{"id":24922,"date":"2015-05-30T18:48:05","date_gmt":"2015-05-30T17:48:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24922"},"modified":"2015-05-30T18:48:05","modified_gmt":"2015-05-30T17:48:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-primo-di-iuri-vit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24922","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Primo&#8221; di Iuri Vit"},"content":{"rendered":"<p>Terzio, seduto a tavola, divorava il suo piatto di fagioli, immergendo ampie cucchiaiate nel sugo rosso. Teneva lo sguardo fisso sul televisore, come se lo schermo bucato gli comunicasse qualcosa.<br \/>\nPrimo seduto a capotavola lo stava guardando. Terzio percepiva i suoi occhi da cerbiatto, la bocca semi aperta e il cucchiaio in mano, sospeso sopra il piatto.<br \/>\n\u201cNon mi guardare.\u201d disse Terzio.<br \/>\nPrimo si scosse e con una lentezza esasperante immerse la posata tra i fagioli, portandola poi alla bocca, sempre semi aperta. Terzio prov\u00f2 a ignorarlo, ma la sua visione periferica non pot\u00e9 fare a meno di mostrargli la masticata lenta del fratello.<br \/>\nLa nonna, seduta di fronte a Primo, vide tutto questo, percependo la solita tensione crescente, come quasi tutte le sere. Sapeva che avrebbe dovuto far qualcosa per fermare quello che stava per accadere. Ma era vecchia e stanca e proprio non ce la fece a intromettersi.<br \/>\nPrimo fece fare due giri al cucchiaio, prima di piantarsi di nuovo con gli occhi sul fratello maggiore. Lo sguardo dolce di Primo sembrava nascondere le migliaia di storie in cui il ragazzo si rifugiava. E nel costruirle, qui due faretti azzurri parevano scavare il volto dove si posavano. L&#8217;espressione stupida non dava tregua.<br \/>\n\u201cLa vuoi piantare?\u201d Terzio inizi\u00f2 a perdere la pazienza. Se mai l&#8217;avesse avuta.<br \/>\nPrimo trascin\u00f2 il cucchiaio nel piatto, forzandosi notevolmente. Ma l&#8217;unica cosa che riusc\u00ec a produrre fu un lentissimo vortice rosso. E poi il suo sguardo dannatamente delicato torn\u00f2 verso il fratello.<br \/>\n\u201cCosa cazzo vuoi?\u201d Terzio distolse finalmente lo sguardo dallo schermo perforato e lo diresse verso il fratello.<br \/>\n\u201cPerch\u00e9 non mangi eh? Come minchia hai fatto a diventare cos\u00ec grasso se non mangi?\u201d<br \/>\nLa nonna cap\u00ec che stava per scoppiare tutto. Allung\u00f2 una mano senza convinzione. Sfior\u00f2 appena il braccio di Terzio, il quale nemmeno se ne accorse.<br \/>\nPrimo continu\u00f2 a mostrare il suo viso privo di spigoli. Nelle iridi azzurre le pupille si dilatarono un poco, giusto per dimostrare che capiva la situazione e aveva paura.<br \/>\nTerzio scatt\u00f2 in piedi. La sedia cadde sullo schienale rivestito di feltrini, posati li per non rovinare il legno e le piastrelle. Non fece nemmeno rumore nell&#8217;impatto.<br \/>\nPrimo vide la sagoma di Terzio sovrastarlo e si affrett\u00f2 confusamente col cucchiaio. Il rumore del metallo contro la ceramica fece infuriare il fratello maggiore ancora di pi\u00f9. Primo si sent\u00ec strappare via dalla sedia mentre tentava di portarsi alla bocca i fagioli.<br \/>\nLasci\u00f2 cadere il cucchiaio il cui contenuto si sparse tra la tovaglia e il pavimento. \u201cNooo\u201d riusc\u00ec a dire prima di ritrovarsi seduto a terra sull&#8217;angolo del muro.<br \/>\n\u201cDevi uscire dalla tua testa!\u201d Terzio schiant\u00f2 potenti schiaffi con la mano callosa addosso alla faccia pallida del fratello.<br \/>\nPrimo cerc\u00f2 di mettere le mani davanti al volto per proteggersi. Url\u00f2 con la voce stridula di chi sta passando dall&#8217;infanzia alla pubert\u00e0.<br \/>\nLa nonna, a quelle urla, pos\u00f2 i gomiti sul tavolo e si premette le mani sulle orecchie. Strizz\u00f2 gli occhi e si illuse di non essere li. Ma c&#8217;era.<br \/>\n\u201cSvegliati! Devi svegliarti!\u201d Terzio continu\u00f2 imperterrito a menare le mani scuotendo la testa del fratello che oscillava a ogni colpo, mentre la pelle del viso andava arrossandosi.<br \/>\nPrimo sub\u00ec tutto questo, piangendo e forse chiedendosi perch\u00e9. Magari avrebbe voluto uccidere il fratello se fosse stato in grado di pensarlo. Terzio se lo augurava con tutto il cuore.<\/p>\n<p>Un&#8217;ora dopo il silenzio regnava nella casa. L&#8217;unico rumore che lo spezzava proveniva dalla cucina, dove la nonna faceva tintinnare le posate contro i piatti mentre lavava via i resti della cena.<br \/>\nTerzio annusava il fumo dell&#8217;unica sigaretta di quel giorno, cercando di godersene ogni sensazione, ma riuscendo solo a farsi girare la testa.<br \/>\n\u201cNon dovresti trattarlo cos\u00ec. Sai che \u00e8 speciale.\u201d la voce della nonna giunse da dietro la parete della cucina.<br \/>\nTerzio, seduto sulla sedia a capotavola che durante la cena occupava lei, si gir\u00f2 di tre quarti, per essere sicuro di farsi sentire.<br \/>\n\u201cNon pu\u00f2 permettersi di essere speciale.\u201d<br \/>\nLa nonna continu\u00f2 a immergere le mani screpolate dentro il lavandino. Poche bolle di schiuma galleggiavano e il sapone le bruciava le piccole ferite sulle dita.<br \/>\n\u201cMa lo \u00e8. Non l&#8217;ha scelto lui.\u201d<br \/>\nTerzio pens\u00f2 al fratello, in quel momento addormentato nel suo letto al piano di sopra, forse gi\u00e0 dimentico di tutto.<br \/>\n\u201cTu credi che il fatto di vivere in paese lo tenga al sicuro da tutto. Ma ti sbagli. Loro sono gi\u00e0 qui.\u201d<br \/>\nLa nonna si ferm\u00f2 con un pianto sollevato a mezza altezza, pronto per essere posato sullo sgocciolatoio. Chiuse un attimo gli occhi e scosse piano la testa.<br \/>\n\u201cNon puoi dirlo. Anche se ci fossero non sapresti riconoscerli.\u201d<br \/>\nTerzio sorrise osservando la sigaretta che teneva tra le dita. La spense nel bicchiere di plastica riempito con un dito di acqua.<br \/>\n\u201cSi vede che stai troppo chiusa qui.\u201d<br \/>\n\u201cNon sto chiusa qui.\u201d<br \/>\n\u201cL&#8217;orto non conta nonna.\u201d<br \/>\nLei pens\u00f2 alla fatica che le costava mantenere quelle piante in salute, curarle per ricavarne qualcosa. Le venne una lieve fitta alla schiena, come a confermare i suoi sforzi. Ma alla fine decise che si. Aveva ragione lui.<br \/>\n\u201cComunque non penso tu li abbia riconosciuti.\u201d disse ugualmente.<br \/>\n\u201cHanno qualcosa di diverso nello sguardo. Se sai cosa cercare naturalmente.\u201d rispose Terzio.<br \/>\nLa donna mise a posto l&#8217;ultimo piatto e stacc\u00f2 il tappo dal lavandino. In breve l&#8217;acqua scese per lo scarico lasciandosi dietro solo un mucchietto di schiuma alla lavanda. Usc\u00ec dalla cucina e si mise a sedere assieme al nipote.<br \/>\n\u201cA volte sembri tuo padre.\u201d<br \/>\nTerzio si volt\u00f2 verso il televisore dallo schermo sfondato.<br \/>\n\u201cNon dirlo nemmeno.\u201d<br \/>\nAnche la nonna stava osservando l&#8217;elettrodomestico inutilizzabile da ormai molto tempo. Avrebbe voluto aggiungere qualcosa. Rimanere in quell&#8217;argomento che non affrontavano mai. Spiegare a suo nipote, ancora una volta, come fossero arrivati fin li. Ma sapeva anche che Terzio non voleva capire.<br \/>\nLui voleva solo andare via, come se potesse servire a qualcosa. Ma c&#8217;era Primo.<br \/>\n\u201cDovresti comunque trattarlo meglio, tuo fratello.\u201d gli disse alla fine.<br \/>\n\u201cForse ai tuoi tempi quelli come lui potevano essere accuditi. Ora il mondo non \u00e8 pi\u00f9 quello che ricordavi tu. Quelli gli faranno molto peggio di qualsiasi cosa possa fargli io. E&#8217; meglio se si abitua.\u201d disse Terzio.<br \/>\nI due continuarono a parlare senza accorgersi del rumore di passi veloci che correvano su per le scale. L&#8217;unica cosa che li distrasse fu il suono agghiacciante di qualcosa che, fuori di li, si schiant\u00f2 sul cortile di casa.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24922\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24922\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Terzio, seduto a tavola, divorava il suo piatto di fagioli, immergendo ampie cucchiaiate nel sugo rosso. 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