{"id":24903,"date":"2015-05-31T17:54:35","date_gmt":"2015-05-31T16:54:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24903"},"modified":"2015-05-31T17:54:35","modified_gmt":"2015-05-31T16:54:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-ho-camminato-di-stefano-maria-giusti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24903","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Ho camminato&#8221; di Stefano Maria Giusti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Ho camminato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da sempre, ho camminato e camminato, attraverso ogni luogo sulla Terra. Nel mio viaggiare, ho visto cose che solo a tentare di descriverle mi si accappona la pelle, il sangue mi si gela nelle vene e ogni fibra del mio corpo grida e mi verrebbe quasi da accasciarmi al suolo, in ginocchio, e lasciare che ogni emozione si liberi al vento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 s\u00ec, io ho camminato, e camminando ho visto e vissuto ci\u00f2 che l\u2019uomo \u00e8 riuscito a fare a se stesso nella sua storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io c\u2019ero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono sempre stata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io c\u2019ero sui campi di battaglia delle grandi guerre che hanno scosso il pianeta fin dall\u2019alba dei tempi, tra il clangore di spade e lance, l\u2019odore nauseabondo di sangue raffermo e fango, le grida dei feriti, il sibilare dei proiettili e delle palle di cannone, il pianto dei sopravvissuti e il silenzio dei defunti, caduti con gloria \u2013 ma quale gloria? \u2013 sul campo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io c\u2019ero, tra i gas urticanti nelle trincee della Francia. Ho sentito quel fumo acre entrarmi nelle narici e bruciarmi all\u2019interno. Ho sentito i soldati implorare piet\u00e0 e invocare le madri mentre soffocavano lentamente, immortalati come in una fotografia in una smorfia raccapricciante di dolore e sofferenza. Ho visto i sopravvissuti uccisi a colpi di fucile o infilzati dalle baionette, il loro sangue scorreva sul terreno fangoso, dimenticato e sprecato per quell\u2019orgia violenta che \u00e8 la guerra assurda e crudele. E io, impotente, me ne stavo a guardare, in attesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io c\u2019ero, mentre nelle navi affondate, in trappola come topi, gli uomini annegavano. A Trafalgar, a Cuba, nelle Antille, nel Pacifico, a Pearl Harbor e in mille e mille altri posti. Li ho sentiti annaspare, gridare, graffiare legno e metallo alla ricerca dell\u2019ultimo alito d\u2019ossigeno, che non li avrebbe di certo mantenuti in vita, ma avrebbe soltanto allungato di qualche minuto la loro agonia, il destino ormai gi\u00e0 segnato. E io, impotente, me ne stavo a guardare, in attesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io c\u2019ero, quando la nube purpurea, il nuovo sole, bruci\u00f2 fino all\u2019osso Hiroshima e Nagasaki. Ero l\u00ec, in mezzo a quei corpi polverizzati all\u2019istante, neanche un grido, n\u00e9 di paura n\u00e9 di terrore, non ce ne fu neanche il tempo. Il calore li consum\u00f2. E io, impotente, me ne stavo a guardare, in attesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io c\u2019ero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono sempre stata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho camminato nei campi di sterminio nazisti e nei gulag sovietici, e in ogni campo di concentramento del mondo. Ho sentito e condiviso il dolore degli uomini che morivano di fame, di gelo, di stenti o nelle camere a gas, asfissiati dallo Zyklon B. Quegli uomini si accasciavano a terra, lo sguardo implorante appena alzato con le ultime forze. Mi guardavano. Sembravano chiedermi \u201c<em>Perch\u00e9? Perch\u00e9 non mi aiuti? Perch\u00e9 non fai niente?<\/em>\u201d. Ma cosa potevo fare, io? Io sono qui solo per uno scopo, nient\u2019altro, cosa potevo mai fare per loro? Cos\u00ec, impotente, straziata, rimasi immobile, a guardarli spegnersi lentamente, in attesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella giungla in Vietnam accompagnavo i soldati americani e quelli vietcong, senza distinzioni, senza razzismo di sorta. Ero con tutti, tra le grida di tutti, mentre i proiettili squarciavano membra tra le foglie bagnate di pioggia o il napalm bruciava la carne e le ossa in una calda e afosa notte senza luna. Ancora oggi, sento quell\u2019odore disgustoso di carne bruciata nelle narici, nelle orecchie riecheggiano le grida di dolore dei soldati e le loro suppliche a un Dio sordo o a una madre lontana, ho ancora negli occhi l\u2019orrore di quella carneficina. In silenzio, impotente, senza una lacrima, ho tirato dritto, ligia al dovere, in attesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho camminato per le vie di Pripyat il giorno che esplose la centrale di Chernobyl, e ancora l\u2019ho fatto a Fukushima dopo lo tsunami. Ho visto gli effetti delle radiazioni sulle persone, sugli uomini, le donne e i bambini. Ho visto persone morire in agonia avvelenati dalla cosiddetta energia pulita e altri spegnersi dopo mesi o anni per colpa di tumori incurabili. Ho visto uomini, donne e bambini sfigurati e neonati venire al mondo malformati. La nausea e il rimorso sono duri da sopportare, eppure, in quei giorni, mi limitai a passare, in silenzio, in attesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io c\u2019ero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono sempre stata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ero a Dresda mentre cadevano le bombe incendiarie, nei rifugi con la gente spaventata, i bambini che gridavano e piangevano mentre i genitori, anch\u2019essi spaventati, cercavano di rassicurarli, di tenerli buoni. E li ho visti morire. Uno ad uno. Sotto la pioggia di bombe, nell\u2019inferno di fuoco, li ho visti morire cos\u00ec, senza un perch\u00e9. Ma io, come sempre, sono passata, nonostante le lacrime premessero io le ho ricacciate e sono andata oltre, senza una parola o uno sguardo vero, in attesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ero in Iraq, e in Siria, e in Palestina, ovunque ci sia stata una guerra, e ho visto innocenti morire, uccisi dai proiettili dei soldati, dalle bombe radiocomandate, dai kamikaze infidi e vigliacchi. Ricordo perfettamente ogni singola bomba, ogni singolo uomo, ogni singolo bambino ucciso su un autobus da una bomba umana senza un volto e con in testa solo la follia. Ero l\u00ec, mentre gli uomini in nero, incappucciati, squarciavano la gola a prigionieri indifesi e innocenti. Ho visto il terrore nei loro occhi, la muta richiesta d\u2019aiuto annegata nelle grida del loro dolore straziante. Ma ho camminato oltre, mi sono fatta insensibile e fredda e ho guardato da un\u2019altra parte, in attesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ero a New York, l\u201911 settembre. Ero sugli aerei e nelle torri. Ho sentito il calore delle fiamme avvolgermi mentre bruciava i passeggeri nello schianto, ho udito le esplosioni e le grida dei feriti in quei due grattacieli. Il ricordo di chi, per sfuggire al fumo assassino e alle fiamme si gettava nel vuoto da centinaia di metri \u00e8 ancora vivido nella mia mente e mi costringe a fermarmi e a resistere per non piangere di dolore. Ho visto crollare le torri e seppellire migliaia di innocenti sotto il peso dei loro detriti. Ma io ho solo scosso dai miei capelli corvini la polvere bianca dei calcinacci e sono passata oltre, in silenzio, senza fare una piega, come sempre in attesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io c\u2019ero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono sempre stata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A volte, mi viene solo voglia di fermarmi, di sedermi, su una panchina nel parco, sul ciglio della strada, sulla riva di un fiume o di un lago, di giorno o di notte non ha importanza, ma sempre da sola, e piangere. S\u00ec, piangere, piangere fino a che non ho gli occhi rossi, il fiato spezzato e la testa non mi pulsa per il dolore dello sforzo e della tensione nervosa. Piango per la follia umana. Questo \u00e8 il mio dovere, il mio lavoro, io <em>devo<\/em> esserci, sempre e comunque. Ma come si fa a rimanere impassibili? Come si fa a non piangere? Come si fa a non disperarsi, a non chiedersi il perch\u00e9 di tanta pazzia e di tanta furia omicida e distruttiva? Come si fa a non guardare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uomo \u00e8 un essere folle. Perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec ostinato a volersi uccidere? Come fa a spezzare cos\u00ec, senza un motivo, senza rimorso, senza ritegno, la vita di un suo simile?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passo tra i morti e mi chiedo \u201c<em>Perch\u00e9?<\/em>\u201d. D\u2019accordo, \u00e8 il mio lavoro, ma io dovrei esserci solo alla fine, dopo una lunga esistenza, non prima, e questa \u00e8 Natura, \u00e8 cos\u00ec da sempre e cos\u00ec sar\u00e0 per sempre, non mi turba. A turbarmi, invece, \u00e8 che l\u2019essere umano mi chiami in gioco in modi tanto cruenti, costringendomi a non guardare per non fermarmi e scoppiare in lacrime, perch\u00e9 se lo facessi nulla funzionerebbe pi\u00f9. Ma come faccio a non starci male?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uomo uccide, distrugge, massacra, mi chiama in causa e io devo fingere, perch\u00e9 \u00e8 il mio lavoro, ma invece sento, sento le grida, l\u2019odore del sangue, la paura e i pianti, e mi strazia il cuore sentirli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non posso farci niente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io devo solo passare e aspettare, nient\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non posso permettermi il lusso di fermarmi a piangere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 io sono la Morte, e questo, purtroppo, \u00e8 il mio lavoro.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24903\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24903\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho camminato. 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