{"id":25038,"date":"2015-06-01T10:55:34","date_gmt":"2015-06-01T09:55:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=25038"},"modified":"2015-06-03T17:32:58","modified_gmt":"2015-06-03T16:32:58","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-primo-amore-alba-di-matteo-tella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=25038","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Primo Amore (Alba)&#8221; di Matteo Tella"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><em><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">All&#8217;alba il tempo non esiste. Il sole che nasce uccide il passato con i suoi raggi rosa. Seduto sulla spiaggia, in attesa che il mare si colori piano piano, il futuro non serve a niente. Una pace eterna mi bagna di luce, mentre i gabbiani volano rapidi sulle acque in cerca di prede. Sto bene, non penso a nulla. E poi, all&#8217;improvviso, i ricordi, tante piccole onde che continuano a tornare da me. <\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">Allora penso a te, a quando andavamo in spiaggia presto la mattina, perch\u00e9 la tua pelle troppo chiara poco sopportava il sole del pomeriggio. Non c&#8217;era nessuno, solo tu ed io, e al largo tanti puntini bianchi pieni di voci. Sdraiati sul nostro asciugamano giallo studiavamo la forma delle nuvole sopra di noi. Ricordo che una mi fece pensare al profilo severo di tuo padre. Ridesti molto. <\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">Quando la spiaggia cominciava ad affollarsi e il sole a picchiare pi\u00f9 forte, noi tornavamo a casa tua, dove non c&#8217;era mai nessuno. L\u00ec imparavamo a conoscerci ogni giorno di pi\u00f9; eravamo dei piccoli esploratori sul pianeta dell&#8217;Amore. Non volevo mai andarmene: dovevi cacciarmi, prima che i tuoi tornassero. <\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">Illuso, credevo che sarebbe durata per sempre; non sapevo ancora che ogni primo amore muore nel tempo. Ma come potevo saperlo? Tu eri la mia alba, con te il tempo non esisteva. E invece tutto fin\u00ec.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">Mi sentii vecchio, come se una cascata di secoli mi si fosse rovesciata addosso. Forse stavo solo crescendo, ma io soffrivo troppo. <\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">Con gli anni ho imparato a dimenticare; altri amori hanno preso il posto del primo. Eppure io continuo a cercarti in ogni alba, quando il tempo ancora non esiste. <\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">Terminata la terza lettura, la signora Chiara Luciani ripose la lettera dove l&#8217;aveva trovata, sullo scrittoio del marito, il professor Paolo Luciani. Sul retro del foglio c&#8217;era una frase espressamente indirizzata a lei: \u201cPerdonami cara, io non ce la faccio pi\u00f9, torno indietro, torno in me. Addio.\u201d Dovette sedersi per non cadere.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">Cont\u00f2 sulle dita delle mani gli anni trascorsi con suo marito: sei di fidanzamento pi\u00f9 sedici di matrimonio fanno ventidue. Ventidue anni e ritrovarsi sola all&#8217;improvviso, con un figlio adolescente e senza una spiegazione; scoprire alla soglia dei cinquanta di essere stata soltanto un altro amore dopo il primo, e niente di pi\u00f9. Tutto quel tempo lui aveva recitato, e nel gioco delle parti avevano avuto anche un figlio. Che significato avevano, ora, tutte le promesse? Che significato aveva la vita di suo figlio? E la sua? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">Solo in un secondo momento si chiese chi potesse essere quel primo amore dalla pelle cos\u00ec chiara. Dovette ammettere di non conoscere nulla di suo marito. Si guard\u00f2 il braccio nudo e consider\u00f2 la sua pelle olivastra: probabilmente a lui non era mai piaciuta. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">Proprio allora suo figlio Giacomo entr\u00f2 nello studio. Chiara nascose la lettera sotto un libro, e con sforzo immane riusc\u00ec a trattenere le lacrime. Ma non le parole. Gli disse, in un impeto, che suo padre se ne era andato, e che forse era per sempre. Poi lo abbracci\u00f2, ignorando quegli occhi troppo simili a quelli dell&#8217;uomo fonte del suo dolore.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">Trascorsero cinque anni, e Paolo, l&#8217;esimio professor Luciani, non era tornato. Giacomo, intanto, si era iscritto all&#8217;universit\u00e0. Aveva scelto la facolt\u00e0 di Lingue e diceva che da grande avrebbe girato il mondo. Forse sperava di ritrovare suo padre, ovunque si fosse nascosto. Ma n\u00e9 lui n\u00e9 sua madre parlavano dell&#8217;assente. Semplicemente si erano abituati al suo non esserci, come se non fosse mai esistito. Ma ogni notte Chiara sognava il ritorno del suo uomo, pieno di scuse e di parole solo per lei. Amava le sue poesie, amava le sue metafore e amava quella lettera scritta per qualcun&#8217;altra. In fondo al cuore non aveva mai smesso di sperare. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">Poi, un giorno d&#8217;autunno, la verit\u00e0. Chiara era seduta in salotto a sfogliare una di quelle riviste-omaggio che i super mercati regalano ai clienti; in genere sono piene di interviste a donne famose che dispensano consigli su come restare in forma. Gli occhi di Chiara, per\u00f2, caddero su un articolo diverso. Si parlava di vendemmia e si riportavano gli esempi di alcuni agricoltori. Una pagina era dedicata a una coppia italiana che aveva fatto fortuna nel sud della Francia, dove aveva acquistato dei vigneti. Lei aveva origini provenzali, mentre lui, fino a poco tempo prima, aveva insegnato all&#8217;universit\u00e0, a Roma. L&#8217;articolo si dilungava in spiegazioni tecniche sulla coltivazione della vite e sui trattamenti pi\u00f9 efficaci. A Chiara non interessava tutto ci\u00f2. Ad attirare la sua attenzione era stata la fotografia della coppia: la donna aveva capelli biondo cenere e la pelle molto chiara, mentre l&#8217;uomo era abbronzato. Sorridevano felici. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">Soprattutto lui, Paolo Luciani, ex titolare della cattedra di Letteratura francese alla Sapienza di Roma. Non si era preoccupato di cambiare nome, n\u00e9 di mascherare la sua gioia. Era riuscito a tornare indietro, a tornare in s\u00e9. Aveva annullato il tempo fra il primo amore e il suo ritrovamento. Paolo aveva cancellato dalla memoria Giacomo e Chiara come due documenti sbagliati, da cestinare. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">All&#8217;ira segu\u00ec il dolore, e al dolore la sorpresa: guardando meglio la foto, a Chiara sembr\u00f2 di riconoscere la donna. Era certa di aver gi\u00e0 visto quei lineamenti delicati e quegli occhi celesti. Scav\u00f2 fra i suoi ricordi e trov\u00f2 quello che cercava. Era il giorno del suo matrimonio. Suo padre la stava accompagnando all&#8217;altare dove la attendeva Paolo. Attraversando la navata sent\u00ec addosso uno sguardo cattivo. Voltandosi vide una ragazza bellissima che la guardava con i suoi occhi celesti carichi di invidia. Erano gli stessi occhi che adesso sorridevano nella foto, sedici anni prima. Chiara cap\u00ec: quella donna si era ripresa quello che le apparteneva, Paolo, e che lei le aveva sottratto. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">Prov\u00f2 un sollievo atteso cinque anni. Ora non doveva pi\u00f9 chiedersi cosa aveva sbagliato con suo marito. Non aveva colpe per quello che era successo. Lui aveva ritrovato l&#8217;alba che aveva perduto; adesso toccava a lei trovare la sua. <\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_25038\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"25038\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;alba il tempo non esiste. 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