{"id":24995,"date":"2015-05-31T22:14:42","date_gmt":"2015-05-31T21:14:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24995"},"modified":"2015-05-31T22:14:42","modified_gmt":"2015-05-31T21:14:42","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-i-fratelli-van-der-kerkhof-di-aldo-bandinelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24995","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;I fratelli Van der Kerkhof&#8221; di Aldo Bandinelli"},"content":{"rendered":"<p><em>In un certo senso, mio fratello era capace di tutto. Poteva, ad esempio, seduto al tavolo della sala\u00a0 da pranzo, il resto del corpo immobile, far scivolare lentamente una mano sulla tovaglia cerata e poi , ancora lentamente, far avvicinare tra loro il pollice e l\u2019indice, fino ad acchiappare una mosca; ed era capace di tenerla, la mosca robusta e bluastra, senza schiacciarla, tra le dita; in estate. Sapeva anche, mio fratello, ancora seduto allo stesso tavolo, bere un sorso d\u2019acqua e poi lasciare il bicchiere, ancora colmo, appoggiato al bordo, e dimenticarlo cos\u00ec, la met\u00e0 esatta sospesa sul vuoto, in bilico.<\/em><\/p>\n<p>La nazionale di calcio olandese era allora, di gran lunga, la squadra migliore, quella che esibiva le\u00a0 trame di gioco pi\u00f9 avvincenti ed efficaci. Quel pomeriggio di giugno, affrontava l\u2019Italia in una delle due semifinali dei campionati mondiali di calcio, che si tenevano in Argentina. Durante\u00a0 lo svolgimento del torneo, anche la squadra italiana si era distinta, tra le altre, mostrando, a sorpresa, un gioco elegante, veloce e spettacolare.<\/p>\n<p>Io ammiravo molto la squadra olandese. Mi piacevano il suo atteggiamento, spigliato, ed il colore delle sue maglie, l\u2019arancione, ed il modo di indossarle, tenute fuori dai calzoncini, in una maniera che appariva, ai miei occhi, disinvolta e sfrontata. I calzettoni dei calciatori erano invariabilmente calati fino alle caviglie, mostrando cos\u00ec\u00a0 sbilenchi parastinchi ammaccati. I fratelli Van der Kerkhof\u00a0 erano i miei giocatori preferiti. Ren\u00e9 e Willy Van der Kerkhof.<\/p>\n<p>Per questa partita, la squadra olandese si presentava in campo vestendo una vistosa maglia bianca, lasca sui pantaloncini, questi s\u00ec arancioni, mentre gli avversari indossavano quella classica, azzurra. Era un pomeriggio, a Buenos Aires, luminoso, come, cosa che capii solo qualche tempo dopo, quand\u2019ero pi\u00f9 grande, luminosi non erano quegli anni, in Argentina, anni di nascondimenti e distrazioni. Luminoso e freddo. L\u2019erba del prato scintillava al sole ma s\u2019intuivano zolle di terra indurita e gelida.<\/p>\n<p>I fratelli Van der Kerkhof erano gemelli. Durante l\u2019esecuzione degli inni nazionali, Ren\u00e9, in fila con gli altri suoi compagni, spalla contro spalla, aveva uno sguardo vigile ed attento, fisso di fronte a s\u00e9, verso le tribune brulicanti. Willy portava i capelli lunghi ed aveva due folte basette bionde ed un sorriso beffardo.<\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Un\u2019altra cosa di cui mio fratello era capace, durante quegli interminabili e assolati pomeriggi di giugno trascorsi, come ogni anno, nel piccolo borgo dove i nostri genitori possedevano una casa,\u00a0 era quella di stare fermo, seduto per terra, con le gambe incrociate, ad osservare, inosservato da noi, gli animali nelle loro celle. Stava, immobile come una lucertola, in quelle ore silenziose e ferme, davanti alle gabbie dei porcili, osservando i maiali, tenendo tra le dita polverosi sassolini o legnetti rinsecchiti; oppure indugiava nei pollai, rimbrottato dal rancoroso chiacchiericcio delle galline.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Io, spesso, durante quelle ore d\u2019arsura, andavo ai fontanili dei lavatoi, poco lontano dal borgo e m\u2019immergevo nelle vasche dove , insieme ad un paio di compagni , trascorrevamo ore limpide e stridule.<\/em><\/p>\n<p>Disegnando sul prato una traiettoria\u00a0 affilata con il suo passo elegante, trascorsi quasi venti minuti dall\u2019inizio della partita, dopo essere stato imbeccato da Rossi, che quattro anni pi\u00f9 tardi avrebbe raggiunto l\u2019apice del suo incantevole talento, che aveva a sua volta raccolto un passaggio dal mediano Benetti, l\u2019attaccante italiano Bettega aveva lacerato la linea della difesa olandese e, poco distante dall\u2019angolo destro dell\u2019area di rigore, aveva scagliato il pallone verso la porta opponente; e la distrazione con la quale il difensore Brandts oppose il proprio piede alla traiettoria della palla, ne caus\u00f2 una deviazione, in apparenza minima,\u00a0 che ingann\u00f2 il portiere Shrijvers, irrimediabilmente.<\/p>\n<p>Un istante prima che Benetti\u00a0 suggerisse l\u2019avvio di questa azione, l\u2019urlo, consapevole, che Ren\u00e9 Van der Kerkhof, il quale\u00a0 aveva intuito, da un suo sguardo, le intenzioni di Rossi nonch\u00e9 la sua intesa con Bettega; l\u2019urlo che aveva rivolto ai suoi compagni incaricati alla difesa fu annientato dal rombo provocato dalla folla, e rimase inascoltato. Suo fratello Willy, qualche metro pi\u00f9 indietro, pi\u00f9 accentrato nel campo da gioco, aveva rivolto indietro la testa e, con una mano spiegata attorno all\u2019orecchio e l\u2019altra stretta su un fianco, fingeva l\u2019 ascolto diligente della risposta stizzita che un\u00a0 avversario stava dando ad una sua precedente insolenza, bonaria per la verit\u00e0. Quindi non vide le vene del collo di suo fratello Ren\u00e9 gonfiarsi, mentre gridava; non lo vide accostare le mani alla bocca tentando di sovrastare l\u2019assordante frastuono dagli spalti e non vide tutto quello che segu\u00ec.<\/p>\n<p><em>\u00a0Era anche capace, mio fratello, di farsi atterrare da un cane, un grosso meticcio dal manto\u00a0 giallo e di rimanere schiacciato a terra, la schiena sfregata sulla ghiaia, sotto il peso ansimante della bestia, impedito dalla veemenza delle sue zampe, soffocato dal fiato fetido e inzaccherato dalle gocce bollenti di bava, lo sguardo oltre i suoi occhietti instupiditi, scosso dai\u00a0 ferini\u00a0 tremiti di selvaggia gioia (ma lui, mio fratello, non lo sapeva), senza averne paura.<\/em><\/p>\n<p>Dopo che fu istillata\u00a0 nuova linfa nella difesa olandese con l\u2019ingresso in campo del secondo portiere Jongbloed, Willy Van Der Kerkhof, lisciandosi spesso, nervosamente, le folte basette, si dette instancabilmente da fare, durante i minuti successivi e fino alla fine del primo tempo, nella zona del campo di sua competenza, con i propri mezzi, ovvero con i suoi repentini ed imprevedibili scarti nel passo e le sue caracollanti finte, per cercare di scardinare la difesa\u00a0 italiana che si faceva, di minuto in minuto, pi\u00f9 ordinata ed accorta. Ren\u00e9, tornato in campo dopo l\u2019intervallo e dopo aver intercettato pi\u00f9 di una volta il pallone, scivolando sull\u2019erba tra le gambe degli avversari, per destinarlo poi, il pallone, con precisione\u00a0 e perizia, al compagno pi\u00f9 libero dalla pressione avversaria, fu distratto da quella che gli sembr\u00f2, per un momento, essere una scaramuccia sugli spalti, sulle gradinate di quell\u2019enorme, incombente catino, e che invece era solo sfrenato tripudio, e non pot\u00e9 notare come Krol , il capitano della sua squadra, avesse tirato la palla verso l\u2019area di rigore protetta dagli italiani, e come ne segu\u00ec un fortuito scambio di passaggi, inesatte traiettorie e linee confuse che furono poi corrette scrupolosamente da un\u00a0 tiro\u00a0 di Brandts, che cos\u00ec si riscatt\u00f2, lasciando Zoff, il portiere italiano, solo, mentre cadeva dal suo inutile volo.<\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Oppure, mentre io vagabondavo nei dintorni, quando l\u2019aria si faceva pi\u00f9 fresca, e m\u2019intrufolavo nei casali disabitati e nelle masserie dismesse, scarabocchiando disegni osceni sulle pareti e frantumando vasi e vecchi piatti abbandonati , mio fratello era capace, ai piedi della collinetta sulla quale sta il borgo, di schivare, con movimenti segreti, lo spesso disco di legno di faggio che correva, ruzzolando velocissimo, dopo essere stato scagliato, srotolando una cinghia di pelle con uno strattone furibondo, lungo la ripida discesa ai piedi della quale c\u2019era, appunto, mio fratello.<\/em><\/p>\n<p>Un severo schema di gioco costruiva geometrie cristalline, ed una costante esperienza di collettivit\u00e0 permetteva agili e disinvolte interpretazioni delle contingenze e del caso.<\/p>\n<p>In pi\u00f9, rispetto ai loro compagni di squadra, Willy e Ren\u00e9 possedevano una intesa speciale, coltivata fin da bambini, per strada, nei cortili e poi sui campi di calcio, curatissimi, di Helmond; e poi, questa intesa, ribadita in treno per andare, da soli, verso Eindhoven, dove sarebbero poi rimasti per tutti gli anni successivi, e da dove sarebbero in seguito partiti, insieme, per la prima volta con la nazionale di calcio olandese. E proprio per questa particolare intesa, Ren\u00e9 guard\u00f2 Willy, che stava ad una ventina di metri da lui, negli occhi, sapendo gi\u00e0 in quale direzione egli si sarebbe mosso; un istante prima che Willy, che gi\u00e0 intuiva verso dove Ren\u00e9 desiderava che lui si muovesse, guardandolo negli occhi, annuisse; cos\u00ec non videro il momento in cui il loro compagno Haan, mosso da una folle, inaspettata intuizione, calci\u00f2 il pallone, da una distanza impensabile, verso la porta avversaria, costringendo il portiere, incredulo nella stima\u00a0 di una simile, incommensurabile, lontananza, ad un secondo, tardivo salto, impotente.<\/p>\n<p>Fu Willy che, ostentando il suo beffardo sorriso, corse verso la porta e raccolse il pallone, fermo ora nella rete, e lo lanci\u00f2, con forza, verso il pubblico raggiante, mentre Ren\u00e9 accompagnava, carezzandogli il viso sudato, Haan al cerchio di centrocampo.<\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Un uomo del posto, guidando la sua automobile lungo le tortuose e polverose strade che portavano al borgo, cercando di distinguere le cifre delle frequenze attraverso il piccolo schermo sudicio dell\u2019autoradio, e inoltre, distratto da incomprensibili frammenti di cronache e storpi brani di canzoni, non vide in tempo mio fratello che, sul ciglio della strada, in parte nascosto dai rigogliosi cespugli di more, tenendone alcune schiacciate tra le dita annerite, era capace di stare in piedi per lunghi minuti, immobile, con gli occhi chiusi e nelle orecchie il fragore delle grida della folla, ad immaginare partite di calcio.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24995\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24995\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un certo senso, mio fratello era capace di tutto. 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