{"id":24977,"date":"2015-05-31T22:23:47","date_gmt":"2015-05-31T21:23:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24977"},"modified":"2015-05-31T22:23:47","modified_gmt":"2015-05-31T21:23:47","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-la-voce-dei-colori-di-laura-de-menech","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24977","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;La voce dei colori&#8221; di Laura de Menech"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Esiste un momento in cui le parole si consumano e il silenzio inizia a raccontare.&#8221;<br \/>\n(Kahlil Gibran )<\/p>\n<p>Scese di corsa le scale, raggiunse il pesante portone, tir\u00f2 con tutta la forza che aveva, e si ritrov\u00f2 finalmente fuori, fuori da quel palazzo e da quell&#8217;incubo. Respiro&#8217; l&#8217;aria fresca di marzo e rivolse il viso al sole, assaporando quella splendida giornata di primavera.<br \/>\nOra Alice era libera, ma sola, indifesa, in un mondo che l&#8217;aveva fatta solo soffrire.<\/p>\n<p>Dal giorno in cui sua madre l&#8217;aveva messa al mondo, aveva conosciuto solo violenza e soprusi, ma ora era giunto il momento di ribellarsi, di dimostrare di essere un vero guerriero, come i Samurai, che lei amava tanto.<\/p>\n<p>Cammino&#8217; lungo il viale parigino, stando attenta a non attirare l&#8217;attenzione : il suo pigiama poteva assomigliare ad una tuta, ma era pur sempre un pigiama.<br \/>\nRaggiunse il Giardino delle Tuileries e l\u00ec trov\u00f2 riparo all&#8217;ombra dei grandi alberi , che l&#8217;avrebbero protetta, almeno loro, da sguardi indiscreti. Era pur sempre fuggita da un istituto psichiatrico, anche se sapeva di non essere pazza, perch\u00e9 cos\u00ec avevano voluto quei pochi parenti che le erano rimasti, mostri insensibili che avevano trovato il modo di sbarazzarsi di lei, considerata solo un peso e una vergogna.<br \/>\nSi, perch\u00e9 Alice era stata partorita da Sarah, pecora nera della famiglia, rimasta incinta a soli diciassette anni dopo un passato di droga.<br \/>\nIl suo patrigno aveva preteso che abortisse, ma lei era fuggita da casa per salvare quella povera creatura che portava in grembo e che non aveva alcuna colpa.<br \/>\nAveva trovato rifugio in un convento parigino di suore dove per\u00f2 mor\u00ec dando alla luce Alice.<br \/>\nLa bimba fu messa subito in un Istituto in attesa che qualche anima pia l&#8217;adottasse e l&#8217;amasse.<br \/>\nMa quel giorno non arriv\u00f2 mai.<br \/>\nCos\u00ec Alice cresceva sempre di pi\u00f9 chiusa in se&#8217; stessa, senza socializzare n\u00e9 con le suore che si occupavano distrattamente di lei, n\u00e9 con gli altri bimbi che condividevano la sua medesima sorte.<\/p>\n<p>Passavano gli anni e Alice sognava sempre che qualcuno l&#8217;abbracciasse o che le regalasse un po&#8217; di affetto, la baciasse o la tenesse anche solo per un attimo sulle ginocchia. Invece c&#8217;erano solo i rimproveri delle suore che talvolta la prendevano per i capelli perch\u00e9, secondo loro, era una ribelle e non ubbidiva. Non potevano sapere, aride com&#8217;erano, che aveva un disperato bisogno d&#8217;amore.<br \/>\nSenza affetto il suo stato era degenerato in apatia, tanto che queste arpie la misero in un istituto psichiatrico perch\u00e9 erano convinte che il passato di droga della madre avesse influito negativamente sullo sviluppo mentale della bimba.<\/p>\n<p>Il giorno in cui la portarono in clinica, un vecchio palazzo elegante nel centro di Parigi, fu per lei un evento insignificante : l&#8217;unico cambiamento consisteva nella presenza di medici al posto delle suore.<br \/>\nAlice riflette&#8217; tra se&#8217; \u00e8 se&#8217; che entrambe le categorie indossavano la stessa noiosa divisa bianca.<br \/>\nNiente colori, niente amore.<br \/>\nQuindi, quel repentino cambiamento, non la turbo&#8217; affatto: continu\u00f2 invece a rimanere chiusa nel suo mutismo, certa che anche questa volta nessuno avrebbe capito nulla di lei.<\/p>\n<p>Pensava che il silenzio fosse l&#8217;unica risposta da dare a chi non capiva e a chi non meritava.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 nessuno si accorgeva del suo animo sensibile, del suo bisogno di amare es essere amata?<br \/>\nNon le era permesso uscire, ma lei nutriva una profonda passione per la natura e i suoi incredibili colori: lei amava i colori.<br \/>\nAveva scoperto che ogni colore le regalava un&#8217;emozione diversa: c&#8217;era il giallo, luminoso come il sole, che le donava vita, e poi il blu che le faceva sognare spazi infiniti, e pure il verde, che la proteggeva, perch\u00e9 di quel colore erano le chiome degli alberi che davano rifugio agli uccellini e a tanti altri animaletti.<\/p>\n<p>Ecco, lei parlava con i suoi colori, loro davano voce alle sue sensazioni, la rasserenavano ed erano gli unici amici che aveva. Quindi, perch\u00e9 continuare a rimanere in quella prigione, dove non era amata da nessuno e per di pi\u00f9 era considerata pazza?<br \/>\nUn luogo squallido, bianco come il nulla, dove i colori poteva vederli solo dalla finestra, unico posto dove le era concesso sognare.<\/p>\n<p>No, ora voleva iniziare a vivere, aveva ormai sedici anni, e i colori del mondo la stavano aspettando.<br \/>\nFino ad allora era vissuta in ambienti asettici, dalle noiose pareti incolori, circondata da divise bianche di ogni specie, senza vita n\u00e9 emozioni.<br \/>\nOrmai aveva deciso. Quella stessa notte avrebbe pianificato tutto, avrebbe studiato ogni singola mossa per poter uscire di l\u00ec.<br \/>\nE cos\u00ec fu.<\/p>\n<p>Il mattino dopo, aspett\u00f2 che le infermiere finissero il loro giro di ricognizione e, approfittando di un momento di pausa di tutto il personale, fece un respiro profondo, gir\u00f2 la maniglia della porta che dava sulle scale, la richiuse con tutta la delicatezza possibile per non farsi sentire, scese di corsa le scale , apr\u00ec il portone e corse libera verso i suoi Amat colori.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24977\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24977\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Esiste un momento in cui le parole si consumano e il silenzio inizia a raccontare.&#8221; (Kahlil Gibran ) Scese di corsa le scale, raggiunse il pesante portone, tir\u00f2 con tutta la forza che aveva, e si ritrov\u00f2 finalmente fuori, fuori da quel palazzo e da quell&#8217;incubo. 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