosse una ghiotta performance di figuranti professionisti.<\/p>\n<p>Fu l&#8217;odore del sangue, ma ne dovette scorrere parecchio, che scaten\u00f2, finalmente, il panico. L&#8217;aroma metallico e dolciastro sal\u00ec sino ai primi piani delle case e fu il terrore. I morti calpestati dalla gente impazzita furono forse di pi\u00f9 di quelli infettati dal virus. Chi si buttava sopra i corpi, chi moriva schiacciato fra il fiume di persone e i muri delle case. Strisciate rossastre quale testimonianza di corpi trascinati per metri dal nemico pi\u00f9 pericoloso: la paura.<\/p>\n<p>Qualcuno cerc\u00f2 rifugio negli androni cercando qualche oggetto con cui difendersi. Fu terribile constatare che la citt\u00e0 offre cos\u00ec pochi angoli sicuri e praticamente niente per costruirsi un&#8217;arma.<\/p>\n<p>Chris si accucci\u00f2 in un angolo e si tapp\u00f2 le orecchie. Non riusciva a respirare e l&#8217;apnea gli impediva di ragionare lucidamente. Doveva calmarsi, ma era impossibile.<br \/>\nUn uomo dal volto semimasticato gli fu addosso. Non seppe mai se fu l&#8217;istinto di conservazione o la fortuna che gli fece usare lo zaino come scudo. Spinse la borsa in faccia all&#8217;aggressore premendo con tutte le sue forze sulla bocca schiumante.<\/p>\n<p>Impazzito, cominci\u00f2 a scalciare. Ancora la dea bendata gli fece sferrare un colpo secco sul volto dell&#8217;aggressore. Il piede affond\u00f2 rincalcando il setto nasale dell&#8217;uomo sin dentro al cervello. Il tipo si accasci\u00f2 come una marionetta senza fili.<\/p>\n<p>Ah, che buona l&#8217;aria. Inspir\u00f2 a pieni polmoni e mille stelle roventi gli si accesero dietro gli occhi. La paura era un blocco solido che non si poteva deglutire. Disincastr\u00f2 la scarpa dal cranio maciullato e quasi vomit\u00f2 dallo schifo. Materia grigiastra e robaccia appiccicosa grondavano dalla caviglia alla suola.<\/p>\n<p>Nonostante i conati dovette reprimere il riso: sarebbe stato troppo, troppo, stupido scivolare e slogarsi una caviglia a causa di quel &#8220;fango cerebrale&#8221;. La cosa lo divertiva tantissimo, o, forse, era in preda a una crisi isterica e non se ne rendeva conto.<\/p>\n<p>Si affacci\u00f2 fuori, il suo angolino era tranquillo, ma non sufficientemente riparato. La calca si stava spostando un po&#8217; pi\u00f9 lontano e in quel momento non c&#8217;era nessuno per una buona porzione di strada. Raccolse lo zaino inzaccherato e tent\u00f2 la fortuna in un portone che aveva visto poco prima.<\/p>\n<p>Una ragazza gli corse incontro. Gli occhi fuori dalle orbite e il volto contorto dal terrore. Dietro di lei un altro di quegli esseri orribili. La porta ancora troppo lontana.<\/p>\n<p>Decise di fare l&#8217;eroe, afferr\u00f2 lo zaino e lo lanci\u00f2 addosso all&#8217;inseguitore, questi vi inciamp\u00f2 malamente cadend\u00f2, per\u00f2, addosso alla ragazza. Fu terribile vederla mordere ferocemente, le urla gli arrivarono sino al cuore pulsante del cervello. Si sent\u00ec uno schifo assoluto per la sua idiozia, ma ripieg\u00f2 nel portone: cos&#8217;altro poteva mai fare?<\/p>\n<p>Il buio lo colp\u00ec come un pugno in faccia. Non poteva vedere niente e non poteva neppure aprire di nuovo il battente per far entrare uno spiraglio di luce: troppo rischioso. Le grida di poc&#8217;anzi ancora gli rimbombavano come una campana e si stava di nuovo dimenticando di respirare. Tent\u00f2 di calmarsi, doveva riuscire a capire se era solo oppure se qualcun altro si era nascosto come lui.<\/p>\n<p>Qualcosa di peloso lo sfior\u00f2. A tentoni cap\u00ec che doveva essere un gatto. Grosso e caldo gli si strusci\u00f2 sulle gambe e gli mont\u00f2 sulle scarpe. Percep\u00ec un moto rassicurante, s\u00ec, stava facendo le fusa. Se un gatto fa le fusa vuol dire che va tutto bene.<\/p>\n<p>Non and\u00f2 tutto bene, un attimo dopo qualcosa di bavoso e stridulo lo attacc\u00f2 alle spalle. Si era fatalmente distratto. Si volt\u00f2 e anche se non poteva vederlo cap\u00ec perfettamente di essersi rinchiuso insieme a uno di quegli esseri. Cominci\u00f2 a urlare con quanto fiato aveva in gola, scivol\u00f2 e si mise in un angolo scalciando e urlando. Non vedeva niente, niente!! La creatura gli fu addosso e si avvent\u00f2. L&#8217;imbottitura della giacca lo salv\u00f2 dal primo morso, ma quanto avrebbe potuto resistere? Non voleva morire, non voleva morire solo quel mantra nel cervello e il panico totale.<\/p>\n<p>Afferr\u00f2 la fronte di quella &#8220;cosa&#8221; e con tutta la forza richiamata dalla paura riusc\u00ec a spaccarla contro il muro. Un gorgoglio e poi il nulla. I polmoni di Chris erano due prugne infuocate. La bocca impastata di saliva acida.<\/p>\n<p>Cap\u00ec finalmente di essere solo e, a tentoni, raggiunse una rampa di scale. Sal\u00ec. Cos&#8217;altro poteva fare ormai? Il gatto di poc&#8217;anzi gli danz\u00f2 attorno facendolo quasi cadere pi\u00f9 di una volta. Poi arriv\u00f2 a un pianerottolo con una finestra. Si affacci\u00f2.<\/p>\n<p>Sulla strada un grande tappeto rosso, ma non di tessuto, di sangue. Tutt&#8217;intorno drappi di carne sbrindellati e pezzi di vestiti strappati. Le stoffe dei cosplayers come un carnevale di coriandoli masticati. Urla disumane quale caconfonica fanfara. Chris respir\u00f2 l&#8217;aria metallica e sgran\u00f2 gli occhi davanti a quell&#8217;efferato zombie festival.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_25351\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"25351\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;apocalisse zombie arriv\u00f2 del tutto inaspettata e si propag\u00f2, virulenta, alla velocit\u00e0 del suono. 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