{"id":24813,"date":"2015-05-30T22:42:36","date_gmt":"2015-05-30T21:42:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24813"},"modified":"2015-05-30T22:42:36","modified_gmt":"2015-05-30T21:42:36","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-dead-man-talking-di-demian-rent","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24813","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Dead Man Talking&#8221; di Demian Rent"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">\n<p>Ascoltami bene, stringiamo subito un patto. Giura su ci\u00f2 che hai di pi\u00f9 caro al mondo, che finirai questo racconto. Per favore, \u00e8 maledettamente importante che tu arrivi in fondo, altrimenti nessuno di noi due riuscir\u00e0 a portare a casa la pelle. Se invece pensi di non farcela, vattene immediatamente, scappa, prima che quelli si accorgano di te. Fammi solo un favore: ti prego, manda qualcun altro ad aiutarmi. Qui non mi resta pi\u00f9 molto tempo.<\/p>\n<p>Hai gi\u00e0 deciso dunque, resti qui. Bene, non \u00e8 da tutti dimostrare un simile coraggio. Ora concentrati, reggiti forte alle parole e lasciale andare. Saranno loro a guidarti tra i segreti di questo mondo che forse, \u00e8 distante anni luce da te o che magari, scoprirai, \u00e8 pi\u00f9 vicino di quanto tu creda. Un mondo dove certamente stai entrando per la prima volta, per via del fatto che io, lo ammetto, ti ho lasciato aperta la porta. Prego, accomodati pure, questo mondo \u00e8 la mia fantasia. Trovami da qualche parte e liberami, perch\u00e9 io stesso, purtroppo, ci sono rimasto intrappolato dentro.<\/p>\n<p>Mi chiamo Demian Rent e scrivo perch\u00e9 non ho sogni pi\u00f9 grandi da realizzare. Mi trovo nel Braccio della Morte del carcere di Rebibbia, a Roma, la citt\u00e0 un tempo eterna, dove tutto, da un pezzo, non \u00e8 pi\u00f9 come prima. Questa sera verr\u00f2 giustiziato. Con un\u2019iniezione letale, si dice. L\u2019ora esatta ancora non mi \u00e8 stata comunicata. L\u2019unica persona che la sa \u00e8 il Sindaco di questa dannata citt\u00e0. Che poi, \u00e8 anche l\u2019unica persona che avrebbe la facolt\u00e0 di liberarmi. Qui nel Braccio, c\u2019\u00e8 addirittura chi dice che abbia pi\u00f9 potere di un Faraone ai tempi dell\u2019Antico Egitto. E forse non \u00e8 del tutto inventato, se chi lo ha detto, proprio a causa di questo giudizio tanto ardito, c\u2019\u00e8 finito dritto per dritto, nel Braccio della Morte.<\/p>\n<p>Io per\u00f2, non sono un criminale, non lo sono mai stato. Non ho ucciso, torturato, violentato, n\u00e9 rapito e fatto a pezzi nessuno. Niente di tutto questo, no, assolutamente nulla che possa rendere meritata quest\u2019intollerabile agonia. Qua semplicemente, ti ammazzano per niente. Ma se lo vuoi sapere, il perch\u00e9 mi trovo qui a Rebibbia, io te lo dico. L\u2019unica ragione \u00e8 perch\u00e9 ho scritto questo racconto. Si, hai capito bene, ho scritto questo racconto, per questo mi chiamano anche \u2018Narratore\u2019. Solo che in questo mondo, cos\u00ec come l\u2019ho concepito, che io sia maledetto, scrivere \u00e8 il reato pi\u00f9 grave che si possa commettere. Gi\u00e0. Questo \u00e8 l\u2019avvertimento che fino alla nausea, ripetono certi grossi megafoni impiantati nelle strade: \u201cVietato Leggere \u2013 Vietato Scrivere\u201d. In continuazione. \u201cVietato Leggere \u2013 Vietato Scrivere\u201d. Mentre mi immaginavo l\u2019ambientazione, ispirato da un tramonto fuori la finestra, non ero stato troppo a riflettere sulle conseguenze di questa limitazione. Quello che cercavo per questo mondo alternativo, era solamente poter rimettere il contatto visivo, la comunicazione verbale, pi\u00f9 umana, al centro dei rapporti tra le persone. Niente pi\u00f9 zombie distratti ed incantati su un qualche display a rispondersi, a cercarsi, a scambiarsi messaggi tutti uguali, a illudersi di comunicare. No, volevo piuttosto un ritorno alla magia del vero racconto, un dare sollievo alla nostalgia del restare incantati sul viso di chi, con maestria e partecipazione, saprebbe ancora illustrare una storia straordinaria. Volevo un mondo in cui le parole, fosse indispensabile ascoltarle, assorbirle, memorizzarle, comprenderle. Con devozione e rispetto, sempre. Non avevo calcolato ci\u00f2 che poi sarebbe diventato: un mondo senza pi\u00f9 nessuna traccia, senza identit\u00e0, dove vince il pi\u00f9 forte, non certo il migliore. Questo mondo qui.<\/p>\n<p>Adesso fatti un giro da queste parti, finch\u00e9 puoi. Tieni sempre ben presente l\u2019unica, esile fiamma che \u00e8 rimasta sulle ceneri di tutte le parole scritte, lette e poi cancellate: ricordare. Si, esatto, ricordare tutto. Forse l\u2019unica via di salvezza. Perch\u00e9 in questo mondo non troverai i libri dove ripassavi la storia o quelli che volevano rivelarti la parola di Dio; qui non troverai nessuna legge scolpita sulla pietra a disciplinare la vita o lunghi saggi in grado di insegnarla. Qui non ci sono lettere, virgole e punti. Qui non trovi nemmeno i numeri. Solo un\u2019enorme caleidoscopio di immagini vere o artificiali e sempre pi\u00f9 analfabeti ed ignoranti, intrappolati nel falso mito che soltanto la tecnologia pu\u00f2 condurre verso il progresso. Fai attenzione, allora. Avvantaggiati. Tieni libero il cervello. Ti servir\u00e0 tutto, per sopravvivere.<\/p>\n<p>A questo punto l\u2019avrai avuta da un pezzo, la consapevolezza che stai violando la legge. Quell\u2019assillante \u201cVietato Leggere &#8211; Vietato Scrivere\u201d che continui ad ascoltare in sottofondo come un mantra, vale anche per te. La Milizia Privata del Sindaco sar\u00e0 gi\u00e0 sulle tue tracce. Quelli mica scherzano, quelli funzionano. Sono dei prodigi della robotica. Macchine modernissime dalle sembianze umanoidi, programmate per stanare i ribelli. Non chiedermi come fanno, ma in qualche modo, alla fine, li trovano sempre.<\/p>\n<p>Sopportami allora, se ti chiedo un altro favore: tieni con te questo racconto. Fai in modo di averlo addosso, quando ti arresteranno. E credimi, ci\u00f2 non avverr\u00e0 tra molto. Nascondilo da qualche parte, trova tu una soluzione. Se ci riuscirai, ho in mente un piano.<\/p>\n<p>Te l\u2019avevo detto. Con te ci hanno messo meno del solito. Quindi eccoti, finalmente. Proprio come avevo previsto, nell\u2019unica cella libera, quella accanto la mia. Ti hanno fatto molto male? Lo so. Affacciati. Vedi come ci riducono qui? Quello l\u00ec \u00e8 il racconto? Bene, fantastico, passamelo, fai in fretta. Prima o poi capirai, a cosa mi servir\u00e0. Nel frattempo puoi anche sdraiarti, non c\u2019\u00e8 molto altro da fare qui. Assapora la disperazione di un condannato a morte. Senti com\u2019\u00e8, essere senza pi\u00f9 nessuno al mondo. Mi dispiace deluderti, ma \u00e8 sempre cos\u00ec. Non migliora mai.<\/p>\n<p>Anche se non \u00e8 ancora un buon motivo, per smettere di sperare.<\/p>\n<p>Il giorno dell\u2019esecuzione era stabilito da tempo. A momenti il Sindaco verr\u00e0 qui a dirci tra quanto dovremo morire. Gentile da parte sua, disturbarsi. Pare che voglia dare risonanza alla nostra esecuzione, per far togliere a tutti dalla testa, l\u2019idea di trasgredire. Sta arrivando. Sento gli inconfondibili passi metallici dei Miliziani che gli aprono la strada. Eccolo, con quel suo sguardo vuoto, il volto inespressivo.<\/p>\n<p>\u201cQuanti sono? E quanto tempo occorre, per ucciderli tutti?\u201d domanda senza tanti fronzoli al Direttore del carcere, l\u00ec accanto a lui.<\/p>\n<p>Parla di noi come fossimo insetti da disinfestare. Pidocchi, acari, blatte.<\/p>\n<p>\u201cPosso ucciderglieli tutti in meno di due ore\u201d risponde il Direttore, da perfetto vassallo asservito.<\/p>\n<p>\u201cNon mi deluda Direttore..\u201d ordina il Sindaco \u201c..Lo faccia entro mezz\u2019ora!\u201d<\/p>\n<p>Calmati, non ti agitare. Ho sentito, non permetter\u00f2 che accada. Devo solo anticipare il mio piano. E prendere immediatamente la parola.<\/p>\n<p>\u201cLo vede questo, caro Signor Sindaco?..\u201d<\/p>\n<p>Il Sindaco si volta nella mia direzione. Dire che \u00e8 sbigottito, \u00e8 poco. \u00c8 niente. Ho una fottutissima paura, ce l\u2019ho in tutti i pori della pelle, ma il segreto \u00e8 andare avanti lo stesso. Guardandolo dritto negli occhi.<\/p>\n<p>\u201c..Questo \u00e8 il racconto che stiamo vivendo. S\u2019intitola \u2018Dead Man Talking\u2019. L\u2019ho scritto io. Per questo sono qui. E per tante altre ragioni. Per leggerglielo. Per non dimenticarlo. Per farle scoprire una volta per tutte, il terribile modo in cui, presto, lei morir\u00e0..\u201d<\/p>\n<p>Non abbasso mai lo sguardo. Ce la faccio. Le parole mi escono secche, precise, convinte. Ma di colpo, dopo un impercettibile cenno del capo rivoltogli dal Sindaco, il Miliziano con il casco blu mi spara, centrandomi in pieno sull\u2019addome. La mano che istintivamente porto a coprire quel punto, si riempie di sangue. Sento come una voragine aprirsi. In cosa ho sbagliato? In quale fottutissima cosa, ho sbagliato? Ho creato qualcosa che mi ha distrutto. Non posso fare a meno di pensare che sto morendo. Chiss\u00e0 quanti prima di me, lo hanno fatto proprio mentre si chiedevano se fosse valsa la pena, inseguire fino all\u2019estremo i propri sogni.<\/p>\n<p>Allora, del tutto inaspettatamente, sei proprio tu ad intervenire. Quando il Miliziano passa davanti alla tua cella per venire a darmi il colpo di grazia, tu all\u2019improvviso, attraverso le sbarre, gli sfili la pistola dalle mani, lo freddi all\u2019istante trapassandogli i circuiti e punti l\u2019arma verso il Sindaco, pronunciando con voce ferma il seguente monito:<\/p>\n<p>\u201cAdesso volete sentire come ci si sente, a vedere la morte in faccia? Non vi piace, vero? E ditemi, coraggio, volete ancora che questo racconto, l\u2019unico testimone delle vostre morti violente, venga dimenticato?\u201d<\/p>\n<p>No, a quanto pare, adesso non lo vuole pi\u00f9 nessuno. Di fronte alla prospettiva di venire cancellati, di sparire per sempre dalla memoria, si diventa istintivamente pi\u00f9 umili e ragionevoli. Tutti quanti. Noi intanto, abbiamo mantenuto la promessa: io ho salvaguardato la tua vita, anche se non ho fatto altrettanto con la mia; tu sei quasi al finale del racconto. Lasciamelo scrivere, prima che sia troppo tardi.<\/p>\n<p>Poi spari e succede qualcosa. Qualcosa che per\u00f2, non posso pi\u00f9 raccontare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24813\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24813\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ascoltami bene, stringiamo subito un patto. 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