{"id":25278,"date":"2015-06-01T23:25:28","date_gmt":"2015-06-01T22:25:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=25278"},"modified":"2015-06-01T23:25:28","modified_gmt":"2015-06-01T22:25:28","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-adam-person-e-il-sistema-perfetto-di-elisabetta-tuccimei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=25278","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Adam Person e il Sistema Perfetto&#8221; di Elisabetta Tuccimei"},"content":{"rendered":"<p>Il fascio di luce gialla, proveniente dai grandi fanali posti tutto intorno alla volta dello scudo protettivo, illuminava a giorno l\u2019immenso agglomerato di Urbania, capitale dello Stato Mondiale Unito, comprendente altre otto citt\u00e0, uniche scampate al cataclisma che nel 2026 aveva distrutto la terra e la civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Nei dieci anni precedenti, in previsione di tale evento, le nazioni pi\u00f9 ricche si erano allertate \u00a0 costruendo le nove basi segrete che avrebbero dovuto salvare ed ospitare i potenti del pianeta, il loro enturage, scienziati e ricercatori di fama ed un \u00a0 numero imprecisato di uomini e donne, da impiegare come forza- lavoro.<\/p>\n<p>I fondi per far fronte alle ingenti spese erano stati accaparrati e utilizzati per portare a termine il\u00a0\u00a0 Progetto Nove, obbligando l\u2019Umanit\u00e0 a subire, prima della fine, gli effetti devastanti di una crisi economica globale, progressiva e irreversibile.<\/p>\n<p>Oltre il limite delle zone protette si era certi regnasse distruzione e desolazione.<\/p>\n<p>Ininterrottamente, dalle videopareti di ogni abitazione del popolo dei lavoratori, il MegaConsiglio dettava disposizioni perentorie, che ribadivano il divieto di qualsiasi azione o iniziativa personale: i trasgressori sarebbero stati puniti all\u2019istante tramite evaporazione.<\/p>\n<p>Tutti i lavoratori erano a conoscenza del dispositivo preposto all\u2019eliminazione: la microcapsula che era stata loro impiantata dietro l\u2019orecchio destro e che vi sarebbe rimasta, senza possibilit\u00e0 di rimozione, pena la morte istantanea.<\/p>\n<p>Alcuni effetti erano noti alla gente comune, come la scossa che lasciava inebetiti per ore ogni qualvolta si accennava a dubitare della validit\u00e0 di una legge o di un proclama, come pure quando non si prestava attenzione costante alla videoparete, non si assumevano cibi e pillole o indossavano indumenti assegnati dal Dipartimento Food&amp;Mode e, soprattutto, se si tentava di sottrarsi al controllo delle cibercimici che seguivano ogni minimo spostamento, sia dentro casa sia sul lavoro.<\/p>\n<p>Anche i rapporti tra le persone erano soggetti a disciplina: ogni famiglia poteva frequentare, solo in<\/p>\n<p>casa e nei giorni proclamati \u201cFesta Internazionale\u201d, amici scelti dal Dipartimento Friendsecurity cheprovvedeva personalmente all\u2019invio e al ritiro.<\/p>\n<p>Tra gli adulti, maschi e femmine, alcuni erano stati scelti dal Megaconsiglio e messi insieme per diventare tutori dei bambini che, rigorosamente, possedevano geni diversi dai loro; da questi si esigeva un distacco emotivo totale, cos\u00ec da rendere il clima familiare idoneo al compito affidato.<\/p>\n<p>L\u2019educazione dei bambini, e poi dei ragazzi fino ai quindici anni, era affidata esclusivamente ad apparecchiature sofisticate che provvedevano ad istruirli secondo direttive segrete.<\/p>\n<p>Le adolescenti, subito dopo gli studi, venivano sottoposte ad accurati esami, e, qualora ritenute idonee, dichiarate ufficialmente \u201c Madri del Popolo\u201de inseminate con materiale genetico altamente\u00a0selezionato; le scartate, se piacenti, avviate alle Case Del Piacere, le altre venivano impiegate come forza-lavoro, cos\u00ec come tutti i ragazzi, che, dopo aver donato il seme, venivano sterilizzati<\/p>\n<p>Il lavoro si svolgeva prevalentemente in enormi fabbriche, divise in vari reparti non comunicanti tra loro, nei quali macchinari assordanti, seguiti da operai costretti a lavorare per ore in assoluto silenzio, sfornavano a ritmo vertiginoso migliaia di pezzi diversi di cui nessuno conosceva l\u2019uso che ne sarebbe stato fatto, n\u00e9 il prodotto finale.<\/p>\n<p>Alla popolazione era concesso di vivere fino ai quaranta anni, allo scadere dei quali il Dipartimento Della Giustizia provvedeva all\u2019evaporazione.<\/p>\n<p>Il Sistema era perfetto : la vita, cos\u00ec organizzata e predisposta, non presentava problemi: una volta eliminati il denaro e il possesso di beni, il potere decisionale e di scelta, non sussistevano motivi\u00a0d\u2019insoddisfazione, recriminazioni o pretese, invidie e gelosie, n\u00e9 appropriazioni indebite o accaparramenti.<\/p>\n<p>Ognuno svolgeva il suo ruolo meccanicamente e senza pensieri inutili e dannosi.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in alto c\u2019era chi decideva, disponeva e provvedeva.<\/p>\n<p>Adam Person faceva parte dell\u2019equipe di programmatori che operava al Settore Controllo, dislocato in un\u2019ala dell\u2019edificio fortificato del Megaconsiglio; come i suoi colleghi non aveva sub\u00ecto l\u2019impianto microcapsulare per mantenere integre le facolt\u00e0 mentali indispensabili per la gestione ottimale del MacroCervello. A scienziati e ricercatori era stato impiantato un particolare dispositivo che lasciava ampia libert\u00e0 di pensiero ma che attivava la procedura di eliminazione tramite evaporazione qualora avessero tramato azioni sovversive riguardo al Sistema.<\/p>\n<p>Adam manteneva rapporti quasi quotidiani con il Professor Mivaco Sasai, eminente fisico ricercatore di cui era stato l\u2019allievo pi\u00f9 promettente e a lui si rivolgeva quando incontrava difficolt\u00e0 o perplessit\u00e0 nello svolgimento del lavoro; insieme avevano escogitato brillanti strategie per la soluzione di problemi complessi, trovandosi quasi sempre perfettamente d\u2019accordo; nel tempo si era consolidata tra loro un\u2019amicizia profonda, che doveva comunque apparire pura e semplice esigenza professionale.<\/p>\n<p>Negli ultimi giorni della settimana Person si era dovuto dedicare assiduamente, tramite il suo terminale, alla revisione annuale del Macrocervello, che era quasi giunta a conclusione, ma, nella sua mente si era fatto strada un dubbio che non gli dava tregua; cos\u00ec aveva deciso di confidarsi \u00a0 con l\u2019amico, anche se negli ultimi tempi aveva notato in lui un insolito riserbo nel comunicare i suoi pensieri ed un\u2019aria assorta e inspiegabilmente preoccupata.<\/p>\n<p>Terminato il lavoro l\u2019aveva quindi chiamato, chiedendogli se era possibile incontrarsi al pi\u00f9 presto per parlare di una cosa di estrema importanza; questi lo aveva invitato a salire \u00a0 dopo cena al laboratorio nel quale avrebbe dovuto trattenersi ancora a lungo; aveva avvertito nella sua voce un tremito particolare o l\u2019 impressione era dovuta al suo stato d\u2019animo?<\/p>\n<p>Aspett\u00f2, contando i minuti, che arrivasse l\u2019ora dell\u2019appuntamento, cercando \u00a0 freneticamente una risposta alternativa e plausibile al fatto di non aver ricevuto, sei mesi prima del suo quarantesimo compleanno, la Comunicazione Di Scadenza, prassi adottata senza possibilit\u00e0 di errore per tutti gli esseri umani, con la sola esclusione dei membri del Megaconsiglio e degli scienziati, e lui non era n\u00e9 l\u2019uno n\u00e9 l\u2019altro; inoltre aveva superato il limite massimo da quattro giorni e ci\u00f2 contravveniva la legge \u00a0 e destabilizzava le sue sicurezze e il rigore con il quale aveva sempre affrontato la vita.<\/p>\n<p>Il motivo era ormai chiaro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le sue labbra \u00a0 pronunciarono a fatica l\u2019affermazione straziante<\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u201c<\/strong><strong>IO SONO&#8230; UN \u00a0 ROBOT!\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Usc\u00ec stravolto dal suo appartamento e percorse con passo spedito il breve tratto di strada che lo separava dall\u2019edificio nel quale lavoravano entrambi, anche se su piani diversi: tutto, stranamente, gli appariva triste e ambiguo, le strade, le costruzioni, le luci e quell\u2019enorme scudo rilucente che tratteneva nel silenzio una citt\u00e0 morta.<\/p>\n<p>Ormai sapeva che poteva pensare ogni nefandezza senza essere punito e, lasciandosi andare alla disperazione, fece quanto di pi\u00f9 proibito si potesse fare in \u201cquella\u201d vita: pianse.<\/p>\n<p>Con gli occhi brucianti per la fuoruscita dell\u2019acre liquido che circolava nei suoi condotti artificiali ordin\u00f2 alla piattaforma elevatrice di condurlo al trentatreesimo piano; l\u2019eco dei suoi passi rimbombava nelle sale deserte, come il cuore nel suo petto, anche se un cuore vero e proprio non lo aveva mai avuto.<\/p>\n<p>Arrivato alla porta del laboratorio scand\u00ec, davanti allo schermo del rilevatore d\u2019identit\u00e0, la sequenza vocale prestabilita ed entr\u00f2; il locale era appena rischiarato dalla luce azzurrina del display del gestore bionico, sul quale il professore effettuava le sue ricerche. Ma di lui non vi era traccia.<\/p>\n<p>Adam si avvicin\u00f2 e lesse le parole che vi erano scritte:<\/p>\n<p>\u201c Dai da mangiare ai pesci!\u201d<\/p>\n<p>Conoscendolo bene, pens\u00f2 che qualsiasi motivo fosse stato la causa della sua assenza all\u2019appuntamento gli avrebbe lasciato sicuramente un messaggio di scuse e non un ordine da eseguire, tanto pi\u00f9 che il professore non aveva mai permesso ad altri di nutrire i pesci del suo acquario, cura che riservava \u00a0 esclusivamente a se stesso e che eseguiva con immenso piacere.<\/p>\n<p>Certo che le parole digitate nascondessero un\u2019indicazione ben pi\u00f9 importante si diresse alla parete-acquario nella quale i pesci si muovevano con estrema lentezza.<\/p>\n<p>Prontamente apr\u00ec lo sportello posto di lato alla parete, prese il contenitore del cibo, ne sollev\u00f2 il coperchio e frug\u00f2 nella polvere essiccata di gamberetti. Fu colto da una vertigine improvvisa quando con la punta delle dita avvert\u00ec qualcosa di consistente; estrasse con cura una piccola scatola in policarbonato e, dopo averci soffiato sopra, la mise al sicuro nella tasca incernierata della giacca.<\/p>\n<p>In preda ad un\u2019inquietudine mai prima d\u2019allora provata e brancolando nella penombra della stanza si avvi\u00f2 all\u2019uscita, quando il suo piede calci\u00f2 qualcosa che rotol\u00f2 tintinnando.<\/p>\n<p>Tast\u00f2 freneticamente il pavimento finch\u00e9 avvert\u00ec sotto la mano un piccolo oggetto metallico che serr\u00f2 nel pugno con tutta la sua forza.<\/p>\n<p>A grandi passi usc\u00ec dal laboratorio compiendo il percorso inverso senza servirsi della piattaforma ma scendendo le strette interminabili scale di servizio, sconvolto dalla certezza atroce che la sua mente tentava spasmodicamente di rifiutare.<\/p>\n<p>Cammin\u00f2 furtivo nella strada deserta, rasentando i muri. Per la prima volta nella sua vita si sentiva insicuro, impaurito ed estremamente, irrimediabilmente solo.<\/p>\n<p>Arrivato a casa si butt\u00f2 sul divano, stringendo al petto con tenerezza il dono segreto, ancora chiuso nella scatolina e pass\u00f2 ore a rigirare tra le dita la capsula d\u2019oro, perso nello stesso luccich\u00eco intravisto nei sorrisi del suo amico.<\/p>\n<p>Ripens\u00f2 alle serate passate insieme in allegria, a tutto quello che gli aveva insegnato, alla bont\u00e0 e all\u2019onest\u00e0 che aveva saputo trasmettergli con infinita pazienza e dedizione, ai giorni delle scoperte condivise, delle vittorie e delle sconfitte.<\/p>\n<p>Ora aveva tra le mani tutto ci\u00f2 che restava di lui ed ormai la vita gli appariva inutile e insensata.<\/p>\n<p>Apr\u00ec la scatola : vi trov\u00f2 due fogli piegati, scritti con la grafia che ben conosceva.<\/p>\n<p><em>\u201c Mio caro Adam, unico e fedele amico, lascio a te questo scritto, sapendo imminente la mia fine.<\/em><em>A te, figlio mio &#8211; e ti chiamo figlio poich\u00e9 io stesso ho riprogrammato i tuoi circuiti cerebrali perfezionandoli in complessit\u00e0 e versatilit\u00e0 &#8211; ho donato una mente positronica, condizionata per vivere, pensare, sentire come l\u2019uomo e in grado di sviluppare ci\u00f2 che lo rende unico, come la capacit\u00e0 di amare e di provare compassione, il senso di appartenenza e di solidariet\u00e0, secondo i valori morali ed etici che \u00a0 caratterizzano una societ\u00e0 civile.<\/em><\/p>\n<p><em>Perdonami se non ho ritenuto necessario svelarti, prima d\u2019ora, la tua natura ma noi ben sappiamo che ogni vera conoscenza deve essere acquisita personalmente, indagando ed interrogando il proprio intimo, cos\u00ec da interiorizzarla e possedere il discernimento necessario per agire secondo coscienza e giustizia.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>Ci\u00f2 che devi in ogni caso conoscere \u00e8 la storia che ci ha condotto fin qua: dalla pioggia di meteoriti, abbattutasi sulla terra nel 2026, si erano salvati in pochi e, tra quei pochi, proprio quelli che avevano affamato i popoli della terra per costruire le citt\u00e0 rifugio avevano assunto con la forza il potere, costituendosi arbitrariamente Membri del Megaconsiglio, con diritto di vita e di morte sui pi\u00f9 deboli..<\/em><em>Nel tempo coloro che detenevano il potere assoluto avevano istituito i Dipartimenti per i Servizi e il Controllo, per i quali erano stati costruiti e impiegati esclusivamente robot umanoidi di prima generazione. Tu eri uno di questi che io ho sottratto, fingendo un guasto irreversibile e una necessaria e pronta distruzione.<\/em><\/p>\n<p><em>Ai robot di seconda generazione, costruiti con particolarit\u00e0 specifiche per la difesa, era stato assegnato il controllo ininterrotto dell\u2019 AREA P.( area proibita ) nella quale era ed \u00e8 tuttora posizionato il Macrocervello.<\/em><\/p>\n<p><em>Per tutti voi androidi \u00e8 impossibile contravvenire alla \u201cLegge\u201d arrecando danno agli esseri umani o disobbedendo agli ordini da loro ricevuti, ma, sempre secondo la vostra legge, la protezione dell\u2019Umanit\u00e0 ha la precedenza sulla protezione del singolo individuo, soprattutto quando questo si dimostra nemico dell\u2019Umanit\u00e0 stessa..<\/em><\/p>\n<p><em>Il Macrocervello, macchina perfetta e d\u2019inestimabile valore, \u00e8 il folle strumento al servizio di pochi potenti, l\u2019esecutore unico e il gestore dell\u2019ordine stabilito da menti malvagie.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci\u00f2 \u00e8 in contrasto con la legge di salvaguardia dell\u2019uomo e della sua sicurezza.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>Alcuni giorni fa, sono riuscito, tramite il mio gestore e con un\u2019azione di vera pirateria informatica, a collegarmi con \u00a0 le telecamere a circuito chiuso che monitorano il locale che custodisce il Macrocervello.<\/em><em>Ho visto che questo \u00e8 completamente inglobato in un\u2019enorme struttura semitrasparente, a forma di calotta, sulla quale braccia meccaniche saldano, a pieno ritmo, nuovi componenti, scaricati da grossi camion che si avvicendano ininterrottamente. Sicuramente questi pezzi provengono dalle fabbriche dove sono impiegati i lavoratori umani.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>Da giovane mi capit\u00f2 di sfogliare di sfuggita un libro, poco prima che fosse incenerito insieme a tutti quelli che parlavano di un lontano passato, giudicati inattendibili e pericolosi per la sicurezza pubblica; lessi il resoconto di alcuni studi per la costruzione di una gigantesca \u201cnave spaziale generazionale\u201d che avrebbe dovuto ospitare diverse generazioni di uomini al fine di raggiungere, al di la del sistema solare una stella, chiamata Proxima Centauri, distante dalla terra ben quattro anni luce, nella quale vi erano condizioni favorevoli alla vita umana.<\/em><\/p>\n<p><em>Allora il progetto e le sue ipotesi mi sembrarono il vaneggiamento di un folle ma, alla luce di quanto ho scoperto ultimamente e della segretezza che in tutti questi anni mi \u00e8 stata richiesta nel fornire dati al Megacervello perch\u00e9 li elaborasse, sono certo che chi ci comanda si sta preparando ad abbandonare la terra; temo soprattutto per gli esseri umani che, in questo caso, non avrebbero pi\u00f9 alcuna utilit\u00e0 e rischierebbero l\u2019eliminazione in massa.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>Sono convinto che l\u2019ora \u00e8 molto vicina.<\/em><\/p>\n<p><em>A te confido il mio sgomento e in te ripongo ogni mia speranza affinch\u00e9 questa povera Umanit\u00e0, imprigionata in un Sistema crudele e disumano, possa ritrovare i valori inalienabili della dignit\u00e0 e del rispetto.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>Voglio infine rivelarti che scelsi il nome con il quale sono conosciuto, in onore del mio antenato biochimico, ai suoi tempi considerato il padre della robotica; i membri della mia famiglia, per generazioni, si sono trasmessi oralmente un suo testo basilare, che, giunto fino a me, ha suscitato la passione e permeato tutti i miei studi..<\/em><\/p>\n<p><em>Anagrammando il mio nome scoprirai il suo.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/em><em>Con tutto l\u2019affetto\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 il tuo amico Mivaco Sasai<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Adam , robot umanoide, dopo aver appreso la verit\u00e0 dagli scritti del suo amico professore, svanito nel nulla, comprese all\u2019istante la necessit\u00e0 di lottare in favore del Popolo Dei Lavoratori con i quali, adesso ancor pi\u00f9 di prima, sentiva di condividere il diritto alla vita e alla dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Non c\u2019era un attimo da perdere, doveva agire\u2026 e subito!<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Usc\u00ec dalla sua abitazione con passo spedito dirigendosi all\u2019Area P, \u00a0 al Settore Controllo, nell\u2019ala \u00a0 destra del palazzo del Megaconsiglio; nel suo ufficio aveva lasciato in sospeso le ultime fasi della revisione annuale del Macrocervello, lavoro a lui riservato per le sue particolari competenze nella programmazione e gestione di sofisticati sistemi cibernetici.<\/p>\n<p>Port\u00f2 la sua postazione a mezz\u2019aria , proprio davanti al sistema pulsante del nemico, tenendo stretto con determinazione il sincromouse.<\/p>\n<p>Sorrise maliziosamente al terminale, da macchina a macchina, in accordo perfetto.<\/p>\n<p>Il cervellone era nelle sue mani adesso!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Elisabetta Tuccimei<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_25278\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"25278\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fascio di luce gialla, proveniente dai grandi fanali posti tutto intorno alla volta dello scudo protettivo, illuminava a giorno l\u2019immenso agglomerato di Urbania, capitale dello Stato Mondiale Unito, comprendente altre otto citt\u00e0, uniche scampate al cataclisma che nel 2026 aveva distrutto la terra e la civilt\u00e0. Nei dieci anni precedenti, in previsione di tale [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_25278\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"25278\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":7122,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[217],"tags":[],"class_list":["post-25278","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2015"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25278"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25278"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25278\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25506,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25278\/revisions\/25506"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25278"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25278"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25278"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}