{"id":24830,"date":"2015-05-28T22:47:03","date_gmt":"2015-05-28T21:47:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24830"},"modified":"2015-05-28T22:47:03","modified_gmt":"2015-05-28T21:47:03","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-senza-misura-di-donatella-tognaccini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24830","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 \u201cSenza misura\u201d di Donatella Tognaccini"},"content":{"rendered":"<p>Aveva una mente matematica ed era convinto di tenere in pugno il mondo, che, se ci pensiamo bene, \u00e8 abitato da quattro attori fondamentali: gli amici, gli amanti, i nemici e i conoscenti. Quest\u2019ultima categoria lo faceva ridere a crepapelle. Li chiamava \u201cgli sfigati\u201d. Non erano n\u00e9 carne n\u00e9 pesce. Si pescavano dai ricordi un po\u2019 come cose senza importanza, persone senza un vero volto, caricature scarabocchiate durante una telefonata, accartocciate e buttate. Comparivano occasionalmente e non significavano nulla. Gli amanti erano i pi\u00f9 pericolosi perch\u00e9 scombinavano i calcoli, li moltiplicavano, tendevano all\u2019infinito. Gli amici erano un\u2019altra categoria sfuggente; un po\u2019 simili alle onde, si abbattevano sulla sponda della casa fino a entrarci dentro, certe volte erano cavalloni su cui compiere equilibrismi con la tavola da surf. Non si poteva che fargli spazio, anche se capitava che al posto del blu consegnassero macerie e si ritirassero, fino a scomparire. Non \u00e8 solo la citt\u00e0 di Troia a non avere pi\u00f9 il suo mare omerico, sono anche i nostri animi.<br \/>\nI nemici li trovava insidiosi, camuffati in volti e corpi attraenti. Pronunciando la parola pi\u00f9 volte, come tutti, gli venne l\u2019idea che alla fine non fossero nessuno, semplicemente costituissero il motore della storia personale che a ognuno \u00e8 dato vivere. Tale componente meccanica era evidente in una certa loro universale somiglianza.<br \/>\nRestava l\u2019amore. Prima di tutto pass\u00f2 anni a chiedersi cosa fosse. Un mistero, gli sembrava banale. Cosa c\u2019\u00e8 nella vita che non lo \u00e8? L\u2019unica cosa che gli risultava certa era che avesse a che fare con la matematica, che fosse qualcosa di misurabile. Non era molto, niente pi\u00f9 che un indizio, per\u00f2 sempre meglio di nulla. Inoltre c\u2019era la questione dei cinque sensi, gli unici in grado di afferrare il concetto in modo istintivo, visto che la ragione per il momento non riusciva a risolvere il problema. Pens\u00f2 ai grandi amori dei poeti, ci pens\u00f2 intensamente, fece il suo De profundis e gli venne in mente la parola che cercava: prossimit\u00e0. La mise accanto all\u2019amore e, visto che era goloso, non si accontent\u00f2 di questo primo risultato. Cominci\u00f2 a pensarci ossessivamente, in ogni momento libero, in ogni ritaglio di tempo finch\u00e9 non divenne un esperto collezionista. Guard\u00f2 quello che aveva raccolto, lo esamin\u00f2 con la lente d\u2019ingrandimento, il contafili, il microscopio, senza risparmiare sull\u2019acquisto di quanto la tecnologia mette oggi a disposizione. Poteva dire molto, tenere conferenze, lasciare a bocca aperta l\u2019uditorio, ma restare a bocca asciutta lui stesso, perch\u00e9 capiva di aver percorso in autostrada un tragitto che altri avevano fatto nei secoli su strade di diversa forma, per\u00f2 nella stessa direzione. Eppure aveva volato basso, non aveva cercato di capire n\u00e9 l\u2019amore per Dio n\u00e9 l\u2019amore per i figli, convinto che quella strada sarebbe stata facile da trovare, una volta percorsa l\u2019altra, quella dell\u2019amore sconosciuto, o meglio che sarebbe bastato tornare indietro senza correre, con calma, concentrandosi sul paesaggio invece che con gli occhi fissi alla meta. Non restava che scendere nel mondo con la consolazione che avrebbe avuto amanti di ogni tipo, a cui sarebbe sfuggita prima o poi una parola significativa. Si sentiva stanco di cercare e convinto che la verit\u00e0 ti viene incontro da sola, quando meno te lo aspetti. Era un uomo sfuggente, dall\u2019et\u00e0 indefinita, che si guardava intorno con occhi grandi e malinconici. La bellezza s\u00ec potremmo dire che gli apparteneva, se per bellezza intendiamo quella che si dispiega nella grandezza smisurata dei pensieri ed \u00e8 descritta da gesti semplici. Osservava coloro che, per un motivo o per un altro, gli si avvicinavano, sorridevano, si sedevano accanto a lui. Not\u00f2 un particolare: quando la conversazione si faceva pi\u00f9 confidente, avanzavano di un passo, gli accarezzavano i capelli, cercavano di sfiorare il suo volto come se ci volessero precipitare. Somigliavano al mare ed erano i suoi amici. Ebbe amanti con cui prov\u00f2 l\u2019amore indistinto, che descrive una lotta che lascia estranei, ma quelli pens\u00f2 con un sorriso di piacere erano i conoscenti.<br \/>\nUn giorno, mentre era seduto al bar e beveva un drink, qualcuno alle sue spalle gli copr\u00ec gli occhi per scherzo. L\u2019uomo pens\u00f2 che fosse un nemico, uno dei vari conoscenti o un amico. Le mani per\u00f2 erano troppo morbide, allora gli venne in mente di toccarle per riconoscerle. Nella misura in cui si accorgeva della prossimit\u00e0, si sentiva di scivolare nella distanza. Avrebbe voluto prendere il metro che teneva in tasca, avrebbe voluto girarsi, ma era come paralizzato. Cerc\u00f2 di aprire gli occhi, vide i palmi delle mani che si sollevavano, riconobbe le linee della vita, la dolcezza di quei sentieri tanto sottili che ognuno deve percorrere da solo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24830\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24830\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aveva una mente matematica ed era convinto di tenere in pugno il mondo, che, se ci pensiamo bene, \u00e8 abitato da quattro attori fondamentali: gli amici, gli amanti, i nemici e i conoscenti. 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