{"id":24963,"date":"2015-05-31T21:36:17","date_gmt":"2015-05-31T20:36:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24963"},"modified":"2015-05-31T21:36:17","modified_gmt":"2015-05-31T20:36:17","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-il-progetto-di-anna-lisa-vieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24963","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Il progetto&#8221; di Anna Lisa Vieri"},"content":{"rendered":"<p>Susan stava prendendo la tazza ormai vuota che Marylin aveva lasciato sul tavolo, quando sent\u00ec aprire la porta di casa. Si irrigid\u00ec solo un attimo: sapeva bene chi potesse rientrare in casa a quell\u2019ora. Ma continu\u00f2 a sorridere all\u2019amica, alz\u00f2 di un tono la risata ed assunse una posizione appena pi\u00f9 rilassata, allontanando il corpo dal tavolo ed appoggiandolo alla spalliera della sedia.<br \/>\nSent\u00ec i passi del marito avvicinarsi alla cucina: lei trattenne il respiro, cerc\u00f2 di guardarlo con la coda dell\u2019occhio e lo vide gettare uno sguardo veloce verso il tavolo, distogliendolo immediatamente e continuando il suo percorso. Respir\u00f2 di nuovo: sapeva bene che lui non voleva persone per casa. Aveva sperato che l\u2019amica non si trattenesse per molto, ma una parola tira l\u2019altra ed avevano fatto pi\u00f9 tardi del dovuto. L\u2019impulso a trovare un\u2019immediata soluzione la faceva muovere sulla sedia come se fosse seduta su cocci di vetro, mentre si imponeva di stare calma. Si alz\u00f2 e fece per andare a lavare le tazze del caff\u00e8: sperava che Marylin comprendesse che era bene che se ne andasse.<br \/>\nMarylin sembrava aver capito il messaggio: la ringrazi\u00f2 del caff\u00e8 e le disse che si sarebbero riviste il giorno seguente.<br \/>\n\u201cMi raccomando: non mi mollare ora, siamo alla fine del nostro progettino!\u201d Marylin rideva mentre la salutava e si allontanava lungo il vialetto di casa, scansando le buche e le pietre spezzate.<\/p>\n<p>Susan respir\u00f2 a fondo e, lentamente, chiuse la porta. Suo marito stava guardando la televisione, che teneva accesa ad un volume tale che lei riusciva a sentirla nonostante le mura e la porta del salotto socchiusa.<br \/>\nNon entr\u00f2 nella stanza. \u201cVado a preparare la cena\u201d lo avvert\u00ec. Non ud\u00ec risposta ma non se ne preoccup\u00f2.<br \/>\nEra in piedi all\u2019acquaio e stava sciacquando i piatti prima di riporli nella lavastoviglie.<br \/>\n\u201cCom\u2019\u00e8 che hai rivisto Marylin?\u201d le chiese lui a bruciapelo, rompendo il silenzio in cui consumavano oramai ogni cena.<br \/>\nSusan sent\u00ec un rivolo freddo che le scendeva lungo la spina dorsale e si trattenne dal muovere i fianchi per assecondare il brivido.<br \/>\n\u201cAl club dell\u2019uncinetto.\u201d rispose, emettendo le poche parole con un soffio di fiato, come se con l\u2019aria se ne potesse andare via anche parte della sua vita.<br \/>\n\u201cAl club dell\u2019uncinetto.\u201d ripet\u00e9 lui, quasi sillabando le parole. La voce dell\u2019uomo le arriv\u00f2 piatta e fredda come se avesse aperto lo sportello del congelatore.<br \/>\n\u201cAl club dell\u2019uncinetto!!!!\u201d esclam\u00f2 e si mise a ridere sguaiatamente, mentre Susan continuava a caricare la lavastoviglie, chinata sui ginocchi, la testa bassa e le mani che tremavano mentre spostava i bicchieri: non poteva permettersi di romperne un altro, e assolutamente non in sua presenza.<br \/>\n\u201cCerto\u201d continu\u00f2, quando l\u2019ascesso di risa si fu calmato, \u201cdeve avere un sacco di lavoro\u2026. o \u00e8 anche lei sposata ad uno che si fa il culo a strisce tutti i giorni mentre lei si sgrilletta davanti alla tv?\u201d.<br \/>\n\u201cE\u2019 avvocato\u201d rispose Susan deglutendo, forzando la gola chiusa, che avrebbe voluto restare in silenzio. \u201cE non \u00e8 sposata.\u201d Si alz\u00f2, richiuse lo sportello dell\u2019elettrodomestico ed avvi\u00f2 il programma di lavaggio, il cuore una bomba pronta ad esploderle in gola.<br \/>\n\u201cCerto. Avvocato. Proprio da lei. Me la ricordo: una piantagrane, una spina nel fianco. Si vedeva che aveva un diavolo per capello, sempre in mezzo ai cortei. E la politica. Ti ricordi di quella retata che per poco non la mettono dentro? Sempre stata una stronza.\u201d concluse, alzandosi da tavola.<br \/>\n\u201cE che progetto avete?\u201d disse, prima di oltrepassare la porta della cucina.<br \/>\nSusan sembrava non sentire l\u2019acqua calda che diventava bollente, continuava a tenere le mani sotto il getto continuo del rubinetto. Il vapore che saliva le impediva di respirare: si diresse verso l\u2019asciugamani, al muro opposto rispetto a quello dove lui stava in piedi, aspettando la sua risposta.<br \/>\n\u201cBeneficenza.\u201d rispose brevemente. \u201cUna\u2026 cosa di beneficenza. Lei lavora per un\u2019associazione\u2026 e ci sta aiutando con la beneficenza.\u201d rimarc\u00f2, girando appena la testa al suo indirizzo.<br \/>\n\u201cAh, non fa l\u2019avvocato, allora. Vedi, lo sapevo che non sarebbe arrivata poi tanto lontano. Era una testa calda, un cerino che si spegne subito. \u201c continu\u00f2 tronfio, la voce lamentosa. \u201cAveva un sacco di idee per la testa: la libert\u00e0, il futuro, la politica. Ma anche lei deve lavorare per vivere. Vedi\u201d le disse, avvicinandosi e appoggiandosi con le mani sul piano del tavolo \u201ctu hai fatto quello che tutti si aspettavano da te: niente. E non hai deluso nessuno.\u201d termin\u00f2, la voce che gorgogliava tracotante, guardandola direttamente negli occhi come volesse paralizzarla. \u201cEd ora togli anche la tovaglia e spazza, che poi vengono le formiche.\u201d disse duramente, una sferzata di vento gelido, un bastone di cemento che infrange un muro di paglia.<\/p>\n<p>Susan lo guard\u00f2 uscire dalla stanza. Un lieve sorriso le pass\u00f2 sul volto: un sorriso strano, freddo, accompagnato dalle sopracciglia che si allontanavano dalle orbite, seguite dalle spalle, che si tiravano indietro mentre si appoggiava con i fianchi e le mani al bordo del mobile. Poi prese la tovaglia, la scosse, la ripieg\u00f2 e la ripose in un cassetto.<br \/>\nQualcuno suon\u00f2 alla porta. Mentre si dirigeva ad aprire pens\u00f2 che avrebbe spazzato il giorno seguente. Stasera aveva altro da fare.<br \/>\nMarylin era sulla soglia, con uno zaino in spalla, la sua borsa da lavoro in pelle in una mano, il cellulare nell\u2019altra.<br \/>\n\u201cTi trovo bene, pensavo peggio!\u201d le disse. Susan sorrideva come fosse stata sbronza. Ed era esattamente cos\u00ec che si sentiva: ebbra di felicit\u00e0, libera di dire e pensare quello che voleva, ma soprattutto libera di farlo.<br \/>\nPrima di chiudere la porta guard\u00f2 fuori: il giardino era solo un prato verde sbiadito e cotto dal sole ma lei gi\u00e0 ci vedeva siepi di bossi e settori di bulbose e rosai.<br \/>\n\u201cAllora, com\u2019\u00e8 andata? Devi raccontarmi tutto. E io devo prendere appunti per un&#8217;eventuale tua presenza in tribunale. Ma se tutto va come previsto, non ce ne sar\u00e0 bisogno. Dai, racconta.\u201d Si era seduta davanti a lei e Susan si sent\u00ec esortata a rivivere tutti i momenti della sera precedente, quasi soffocata dal portatile gi\u00e0 disposto sul tavolo di cucina e tutte le carte che l\u2019amica aveva apparecchiato intorno.<br \/>\nGi\u00e0, apparecchiato.<br \/>\nInizi\u00f2 il suo racconto dal momento in cui aveva tolto la tovaglia ed aveva sentito suonare. Rivisse per un attimo la sensazione di trionfo che aveva provato a quel suono, e la leggera agitazione che le era montata sotto pelle mentre andava verso la porta; ricord\u00f2 l\u2019attimo di preparazione per vestirsi della falsa espressione di stupore davanti ai poliziotti, la voce debitamente camuffata ad indicare indecisione e preoccupazione mentre chiamava il marito.<br \/>\nRicord\u00f2 il rumore delle molle della poltrona quando lui si era alzato, la sua faccia scocciata mentre attraversava la soglia della porta del salotto, faccia che esprimeva un misto di stupore e curiosit\u00e0 alla vista dei poliziotti e che diventava quasi un ghigno feroce alle parole \u201cmandato di perquisizione\u201d.<br \/>\n\u201cQui dice che ha provato a picchiare un agente.\u201d La inform\u00f2 l\u2019amica, che leggeva uno dei tanti fogli che aveva sparso sul tavolo.<br \/>\n\u201cSi\u201d conferm\u00f2 Susan \u201csembrava impazzito.\u201d Ed in effetti aveva gli occhi che sembravano voler schizzare fuori dalle orbite, cercava di scappare dalla stretta delle braccia dell\u2019agente che lo teneva fermo e lo ammanettava, mentre gli altri tre iniziavano a perquisire casa.<br \/>\nRicordava come in sogno quelle scene: l\u2019agente che le intimava di rimanere in salotto insieme al marito, il fatto che lui la insultava perch\u00e9 incapace di impedire agli agenti di aprire ogni cassetto di casa, lei che sedeva sulla poltrona con le mani congiunte in grembo e poi diceva, a mezz\u2019aria: \u201cNon ho spazzato in cucina\u2026.\u201d. E lui che riprendeva ad insultarla, finch\u00e9 il poliziotto gli intimava di non dire pi\u00f9 una parola, per il suo bene.<br \/>\n\u201cE poi hanno trovato i libri mastri truccati, vero?\u201d ramment\u00f2 l\u2019avvocato.<br \/>\n\u201cGi\u00e0.\u201d rispose seria Susan, emettendo un sospiro.<br \/>\n\u201cNon ti devi preoccupare, hai fatto quello che dovevi.\u201d la tranquillizz\u00f2 Marylin. \u201cTe lo avevo detto che sarebbe andato tutto bene, quando ti ho chiesto di collaborare. Un uomo che ti tratta da serva, da idiota, che ti picchia, che ti ha fatto fare quattro figli, che non ti aiutano nemmeno perch\u00e9 lui ha sempre fatto credere loro che tu fossi una nullit\u00e0\u2026. Hai fatto benissimo, Susan! Ed ora, come collaboratore della Giustizia, avrai anche un supporto, economico e morale. Tuo marito ha truffato lo Stato per tanti anni e tu ci hai fornito le prove. E lo Stato ti ripagher\u00e0, tranquilla. E potrai rifarti una vita! Avanti amica mia\u201d concluse \u201csiamo alla resa dei conti: altri pochi dettagli e chiudiamo per sempre. Ascolta, ti rileggo cosa ho scritto.\u201d<br \/>\nMa Susan non l\u2019ascoltava pi\u00f9.<\/p>\n<p>Stava ripercorrendo con la memoria i tratti salienti della vita familiare: il matrimonio dopo solo due mesi dai suoi diciotto anni, seguito subito dalla nascita del primo figlio. Il carattere del marito che peggiorava e mostrava il vero lato, arrogante, violento e subdolo, e che la usava come sfogo per tutte le\u00a0preoccupazioni per i conti che non tornavano, per i soldi che non bastavano. Trovarsi incinta del secondo figlio a pochi mesi dalla nascita del primo. Ancora problemi al negozio, che il padre aveva praticamente lasciato nelle mani del genero. E nonostante la crisi, lui non voleva usare un metodo contraccettivo, anzi: dopo un anno dalla nascita del secondo figlio, Susan si era trovata di nuovo incinta del terzo. Ed il marito la considerava cos\u00ec idiota da lasciare i libri mastri sul tavolo del salotto. Anche quelli doppi, quelli dove registrava i piccoli imbrogli con cui rubava al negozio del suocero. E lei che aveva imparato a capire quei numeri, ad associare quei nomi a volti di persone non troppo raccomandabili che ogni tanto vedeva aggirarsi per casa. Aveva imparato copiare la calligrafia del marito. A falsare nomi e date sui quei quaderni con la costola rigida. Lo aveva fatto per venti lunghi anni. Ed aveva tenuto i contanti ricavati nascosti nella baracca degli attrezzi da giardino, l\u2019unico regalo che aveva chiesto a suo marito, il giorno in cui scopr\u00ec di aspettare il quarto figlio. Il fatto che non fossero mai cresciuti i fiori non era stato un problema per nessuno: lei era un\u2019idiota, era normale che i suoi fiori morissero tutti nonostante il tempo che passasse a curarli. Poi l\u2019anziano genitore era morto e lei aveva ceduto tutta la sua quota del negozio al marito: un atto dovuto,\u00a0come ebbero a dire in tanti.<br \/>\nPoi anche l\u2019ultimo figlio era partito per l\u2019universit\u00e0. La crisi economica era divenuta tangibile, anche lei non riusciva pi\u00f9 a ricavare molto dai presiti personali che il marito faceva a se stesso. O lui o lei.<br \/>\nQuindi si era informata. C\u2019era un\u2019associazione che aiutava donne in difficolt\u00e0, specie quelle vittime di violenza familiare. Guarda caso Marylin, una vecchia amica del liceo, era una collaboratrice. Marylin faceva parte anche di un\u2019associazione artistica: lei era sempre stata una persona estroversa e creativa. Susan un giorno si present\u00f2 al gruppo del club dell\u2019uncinetto: Marylin la riconobbe subito. All\u2019incontro successivo Susan fece cadere sapientemente un cesto di gomitoli e, mentre aiutava a recuperare i filati sparsi per tutta la stanza, si arricci\u00f2 le maniche fino a scoprire un brutto livido sul braccio. Marylin abbocc\u00f2 all\u2019amo come una trota con una camola. Susan la preg\u00f2 di non fare niente, perch\u00e9 non voleva che il marito fosse incriminato e fu cos\u00ec brava che alla fine le confid\u00f2, come un segreto da confessionale, che aveva il dubbio che gli affari del marito non fossero cos\u00ec puliti. E Marylin la rassicur\u00f2, dicendole che aveva un progettino che avrebbe salvato lei dal marito senza che la sua reputazione fosse sporcata.<\/p>\n<p>\u201cE qui abbiamo finito\u201d. Susan si risvegli\u00f2 dal flusso dei ricordi. Annu\u00ec, ancora presa dal sapore di vittoria che sentiva nell\u2019aria.<br \/>\n\u201cHo parlato con il Procuratore: riavrai il negozio di tuo padre, dopo il processo e la sentenza del tribunale, come richiesto nei patti. Se vuoi puoi venderlo e con il ricavato farci quello che vuoi. Che ne pensi?\u201d le disse l\u2019amica.<br \/>\n\u201cChe aprir\u00f2 un negozio di fiori.\u201d<br \/>\nSusan vide Marylin che la guardava con un\u2019espressione incredula: era certa che neppure lei riponesse un po\u2019 di fiducia in quella casalinga silenziosa ed infelice. Quindi l\u2019accompagn\u00f2 all\u2019uscita, con il solito sorriso dimesso e tenne la porta aperta, salutandola con la mano, mentre intravedeva tende scostarsi nei villini lungo la via. Fece il gesto di asciugarsi una lacrima e ricomporsi una ciocca di capelli. Poi si volt\u00f2 e chiuse la porta.<br \/>\n\u201cEd ora\u201d la voce usc\u00ec come un ruggito \u201capriamo un portone.\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24963\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24963\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Susan stava prendendo la tazza ormai vuota che Marylin aveva lasciato sul tavolo, quando sent\u00ec aprire la porta di casa. 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