{"id":24982,"date":"2015-05-31T22:18:56","date_gmt":"2015-05-31T21:18:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24982"},"modified":"2015-05-31T22:18:56","modified_gmt":"2015-05-31T21:18:56","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-lultimo-viaggio-di-laura-de-menech","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24982","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;L&#8217;ultimo viaggio&#8221; di Laura de Menech"},"content":{"rendered":"<p>Decisi di tornare in quell&#8217;unico posto che mi aveva reso felice, per trovare forse quella pace interiore che avevo perduto da ormai troppo tempo.<\/p>\n<p>Bellaria, cittadina di mare affacciata sull&#8217;Adriatico, custodiva la mia infanzia, i giorni felici trascorsi con la mia adorata mamma, quando lei era ancora una ragazzina ed io una vivace bimbetta.<br \/>\nA quel tempo, non mi rendevo di certo conto che stavo vivendo un sogno, avvolta com&#8217;ero da quell&#8217;innocenza infantile che rende intaccabili dalle bruttezze del mondo. Oppure era anche il mondo ad essere diverso, non so.<\/p>\n<p>Ogni anno contavo i giorni che mi separavano dal viaggio estivo che mi portava l\u00ec, nella mia Bellaria: la partenza poco prima dell&#8217;alba, quand&#8217;era ancora buio, rendeva il tutto ancora pi\u00f9 magico ed emozionante.<br \/>\nI campi di papaveri della pianura padana, le file simmetriche dei pioppi che si vedevano lungo la strada; la gioia era anche il viaggio stesso, ricco di colori e profumi dell&#8217;estate.<\/p>\n<p>Poi si arrivava a destinazione, ed iniziava la mia vita di mare: giorni felici tra sabbia, giochi e bambini con cui stringevo amicizia.<\/p>\n<p>Non immaginavo che quel periodo sarebbe stato l&#8217;unico sereno della mia vita. Ricordo la spensieratezza, il piacere di sentire il sole che mi scaldava la pelle, ma anche le altalene che mi facevano toccare il cielo, e i giochi con la sabbia con cui creavo castelli o gallerie profonde.<br \/>\nTutto era magia. Tutto era scoperta. Ma io non lo sapevo.<\/p>\n<p>L&#8217;avrei capito molti anni dopo, quando il male oscuro s&#8217;insinuo&#8217; perfidamente dentro di me.<br \/>\nAll&#8217;improvviso tutto si spense, i colori non erano pi\u00f9 gli stessi, mi pareva addirittura che neppure gli alberi fossero gli stessi di prima, n\u00e9 i fiori e neanche il canto degli uccelli.<br \/>\nTutto si era improvvisamente fermato nella mia testa, emozioni e pensieri.<br \/>\nStavo conoscendo l&#8217;inferno.<br \/>\nUnico conforto, la presenza amorevole della mia cara mamma che non riusciva a comprendere il motivo del mio crollo. Mi salv\u00f2 anche la presenza dei miei amati libri, che divennero la mia zattera in un mare in tempesta.<\/p>\n<p>Ma ormai la vita aveva perso colore, non ero pi\u00f9 la stessa di prima: &#8220;Un vaso rotto rimarr\u00e0 sempre un vaso rotto&#8221;, aveva detto un tempo Van Gogh. Ed aveva ragione.<br \/>\nUna volta che ti sei affacciato sul baratro e hai contemplato l&#8217;abisso, l&#8217;inferno, nulla torner\u00e0 come prima.<br \/>\nE cos\u00ec fu.<\/p>\n<p>Ora era giunto il momento di ritirarsi; una battaglia non pu\u00f2 durare per sempre. Alla fine si decide di abbandonare le armi, per la pace della mente ma anche del corpo, e si ha voglia di contemplare l&#8217;Infinito.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Bellaria divent\u00f2 il mio addio: era stata il mio inizio, ora sarebbe diventata la mia fine.<\/p>\n<p>Scelsi un giorno d&#8217;inverno, dove l&#8217;unico suono era la forza del mare: strade deserte avevano preso il posto del brulichio estivo dei turisti, che la sera rendevano viva la citt\u00e0.<\/p>\n<p>Vagavo in quel mondo diventato ormai un lontano ricordo e mi diressi al porto, dove un tempo ormeggiava la mia adorata barca di nome &#8220;Deborah&#8221;.<br \/>\nLei mi aveva fatto conoscere gli spazi infiniti del mare aperto, la potenza delle onde durante le tempeste, e la danza dei gabbiani sopra le nostre teste quando rientravamo al porto con il pesce appena pescato.<br \/>\nA suo modo, anche Deborah mi aveva reso felice.<\/p>\n<p>M&#8217;informai della sua assenza al porto da un marinaio intento ad accendersi una pipa: &#8220;L&#8217;hanno portata in Sardegna per essere demolita&#8221;, mi disse con estrema indifferenza. Anche lei aveva compiuto il suo ultimo viaggio.<\/p>\n<p>Fu come sentire un pugno allo stomaco, e capii che un altro pezzo del mio cuore se ne era andato per sempre.<\/p>\n<p>Andai al faro e guardai con dolore l&#8217;orizzonte.<br \/>\nLe lacrime mi velavano gli occhi e non riuscii a contemplare per l&#8217;ultima volta quel mare che era stato per tanti anni la mia vita e la mia felicit\u00e0.<br \/>\nUdii solo il verso dei gabbiani, quasi un saluto, un addio.<br \/>\nUna mia lacrima venne catturata dal vento e consegnata al mare.<br \/>\nPoi mi addormentai, credo, e me ne andai , per sempre.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24982\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24982\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Decisi di tornare in quell&#8217;unico posto che mi aveva reso felice, per trovare forse quella pace interiore che avevo perduto da ormai troppo tempo. 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