{"id":25030,"date":"2015-05-31T22:27:49","date_gmt":"2015-05-31T21:27:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=25030"},"modified":"2015-05-31T22:27:49","modified_gmt":"2015-05-31T21:27:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-nove-e-tredici-di-lorena-impronta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=25030","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Nove e tredici&#8221; di Lorena Impronta"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">La signora bruna si sedeva sempre vicino al finestrino, nel senso contrario a quello di marcia. Era l&#8217;ultima ad arrivare, cosicch\u00e8 tutti potessero ammirarla.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">R scrisse l&#8217;orario, otto e ventuno minuti, poi mise il tappo alla stilografica e chiuse il taccuino. Rispetto al venerd\u00ec precedente tutti erano arrivati qualche minuto in ritardo, il luned\u00ec \u00e8 sempre stato un giorno faticoso.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il sedile centrale a fianco a lui era rimasto vuoto, probabilmente le lezioni erano gi\u00e0 finite e il ragazzo con lo zaino verde era rimasto a casa di qualche fidanzata a studiare. Immaginava che quel ragazzo avesse pi\u00f9 di una fidanzata, era bello ma non troppo, lo sguardo maliardo e sfuggente, le donne lo guardavano, compresa la signora bruna che gli sorrideva sempre ammiccante nonstante i dieci anni di differenza.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Otto e trenta.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il teno, mollemente, lasciava la stazione gracchiando sulle rotaie di quella vecchia linea costiera.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Appena finita la curva, il sole arrivava a illuminare lo scompartimento, sbattendo violento in faccia alla signora bruna, che chiudeva gli occhi e rovesciava il mento all&#8217;ins\u00f9, mettendo in mostra le labbra arancioni. Le onde spesse dei capelli diventavano infuocate di rosso, a R piacevano particolarmente e si perdeva a studiarne i riflessi. La signora scavallava e riaccavallava le gambe, fasciate nel tubino blu sopra il ginocchio. Sembrava una donna molto matura, eppure quando apriva i grossi occhi verdi malinconici si capiva che non poteva avere pi\u00f9 di trentacinque anni.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">A fianco a lei il giovane prete leggeva il solito testo di filosofia, per nulla imbarazzato dai tacchi a spillo che si muovevano su e gi\u00f9. Era un ragazzo esile, biondiccio, dal naso aquilino, veniva dal nord e sorrideva a tutti. Affiancava il vecchio parroco di uno dei quartieri malfamati della citt\u00e0, giocava con tutti quei bambini che di giorno non andavano neanche a scuola e cercava di insegnargli quello che non imparavano altrove.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Cosa legge oggi padre?- chiese il signore seduto a fianco a lui, sulla poltrona a fianco alla porta.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Ragion pura. Kant. &#8211; sorrise affabile il giovane prete.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Andiamo sul difficile!- esclam\u00f2 l&#8217;uomo. &#8211; Che vuole insegnare ai suoi bambini?-<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-No, no, questo \u00e8 per me, mi serve a tenere vivo il cervello. Ragionare \u00e8 fondamentale-<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Cos\u00ec giovane e cos\u00ec saggio! -lo schern\u00ec il vicino gentilmente.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Era un signore sulla cinquantina, lavorava agli uffici comunali in citt\u00e0, aveva i capelli grigi come le scarpe e la cravatta, l&#8217;espressione stanca per le evidenti nottate trascorse a discutere con la moglie.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">R. riapr\u00ec il taccuino, quella mattina l&#8217;uomo era arrivato alle otto e undici, in evidente anticipo rispetto al solito.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Otto e quarantadue.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il treno si ferm\u00f2 alla prima stazione. Sulla banchina le solite tre anime assonnate, la ragazzina riccia con le cuffie alle orecchie, la ragazza di colore che urlava al telefono e il vecchietto con il bastone. Dal finestrino si vedeva in lontananza il mare sotto lo strapiombo che luccicava al sole, calmo e invitante.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La ragazzina entr\u00f2 nello scompartimento, pos\u00f2 lo zaino per terra e si butt\u00f2 pesantemente sul sedile vuoto a fianco alla porta, in faccia al dipendente del comune, accennando un buongiorno mozzicato a voce bassa. Era abbastanza trasandata, i pantaloni della tuta toccavano terra strappati, la maglietta rosa maculata si stringeva sulle pieghe della pancia molle. Si gir\u00f2 a guardare alla sua sinistra il posto vuoto dello studente universitario, delusa di non vederlo, poi riprese a masticare il suo cicles e alz\u00f2 il volume della musica.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">R. riapr\u00ec il taccuino e segn\u00f2 otto e quarantatre.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Alle otto e quarantacinque il treno sbuffando riprese la sua danza ondulata sulla strada ferrata costiera, scendendo verso il mare e la citt\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il capotreno buss\u00f2 alla porta.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Biglietti, prego-<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La ragazzina, masticando rumorosamente, mostr\u00f2 il suo abbonamento.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Buongiorno Padre- fece il ferroviere rivolto al giovane prete.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Buongiorno a lei, come sta?- rispose il prete.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Tutto bene, grazie. Mia mamma la ringrazia moltissimo per le immaginette della Madonna che le ha mandato&#8230;\u00e8 molto devota, sa, ma non se la sente pi\u00f9 di affrontare il viaggio fino al paese- continu\u00f2 il capotreno mentre vidimava il biglietto del dipendente comunale. Il prete fece per tirare fuori dalla tasca il suo titolo di esenzione, ma il capotreno lo ferm\u00f2: -va bene cos\u00ec, padre, grazie- e river\u00ec alzando il cappello con la mano e inchinando lievemente la testa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il giovane prete sorrise imbarazzato di quei modi ossequiosi di quel mondo a cui ancora non si era abituato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quando fu il turno della Signora bruna, il ferroviere fu obbligato a richiamarla con un leggero colpo di tosse, perch\u00e8 la donna se ne stava assorta a guardare il mare in fondo allo strapiombo e sembrava non essersi accorta di nulla. Le gambe accavallate e piegate da un lato parevano scolpite in un blocco di marmo immobile.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Lara&#8230;tutto bene?- le chiese il capotreno in evidente imbarazzo -il biglietto&#8230;-. Era tutto rosso, le mani sudate, la osservava preoccupato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La donna a quel punto, come se niente fosse, si volt\u00f2 e i suoi occhi, fino a un secondo prima colmi di un angosciante senso di vuoto, tornarono ad essere pieni di elegante malizia.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Mi scusi, Giovanni, eccolo- disse sorridendo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il treno prese una curva bruscamente e il ferroviere perse l&#8217;equilibrio e si aggrapp\u00f2 alle barre portavaligie, poi buc\u00f2 il biglietto, ringrazi\u00f2 e usc\u00ec dallo scompartimento alla velocit\u00e0 della luce senza guardare in faccia nessuno.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Lara. Si chiamava Lara. E il capotreno la conosceva indubbiamente.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Otto e cinquantadue.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">R. apr\u00ec il taccuino e annot\u00f2 minuziosamente vicino all&#8217;ora quello che era accaduto. C&#8217;era stata una novit\u00e0 e non era un buon elemento, era una coincidenza che proprio quel giorno accadesse qualcosa di nuovo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La donna guardava di nuovo gi\u00f9, il mare. Lara.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Forse quell&#8217;uomo allora era il suo amante. Sembrava cos\u00ec strano per\u00f2. Il capotreno avr\u00e0 avuto una cinquantina d&#8217;anni abbondante, portava la fede, era schivo e introverso, seppur gentile, a ben guardarlo in giovent\u00f9 poteva essere stato un bell&#8217;uomo, ma non da giustificare che una donna giovane come quella Lara se ne interessasse.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per\u00f2 era palese che i due si conoscessero bene. Era l&#8217;amante, sicuramente. R per un anno aveva creduto che fosse il giovane universitario a consumare fugaci momenti di passione con la signora bruna ogni volta che scendevano insieme dal treno alla stazione e si guardavano con malizia. Invece si era sbagliato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ripens\u00f2 alla coincidenza, non gli piacevano, un elemento nuovo nell&#8217;ordine del suo taccuino poteva significare un disastro imminente.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Otto e cinquantasei.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il treno si ferm\u00f2 in prossimit\u00e0 del cartello blu della stazione successiva, in attesa del segnale ferroviario.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">R.apr\u00ec il finestrino per far entrare l&#8217;odore del mare, ormai avevano abbandonato la montagna e il mare era a pochi metri da loro, profumato di sole tiepido.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quando si aprirono le porte, la ragazzina salut\u00f2 con un cenno del capo e scese. Al suo posto sal\u00ec il compagno di corso dello studente universitario, fece cenno di saluto allo scompartimento con la mano e continu\u00f2 a parlare al telefonino mentre posava il suo zaino sul sedile dove prima c&#8217;era la ragazzina e prendeva posto nella poltrona centrale dove di solito si sedeva il compagno,<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">vicino a R.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Oggi allora mi seggo al tuo posto finalmente, cos\u00ec non mi faccio pungere dalle molle rottte di quella maledetta poltrona che mi lasci di solito! A presto!- concluse il ragazzo al telefono.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Il suo amico non sta bene?- gli chiese poi il giovane prete appena chiuse la conversazione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-No, no, sta benissimo, ma la madre non vuole mai che prenda il treno in questa giornata. Vacanza forzata!- fece il ragazzo strizzando l&#8217;occhio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Superstizione!-si intromise il dipendente comunale che ben cap\u00ec di cosa si stava parlando \u2013 e Dio non ama la superstizione, giusto padre?-<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Dio tollera tutti i comportamenti umani e ammette la paura \u2013 rispose il prete.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il ragazzo alz\u00f2 le spalle, lui non ne sapeva nulla, se non per sentito dire.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">R. annot\u00f2 sul taccuino<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Otto e cinquantanove.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Un&#8217;altra novit\u00e0, un&#8217;altra coincidenza. Lo studente universitario \u00e8 assente non per caso. Tutti sanno.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Apr\u00ec la sua valigetta di pelle marrone consunta, tir\u00f2 fuori una scatola di pastiglie Leone e ne estrasse una pillola contro l&#8217;ansia, che ingoi\u00f2 velocemente.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Era un anno e mezzo che saliva su quel treno tutte le mattine, alla stessa ora, si sedeva allo stesso posto e maniacalmente annotava tutto ci\u00f2 che accadeva nello scompartimento. Un anno e mezzo che le stesse persone occupavano gli stessi sedili, sgarrando solo eventualmente di qualche minuto sugli orari. Cercava di esorcizzare cos\u00ec la paura dei minuti precedenti, di dimenticare il rumore.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Bum bum.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quella mattina, invece, il rumore torn\u00f2 nella sua mente, due strane coincidenze avevano sconvolto l&#8217;ordine.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tutte quelle persone sapevano e stavano l\u00ec per cercare di proteggersi, come lui.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La pastiglia lo calm\u00f2.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Pochi minuti ancora e il treno sarebbe arrivato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">R. riprese a osservare Lara pi\u00f9 insistentemente. Il sole illumin\u00f2 ancora una volta le onde dei suoi capelli rendendole rosso fuoco.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Fu allora che R. Inizi\u00f2 a ricordare.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Gli occhi verdi fissi, i boccoli ramati, la bambina strappata via dalla mano della madre che colava sangue dalla testa, lungo il collo e le braccia. Giovanni, corri, gridava qualcuno in dialetto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ancora due spari. Bum, bum.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le urla nello scompartimento, il giovane ferroviere terrorizzato che scappava lontano con la bambina stretta al petto, quegli occhi verdi silenziosi che guardavano il corpo della sua bellissima mamma cadere a terra insieme a quello del marito.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Lara.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Lara era viva e stava bene.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">R. sent\u00ec i muscoli tremare in tutto il corpo e poi rilassarsi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La voce metallica annunci\u00f2 la stazione di Locri.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Sono le nove e quattordici, ha dimenticato di scrivere sul suo taccuino- fece Lara rivolta ad R.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">R.sussult\u00f2. Aveva dimenticato le nove e tredici. E non era successo niente, nessuno sparo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Lei dov&#8217;era esattamente? Ricordo tutte le persone che c&#8217;erano nello scompartimento, ma non riesco a collocare lei.- Lara stava parlando con lui. Nessuno gli aveva mai rivolto la parola nello scompartimento.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Io ho aperto le porte quando hanno fermato il treno.- rispose con voce roca, da sessantenne fumatore.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Lara si alz\u00f2, raccolse i suoi effetti personali, il tubino blu la fasciava e la rendeva ancora pi\u00f9 attraente.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Lei era l&#8217;ostaggio!- sorrise, tranquilla.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel frattempo Giovanni pass\u00f2 davanti allo scompartimento, apr\u00ec la porta, si assicur\u00f2 che Lara stesse bene.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Poi tutti i passeggeri scesero dal treno, che ripart\u00ec.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Ma lei vive ancora qui?- chiese R. a Lara.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Certo, dove dovrei andare?-<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Certo&#8230;-<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">R.si accomiat\u00f2.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quando fu fuori dalla stazione, dopo aver percorso a passo veloce il viale che portava al mare, prese il taccuino dalla valigetta, lo guard\u00f2 ancora una volta, poi lo richiuse e lo lanci\u00f2 in mezzo alla strada.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_25030\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"25030\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La signora bruna si sedeva sempre vicino al finestrino, nel senso contrario a quello di marcia. 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