{"id":24941,"date":"2015-06-01T18:25:38","date_gmt":"2015-06-01T17:25:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24941"},"modified":"2015-06-01T18:25:38","modified_gmt":"2015-06-01T17:25:38","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-el-dimognio-di-alessandro-ippolito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24941","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;El Dimognio&#8221; di Alessandro Ippolito"},"content":{"rendered":"<p><em>Il diavolo se lo prese a vent&#8217;anni.<\/em><\/p>\n<p><em>Fu durante una guardia sulle mura della fortezza in una gelida notte d&#8217;inverno che il male gli inocul\u00f2 il suo veleno in entrambe le orecchie condannandolo ad una inesorabile ed irreversibile sordit\u00e0. Lo confermarono tutti i luminari ai quali si rivolse disperato.<\/em><\/p>\n<p><em>Era conosciuto come un giovane rispettoso e garbato, un bonaccione, ma non accett\u00f2 tutto quel male ed essendo sempre stato ostinato tanto quanto era onesto si mise ad indagare iniziando col questionare i vecchi del paese: allora si sapeva, dietro ad uno strano accidente c&#8217;erano sempre vecchie ruggini e altre cose&#8230;\u00a0<\/em>Il vecchissimo Ottorino seduto davanti al camino faceva delle pause belle lunghe prima di continuare, forse per ricordare, o per inventare; era una tradizione antica quella delle <em>Fole,<\/em> risalente a tempi non lontani, bastava andare indietro a quando la bluastra luce catodica non aveva ammutolito intere famiglie.<\/p>\n<p>Allora il narratore\u00a0si recava in una casa per volta a raccontare la sua <em>fola<\/em>, che poi era sempre la stessa solo arricchita ogni sera con nuovi dettagli frutti dell&#8217;improvvisazione; io ero troppo giovane per poterne ricordare e la ragione per cui mi trovavo in casa dell\u2019ultimo cantastorie con un magnetofono veniva da un idea del mio professore di lettere che introducendoci prima alle tematiche di Propp e ai suoi studi sulle fiabe, ne avrebbe poi spiegato gli schemi traendo esempi dal materiale raccolto<\/p>\n<p>Il mio Omero abitava vicino a mia Nonna, compiaciuto della richiesta si ciment\u00f2 entusiasta nella narrazione della sua\u00a0<em>fola.<\/em>&#8211;<em>Fu cos\u00ec che il giovane soldato incontr\u00f2 una delle Santine, l&#8217;ultima di cinque sorelle zitelle, \u00a0all&#8217;ingresso del cimitero<\/em>&#8211;<\/p>\n<p>L\u2019imitazione della gracchiante Santina era esilarante.<\/p>\n<p>&#8211;<em>Oddio quanto<\/em> <em>assomigli a tuo padre!-<\/em><em>La megera mise le mani al viso per accentuare lo stupore.<\/em><\/p>\n<p><em>-Anch&#8217;io e le mie sorelle andavamo a tirargli la giacca perch\u00e8 ci facesse ballare quando suonava l&#8217;orchestrina in piazza. Ah s\u00ec! Era davvero un bravo ballerino, elegante, con i capelli imbrillantinati! Sai, la brillantina costava, i ragazzi si davano l&#8217;olio d&#8217;oliva che poi puzzava, soprattutto se non si lavavano, ma lui no: era sempre pulito e presentabile!<\/em><em>\u00a0Le spose del paese erano tutte innamorate di lui, gli facevano dei bei regali cos\u00ec da permettersi certe cose di pi\u00f9 degli altri, destando troppa invidia&#8230; e l&#8217;invidia, si sa, \u00e8 una delle sorelle della morte<\/em>\u00a0&#8211;<\/p>\n<p><em>\u00a0Poi la vecchia disse grave.\u00a0<\/em>&#8211;<em>Seppi\u00a0che una mattina si spavent\u00f2 a morte trovando sotto il cuscino un feticcio fatto di&#8230;capito, no? &#8211;<\/em>\u00a0Si riferiva ai suoi escrementi.<\/p>\n<p>-Il<em>\u00a0bambolotto era impastato coi suoi capelli, fasciato coi pezzi di una sua camicia e aveva degli spilloni infilati fitti fitti nelle orecchie!-<\/em><\/p>\n<p>Attizzando la brace Ottorino controllava se fossi attento.<\/p>\n<p><em>&#8211; Sapevo chi era stato! <\/em><em>C&#8217;era una fattucchiera che se pagata bene anche con polli e conigli faceva queste diavolerie, una strega! Faceva l&#8217;amore con le bestie e i figli nascevano mostri, meno male che non vivevano pi\u00f9 di tre d\u00ec! Quante brutte cose a questo mondo, ma dimmi tuo padre campa ancora? Tu cosa fai? &#8211;\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Faceva il soldato, spieg\u00f2,\u00a0la Madre mor\u00ec di tubercolosi quando erano \u00a0piccoli e il padre crebbe i figli come un severo generale; il primo emigr\u00f2 e la sorella si era sposata al sud. Il<\/em><em>\u00a0padre era da poco morto di un malaccio.<\/em><\/p>\n<p>-L<em>a fattura non ha funzionato, sia ringraziato Iddio! &#8211;<\/em>\u00a0 Ottorino mim\u00f2 \u00a0la vecchia segnarsi la croce.<\/p>\n<p>&#8211;<em> Te stai attento per\u00f2, preghi? vai a confessarti <\/em>? &#8211;<\/p>\n<p><em>Mentendo annu\u00ec, pens\u00f2 fosse il caso di dirle dalla sua sordit\u00e0 ma cambi\u00f2 idea, non avrebbe cavato altro da quella bocca sdentata.<\/em><\/p>\n<p><em>Qualche anno dopo si innamor\u00f2 di una giovane molto carina e di famiglia onesta con la quale si spos\u00f2, e<\/em><em>bbero due figlie bellissime ma una nacque senza l&#8217;orecchio sinistro: al suo posto c&#8217;era un buco, lo coprivano coi capelli, pi\u00f9 avanti negli anni un chirurgo gliene fece uno finto.<\/em><\/p>\n<p><em>Il soldato con gli anni divenne sempre pi\u00f9 triste, il veleno del dimognio lo divorava lentamente rendendolo astioso e permaloso, nella confusione di ronzii dentro la testa rimuginava senza sosta sulla crudelt\u00e0 della sua sorte coltivando l&#8217;odio.<\/em><\/p>\n<p><em>-Questi sono i &#8220;dimogni&#8221;: mali oscuri che avvelenano l&#8217;anima, b<\/em><em>ada figliolo! &#8211;<\/em>\u00a0 Mi redargu\u00ec Ottorino\u00a0&#8211; Se non capisci<em>\u00a0con cosa hai a che fare puoi andare dal medico, ma quello ti addormenta con le pillole perch\u00e9 non sa! Se fosse andato da una di quelle che segnano la paura con un piatto d&#8217;acqua e qualche preghiera \u00a0forse si sarebbe tutto risolto.<\/em>&#8211;<\/p>\n<p>Ottorino aveva i palmi rivolti al fuoco, io ero eccitato dall&#8217;atmosfera misteriosa del tinello illuminato dai bagliori del focolaio e con la coda dell&#8217;occhio controllavo l&#8217;andamento del nastro<em>\u00a0.Il Prof andr\u00e0 in visibilio per questa roba<\/em>&#8211; pensai mentre il menestrello ricominciava la sua storia.<\/p>\n<p>&#8211;<em>Il nostro soldato fu comunque un buon padre, educ\u00f2 le figlie come due principesse. La pi\u00f9 grande gli dava qualche pensiero: crescendo in quella situazione difficile era diventata un po&#8217; ribelle ed una sera non tornando a buio fece preoccupare tutti! La cercarono ovunque, sai una &#8220;Fanta&#8221; cos\u00ec giovine e carina a giro dopo il tramonto&#8230; Quando il padre la vide rincasare tutta sorridente con una scusa sciocca le diede uno schiaffo cos\u00ec secco in faccia da farla cadere-<\/em><\/p>\n<p>Il vecchio sospir\u00f2. &#8211;<em>\u00a0Dopo una settimana di lamenti per il ronzio all&#8217;orecchio destro la portarono dal dottore che trov\u00f2 il timpano danneggiato: il fischio lo avrebbe udito per la vita, disse.<\/em>&#8211;<\/p>\n<p>L&#8217;uomo cadde nella malinconia, si isolava e parlava da solo, cos\u00ec lo congedarono dall&#8217;esercito.<\/p>\n<p>Le figlie crebbero e si sposarono, la moglie con la pazienza di una pia donna lo accudiva raccomandandosi a Dio, soprattutto se diventava aggressivo, ma non venne mai meno al voto nuziale.<\/p>\n<p><em>-\u2026e eh non ce ne sono pi\u00f9 di donne cos\u00ec! Adesso si trovano un altro e addio, ma a quei tempi non se ne parlava nemmeno, e poi in fondo gli voleva bene, qualcosa s&#8217;era portato via l&#8217;uomo buono che aveva sposato, lo sapeva, e pregava\u2026 Un giorno la donna si ammal\u00f2 e i dottori dissero che non c&#8217;era niente da fare. Lui seduto accanto al letto della moglie moribonda rimuginava a pugni serrati e digrignando i denti aspettava\u2026aspettava\u2026 &#8211;<\/em><\/p>\n<p>Il vecchio si sporse in avanti quasi intimorendomi.<\/p>\n<p><em>&#8211; Ti dissi quanto era cocciuto, stufo di prendere solo il male che gli avevano iettato non avrebbe permesso a nessuno di portargli via la cosa migliore della sua vita! &#8211;<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;atmosfera si era fatta inquietante, Ottorino continu\u00f2 senza togliere lo sguardo dal fuoco. &#8211;<em>Eravamo tutti al capezzale della donna che nelle sue ultime parole si raccomand\u00f2 di avere cura del marito: -Lui non era cos\u00ec- diceva, poi sbarr\u00f2 gli occhi nel momento supremo. <\/em><\/p>\n<p><em>-Un ringhio usc\u00ec dal petto del marito, sibilava a denti stretti guardando il centro della stanza: -Lasciala stare! Va via schifosa&#8230;- La moglie ansimando guardava nello stesso punto, lo facemmo anche noi senza vedere nulla. All&#8217;improvviso l&#8217;uomo salt\u00f2 in piedi e allungando la mano afferr\u00f2 qualcosa nell&#8217;aria\u2026e \u00a0lei apparve! &#8211;<\/em><\/p>\n<p>Il vecchio alz\u00f2 la voce. &#8211;<em>Una tela scura sbuc\u00f2 a mezz&#8217;aria sbattendo come una vela sciolta, l&#8217;uomo con le mani tir\u00f2 forte<\/em><em>\u00a0finch\u00e9 come vomitata dal nulla apparse l&#8217;incappucciata signora dagli occhi di buio!<\/em><\/p>\n<p><em>Quell&#8217;uomo tanto caparbio gherm\u00ec la morte afferrandola alla gola mentre si dimenava sbattendo la cappa, poi con uno strattone le strapp\u00f2 il gozzo facendo spruzzare fuori una nera melma!<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0Tutto si ferm\u00f2, Il tempo e i nostri cuori. La buia Signora port\u00f2 le mani al collo e<\/em><em>\u00a0ci osserv\u00f2.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0Apr\u00ec l&#8217;immenso mantello mostrando quelli che la attendevano ed erano schiere di ogni razza e ogni luogo. Agonizzanti si contorcevano nella disperazione, uomini e bestie alla stessa stregua invocavano la fine delle loro atroci pene, poi si volt\u00f2 verso la moglie che esal\u00f2 l&#8217;ultimo rantolo quindi tocc\u00f2 con un dito la testa del marito e chiuso il raccapricciante sipario spar\u00ec.<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec fu che l&#8217;uomo dannato dalla maledizione di tutte le maledizioni non pot\u00e9 pi\u00f9 perire fino a quando avrebbe espiato l&#8217;insulto pi\u00f9 grande mai portato a Dio, cos\u00ec ancora siede sulla sua poltrona aspettando di veder passare la morte, chiss\u00e0 se per prenderla o farsi prendere&#8230;-<\/em><\/p>\n<p>La<em> Fola<\/em> era conclusa. Ero sbigottito.<\/p>\n<p><em>-Tu raccontavi fole cos\u00ec ai bambini?- <\/em>Dissi ridendo.<\/p>\n<p><em>-La fola non era per i fanti caro ragazzo, era per te!<\/em><em>\u00a0Non ricordi?&#8230;pensaci bene&#8230;- <\/em>\u00a0Rispose Ottorino,\u00a0forse troppo immedesimato nel ruolo.<\/p>\n<p><em>-Voltati, guarda in fondo al salotto&#8230;-<\/em>Insistette il vecchio.<\/p>\n<p>Mi voltai e trasalii: all&#8217;altro lato della stanza seduto su una poltrona della quale non mi ero accorto per tutto il tempo un signore anziano si teneva le orecchie coi pugni chiusi.<\/p>\n<p>Balzai in piedi con un grido e indietreggiai, Ottorino mi osservava dalla sua sedia. <em>-Sei sicuro di non conoscerlo? \u2013 <\/em>Sibil\u00f2 maligno.<\/p>\n<p>Paralizzato dall\u2019orrore vidi l&#8217;anziano signore alzare lentamente il capo e stringendo i pugni contro la testa fissarmi ringhiando parole inudibili, d\u2019improvviso una fitta lancinante ai timpani mi fece perdere i sensi.<\/p>\n<p>Riaprii gli occhi, il salotto era sparito.<\/p>\n<p>Sdraiato sul pavimento di una garitta in una gelida notte d&#8217;inverno un dolore acuto mi straziava i timpani, urlai senza udire la mia voce.<\/p>\n<p>Strinsi i pugni portandoli alle mie orecchie doloranti.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24941\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24941\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il diavolo se lo prese a vent&#8217;anni. 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