{"id":24809,"date":"2015-05-26T18:04:20","date_gmt":"2015-05-26T17:04:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24809"},"modified":"2015-05-26T18:04:20","modified_gmt":"2015-05-26T17:04:20","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-1942-di-dario-silenzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24809","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;1942&#8221; di Dario Silenzi"},"content":{"rendered":"<p>&#8211; faccettaaneera ! bellaabbissiina\u2026<\/p>\n<p>Cantava sguaiatamente e a squarciagola il manipolo di camice nere, malamente inquadrate, mentre scendeva per via Merulana.<\/p>\n<p>Al loro passaggio alcune braccia destre tese si ergevano con vigore, altre invece fiacche, con una piega poco virile all\u2019altezza del gomito e del polso davano l\u2019aria di essere ormai stanche. Comunque tutte si alzavano.<\/p>\n<p>I pennacchi dei fez ondeggiavano e i tacchi degli stivali e degli scarponi battevano i loro ferri sui sampietrini\u00a0 romani.<\/p>\n<p>Agli attenti camerati Adelmo Santella (nome di battaglia \u201cScortica \u201c)\u00a0 e Otello Bernocchi\u00a0 (detto \u201cRana\u201d per via della buzza) non era sfuggito l\u2019omino con la valigia che, prima del passaggio della squadraccia, si era defilato nel civico n. 32.<\/p>\n<p>L\u2019omino con la valigia, il soprabito grigio e il cappello sempre grigio a falde, aveva i suoi buoni motivi per evitare l\u2019incontro. Non solo perch\u00e9 si chiamava Davide Pavia ma anche perch\u00e9 aveva esercitato la professione di psichiatra. Professione che aveva dovuto abbandonare per via delle leggi razziali. Le due cose, nome e professione, erano scritte in bella calligrafia ed inchiostro nero sulla sua carta di identit\u00e0 e gli avevano procurato gi\u00e0 infiniti guai.<\/p>\n<p>Riparato nell\u2019androne pensava gi\u00e0 di aver evitato l\u2019incontro, ma non aveva fatto i conti con l\u2019occhio allenato dei nostri due.<\/p>\n<p>Staccandosi dal gruppo, Scortica e Rana, diedero uno sguardo di intesa al loro vicino rimasto nei ranghi che cap\u00ec al volo la situazione. Per risposta gli impavidi camerati ricevettero un sorriso che, producendo con mimica facciale ben allenata il miglior ghigno sadico che avesse mai esposto sul viso butterato, espresse un virile consenso.<\/p>\n<p>Senza una minima esitazione i nostri due si introdussero nell\u2019androne dove, appoggiato ad una colonna, il povero Pavia recitava mentalmente le preghiere che la sua millenaria religione gli avevano insegnato per affrontare tali non rare situazioni.<\/p>\n<p>&#8211; ma che per caso non ti piacciono le belle abissine?<\/p>\n<p>Fece uno dei due.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 non sarai mica finocchio!<\/p>\n<p>Continu\u00f2 l\u2019altro.<\/p>\n<p>&#8211; veramente\u2026 vado a visitare un paziente malato qui nel palazzo. Non volevo assolutamente mancare di rispetto al Fascio e al nostro Duce.<\/p>\n<p>Ment\u00ec con la forza della disperazione.<\/p>\n<p>&#8211; e bravo il nostro dottor Bagonghi! Facci vedere i documenti e poi discutiamo un po\u2019 di politica!<\/p>\n<p>Erano a pochi centimetri. Sentiva il loro fiato di cipolle, vino e sigarette Milit. La mano destra si infil\u00f2 lentamente sotto il bavero sinistro del soprabito e poi della giacca, sfior\u00f2 il portafogli e incontr\u00f2 la stilografica. Con mossa lenta e decisa estrasse la stilo e la presento ritta e verticale davanti ai loro occhi:<\/p>\n<p>&#8211; Ora\u2026 dormite!<\/p>\n<p>Un filo si ruppe nelle deboli menti dei due arroganti e una nebbia cal\u00f2 sui loro occhi. Le palpebre socchiuse, le membra rilassate, il ronzio lontano come di un\u2019ape in un caldo mezzogiorno di agosto. Una voce in lontananza ordin\u00f2 suadente:<\/p>\n<p>&#8211; Baciatevi!<\/p>\n<p>Come marionette, senza alcun pudore i due si baciarono teneramente sulla bocca dopo essersi abbracciati avvinghiandosi con le braccia. Non staccavano le labbra e mano a mano che scorrevano i secondi la passione li portava ad una lascivia ed insieme ad una tenerezza da amanti da pochi attimi dichiarati.<\/p>\n<p><em>\u2026 Allorch\u00e8 egli se ne sta chino, coricato come un leone, chi oserebbe farlo alzare?&#8230; <\/em><\/p>\n<p>(Gen. 49,8-12)<\/p>\n<p>L\u2019omino era omino e fisicamente, proprio perch\u00e9 omino, non aveva pensieri violenti ma le menti allenate riescono a piegare i muscoli pi\u00f9 forti e poi guai a svegliare il Leone di Giuda. Non soddisfatto e sempre con la penna davanti agli occhi sussurr\u00f2:<\/p>\n<p>&#8211; calatevi i pantaloni e masturbatevi!<\/p>\n<p>Obbedienti eseguirono l\u2019ordine.<\/p>\n<p>Il camerata dal volto butterato che aveva ricevuto la confidenza di Scortica aveva seguito i due, voltando ogni tanto la testa, mentre il manipolo proseguiva la sua marcia trionfale. Quando vide che, di fronte al portone dove erano entrati, \u00a0si radunava una folla sempre pi\u00f9 numerosa corse in testa al corteo. Affiancato il capomanipolo Bombacci, interruppe l\u2019urlato dell\u2019ultima strofa: \u201dviva il Duce evviva il Re\u201d, sussurrandogli tutta la sua preoccupazione.<\/p>\n<p>Il Bombacci, sempre pronto all\u2019azione, intuito il pericolo, ordin\u00f2:<\/p>\n<p>&#8211; dietro front! Di corsa!<\/p>\n<p>Non fu cosa facile per gli ardimentosi farsi largo a spintoni e punta di manganello. Ai primi arrivati si present\u00f2 lo spettacolo desolante anzi raccapricciante che le due camice nere offrivano tra lo stupore e il disgusto del pubblico.<\/p>\n<p>Difficile fu anche trovare una vettura da sequestrare per trasportare nella sede del partito i militi rapiti dai sensi senza pi\u00f9 ritegno e vergogna.<\/p>\n<p>Nella confusione nessuno not\u00f2 l\u2019omino con la valigia affacciato all\u2019esterno del finestrino della Balilla come tanti curiosi. Serio e deciso sfreg\u00f2 il pollice e il medio della mano destra provocando un lieve schiocco. I due si risvegliarono dal torpore. Un potente ruggito di raccapriccio e orrore si lev\u00f2 dalla Balilla in fuga.<\/p>\n<p>Alcuni minuti dopo Davide Pavia telefonava, da un posto pubblico, all\u2019impresario del teatro Ambra Jovinelli. Disse che si era ammalato e che il suo spettacolo di magia era da considerarsi concluso. Dopo la guerra esercit\u00f2 la professione di psichiatra negli Stati Uniti, dove era riuscito ad emigrare con la sua famiglia.<\/p>\n<p>Di Bombacci, Scortica e Rana non se ne seppe pi\u00f9 nulla. Chiss\u00e0 quale fronte li aveva inghiottiti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24809\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24809\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; faccettaaneera ! bellaabbissiina\u2026 Cantava sguaiatamente e a squarciagola il manipolo di camice nere, malamente inquadrate, mentre scendeva per via Merulana. 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