{"id":25244,"date":"2015-06-01T18:42:03","date_gmt":"2015-06-01T17:42:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=25244"},"modified":"2015-06-01T18:42:03","modified_gmt":"2015-06-01T17:42:03","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-ventotto-gennaio-di-anna-nicolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=25244","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Ventotto gennaio&#8221; di Anna Nicolini"},"content":{"rendered":"<p>Sara viveva a Venezia, condivideva un appartamento con altre cinque ragazze e la casa era un porto di mare, la sera c\u2019era sempre qualcuno a cena e poi festicciole improvvisate o lunghe chiacchierate con musica. Per Sara si avvicinava il momento della partenza per il suo stage in Cina, voleva a tutti i costi chiudere alcuni esami prima di partire, la mattina frequentava le lezioni, il pomeriggio lavorava qualche ora in un baretto in Campo S. Margherita e la sera doveva assolutamente studiare ma in casa era impossibile. La sala studio della facolt\u00e0 di Architettura era aperta fino a mezzanotte ed era a pochi minuti a piedi da casa cos\u00ec lei la sera verso le otto si chiudeva l\u00ec dentro e cercava di studiare.<\/p>\n<p>Sara aveva notato un ragazzo seduto sempre da solo nell\u2019 ultima fila di banchi, lo guardava di sfuggita entrando, poi si sedeva nelle file pi\u00f9 avanti e gli voltava le spalle, aveva come la sensazione che lui la osservasse da dietro ma non si girava mai, cercava di stare concentrata sui suoi libri. Dopo un paio d\u2019ore lui regolarmente si alzava e usciva un attimo per una pausa, lei lo guardava camminare di spalle e aspettava che rientrasse spiando da sotto gli occhiali, rientrando lui incrociava il suo sguardo e abbozzava un sorriso, poi se ne tornava al suo posto.<\/p>\n<p>Sera dopo sera, settimana dopo settimana, lui sempre seduto al solito posto, lei al suo, alcune sere mancava lei, altre \u2013 rare \u2013 non c\u2019era lui. Sara usciva sempre tardi, un attimo prima della chiusura, si alzava e raccoglieva le sue cose, buttava uno sguardo veloce indietro e lui era sempre ancora l\u00ec a testa bassa. Sara aveva notato che spesso lui non studiava ma leggeva dei libri, romanzi, poesie, letture per diletto e lei si chiedeva perch\u00e9 mai questo ventenne stesse a leggere in una stanza cos\u00ec asettica invece che steso sul bordo di un canale nell\u2019 atmosfera magica di quella citt\u00e0 meravigliosa in cui avevano la fortuna di vivere, come faceva lei quando si prendeva mezz\u2019ora per leggere la sua amata Szymborska.<\/p>\n<p>Una sera come un\u2019altra Sara esce assorta nei suoi pensieri, fa fresco e indossa un giubbotto caldo, nell\u2019uscire dal portone l\u2019aria umida del canale le punge la fronte, lei si tira su il cappuccio, abbassa il mento e si incammina verso casa. Accartocciata in quel suo rifugio sente una voce che dice qualcosa e una presenza che le si avvicina, si volta e vede lui che allunga la mano nella quale stringe un paio di occhiali.<\/p>\n<p>\u201cLi avevi dimenticati sul banco\u201d<\/p>\n<p>Sara ringrazia impacciata, scambiano due parole veloci e poi via sotto il cappuccio.<\/p>\n<p>La sera successiva, alle otto puntuale Sara entra in aula e lo vedo seduto in seconda fila &#8211; al posto dove di solito siede lei &#8211; \u00a0si avvicina e prende posto a fianco a lui, lui sorride e si ributta sui suoi libri. Dopo una mezz\u2019ora lui appoggia una matita sul libro di Sara, lei lo guarda, lui le fa cenno di uscire, escono e chiacchierano un po\u2019.<\/p>\n<p>Da quella sera Sara e Marcello diventano inseparabili.<\/p>\n<p>Per qualche mese si frequentano ogni giorno, sono amanti e amici sinceri, condividono tempi e spazi, vicende, giornate, nottate, amici e letture.<\/p>\n<p>Un amore giovane e intenso tra uno studente di economia appassionato di finanza e di belle letture, ambizioso e intraprendente fuori, dolce e fragile dentro e una studentessa di lingue diligente e precisa fuori, timida e tormentata dentro.<\/p>\n<p>Arriva il momento della partenza di Sara per il suo semestre in Cina, fuori \u00e8 spavalda ed entusiasta, dentro di s\u00e9 brulica di timori per quello che la aspetta e lui &#8211; che la legge dentro come pochi altri &#8211; l\u2019ha capito bene. La loro ultima sera insieme camminano in una calle con degli amici,\u00a0Sara se ne sta a testa bassa un po\u2019 in disparte, lui si avvicina e le dice deciso che la vuole vedere alzare il mento e camminare a testa alta<\/p>\n<p>\u201cNon abbassare mai lo sguardo, vai, trova la tua verit\u00e0 e torna a raccontarmela\u201d<\/p>\n<p>Sara parte per la Cina pochi giorni dopo con un paio di libri di Marcello nello zaino. Uno \u00e8 \u201cIl Profumo\u201d di Suskind, il libro perfetto per il posto dove deve andare, la Cina \u00e8 una pervasione totale di profumi e di odori che ti entrano dentro e non ti mollano mai. Da giovane studentessa Sara vive la sua esperienza in Cina con grande fervore, \u00e8 sempre attiva e molto felice, conosce persone, vive esperienze, impara cose, \u00e8 fantastico. Ogni tanto prende la bici e pedala fino all\u2019internet caf\u00e8 a pochi isolati dall\u2019universit\u00e0 per scambiare qualche mail con i suoi genitori e qualche amico e amica.<\/p>\n<p>Nella posta in arrivo non manca mai una mail da lui. Marcello le sta vicino da lontano in modo pacato e sincero, \u00e8 un ragazzo sensibile e la vita lo sta mettendo un po\u2019 alla prova ma ne esce con grinta.<\/p>\n<p>Lei a lui: <em>Qui come non mai m\u2019innamoro di luoghi, di attimi, di persone. Mi succede da sempre ma solo recentemente \u00e8 diventato qualcosa di cui non mi vergogno, qualcosa che mi sono imposta di sentire liberamente.Ci sono volte in cui non vorrei farlo. Non vorrei innamorarmi di quei colori, suoni, profumi o di quelle voci, degli occhi, che insieme all\u2019ebbrezza coinvolgente e straniante portano quella sensazione bastarda che presto o poi finir\u00e0, che non ci sar\u00e0 pi\u00f9. Quella malinconia preventiva che mi dice \u201cLo sai come ti sentirai dopo. Privata, orfana di tutto questo. Sei pronta ad affrontarlo? Ancora una volta, l\u2019ennesima? fino a quando?\u201d.Non \u00e8 paura di gettare cuore e scarpe oltre l\u2019ostacolo. O meglio di tuffarsi in quella pozza di emozione. E\u2019 il timore che a furia di immergersi in questi torrenti, mi ritrover\u00f2 in mare aperto. Quello che temo \u00e8 il non aver pi\u00f9 le forze di tornare a terra. E ricominciare. Perch\u00e9 tra il non avere e l\u2019avere e il perdere, il conto non \u00e8 pari, ma sempre, sempre in passivo. E ho paura che a furia di perdere unit\u00e0, frammenti, arriver\u00e0 il momento in cui i crampi mi prenderanno, la\u2019 fuori, sola. E non potr\u00f2 far altro che restare a galla col mio rigido giubbetto di amara consapevolezza, andando lentamente alla deriva.Per ora questa paura \u00e8 sotto controllo. Per ora continuo a lasciarmi avvolgere, a perdermi, a volte a naufragare in quei momenti. E faccio foto. A volte con una macchina, pi\u00f9 spesso con gli occhi e con la pancia. Foto di luoghi che attraverso. Foto di sconosciuti che incrocio. Foto di persone che mi attraversano e a volte restano, altre volte no. E cos\u00ec faccio anche foto di me che sono sempre pi\u00f9 un collage di tutte queste istantanee, cercando di sostituire con nuove quelle che man mano vado perdendo. Per tenermi insieme e continuare a viaggiare per questo continente che mi \u00e8 toccato in sorte.<\/em><\/p>\n<p>Lui a lei: <em>\u201cTu s\u00ec che stai bene al mondo\u2026&#8221; mi dicono col sorriso sornione&#8230;S\u00ec, io ci sto bene al mondo. Ma non per il motivo che pensi tu. Il mio star bene al mondo \u00e8 una forma mentis. E ne ho fatte di battaglie nella mia testa per arrivare a questo armistizio. Il mondo non gira intorno a te, non gira intorno a me, non gira intorno a nessuno. Il mondo se ne sbatte cos\u00ec allegramente le balle dei tuoi piani. Ti si sfracellano progetti al suolo come pile di piatti. Un piatto. Due piatti. Tre piatti. Quattro&#8230;Cinque\u2026E allora? Ho imparato che farsi su le maniche \u00e8 un punto di partenza migliore che mettersi in un angolo a recriminare i propri diritti. La tranquillit\u00e0 con cui faccio spallucce oggi, me la sono stracciata via dalle vene. Sorrido al prossimo. Sorrido anche a chi quel sorriso ha provato a spegnerlo senza pensare a quanto sia doloroso spegnere il sorriso a qualcuno. Ho una bella vita, io. Ce l\u2019ho tutta nel cuore la bellezza della mia vita. Mi travolge quando mi siedo accanto alle persone a cui voglio bene. Ma ti devi schiantare contro gli scogli per capirlo. Devi viverti, devi subirti, devi capirti. Devi perdonarti. E poi devi ricominciare. Mille volte. Come fosse la prima.<\/em><\/p>\n<p>Quando Sara torna dalla Cina \u00e8 estate e lui \u00e8 gi\u00e0 partito per un master di un anno in Inghilterra, continuano a scriversi via mail e si scambiamo anche qualche bella lettera scritta a mano ma con il tempo i rapporti si raffreddano.<\/p>\n<p>Lei a lui: <em>Vietato sbagliare. Vietato chiedere aiuto. Vietato fermarsi. Essere sempre al top, mai cedere, mai avere un momento di esitazione. Essere sempre in forma perfetta nel corpo e nella testa. Non aspettarsi niente. Non chiedere niente, neanche un abbraccio. Sono stanca.<\/em><\/p>\n<p>Lui a lei: <em>Le persone con la tua sensibilit\u00e0 o cambiano il mondo o impazziscono.<\/em><\/p>\n<p>Si re-incontriamo a fine estate dell\u2019anno successivo, lei sta dando gli ultimi esami, le manca solo la tesi e non vive pi\u00f9 nell\u2019appartamento a Venezia, fa la pendolare un paio di giornate a settimana e si appoggia una notte ogni tanto da qualche amica se serve. Lui fa la stessa cosa. Si riavvicinano abbastanza anche se non sono pi\u00f9 le stesse persone, sono passati quasi due anni, sono cresciuti in fretta, le esperienze all\u2019estero li hanno cambiati ma si vogliono sempre un gran bene e riprendono a frequentarsi.<\/p>\n<p>Una sera di Dicembre si fermano entrambi da un amico che d\u00e0 una festa nel suo appartamento, una bella serata, passano l\u00ec la notte insieme e la mattina scendono in campo a fare colazione al solito baretto. Qui si scatena una discussione, lei permalosa impulsiva e zuccona, lui una bella gatta da pelare, si scontrano con forza. Lei si alza e se ne va, sale in casa a prendere la sua roba e lo lascia l\u00ec seduto, quando scende lui non c\u2019\u00e8.<\/p>\n<p>Era il 1999, nessuno dei due aveva ancora il cellulare al tempo e l\u2019unico modo per comunicare a distanza erano le e-mail. Lei aspetta per tutte le vacanze di Natale che sia lui a scrivere ma non riceve niente. Sara non \u00e8 in contatto con nessuno dei suoi amici, ha il numero di casa dei suoi genitori a Ferrara ma non chiama, troppo orgogliosa. Lui aveva il numero di casa di lei e avrebbe potuto chiamare lui se avesse voluto.<\/p>\n<p>A Febbraio decide di scrivergli<\/p>\n<p>Lei a lui:<em> Credo nella legge dell\u2019attrazione, quando emani un certo tipo di energia attrai l\u2019energia corrispondente e credo che questo sia quello che succede quando due si innamorano. Quando ti limiti a voler essere amato pensi che quella \u00e8 la felicit\u00e0 poi ti rendi conto che non sei felice perch\u00e9 l\u2019unica cosa che rende felici davvero non \u00e8 essere amato ma amare, donare senza chiedere. Ho capito che l\u2019amore si offre come il the, non si chiede come l\u2019acqua, e che la vera forza dell\u2019universo &#8211; come dici tu &#8211; \u00e8 l\u2019amore che si dona non quello che si riceve. Quando finalmente riesci a liberare l\u2019amore da dentro di te allora trovi la serenit\u00e0 interiore, finch\u00e9 stai nell\u2019atteggiamento per cui ti aspetti e magari invochi l\u2019amore e la presenza degli altri ti condanni ad un\u2019infelicit\u00e0 perenne. L\u2019ho imparato grazie a te, grazie a te la mia vita \u00e8 migliore, \u00e8 dono puro a te e agli altri. Chiamami, ho voglia di vederti.<\/em><\/p>\n<p>Non ci sono nuovi messaggi<\/p>\n<p>Non ci sono nuovi messaggi<\/p>\n<p>Non ci sono nuovi messaggi<\/p>\n<p>Gli anni passano e la vita continua, Sara non l\u2019ha mai pi\u00f9 rivisto, n\u00e9 sentito, n\u00e9 letto ma lo tiene nel suo cuore e a volte pensa a lui. Nell\u2019era di Facebook scrive qualche volta il suo nome e cognome, trova alcuni omonimi ma mai lui. Si dice che per come lo ricorda effettivamente non era il tipo da <em>social network<\/em>, riservato e poco incline alla condivisione dei fatti suoi, asciutto e concreto non passerebbe mai del tempo su \u201cfaccia libro\u201d.<\/p>\n<p>Un giorno rientrando da un viaggio di lavoro in aereo Sara ha la netta impressione di vederlo, intravede un ragazzo sul transfer dalla pista all\u2019aeroporto, sembra proprio lui, prova ad avvicinarsi ma lui si disperde tra la folla.<\/p>\n<p>Sono passati molti anni da quel giorno, anni in cui Sara ha vissuto intensamente la propria vita senza pi\u00f9 pensare a lui.<\/p>\n<p>Fino a stasera<\/p>\n<p>E\u2019 il ventotto Gennaio ed \u00e8 stata una lunga giornata, Sara \u00e8 stanca, fuori c\u2019\u00e8 la neve, la sua amata neve che tutto copre e tutto calma ha iniziato a scendere leggera nel tardo pomeriggio mentre rientrava in auto dall\u2019ospedale. Una biopsia midollare, un cavatappino nella schiena e via, nei prossimi giorni si vedr\u00e0 cosa la vita le riserver\u00e0 per i prossimi mesi, potr\u00e0 continuare ad essere la donna mamma moglie amante amica iperattiva multitasking ansiosa ma positiva energica-salvo-crolli di sempre o dovr\u00e0 iniziare a rivedere i ritmi i tempi e i modi della sua vita e battersi a duello con quella simpatica piccola massa che se ne sta l\u00ec tra L6 e L7?<\/p>\n<p>Ora non \u00e8 il momento per pensarci. La stanchezza si fa sentire &#8211;\u00a0 e non \u00e8 solo nel fisico \u2013 ma lei sa che \u00e8 il momento di aggrapparsi alle piccole cose, piccoli gesti, spostare gli oggetti nello spazio per fare spazio al cuore. Riordina un po\u2019 casa prima di andare a letto: raccoglie le scarpe dei bambini che spuntano da sotto il divano, accartoccia il sacchetto marrone dell\u2019umido e lo mette fuori sul terrazzino imbiancato, si lascia rinfrescare il viso dall\u2019aria fresca. Ora cammina lenta verso la camera da letto. Sul muro nero lucido del corridoio si staglia la sua amata libreria, Sara si ferma e prende un libro a caso, le viene in mano \u201cIl Profumo\u201d di Suskind, lo porta a letto con s\u00e9, legge un paio di pagine e poi crolla.<\/p>\n<p>E sogna Marcello<\/p>\n<p>Il giorno dopo Sara apre google e scrive l\u00ec il suo nome e cognome, non l\u2019aveva mai fatto prima, chiss\u00e0 perch\u00e9. Si aprono una serie di record, per lo pi\u00f9 necrologi e un paio di articoli di giornali. In alcuni c\u2019\u00e8 anche la sua fotografia. E\u2019 lui ed \u00e8 morto in un incidente d\u2019auto il 28\/1\/2000<\/p>\n<p>Sara \u00e8 sconvolta, per anni l\u2019ha immaginato in carriera e con una bella famiglia, qualche filo bianco tra i suoi riccioli scuri, gli occhi piccoli e spesso lucidi. Sperava per lui che avesse la fortuna di avere vicino una donna innamorata e un paio di marmocchi che lo guardavano a naso in su attaccati alle sue ginocchia e questo le bastava e invece lui era morto nemmeno due mesi dopo la loro ultima e unica discussione. Per quanto si sforzi Sara non riesce a ricordare il motivo della discussione, \u00e8 assurdo, ricorda un sacco di dettagli, ricorda il suo viso, la sua voce, il suo profumo, ricorda addirittura come erano vestiti ma non riesce a ricordare di cosa parlavano.<\/p>\n<p>Sara ha sognato Marcello una sola volta nella vita, proprio in un giorno cos\u00ec critico della sua vita e proprio nel giorno dell\u2019anniversario della sua morte. Sara si convince che per anni lui l\u2019abbia guardata da lass\u00f9 e che quella notte sia venuto da lei per dirle che non \u00e8 ancora il momento di raggiungerlo.<\/p>\n<p>Lei a lui:<em> Galleggi con facilit\u00e0 nel mare salato della vita, hai imparato a nuotare da bambino e ormai \u00e8 un insieme di automatismi.\u00a0A\u00a0volte\u00a0galleggi abbandonandoti dolcemente al mare calmo, a volte\u00a0ci\u00a0sono onde alte e devi faticare di pi\u00f9 per\u00a0stare a galla, a\u00a0volte la corrente \u00e8 a tuo favore e ti sposti nel mare nuotando velocemente e con poca fatica,\u00a0a\u00a0volte la corrente ti si muove contro e devi nuotare spingendo pi\u00f9 forte, a volte piove e ti bagni sopra e sotto, a volte il sole \u00e8 tiepido e ti scalda il viso fuori dall\u2019acqua. Ma il mare \u00e8 imprevedibile, a volte all\u2019improvviso, senza che tu te lo aspetti, senza che tu sia preparato, arriva una tempesta con pioggia battente e schizzi ovunque che ti offuscano la vista, onde molto alte che ti\u00a0travolgono\u00a0e forti correnti che ti trascinano,\u00a0tu combatti &#8211; e combatti con tutte le tue forze &#8211; \u00a0ma non hai abbastanza energia, inizi a lasciarti andare gi\u00f9, il mare ti inghiotte poco per volta, poi sempre di pi\u00f9.\u00a0Gli\u00a0altri individui\u00a0galleggianti attorno a te ti vedono ma non possono fare molto, ti incitano, ti spronano a non lasciarti andare ma non possono darti la mano, il mare \u00e8 in burrasca anche per loro, anche loro devono cercare di stare a galla e se ti dessero la mano verrebbero tirati sotto insieme a te.\u00a0Vai gi\u00f9, sempre pi\u00f9 gi\u00f9, nessuno ti vede pi\u00f9, fino a che i piedi toccano il fondo ed \u00e8 proprio\u00a0nel toccare il fondo che trovano un appoggio per darti\u00a0una spinta e tornare a galla. Torni su, tossisci, sputi l acqua che hai bevuto, ti scaldi il viso al sole che \u00e8 tornato,\u00a0ci sono ancora onde intorno ma sono gestibili, riesci a galleggiare. Ti senti forte ed entusiasta di respirare di nuovo aria,\u00a0sei stanco,\u00a0non riesci ancora a nuotare veloce, per\u00f2 riesci a galleggiare.\u00a0Ti guardi intorno e ti rendi conto che qualcuno \u00e8 ancora l\u00ec intorno e ti saluta, vede che sei un po&#8217; scosso ma ti sorride, qualcuno non c\u2019\u00e8 pi\u00f9&#8217;, \u00e8 scappato per paura di essere tirato a fondo da te, qualcuno si \u00e8 solo allontanato impaurito dalla tempesta ma torner\u00e0, oppure tu, appena avrai riacquistato l energia necessaria per nuotare, lo andrai a riprendere. <\/em><\/p>\n<p><em>Quanto vorrei poterti venire a riprendere.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_25244\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"25244\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sara viveva a Venezia, condivideva un appartamento con altre cinque ragazze e la casa era un porto di mare, la sera c\u2019era sempre qualcuno a cena e poi festicciole improvvisate o lunghe chiacchierate con musica. Per Sara si avvicinava il momento della partenza per il suo stage in Cina, voleva a tutti i costi chiudere [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_25244\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"25244\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":7068,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[217],"tags":[],"class_list":["post-25244","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2015"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25244"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7068"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25244"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25244\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25496,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25244\/revisions\/25496"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25244"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25244"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25244"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}