{"id":24889,"date":"2015-05-31T17:35:59","date_gmt":"2015-05-31T16:35:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24889"},"modified":"2015-05-31T17:35:59","modified_gmt":"2015-05-31T16:35:59","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-prisma-di-lucia-lucrezia-tellini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24889","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Prisma&#8221; di Lucia Lucrezia Tellini"},"content":{"rendered":"<p>TESTIMONE 1 (compaesana)<br \/>\n\u201cAh&#8230; si,lui.<br \/>\nNon che il nostro possa essere considerato un rapporto d&#8217;amicizia&#8230; a dire il vero<br \/>\nnemmeno rapporto nel senso pi\u00f9 generale della parola.<br \/>\nOrmai ha smesso di scendere in paese da che ne ho memoria; le poche volte che lo<br \/>\nfaceva, mi creda, erano considerate da tutti quasi un evento.<br \/>\nNon diciamoci bugie, in ogni paese abbiamo quel paio di figure per cos\u00ec dire&#8230;<br \/>\nbizzarre s\u00ec&#8230; che a loro modo diventano personaggi.<br \/>\nEsiste infatti il paese composto da chi come noi pu\u00f2 essere considerato l&#8217;incarnazione<br \/>\ndella vita monotona e tranquilla, di chi va al lavoro e di chi prova quell&#8217;emozione di<br \/>\nsentirsi il cuore allargato, quasi annacquato dalla gioia quando torna a casa dalla<br \/>\npropria famiglia, dai propri figli, che si stringono attorno ai colli ricurvi e stanchi.<br \/>\n-guarda lontano, si morde un labbro-<br \/>\nE poi ci sono loro, i personaggi, o meglio c&#8217;\u00e8 lui che vive&#8230; la vede quella casa laggi\u00f9?<br \/>\nQuella tutta tempestata d&#8217;edera rossa, proprio in mezzo a quel giardino&#8230; che ora a<br \/>\ndire il vero sembra pi\u00f9 un bosco incolto.<br \/>\nSi proprio l\u00ec insomma,vive lui.<br \/>\nE quando scendeva percorreva proprio quella strada che vede -punta l&#8217;indice contro il<br \/>\nvetro,il suo respiro forma una piccola condensa- e tutti, quando se ne accorgevano<br \/>\nrimanevano come incantati.<br \/>\nAvrebbe dovuto vederlo, una figura talmente esile che sembrava vacillare ad ogni<br \/>\npasso, alta, chiusa e protetta dalle spalle appuntite&#8230; aveva un&#8217;andatura che pareva<br \/>\nappena sceso da una nave, ha presente?<br \/>\nQuando non capisci pi\u00f9 se sei tu che ancora ondeggi o \u00e8 il mondo che si scuote quasi<br \/>\na prenderti in giro&#8230; ecco lui ondeggiava sopratutto con la testa, che ributtava indietro<br \/>\nappena fatto un passo, quasi si fosse scordato un particolare nel paesaggio che fosse<br \/>\ndegno di nuova analisi.<br \/>\nIo pi\u00f9 di questo non posso dirle, so solo che scendeva quasi una volta all&#8217;anno, non<br \/>\nsalutava mai nessuno e quei nessuno a loro volta non avevano mai il coraggio di<br \/>\nscambiarci una parola.<br \/>\nEra come se al suo passaggio tutti riprendessero vita; finch\u00e9 lo intravedevi in<br \/>\nlontananza rimanevi con la faccia spalancata a fissarlo, studiarlo, sentendoti<br \/>\nconfortato e superiore dal tuo essere normale.<br \/>\nAppena si avvicinava in modo consistente,progressivamente tutti&#8230;. e dico davvero<br \/>\ntutti, come pervasi da nuova vita, cercavano di non sembrare troppo invadenti, si<br \/>\ngiravano, armeggiavano con qualcosa&#8230; ma si vedevano sa?<br \/>\nLe code dei loro occhi, scrutavano ogni suo movimento, passo o contrazione, quasi<br \/>\nfosse un pericolo da sorvegliare, una bomba pronta a&#8230; implodere.<br \/>\nSu s\u00e9 stessa.Pi\u00f9 di questo davvero&#8230; non so dirle.<br \/>\nAh no anzi, dimenticavo, quando scendeva si dirigeva sempre in quel fatiscente<br \/>\nnegozio di giardinaggio che trova proprio in fondo alla strada, lato sinistro; magari la<br \/>\nsignora che vi lavora sapr\u00e0 dirvi qualcosa in pi\u00f9.<br \/>\nPrima di congedarla sa che le dico, -rientra sulla soglia della porta, si stringe i lembi<br \/>\ndella camicetta al collo- io penso di aver capito cosa abbia, \u00e8 solo un uomo un po&#8217;<br \/>\nintroverso, ama stare per le sue, ecco tutto.<br \/>\nRispettiamo il suo desiderio&#8230; misantropo certo, ma rispettiamolo!<br \/>\nNon si arrovelli troppo la mente su di lui, dia retta a me, io che l&#8217;ho capito.<br \/>\nArrivederci!\u201d -sorride,spunta un&#8217;increspatura vicino alle labbra-<\/p>\n<p>TESTIMONE 2 (commessa del negozio in fondo alla strada)<br \/>\n-avvicina gli occhiali con il dito medio, mi scruta per un tempo non determinato-<br \/>\n\u201cS\u00ec&#8230; s\u00ec, ora che mi ci fa pensare ho presente di chi sta parlando.<br \/>\nMa adesso sa, mi ha un po&#8217; colta alla sprovvista ecco&#8230; io veramente stavo per<br \/>\nchiudere.<br \/>\nComunque va bene, dal momento che mi ha promesso che sarebbe stata una questione<br \/>\nveloce posso anche accontentarla, per\u00f2 deve aspettare qui cortesemente qualche<br \/>\nminuto.<br \/>\n-si allontana per un tempo non determinato, il negozio \u00e8 databile ad un tempo non<br \/>\ndeterminato-<br \/>\nEcco qua i registri che mi aveva chiesto.<br \/>\nQui sulla sinistra abbiamo il nome di tutti i clienti, poi a scalare la data dell&#8217;acquisto,<br \/>\nl&#8217;oggetto che \u00e8 stato comperato ed in fine il suo prezzo.<br \/>\nGuardi, questo registro per me pu\u00f2 anche tenerselo, mi faccia solo la cortesia, quando<br \/>\nha finito, di riportarmi le ultime pagine.<br \/>\nPiccole formalit\u00e0&#8230; capisce.<br \/>\nComunque il nome che deve cercare negli elenchi \u00e8 Ginger&#8230; si non mi guardi cos\u00ec<br \/>\nnemmeno io credo che sia davvero il suo nome, ma cosa si aspetta da un tipo cos\u00ec?<br \/>\nSuvvia, mi trattengo solo perch\u00e9 \u00e8 stato mio cliente, uno dei pochi ecco.<br \/>\nMa io che l&#8217;ho capito il tipo che \u00e8, posso tranquillamente affermare che proprio non le<br \/>\nsopporto le persone come lui.<br \/>\nI codardi, quelli senza tempra, in lui leggevo una tale paura di vivere che \u00e8 rimasto<br \/>\nsegregato in quella baracca per tutta una vita, ma si rende conto anche lei?<br \/>\nCerto, con i tempi che corrono&#8230; o meglio che ormai ci corrono sopra, capisco avere<br \/>\nun po&#8217; di timore, ma rinunciare cos\u00ec proprio no.<br \/>\nE mi dia retta, con quanti ne ho visti posso assicurargli che era uno di quelli.<br \/>\nOmuncoli terrorizzati dalla loro stessa ombra che venivano qui a chiedere un paio di<br \/>\nforbici da giardino, o dei guanti per le spine, di cui il pi\u00f9 grande successo nella vita<br \/>\nera essere riusciti ad avere uno di quei giardini nauseabondi, che l\u00ec vedi subito, in cui<br \/>\nnon sporge nemmeno un filo d&#8217;erba.<br \/>\nSi sentono grandi loro -alza gli occhi al cielo- pensano di averla domata, la natura,<br \/>\nnelle loro ridicole aiuole, e gozzovigliano nel senso di onnipotenza quando guardano iloro giardini sterili ogni giorno, di ogni anno.<br \/>\nCon le piante \u00e8 facile, le piante non replicano, non si oppongono, non cercano n\u00e9 di<br \/>\naprirti gli occhi n\u00e9 di scuoterti&#8230; facile davvero cos\u00ec, complimenti a loro!<br \/>\nSa che le dico?<br \/>\nIo sono una giardiniera qualunque, che ha un negozio da giardino sempre qualunque<br \/>\nma che non ha un giardino.<br \/>\nEbbene no, e non l&#8217;ho mai voluto&#8230; vuole sapere perch\u00e9?<br \/>\nTanto glielo direi in ogni caso.<br \/>\nPerch\u00e9 la natura \u00e8 meravigliosa.<br \/>\nPerch\u00e9 \u00e8 l&#8217;unica essenza che si salva in questo mondo piegato ormai ad immagine<br \/>\nsomiglianza degli uomini. Io l&#8217;ho lasciata libera la natura, lei non ha niente a che<br \/>\nvedere con noi umani, branco di codardi&#8230; branco di Ginger.<br \/>\nE adesso se ne vada per favore, non ho voglia di cercare di trattenermi ancora.<br \/>\nArrivederci.\u201d -sbatte la porta, la sbatte rumorosamente-<br \/>\n-la riapre-<br \/>\n\u201cAh, quando avr\u00e0 capito qualcosa di quell&#8217;uomo lo dica anche a me per favore&#8230; anzi<br \/>\nno guardi forse \u00e8 meglio di no, \u00e8 inutile, inutile anche per lei intendo.<br \/>\nLe ho gi\u00e0 detto come stanno le cose e che tipo sia, sta buttando il suo tempo mi creda.<br \/>\nMatta la donna che l&#8217;ha sopportato. -sussurra-<br \/>\nLa smetta di importunarmi per favore.\u201d -i vetri colorati della porta vibrano-<\/p>\n<p>TESTIMONE 3 (dopo troppe ricerche, la matta donna che l&#8217;ha sopportato)<br \/>\n\u201cChi scusi?<br \/>\nOh no la prego&#8230; la prego e la scongiuro non mi faccia questo.<br \/>\nNon mi faccia parlare di lui.<br \/>\nNon mi faccia aprire un capitolo ormai chiuso&#8230; ormai morto per me.<br \/>\nLei pensa che sia facile, oh s\u00ec che lo pensa, viene una sera qualsiasi un po&#8217;<br \/>\ninfreddolito, si siede davanti al mio th\u00e9 alla pesca, fa qualche domanda su quell&#8217;uomo<br \/>\ne poi se ne va.<br \/>\nPurtroppo non \u00e8 cos\u00ec facile, anzi, le dico subito che se avessi saputo fin dalla soglia<br \/>\ncosa volesse, a quest&#8217;ora si ritroverebbe a conversare con la porta.<br \/>\n-sussurra a denti stretti- Se avessi saputo fin dalla soglia della nostra storia chi fosse stato, giuro che non l&#8217;avrei mai fatto entrare nella mia vita&#8230; -si porta la mano alla bocca, si porta il senso di colpa per quella frase realizzata solo adesso-<br \/>\nLa prego di scusarmi, le giuro che, anche se non sembra, non sono mai una persona<br \/>\nscortese.<br \/>\n\u00c8 che evidentemente, se lei viene qui a farmi delle domande su di lui, con questa<br \/>\ninsostenibile leggerezza, significa che non l&#8217;ha mai provato.<br \/>\nE sono felice per lei che non si sia mai innamorato di un \u201cpersonaggio\u201d.<br \/>\nS\u00ec insomma, i tipi un po&#8217; strani che caratterizzano ogni cittadina, quelli che tutti<br \/>\nadditano come mezzi matti, quelli che causano grasse risate ai pi\u00f9 giovani e magre<br \/>\nconsolazioni agli adulti un po&#8217; pi\u00f9 maturi.<br \/>\nSa perch\u00e9 gli adulti non hanno mai riso di lui? Perch\u00e9 le loro coscienze non avendo sufficiente sfacciataggine, si limitano a provare pena.<br \/>\nS\u00ec di quel tipo stagnante, acre e forse ancora peggio di una risata giovanile.<br \/>\nIo le ho viste tutte le loro cos\u00ec sentite pene&#8230; certo, come se fossero capaci di<br \/>\nprovarne, quelle pene servono solo per dare loro l&#8217;impressione di lavarsi tutto via,<br \/>\ntutto il loro schifo.<br \/>\nCercano in questo modo di sentire un barlume di umanit\u00e0 in troppi animi ormai<br \/>\nanimaleschi.<br \/>\nLi cercano sa?<br \/>\nEccome&#8230; io li ho visti i loro occhi avidi in cerca di personaggi da compatire, li<br \/>\nbraccano proprio, li bramano ne hanno bisogno loro, ecco tutto.<br \/>\nSono i personaggi impastati alla loro pena miserevole, che gli permettono di andare a<br \/>\ndormire tranquilli.<br \/>\n\u00c8 quella domanda \u201csignore vuole una mano?\u201d o quell&#8217;espressione in tono saccente<br \/>\n\u201cfiglio mio, non ridere di chi sta peggio di noi\u201d che ai loro occhi inizia gi\u00e0 a scaldargli il posto in paradiso.<br \/>\nMa mi creda, in questa societ\u00e0 avvelenata e sfinita c&#8217;\u00e8 solo una cosa peggio dei<br \/>\npersonaggi, e sono quelle come me.<br \/>\nSono coloro che hanno avuto il coraggio di amarli quei personaggi, amarli davvero e<br \/>\nche hanno provato per loro un sentimento diverso dalla pena.<br \/>\nOra, si immagini lei, come pu\u00f2 essere considerato qualcuno che ama un folle&#8230; o<br \/>\nmeglio, folle per gli altri?<br \/>\nSe mi trova un aggettivo me lo dica, che io&#8230; \u00e8 tutta una vita che ci penso.<br \/>\nLei non se lo immagina nemmeno, tutto il dolore che mi hanno letteralmente cucito<br \/>\naddosso, di cui una parte consistente, forse la pi\u00f9 importante, era il dolore che mi<br \/>\nfacevo carico per lui. -forse sono lacrime quelle-<br \/>\nE gli occhi signore&#8230; li vedo ancora nei sogni alcune volte, si immagina adesso la<br \/>\npena che provavano per me? Il matto amato da me, l&#8217;ancor pi\u00f9 matta.<br \/>\nMa cosa ne potevo sapere io, mi scusi?<br \/>\nQuando lo conobbi fu durante un viaggio, un amore forte e un fuoco troppo intenso<br \/>\nche ha consumato tutto, distrutto dalla sua stessa forza, in un meccanismo perverso di<br \/>\ngiudizi altrui e tenacia.<br \/>\nCerto, molti si saranno chiesti che cosa trovassi in lui, ed io a dire il vero ad oggi non lo so ancora, ma era la parte strana di me, quella in ombra che con lui si trovava in<br \/>\nperfetta sintonia.<br \/>\nCome se tutti coloro che su di noi hanno posato i loro viscidi occhi non avessero un<br \/>\nlato nascosto, suvvia, gi\u00e0 il fatto di esistere implica la presenza di qualcosa di torbido in ognuno.<br \/>\nS\u00ec, anche in lei&#8230; non mi guardi cos\u00ec&#8230;la scongiuro.<br \/>\nTutti voi proprio, con le vostre belle vite normali, omologate, forti e deboli nella<br \/>\nvostra quotidianit\u00e0 aspettate di esser soli per mostrarlo; aspettate che la moglie, la<br \/>\nfiglia, la mamma, la ragione vi abbandonino ed \u00e8 proprio nei difetti pi\u00f9 piccoli e non<br \/>\ncurati che vi tradite.<br \/>\nEd ecco, vede come siamo tutti matti adesso?<br \/>\nIo semplicemente non ho voluto nascondere i miei demoni, ma condividerli. E posso essere giudicata per questo?<br \/>\nMolti mi hanno chiesto se mai davvero niente mi avesse mai fatto presagire la sua&#8230;<br \/>\naspetti&#8230; s\u00ec, infermit\u00e0 mentale, ecco come la chiamano loro.<br \/>\nBhe s\u00ec.<br \/>\nCerto.<br \/>\nPensa che sia reputato normale entrare nella casa di qualcuno, e non trovare nemmeno<br \/>\nuno specchio?<br \/>\nChiunque al mio posto sarebbe scappato, preda del terrore senza mai raccontare a<br \/>\nnessuno la debolezza avuta per il matto senza specchi, ma io ho preferito perseverare.<br \/>\nRimanere.<br \/>\nSuvvia, sa anche lei come siamo noi donne, e le dico subito che non ci creder\u00f2 mai, se<br \/>\nadesso con gli occhi pi\u00f9 sinceri che saprebbe mostrarmi mi dicesse che mai nessuna<br \/>\ncon cui ha condiviso un amore, non abbia mai tentato di trovare in lei qualcosa che<br \/>\nproprio non andava.<br \/>\nE una volta scovata, magari creata, ha tentato di guarirla, ha tentato in modo<br \/>\ninvadente di entrare in empatia con lei e s\u00ec, proprio di lei ha fatto il suo tramite per<br \/>\nquel famoso posto in paradiso.<br \/>\nE non provi a negare che quella donna mentre la guardava negli occhi, le diceva che<br \/>\nmai nessuna era riuscita a conoscere un uomo cos\u00ec bene.<br \/>\nEccola tutta l&#8217;ipocrisia vede, di chi invece con noi non ha capito niente.<br \/>\nIo non ero matta, ma nessuno di me ci ha mai capito niente, nemmeno provato.<br \/>\nE&#8230; del senza specchi&#8230; io non ho mai voluto capirci niente, non ho mai avuto questa<br \/>\npresunzione, forse perch\u00e9 non c&#8217;era niente da dover decifrare.<br \/>\nEra cos\u00ec, cos\u00ec \u00e8 rimasto e cos\u00ec \u00e8 giusto che sia.<br \/>\n-il tono di voce si fa pi\u00f9 aspro-<br \/>\nSe matto \u00e8 la vostra parola, allora definitelo tale.<br \/>\nIn ogni caso la nostra storia \u00e8 finita poco dopo, e credo di sapere che i vostri giudizi,<br \/>\nle vostre code dell&#8217;occhio inquisitrici e piene di pena marcia per me siano state<br \/>\ninsopportabili, che abbiano vinto sul nostro legame e che mi abbiano portato ad<br \/>\nandarmene.<br \/>\nVuole un biscotto?\u201d<\/p>\n<p>TESTIMONE 4 (il testimone di s\u00e9 stesso, l&#8217;unico testimone)<br \/>\n\u201cQuando mi sono ammalato io, ancora dovevo nascere.<br \/>\nQuando ho iniziato a voler guarire mi sono trovato senza una cura.<br \/>\nTe ne rendi conto presto, che una vita a nervi scoperti non si \u00e8 in grado di affrontarla.<br \/>\nCome ho fatto a sopravvivere alle notti senza dimensione, ai mezzogiorni di sole<br \/>\nverticale, quando io&#8230; l&#8217;unica cosa che posso sopportare \u00e8 un tramonto.<br \/>\nDove ho trovato il coraggio di girare, se ad ogni angolo per me era il vuoto&#8230; quando<br \/>\nsopporto solo morbide curve.<br \/>\nCome mi sono salvato dai silenzi assordanti e dai rumori inafferrabili quando solo<br \/>\ndopo decenni&#8230; ho imparato a convivere con la mia voce.<br \/>\nSono un superstite, un martire ancora in vita del mio fardello, sono un eroe, ma questo nessuno ha mai provato a sentirlo.<br \/>\nCome fai a portarti davanti ad un medico, e chiedergli se la cura per una sensibilit\u00e0<br \/>\nmalata esiste. -mi schiarisco la voce-<br \/>\nCome fai anche solo a comunicare, a trasmettere qualcosa, a trasmettere un minimo di<br \/>\ncredibilit\u00e0 quando il tuo linguaggio raggiunge frequenze in solitudine.<br \/>\nFrequenze alle quali mai nessuno sale. -allento il pugno in cui mi si stringe la mano-<br \/>\nMi sono ammalato quando me ne sono reso conto, prima ero anche in grado di<br \/>\nviaggiare, salire su un treno, girare un angolo, scaldarmi con il sole del mezzogiorno.<br \/>\nMi sono ammalato quando sono passato davanti ad uno specchio.<br \/>\nMa certo che l&#8217;ho fatto molte volte prima&#8230; ma nella vita di ognuno esiste sempre quel<br \/>\nmomento.<br \/>\nSolo un attimo che va di fretta ma che ha il potere di incrinare tutto, di far discordare<br \/>\nla propria musica interiore.<br \/>\nIo&#8230; quando mi sono guardato mi sono sentito soffocare.<br \/>\nCome poteva quel corpo misero e smunto, come potevano le mie spalle appuntite<br \/>\ncontenere quel mondo che mi esplodeva dentro.<br \/>\nNon poteva esistere.<br \/>\nL&#8217;ho vissuta come una punizione.<br \/>\nDivina.<br \/>\nCi ho visto dentro l&#8217;impegno che la natura ha riversato per sminuirmi, rendermi uno<br \/>\ndei tanti, quando dei tanti io non ho mai avuto niente.<br \/>\nIo ero il mondo&#8230; lo sentivo a pieno, mi scorreva nel sangue, mi scivolava dagli occhi,<br \/>\nmi aveva scelto il mondo per esprimersi attraverso di me.<br \/>\nPer esprimersi a chi non hai mai voluto ascoltare.<br \/>\nSono rimasto a fissarmi per giorni, forse ci sarei morto in contemplazione di quel<br \/>\nriflesso; mi sono analizzato, doveva per forza esistere in me qualcosa di unico.<br \/>\nMa non ho trovato niente, niente che non potesse essere considerato un denominatore<br \/>\ncomune con ognuno di voi.<br \/>\nE cos\u00ec non potendo eliminare quel maledetto involucro che era il mio corpo, ho<br \/>\nestirpato gli specchi.<br \/>\nNon ho mai pi\u00f9 voluto vedere l&#8217;imperdonabile torto e beffa che di me si era fatta la<br \/>\nnatura stessa che mi aveva prima scelto, poi creato. -mi ritrovo a fissarmi i palmi,<br \/>\ncome allora, smarrito-<br \/>\nNon avevo niente di me che testimoniasse la mia diversit\u00e0, ma avevo ancora quel<br \/>\npoco di speranza che serve, che serve per illudersi e non morire&#8230; che \u00e8 servita per<br \/>\ntentare di mettere in contatto una persona esterna con il mio mondo&#8230; che poi era il<br \/>\nmondo.<br \/>\nLa speranza di avere un testimone, un aiuto per condividere l&#8217;onere, una creatura che<br \/>\nio mi sono preso il diritto di scegliere, senza interpellare la natura.<br \/>\nHo trovato la speranza di credere nell&#8217;amore un&#8217;ultima volta.<br \/>\nUn amore senza mezzi termini, che non nascondesse il mio intento.<br \/>\nUn amore che non mi lasciasse fregato da questa vita, una mia rivincita e ribellione<br \/>\ncontro la mia stessa essenza.<br \/>\nMa il mondo non c&#8217;\u00e8 stato ai miei progetti&#8230; li ha assecondati fin quando ha voluto e<br \/>\nme l&#8217;ha portata via.E l\u00ec ho capito davvero quale fosse il destino di questa mia esistenza, ho capito quanto fosse grande la componente di crudelt\u00e0 che accompagna questa sensibilit\u00e0 estrema.<br \/>\nLa crudelt\u00e0 di una eterna solitudine.<br \/>\nLa donna che avevo scelto come mia testimone la natura l&#8217;ha creata troppo fragile, le<br \/>\nha assegnato il suo punto di rottura molto prima della sopportazione che a me era<br \/>\nnecessaria.<br \/>\nIl suo limite non includeva i giudizi degli altri, delle occhiate che hanno sempre<br \/>\naccompagnato ogni mio spostamento, la vita con un matto senza specchi.<br \/>\nCi ha provato, e le sar\u00f2 grato per questo, ma la sua espressione quando vide che in<br \/>\nquesta casa tutto ci\u00f2 che produceva un riflesso era stato distrutto o coperto, mi lasci\u00f2<br \/>\nsenza speranze per quel mio destino.<br \/>\nUn destino inevitabile.<br \/>\nE non posso dire che non me l&#8217;aspettavo quando anche lei se ne and\u00f2, quando non<br \/>\nraggiunse queste mie frequenze.<br \/>\nE cos\u00ec quell&#8217;unico ramo di speranza che rimaneva dell&#8217;albero della mia anima, mi<br \/>\ncadde dentro, pesante e silenzioso.<br \/>\nCos\u00ec corsi fuori.<br \/>\nUscii davvero nel retro di casa e tentai, nella sfinita rassegnazione del dolore di far<br \/>\nsoffrire il mondo, di cui ormai ero solo una marionetta.<br \/>\nAfferrai il primo oggetto che la mia cecit\u00e0 scorse: un paio di forbici.<br \/>\nEd iniziai a distruggere ogni ramo, ogni foglia, ogni filo d&#8217;erba di cui ero capace.<br \/>\nQuando capii che da l\u00ec in avanti la mia vita sarebbe stata una continua potatura di ci\u00f2<br \/>\nche di me rimaneva, potai il mondo&#8230; lo feci letteralmente.<br \/>\n-ho la mandibola serrata-<br \/>\nNon so quanto tempo trascorse da che la mia inutile ribellione ebbe inizio, so solo che<br \/>\ndopo mi fermai e caddi a terra come morto&#8230; ucciso da quella immensa vita.<br \/>\nNon so quanto ci rimasi, ma so che quando mi ripresi e guardai ci\u00f2 che rimaneva del<br \/>\ngiardino inaspettatamente&#8230; mi sentii finalmente capito.<br \/>\nTutto quel caos, distruzione e confusione che quelle mie comuni braccia erano<br \/>\nriuscite a creare, per la prima volta divennero il mio testimone.<br \/>\nQuella devastazione mi si presentava come il complice che cercavo.<br \/>\n\u00c8 andata proprio cos\u00ec&#8230; ho realizzato che nella mia solitudine forse qualcuno non<br \/>\navrebbe creduto alle mie parole, alle mie follie come le chiamavano gli altri, ma<br \/>\navrebbero creduto alle mie azioni concrete.<br \/>\nNascoste nella banalit\u00e0.<br \/>\nCos\u00ec decisi di esprimere il mondo che viveva in me&#8230; attraverso il mondo stesso.<br \/>\nNon possedevo altro se non questo fazzoletto di terra per farlo, e cos\u00ec pur non<br \/>\nvolendo, dovendo sopportare le code degli occhi di un paese intero, scendevo<br \/>\nraramente e mi procuravo il necessario in un vecchio negozio di giardinaggio.<br \/>\nIn fondo alla strada, lato sinistro, da cui ero solito servirmi gi\u00e0 da molto tempo.<br \/>\nMi firmavo come Ginger, qualche volta.<br \/>\nForse anche per questo tutti mi hanno sempre considerato un folle; per il mio<br \/>\nscendere cos\u00ec raramente.<br \/>\nQuando in realt\u00e0 volevo solo proteggerli tutti, non doverli mettere a confronto con<br \/>\nqualcosa che non avrebbero potuto capire.Proteggerli da quel me che in quanto parte del mondo, viveva in loro.<br \/>\nProteggerli dai miei occhi che avrebbero saputo leggergli l&#8217;intera esistenza,<br \/>\ntraducendo come il mondo si esprimeva tramite i loro gesti pi\u00f9 dimenticati.<br \/>\nForse mi consideravano un folle perch\u00e9 tra tutti i negozi mi servivo dal pi\u00f9 lontano, il<br \/>\nmeno rifornito ed il pi\u00f9 scadente.<br \/>\nSe solo avessero sentito&#8230; se fossero riusciti a leggere negli occhi di quella donna che<br \/>\nci lavora, tutto l&#8217;amore che un solo misero corpo, il suo, pu\u00f2 contenere per questa<br \/>\nnatura.<br \/>\nAndavo da lei perch\u00e9 speravo di imparare da quei suoi occhi, ad amarlo un po&#8217; di pi\u00f9<br \/>\nanch&#8217;io questo mio peso, questo mio contrasto con ci\u00f2 che per lei era sacro.<br \/>\nChe per lei era l&#8217;unica cosa che fosse degna di riscatto.<br \/>\nE non ho mai avuto bisogno di accurate testimonianze, non ho mai necessitato<br \/>\nnessuna delle loro parole per svuotarli dentro.<br \/>\nNon l&#8217;hanno ingannato questo mio sentire, che solo passandogli accanto \u00e8 stato<br \/>\nnutrito dall&#8217;incertezza di un paese.<br \/>\nDal disprezzo di una giardiniera.<br \/>\nDalla rassegnazione della mia complice.<br \/>\nMa come potevo dirgli che sapevo questo di loro?<br \/>\nConosco pensieri che non hanno mai pronunciato. Non l&#8217;ho fatto&#8230; semplicemente,<br \/>\nsono scomparso tenendomi l&#8217;unica cosa che possedevo, l&#8217;unica che non faceva il<br \/>\ncontrario.<br \/>\n\u00c9 cos\u00ec che questo fazzoletto di terra ha iniziato a rivivere con me.<br \/>\n\u00c8 diventato lo specchio della vita del mondo, ogni fiore, ogni foglia che trema con il<br \/>\nvento, \u00e8 nata da uno di quei miei nervi scoperti.<br \/>\nNiente qui \u00e8 lasciato al caso, tutto \u00e8 frutto di me, di una mia sensazione che si \u00e8<br \/>\nriversata nella concretezza di una pianta e di un profumo.<br \/>\nE questo in me ha lasciato una consapevolezza impastata di speranza, sento gi\u00e0 che un<br \/>\ngiorno arriver\u00e0 uno dei tanti.<br \/>\nNon da solo ma in gruppo.<br \/>\nMolti tireranno avanti, vendendo in questa mia opera un semplice giardino;<br \/>\ninsignificante lo definiranno persino, ma ci sar\u00e0 uno che camminando per andarsene,<br \/>\nosciller\u00e0 indietro.<br \/>\nQuasi si fosse scordato un particolare nel paesaggio degno di nuova analisi, capir\u00e0<br \/>\ncosa ho tentato di urlare al mondo.<br \/>\nCapir\u00e0 d&#8217;esser malato anche lui.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24889\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24889\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TESTIMONE 1 (compaesana) \u201cAh&#8230; si,lui. 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