{"id":25239,"date":"2015-06-01T18:39:02","date_gmt":"2015-06-01T17:39:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=25239"},"modified":"2015-06-01T18:39:02","modified_gmt":"2015-06-01T17:39:02","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-giochi-pericolosi-di-ermanno-lombardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=25239","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Giochi pericolosi&#8221; di Ermanno Lombardo"},"content":{"rendered":"<p>Quando le era capitato di pensare alla morte, doveva averla immaginata come uno scheletro che indossava un mantello nero e impugnava una falce. Come in quella carta dei tarocchi che mi mostrava da bambino. Sorrideva, allora, Mariella di fronte al mio spavento, mentre tornava a mischiare le carte: \u201cSono solo carte. Non devi avere paura\u201d, diceva. Poi allargando il sorriso aggiungeva: \u201c\u00c8 solo un gioco\u201d.<\/p>\n<p>La morte invece, quando la raggiunse, aveva le guance piene, gli occhi chiari e i capelli intrisi di gel di un ragazzo di circa venticinque anni un po\u2019 in sovrappeso. Cos\u00ec avevano riferito i pochi testimoni. Le si era rivolto chiedendo un\u2019informazione e lei aveva persino sorriso. Sembrava che si conoscessero, azzard\u00f2 qualcuno. Questo per\u00f2 accadde prima che gli occhi del ragazzo si facessero scuri e ostili: \u201cdammi la borsa, vecchia!\u201d. Resistere fu certamente un atto istintivo, non meditato. Eppure, quella opposizione si rivel\u00f2 fatale nel momento in cui il bruto tir\u00f2 a s\u00e9 con forza la borsa che lei trattenne lasciandosi trascinare per terra, dove il marciapiede incontr\u00f2 la sua testa e lei il buio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo squillo del telefono mi aggred\u00ec quando il sonno era ancora profondo. Provai a resistere e a trattenere un sogno ancora incompiuto. Correvo, nel sogno, questo mi ricordo, correvo verso un riparo, allontanandomi da qualcosa che non facevo in tempo a vedere. L\u2019orologio sul comodino segnava le sette e mezza. Cercai le ciabatte senza trovarle e corsi verso il telefono: \u201cPronto?\u201d troppo tardi. \u201c\u00c8 stato un incidente\u201d mi disse mia madre quando richiamai. \u201cUn balordo voleva portarle via la borsa, ma poi si sa, con le persone anziane va sempre a finire cos\u00ec\u201d.<\/p>\n<p>Eppure ne avevamo parlato tante volte con Mariella, nei lunghi pomeriggi trascorsi insieme ad aspettare l\u2019ora di cena, dopo avere fatto i compiti. \u201cNon ne vale la pena. I soldi non valgono la vita\u201d, diceva la nostra tata a me e a Francesca, mia sorella, quando le nostre orecchie captavano qualche notizia di cronaca nera dalla tv sempre accesa in cucina.<\/p>\n<p>Mariella era rimasta con noi fino a che l\u2019inizio dei nostri studi universitari non ci aveva portato lontano dalla nostra citt\u00e0, poi era andata a vivere poco lontano. Ora che ci penso, non saprei neanche indicare bene dove. Negli anni a seguire, mia madre aveva continuato a telefonarle, di tanto in tanto, e per Natale, quando anche io e mia sorella tornavamo a casa per le festivit\u00e0, ci si incontrava per scambiarci gli auguri. Un rituale che si ripeteva sempre uguale. Solo l\u2019ultima volta, ormai quasi un anno fa, mia sorella, dopo che Mariella si era chiusa la porta dietro le spalle, ci disse che la trovava un po\u2019 pi\u00f9 stanca, forse un po\u2019 sofferente. Ma Francesca era fatta cos\u00ec, sempre in cerca di qualcuno da aiutare, e pertanto non le prestai ascolto.<\/p>\n<p>\u201cSi invecchia\u201d, le rispose mia madre, con gli occhi bassi, come se parlasse tra s\u00e9 e s\u00e9, \u201canche per lei passano gli anni. Ogni giorno un nuovo malanno, e ieri era sempre meglio di oggi\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando arrivai a casa dei miei, il giorno dopo la telefonata di mia madre, ero in preda ad uno stato d\u2019ansia. Da qualche profondit\u00e0 remota erano riemersi ricordi di cui avevo perduto memoria.<\/p>\n<p>Ripensai a quella volta, tanto tempo fa. Mariella si era ammalata, non so bene cosa avesse, ma aveva bisogno di soldi per le medicine. Io me ne ero accorto perch\u00e9 aveva smesso di comprare le sue riviste sulle quali inseguiva infinite storie d\u2019amore che poi ci raccontava. \u201cDiciamolo a mamma e pap\u00e0\u201d, le avevo proposto, ma lei mi fece promettere che non avrei detto nulla a nessuno.<\/p>\n<p>\u201cPosso aiutarti io, allora?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNo, non puoi, sei solo un bambino\u201d, mi disse passandomi la mano sui capelli.<\/p>\n<p>\u201cE quando sar\u00f2 grande?\u201d<\/p>\n<p>\u201cVa bene, quando sarai grande potrai aiutarmi.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cGiovanni, che piacere vederti!\u201d, mi accolse il portinaio. \u201cChe ci voleva un funerale per vederti lontano dalle feste comandate?\u201d poi si fece serio: \u201cMi dispiace per la signora Mariella, mi dispiace tantissimo. So quanto le eravate affezionati, tutti quanti. Anche io le volevo bene. Era una cara persona. Cos\u00ec educata.<\/p>\n<p>\u201cGrazie signor Nino\u201d, risposi, restando assorto nei miei ricordi.<\/p>\n<p>\u201cNessuno poteva aspettarselo\u201d, continu\u00f2 il portinaio, \u201cche poi, che ci poteva avere nella borsa la signora Mariella? Soldi sempre pochi ne ha avuti. Proprio adesso poi, non ne parliamo. Pare che non pagasse pi\u00f9 neanche la spesa. A credito andava!\u201d<\/p>\n<p>Povera Mariella, pensai tra me e me, infilandomi nell\u2019ascensore. Perch\u00e9 a credito? Una persona come lei avrebbe digiunato, piuttosto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sulla porta di casa mi accolse mia madre, ancora in vestaglia.<\/p>\n<p>\u201cAllora? Come \u00e8 successo? Sappiamo qualcosa di pi\u00f9?\u201d chiesi, togliendomi il soprabito.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 stata una disgrazia, questo solo sappiamo\u201d, replic\u00f2 mia madre strofinandosi un fazzoletto sugli occhi arrossati.<\/p>\n<p>\u201cMa le avevi parlato, di recente. Ti sembrava che avesse bisogno di qualcosa?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNon la sentivo da un po\u2019. Ma se avesse avuto bisogno me lo avrebbe detto, ne sono certa\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSperiamo che non si sia messa in qualche guaio\u201d, insinu\u00f2 mio padre, prima di raggiungere il soggiorno e abbandonarsi sulla sua poltrona: \u201cQuando siete pronti chiamatemi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cChe dici? Quale guaio? Povera Mariella\u201d gli grid\u00f2 dietro mia madre.<\/p>\n<p>\u201cTe la ricordi la tedesca, la signora del palazzo di fronte?\u201d sussurr\u00f2 mio padre, quando mi andai a sedere vicino a lui. Sono stato al bar, stamattina presto, e si parlava di Mariella. C\u2019\u00e8 chi giura di averle viste litigare pi\u00f9 volte ultimamente\u201d.<\/p>\n<p>I debiti per la spesa, e poi il litigio per strada. Cosa aveva a che vedere questa Mariella con la mia tata? Non poteva essere stata uccisa per soldi. \u201cNon ne vale la pena\u201d. Era stata lei a dirmelo.<\/p>\n<p>\u201cVi aspetto gi\u00f9. Non voglio arrivare in ritardo al funerale\u201d dissi ai miei, minacciandoli di incamminarmi da solo se non mi avessero raggiunto entro dieci minuti. La tedesca. Certo che me la ricordavo. Superstiziosa e sempre in ansia sul futuro. Mi ricordavo anche di suo figlio, biondo come lei, che qualche volta veniva a casa nostra per giocare, da bambini. Un ciccione buono a nulla, che crescendo non ha combinato niente di buono. Biondo come quello dello scippo. Questa associazione mi fece orrore. Rifiutai questo pensiero prima ancora di completarlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tornammo dal funerale che era gi\u00e0 ora di pranzo. Mi fermai a comprare qualcosa nel piccolo supermercato di fronte a casa dei miei genitori.<\/p>\n<p>\u201cChe brava persona, la povera signora Mariella\u201d mi disse mentre preparava i panini. \u201cCome tutti, ha avuto i suoi momenti difficili. Le ho anche dovuto fare credito per un po\u2019, e ad un certo punto ho anche pensato che non mi avrebbe pi\u00f9 pagato. Poi invece, proprio l\u2019altro giorno, \u00e8 venuta e mi ha saldato tutto il suo debito. Cos\u00ec, tutto in un colpo. Che hai vinto al superenalotto? Le ho detto\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dunque Mariella aveva trovato i soldi per pagare il suo debito. Ma lei non avrebbe chiesto soldi a nessuno, di questo ero sicuro. Potevo essere ancora sicuro di qualcosa a proposito di Mariella? Da lontano vidi mia sorella sul portone di casa. Le feci segno di aspettarmi. \u201cHo parlato con il parrucchiere, stamattina\u201d, mi spiffer\u00f2 appena ci infilammo nell\u2019ascensore, \u201csembrava che aspettasse solo me per parlare di Mariella. Pare che la nostra cara tata si fosse messa a leggere le carte in cambio di soldi. Faceva la cartomante con qualche vicina pi\u00f9 disperata di lei. Ma te l\u2019immagini? Conosce alcune clienti, il parrucchiere. E tra le clienti, chiamiamole cos\u00ec, mi ha detto che c\u2019era pure la tedesca. Ma, dico io, che vuoi che c\u2019avesse nella borsa una cos\u00ec. Che volevano rubarle le carte?\u201d<\/p>\n<p>Le carte, i tarocchi, la tedesca, suo figlio. Sentii di avere tutti gli elementi per ricostruire questa storia. Ma qualcosa dentro di me si rifiutava di mettere in fila tutti i tasselli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mangiai il mio panino in silenzio, frettolosamente e senza appetito. Appena finimmo, comunicai ai miei che sarei ripartito la sera stessa. Non c\u2019erano urgenze ad attendermi, ma sentivo il pressante bisogno di allontanarmi da l\u00ec. Ripensai al sogno del giorno prima, a quella corsa alla ricerca di un riparo. Per tutto il viaggio cercai di comporre gli eventi pi\u00f9 recenti con quel tempo ormai cos\u00ec lontano, quando ero ancora un bambino. Quando Mariella era la mia tata e i tarocchi erano solo un gioco per riempire qualche pomeriggio. Quando, accarezzandomi la testa, Mariella mi diceva che allora no. Allora ero ancora troppo piccolo per poterla aiutare.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_25239\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"25239\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando le era capitato di pensare alla morte, doveva averla immaginata come uno scheletro che indossava un mantello nero e impugnava una falce. 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