{"id":25175,"date":"2015-06-01T18:18:05","date_gmt":"2015-06-01T17:18:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=25175"},"modified":"2015-06-01T18:18:05","modified_gmt":"2015-06-01T17:18:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-la-colf-di-ermanno-lombardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=25175","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;La Colf&#8221; di Ermanno Lombardo"},"content":{"rendered":"<p>Rosi apr\u00ec il rubinetto, tolse il tappo alla bottiglia di candeggina vuota per met\u00e0 e vers\u00f2 l\u2019acqua fino a riempirla. \u201cEcco\u201d, disse, \u201ccos\u00ec \u00e8 pi\u00f9 contenta\u201d. Poi prese lo straccio e cominci\u00f2 a pulire il bagno. Non era la prima volta che lo faceva. Aveva cominciato ad annacquare i detersivi un luned\u00ec di tre settimane prima, dopo che la signora Costanza, rientrando a casa, aveva guardato la lavagnetta appesa accanto al frigorifero e poi, rivolgendosi a lei, aveva sbuffato: \u201cma sempre candeggina compriamo? Non \u00e8 che ne usi un po\u2019 troppa?\u201d. Rosi aveva sentito un incendio divamparle dentro ma non aveva risposto.<\/p>\n<p>Erano gi\u00e0 trascorsi una decina di giorni da quell\u2019episodio, quando la signora Costanza, rientrando a casa, le aveva sorriso compiaciuta dicendo: \u201chai visto che potevi consumarne meno?\u201d.<\/p>\n<p>Cretina, pens\u00f2 Rosi. Ma anche questa volta non rispose.<\/p>\n<p>Da allora non passava giorno senza che Rosi, tra una lavata e una stirata, mentre stendeva e mentre spolverava, non fosse accompagnata dallo stesso pensiero: se solo potessi mandarla a fanculo, &#8216;sta stronza. Come mi piacerebbe gridarle quello che penso, a &#8216;sta tirchia. Potevi consumarne meno. Certo, e che ne sa lei? L&#8217;ha presa mai in mano una scopa? Uno straccio? Adesso per\u00f2 \u00e8 contenta. Cretina e contenta.<\/p>\n<p>Finalmente l&#8217;orologio della cucina segn\u00f2 le tredici. Rosi smise il grembiule, indoss\u00f2 il giubbotto e si incammin\u00f2 verso la fermata dell&#8217;autobus. Il cielo era ancora grigio, dopo le piogge dei giorni precedenti, ma a lei bast\u00f2 chiudersi dietro le spalle la porta di quella casa per ritrovare un po\u2019di serenit\u00e0.\u00a0 Di l\u00ec a poco sarebbe stata nella sua cucina, avrebbe preparato il pranzo per s\u00e9 e per Miriam, la figlia quindicenne, e poi si sarebbe rilassata davanti alla tv per un paio d\u2019ore. E tanto le bastava.<\/p>\n<p>C\u2019erano giorni per\u00f2 in cui l\u2019attesa dell\u2019autobus si allungava verso un tempo indefinito e allora Rosi, abbandonata ogni speranza, si incamminava a piedi verso casa. Ultimamente, a dire il vero,\u00a0 accadeva sempre pi\u00f9 spesso, e anche quel giorno and\u00f2 cos\u00ec. Rosi guard\u00f2 per un\u2019ultima volta il punto pi\u00f9 lontano del viale, sperando di individuare, tra i fumi dell\u2019ora di punta, la sagoma di un autobus. Poi, chin\u00f2 la testa e si incammin\u00f2.<\/p>\n<p>Le vetrine dei negozi esibivano articoli belli e costosi, troppo per Rosi che quotidianamente si cimentava nel tentativo di risparmiare qualcosa in vista della vecchiaia. Aveva da poco superato i cinquant\u2019anni che erano arrivati, come sempre accade, senza avvisare, e che altrettanto silenziosi gi\u00e0 scivolavano via. L\u2019agognata pensione era ancora lontana, ma la consapevolezza della sua esiguit\u00e0 e lo spettro della povert\u00e0 le avevano suggerito di tagliare ancora il suo gi\u00e0 magro bilancio. E cos\u00ec Rosi camminava guardando dritto davanti a s\u00e9 mormorando a denti stretti: \u201cse non vedo non desidero. Niente tentazioni, niente rimpianti.\u201d<\/p>\n<p>Un tempo sarebbe stato diverso. Aveva cominciato a fare la colf dopo la chiusura del grande magazzino dove aveva lavorato in amministrazione per quasi vent&#8217;anni: in attesa di trovare qualcosa di meglio, si era detta. Erano trascorsi cos\u00ec sette anni. Allora, dopo qualche settimana da disoccupata, era stata proprio la signora Costanza ad offrirle questa opportunit\u00e0 e a lei, tutto sommato, era sembrata generosa.<\/p>\n<p>Erano gi\u00e0 passate le due quando Rosi apr\u00ec la porta di casa sua. \u201cCiao Miriam, sono io. Com\u2019\u00e8 andata a scuola?\u201d<\/p>\n<p>\u201cHo fame!\u201d echeggi\u00f2 dal soggiorno.<\/p>\n<p>\u201cSei arrivata da molto?\u201d<\/p>\n<p>\u201cMi ha dato un passaggio la mamma di Paola\u201d. Miriam spense la tv e raggiunse la madre, che gi\u00e0 armeggiava in cucina.<\/p>\n<p>\u201cTutto bene a scuola?\u201d, chiese Rosi.<\/p>\n<p>Sua figlia respir\u00f2 profondamente e poi, sforzandosi di non dare alcuna intonazione alla frase, disse: \u201cPaola andr\u00e0 a Londra, quest\u2019estate. Per un corso d\u2019inglese. In classe vanno quasi tutti. Sua madre mi ha chiesto se voglio andare anch\u2019io.\u201d<\/p>\n<p>La frase raggiunse la colf come una sberla, cos\u00ec forte da piegarle il capo. Lei per\u00f2 non si mosse.<\/p>\n<p>\u201cHai sentito cosa ho detto?\u201d, la voce di Miriam si era fatta lagnosa.<\/p>\n<p>Dopo la richiesta di Miriam, Rosi trascorse il resto della giornata e buona parte della notte successiva interrogandosi sulla pochezza dei suoi risparmi, sul suo passato, sul futuro di Miriam, finch\u00e9 non giunse alla conclusione che sua figlia quel viaggio avrebbe dovuto farlo. Ma come? Avrebbe dovuto chiedere i soldi a quella stronza della signora Costanza? Al solo pensiero le manc\u00f2 il fiato e fu assalita da una forte sensazione di nausea. \u201cMai e poi mai!\u201d, si disse orgogliosa. Poi per\u00f2 ripens\u00f2 agli occhi di Miriam spalancati su di lei, che le erano sembrati scuri come il buio, e il suo orgoglio svan\u00ec, sopraffatto da un senso di tenerezza che crebbe fino a commuoverla.<\/p>\n<p>&#8220;Siamo alle solite!&#8221; Le aveva detto Miriam alzando la voce.<\/p>\n<p>&#8220;Siamo alle solite&#8221; aveva ripetuto, di fronte al silenzio della madre.<\/p>\n<p>\u201cMi fai vergognare! Mi fai sentire povera! Se non posso fare quello che fanno gli altri, allora, mi sento povera\u201d aveva aggiunto, prima di andare via singhiozzando.<\/p>\n<p>Il giorno dopo, Rosi arriv\u00f2 molto presto al lavoro.<\/p>\n<p>&#8220;Gi\u00e0 qui? \u00c8 successo qualcosa?&#8221; le chiese la signora Costanza.<\/p>\n<p>&#8220;\u00c8 che volevo parlarle. Avrei una cosa da chiedere.&#8221; Rosi si era preparata un bel discorsetto e se l&#8217;era ripetuto almeno una dozzina di volte durante la sua notte insonne, ma in quel momento non riusciva pi\u00f9 a ricordarlo e le parole le uscivano fuori con fatica.<\/p>\n<p>La signora Costanza si era fermata a guardarla con diffidenza, poi dirigendosi verso la camera da letto aveva risposto: &#8220;dimmi, parla mentre mi trucco&#8221;.<\/p>\n<p>Rosi l&#8217;aveva seguita per il corridoio: &#8220;\u00c8 per Miriam.&#8221; Aveva cominciato, ma non era riuscita a completare il suo discorso. La signora Costanza l&#8217;aveva interrotta pi\u00f9 o meno a met\u00e0, rivolgendole uno sguardo severo: &#8220;Rosi, scusami per\u00f2 devo proprio dirtelo. Indebitarsi per fare le vacanze mi pare davvero troppo. Capirei se mi avessi detto che Miriam stava male o che so io, ma per una vacanza&#8230; Guarda che lo dico nel tuo interesse. E nell&#8217;interesse di tua figlia. Non devi acconsentire a richieste come queste. Non sarebbe educativo. Ripensaci e vedrai che sarai d&#8217;accordo con me.&#8221; Poi, con una smorfia conciliante: &#8220;dai, adesso scusami ma sono proprio in ritardo. Allora ci vediamo pi\u00f9 tardi. Anzi no, oggi ho la riunione in parrocchia. Ci vediamo domani .&#8221;<\/p>\n<p>Rosi avrebbe voluto maledirla, inveire contro di lei e insultarla a squarciagola. Invece si sedette su una sedia in cucina, incapace di reagire. In fondo era quello che si aspettava e in fin dei conti ce l&#8217;aveva anche con se stessa. Non avrebbe dovuto umiliarsi, non avrebbe dovuto chiederle nulla.<\/p>\n<p>La signora Costanza era andata via gi\u00e0 da un&#8217;ora, quando Rosi trov\u00f2 la forza di abbandonare la sedia della cucina e avendo cominciato a pulire la camera da letto, spost\u00f2 la cassettiera per passare l&#8217;aspirapolvere. Proprio allora, la sua attenzione fu attratta da un lieve bagliore. Incastrata tra il battiscopa ed il retro del mobile giaceva, tra la polvere, una collana dorata con un ciondolo verde.<\/p>\n<p>Era una prova? Una tentazione? Perch\u00e9 accadeva proprio a lei? Se solo non avesse perso il lavoro al centro commerciale pens\u00f2, alzando gli occhi al cielo come a giustificarsi, se solo non avesse perso il marito, se solo&#8230; Realizz\u00f2 in quell&#8217;istante, ascoltando i suoi pensieri, quanto la sua esistenza fosse stata caratterizzata da perdite. Forse perch\u00e9 le era mancato il coraggio. Ecco, doveva essere pi\u00f9 coraggiosa, pi\u00f9 risoluta: doveva decidere. Adesso! Afferr\u00f2 la collana e la mise in tasca. Istintivamente si guard\u00f2 intorno. Poi rimise a posto la cassettiera e riprese a pulire. Ripensando a Miriam annu\u00ec soddisfatta.<\/p>\n<p>Mai e poi mai Rosi avrebbe immaginato di trovarsi in una situazione come questa. Aveva sempre lavorato e di questo andava orgogliosa, e si considerava una persona onesta. Anzi, quando ne aveva avuto occasione aveva espresso giudizi durissimi nei confronti di quanti rubano: andassero a lavorare! Dieci anni di galera!<\/p>\n<p>Eppure questa volta le cose si erano messe in un modo tale, per cui sarebbe stato difficile agire diversamente. Per chiunque, ripeteva tra s\u00e9 e s\u00e9. Lo diceva per assolversi? Forse s\u00ec, ma in quel momento le energie di Rosi erano tutte assorbite dal corpo a corpo con il suo senso di colpa e questo le sembrava un buon argomento per scaricarsi di qualche responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Quella sera a tavola Miriam tenne gli occhi bassi sul suo piatto per tutta la cena e parl\u00f2 solo quando si alz\u00f2 dalla tavola: \u201cBuonanotte\u201d, disse allora con filo di voce.<\/p>\n<p>Rosi ripens\u00f2 a quella mattina. Con la collana che le pesava nella tasca del grembiule era rimasta seduta in cucina per un po\u2019. Poi per\u00f2, dopo il senso di colpa era arrivata anche la paura. Cosa poteva accadere? Sarebbe finita in prigione? Avrebbe perso il lavoro? Ancora adesso non avrebbe saputo dire se fu per il senso di colpa o per la paura, ma alla fine pos\u00f2 la collana sulla cassettiera della camera da letto prima di tornarsene a casa.<\/p>\n<p>L\u2019indomani mattina la signora Costanza aspett\u00f2 che Rosi arrivasse e poi l\u2019accolse con un abbraccio. Non era mai successo. Fece un passo indietro per poterla guardare. Poi le sorrise in un modo che a Rosi parve sincero: \u201cHo visto la collana.\u201d Fece una pausa e poi continu\u00f2: \u201cAdesso te lo posso dire, pensavo che l\u2019avessi rubata tu.\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_25175\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"25175\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rosi apr\u00ec il rubinetto, tolse il tappo alla bottiglia di candeggina vuota per met\u00e0 e vers\u00f2 l\u2019acqua fino a riempirla. \u201cEcco\u201d, disse, \u201ccos\u00ec \u00e8 pi\u00f9 contenta\u201d. 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