{"id":2495,"date":"2009-12-23T17:39:01","date_gmt":"2009-12-23T16:39:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=2495"},"modified":"2009-12-23T17:39:40","modified_gmt":"2009-12-23T16:39:40","slug":"lucus-in-fabula","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=2495","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2010 &#8220;Lucus in fabula&#8221; di Tonino Iallorenzi"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">I terroni sono gli uomini attaccati alla terra. Uomini e donne che per<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>la terra hanno lottato, sofferto e agognato, speso speranze ed illusioni. Per la terra sono emigrati. Hanno intasato quel ladro d\u2019affetti che \u00e8 il treno. Hanno percorso migliaia di chilometri, su quel sistema linfatico tecnologico che \u00e8 la rete ferroviaria, fatto di binari, scambi e snodi. Tanto diverso ma simile alle arterie di un tronco, per arrivare li dove la sorte li avrebbe accolti per coronare il loro sogno. Avere la terra a tutti i costi. Quegli uomini erano terroni, persone attaccate alla terra. Avrebbero con tutte le loro forze preservato la conquista. La avrebbero difesa dalle intemperie, dai devastamenti. Un po\u2019 come fanno gli alberi. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Gli alberi , anche loro sono<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>terroni. Attaccati alla terra. Essi la penetrano ,la compattano, la modellano, la lavorano. Lo sviluppo\u2026.Drinn. La sveglia, sono gi\u00e0 le 7 e 30 del mattino. Ero nel letto, in mano il foglio che avevo stampato la notte prima. Avevo fatto una ricerca su Google, trovando un\u2019interessante saggio, di un\u2019 autore poco conosciuto. Mi ero assopito, quasi del tutto vestito. Che incubo. Ho sognato la terra, il mio paese, la mia casa, tutta invasa di vegetazione, di alberi. Meno male, sono sveglio. Mi stropiccio gli occhi con le mani. Non sono ancora del tutto lucido. Il tempo di allungarmi per prendere gli occhiali, li, al solito posto, sopra il comodino. Non arrivo. Chiss\u00e0 dove li avr\u00f2 messi?. Chi ha messo una piantina vicino al letto?. Mia moglie!. Al solito, non perde tempo per fare modifiche, ora anche di notte. Ha il pollice verde, ma sta esagerando. Ma che ha combinato?. Ha trasformato la camera da letto in una serra.Ho no, mio dio!. Non sto sognando. Per un\u2019 attimo mi ero allontanato dalla realt\u00e0, ora sono sveglio. Ed \u00e8 tutto vero. La casa \u00e8 piena di piante. Ovunque. La camera da letto \u00e8 satura di rami. Dormo da anni, sopra il ramo della grande quercia vicino casa, quella piantata da mio nonno. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Ci sono foglie, arbusti, rami e vegetazione ovunque. Per pochi secondi mi ero estraniato dalla realt\u00e0. Mi accade tutte le mattine. Al risveglio ho una sorta di rimozione. Tutto mi sembra tornato alla normalit\u00e0. Come prima, prima di quel maledetto aprile del 2008. Ma non era cos\u00ec. Tutte le mattine mi illudevo, poi il brusco risveglio. Tutto come prima. Alberi ovunque, nelle case, nelle strade, nei giardini. Ovunque ci fosse stato un pezzo di terra era<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>invaso da alberi e piante di ogni tipo. Ne avevo ovunque in casa, nel bagno, nella credenza, fin negli armadi. I campi di calcio erano scomparsi, tutti<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>diventati delle enormi foreste. I bimbi,<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>da anni non potevano piu\u2019 giocare a calcio. Alcuni, temerari, si erano ingegnati giocando sui solai, dimessi, di edifici, abbastanza grandi da ospitare partitelle, almeno cinque contro cinque. Tutto, era iniziato per colpa di quella sconsiderata decisione presa dai politici per rimboscare l\u2019intera regione. Avevano scelto il brevetto del ricercatore giapponese. Aveva dato risultati prodigiosi, persino in prossimit\u00e0 di zone desertiche. La molecola, era frutto di una accurata ricerca genetica. La pianta una volta messa a dimora, richiedeva poca cura. Poca umidit\u00e0. In pochi anni avremmo, di nuovo, avuto il paesaggio pieno di foreste. Dopo secoli, la Lucania avrebbe mostrato il suo antico aspetto. Terra fiera e selvaggia. Il progetto finanziato dalla Comunit\u00e0 Europea, prevedeva la trasformazione della Basilicata in un grande parco tematico, Lucanialand. I visitatori in un viaggio temporale, avrebbero trovato gli ambienti, i paesaggi, gli animali, le popolazioni e le atmosfere di una terra incontaminata, cos\u00ec com\u2019era ai tempi dei romani. Impervia, attraversata dagli antichi viaggiatori della via Appia. Avrebbe attratto numerosi viaggiatori. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Antropologi, da tutto il mondo. La molecola del ricercatore nipponico, dimostr\u00f2 da subito la sua efficacia. In pochi mesi gli alberi si erano diffusi ovunque. Sia nelle zone interne che vicino al mare. In<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>prossimit\u00e0 di Potenza.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>I Sassi di Matera, avevano assunto un paesaggio simile alle montagne rocciose. I calanchi erano diventati un rigoglioso bosco di conifere. Dopo i primi mesi, la crescita di alberi divenne inarrestabile. Tutto fu inutile. Dopo un\u2019 anno la vegetazione copriva l\u201980 % del territorio. Gli alberi non si fermavano davanti a niente. Dopo 5 anni tutto il suolo della terra era pieno di vegetazione. Anche i corsi d\u2019acqua. Nulla era stato possibile contro l\u2019invasione vegetale. Per una pianta bruciata, ne<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>ricrescevano decine. Se si tagliava un tronco, velocemente spuntavano, dal nulla, centinaia di piantine. Ogni pianta, era in grado, se attaccata, di espellere migliaia di spore che attecchivano velocemente al contatto del suolo. Anche l\u2019intervento dello scienziato, del sol levante, fu vano. Tutte le sere mi coricavo con la vane speranza che l\u2019incubo finisse. Tutte le mattine la realt\u00e0 era piu\u2019 dura. Alberi, solo alberi. Sempre di piu\u2019. &lt; Tonino,\u2026 Tonino,\u2026svegliati che \u00e8 ora&gt;. La voce di mia moglie. Mi sono riaddormentato di nuovo. Ma no, non pu\u00f2 essere, sono ancora le sette. Ma, allora, quello che \u00e8 successo era un\u2019 incubo. Mi rialzo senza nemmeno mettermi le scarpe, sono semi nudo, corro verso la finestra. Corro?. Ma come faccio a correre?. Sono anni che non corro. Non c\u2019\u00e8 un centimetro di spazio, vuoto, dove poter correre. E\u2019 tutto pieno di piante. Era. Ora, non ne vedo. Ma allora ho sognato tutto, gli alberi, l\u2019invasione, lo scienziato giapponese. Mi affaccio al balcone. Tutto libero. Vuoto. Riesco persino a vedere l\u2019orizzonte. Nemmeno un\u2019 albero. Un\u2019 assurdo, beffardo e atroce incubo. Ma cos\u00ec reale. Mia moglie mi guarda. Ha negli occhi un\u2019espressione di commiserazione. Poi si siede, si mette le mani nei capelli. &lt; Di nuovo?. Lo hai sognato ancora?. Il caff\u00e8 \u00e8 sul tavolo, oggi \u00e8 il nostro<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>turno, te ne sei dimenticato?<span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>&gt;. Dimenticato?. Voglio dimenticare, tutto, quello che probabilmente \u00e8 stato un\u2019 incubo, cos\u00ec reale. E\u2019 il nostro turno?. Ma per cosa?. La terra \u00e8 senza quei maledetti alberi, il mio letto \u00e8 finalmente un letto vero. Non vedo piu\u2019 alberi, ne in casa ne fuori. Non vedo alberi. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Non ci sono piu\u2019 alberi. Mia moglie alza il capo, mi fissa, annuisce con la testa. &lt; tutte le notti la stessa storia, la mattina poi. Possibile che non hai ancora capito?. Non ci sono alberi. Da nessuna parte nel mondo. Ricordi?. Il virus, quello proveniente dall\u2019oriente. Gli alberi, tutti estinti &gt;. Il Giappone, ora ricordo, tutta colpa del petrolio. Lo sfruttamento era proliferato. Si pens\u00f2 di limitare i danni provocati dai metalli pesanti con la molecola orientale, capace di proteggere i fusti e le radici. Invece si era innescato un micidiale virus, propagatosi in pochi anni, aveva distrutto irrimediabilmente tutto il verde. Rese aride le foreste, i grandi polmoni dell\u2019 Amazzonia. La terra era diventata un\u2019unica distesa desertica. La notte, sognavo, desideravo, in maniera abnorme, quello che avrei sperato di vedere la mattina. Alberi, alberi. Tanti alberi. Ora, ricordo tutto. Era giunto il nostro turno. Quel giorno toccava a noi fare la trasfusione alla grande quercia. Su tutta la terra, non c\u2019era piu\u2019 un\u2019 albero in piedi. Tranne la millenaria pianta di contrada Braide. Li conobbi Maria, mia moglie. La quercia \u00e8 talmente grande e maestosa<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>che per cingere, completamente, il suo fusto ci vogliono circa 25 persone. Era il giorno di pasquetta, trentenni fa. Abbracciammo in tanti la pianta. Eravamo 25. Un po\u2019<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>casualmente, un po\u2019 perch\u00e9 lo volemmo entrambi, abbracciai l\u2019albero tenendo per mano Maria. Non ci lasciammo piu\u2019. Anche lei, l\u2019ultima quercia della terra, era malata. Per tenerla in vita, serviva linfa umana. Ogni giorno, 25 persone si alternavano per donare la loro linfa. Quel giorno era il mio turno con Maria. Chi avrebbe mai pensato, trentenni fa, quando ne incidevo la corteccia, parlando con Maria, vedendone la linfa che in un futuro gle l\u2019avrei restituita?. Servir\u00e0?. Per quanto tempo ancora?.<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2495\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2495\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I terroni sono gli uomini attaccati alla terra. 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