{"id":24785,"date":"2015-05-28T18:44:10","date_gmt":"2015-05-28T17:44:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24785"},"modified":"2015-05-28T18:44:10","modified_gmt":"2015-05-28T17:44:10","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-di-massimo-renaldini-la-scuola-degli-alieni-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24785","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 di Massimo Renaldini &#8220;La scuola degli alieni&#8221;  (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p><strong>La premessa<\/strong><\/p>\n<p>Sul pianeta Zorg, quando i bambini diventano grandicelli e cambiano gli aculei da latte, devono intraprendere un viaggio su un altro mondo per ampliare le proprie conoscenze, vedere civilt\u00e0 diverse e fare nuove esperienze: solo al termine di questo periodo il bambino diventa un <em>karzakal<\/em>, ovvero un \u201cgiovane adulto\u201d.<br \/>\nIl piccolo Kavlin \u2013 che veniva preso bonariamente in giro da alcuni amici perch\u00e9 non aveva ancora la peluria sulle dita \u2013 decise di andare sul lontanissimo pianeta Drost, il terzo del sistema solare del Lungo Artiglio: un corpo celeste molto umido, anzi, per lo pi\u00f9 sommerso dai mari, dove le primitive creature indigene non avevano ancora imparato a vivere in pace.<br \/>\nPer compiere la propria \u201cmissione\u201d ovviamente Kavlin doveva camuffarsi, altrimenti avrebbe insospettito le creature locali, che avevano quasi sempre un certo timore di tutto ci\u00f2 che non conoscevano. In verit\u00e0 questa paura aveva \u2013 almeno in parte \u2013 un\u2019origine sensata: esisteva infatti una specie particolare di creature indigene, che veniva chiamata \u201crazza umana\u201d, che effettivamente aveva l\u2019assurda e insensata tendenza a bruciare, spaccare, ferire e uccidere, insomma a fare tutte quelle cose che, su Zorg, nessuno faceva pi\u00f9 da molti secoli.<br \/>\nKavlin aveva scelto questo pianeta lontano, un po\u2019 ostile, e vagamente buffo (se non fosse stato che, a volte, i suoi abitanti si facevano male tra loro sul serio) solo perch\u00e9 aveva letto per caso il nome che gli stessi indigeni davano al loro mondo: \u201cTerra\u201d. Era un bel nome, che rappresentava uno dei sette elementi di cui \u00e8 composto l\u2019universo (che sono aria, acqua, fuoco, tempo, spazio, amore, gnoffo e \u2013 appunto \u2013 terra). E poi \u201cTerra\u201d aveva un bel suono, come qualcosa di concreto e solido, a cui si vuole bene. Certo, gli umani spesso non sembravano amare molto il loro pianeta (dato che lo inquinavano in mille modi), ma esistevano tante altre razze davvero magnifiche e, tutto sommato, poteva essere interessante andare a vedere quel posto cos\u00ec distante e diverso dalla propria casa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019arrivo<\/strong><\/p>\n<p>E cos\u00ec, in un giorno che su Zorg avrebbero definito freschino (ma che su quello strano pianeta era considerato estivo, ossia caldo) Kavlin giunse sulla Terra. Trascorse i primi giorni esplorando gli affascinanti deserti africani, che gli ricordavano vagamente l\u2019Altopiano Screziato della cometa Suturb (dove una volta era stato in vacanza con una zia) e poi l\u2019oceano che gli uomini chiamavano Pacifico, e che invece a Kavlin sembr\u00f2 tutt\u2019altro che tranquillo. Vide luoghi davvero insoliti e suggestivi, e moltissimi animali di tutte le forme e dimensioni, ma per la seconda parte del suo viaggio i suoi cinque genitori erano stati categorici: Kavlin sarebbe dovuto stare con le altre creature della sua et\u00e0 (o meglio: con creature che \u2013 per le usanze terrestri \u2013 erano considerati dei bambini pressappoco grandi come lui), e quindi sarebbe dovuto andare in questo posto che gli umani chiamano \u201cscuola\u201d.<br \/>\nKavlin, opportunamente travestito, fu presentato al resto della scolaresca come un bimbo appena giunto da una paese lontano, e grazie al suo mini-traduttore sincronizzato (un piccolo medaglione che teneva appeso al collo) riusciva perfettamente a capire tutto ci\u00f2 che veniva detto, e persino a parlare normalmente il linguaggio locale.<br \/>\nL\u2019unico dettaglio che tradiva l\u2019origine aliena di Kavlin erano le orecchie lievemente a punta, e proprio per questo motivo fu subito soprannominato \u201cElfo\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La compagnia<\/strong><\/p>\n<p>La prima persona della scuola che l\u2019Elfo Kavlin conobbe fu Giacobbo, il bidello: era un uomo abbastanza vecchio, un po\u2019 curvo e con pochi denti, che per\u00f2 sorrideva sempre e non si separava mai dal suo spazzettone, anche se pareva che lo usasse pi\u00f9 per appoggiarsi, piuttosto che per pulire i corridoi.<br \/>\nPoi incontr\u00f2 l\u2019anziana maestra, la signorina Blucobalto, dagli occhi neri e con le labbra strette, che incuteva un certo timore in tutti gli alunni (Kavlin compreso). Infine fece amicizia con i suoi nuovi compagni di classe, tra cui:<\/p>\n<p>Zappo, grande esperto di scacchi, aveva la frangia dei capelli cos\u00ec lunga che nessuno gli aveva mai visto il colore degli occhi (era tutt\u2019ora un mistero come facesse a vedere la lavagna e fare i compiti, nonch\u00e9 distinguere i pezzi degli scacchi);<\/p>\n<p>Bullone, il pi\u00f9 alto e grasso della classe, che con la sua banda tiranneggiava i compagni rubando loro le merendine e rompendo le matite nuove alle bambine;<\/p>\n<p>i gemelli Gutierrez (Ramos e Ramona), con la pelle un po\u2019 pi\u00f9 scura degli altri, provenivano dal Nicaragua (una nazione che tutti definivano \u201clontana\u201d, e che invece a Kavlin sembrava vicinissima) ed erano entrambi abili guidatori di skateboard;<\/p>\n<p>Ioanna, una biondina con le gambe magrissime, vestita sempre di nero e rosa, ma forte e caparbia, era l\u2019unica che riuscisse a tenere testa a Bullone.<\/p>\n<p>Fin da subito Kavlin divenne amico di Zappo, Ioanna e dei gemelli Gutierrez, e di conseguenza \u2013 come loro \u2013 un acerrimo rivale di Bullone e dei suoi tirapiedi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il fattaccio<\/strong><\/p>\n<p>Un giorno particolarmente caldo (persino per i parametri zorghiani) quasi tutte le biciclette parcheggiate alla cancellata della scuola furono trovate con le gomme bucate. Perfino i due skate dei gemelli Gutierrez (che hanno le ruote di plastica e quindi non possono essere sgonfiate) furono manomessi, strappando loro le rotelle. La signorina Blucobalto and\u00f2 su tutte le furie e fece una scenata dal preside, ma alla fine i colpevoli non vennero trovati n\u00e9 puniti. In realt\u00e0 Kavlin pens\u00f2 che non era difficile capire chi fossero gli autori, dato che le uniche biciclette salvate dallo scannamento ciclistico erano proprio quelle di Bullone e dei suoi sgherri\u2026<br \/>\nQuello stesso pomeriggio Zappo, Ioanna, i Gutierrez e Kavlin organizzarono una riunione segreta (sulla casetta sopra il salice, vicino al fiume), che stabil\u00ec la necessit\u00e0 di vendicarsi, ma anche che non avrebbe avuto alcun senso sgonfiare le ruote della gang di Bullone: sarebbe stato banale, un po\u2019 stupido e comunque poco divertente. L\u2019idea giusta fu brillantemente trovata il giorno seguente (in un\u2019altra riunione segreta, stesso luogo e stessi partecipanti) dallo stratega del gruppo, Zappo: la rivalsa sarebbe avvenuta la settimana seguente, proprio l\u2019ultimo giorno di scuola, durante la festa di fine anno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La vendetta<\/strong><\/p>\n<p>Nel giardino della scuola era tutto pronto per la festa: i genitori avevano portato della macedonia, alcune torte e delle pizzette, e sui tavoli c\u2019erano dei succhi di frutta e qualche bevanda gassata (l\u2019Elfo ingurgit\u00f2 almeno due litri di chinotto, e la leggenda narra che il suo rutto caus\u00f2 dei disturbi alla strumentazione di un\u2019astronave frulliana di passaggio vicino alla Terra). Le lezioni infatti sarebbero durate solo fino a met\u00e0 mattina, poi ci sarebbe stata una lunga ricreazione e infine ciascuna classe avrebbe presentato una breve recita, fino al gran finale: una vera mongolfiera, gonfiata proprio nel giardino della scuola, avrebbe portato a fare un giro gli alunni che presentavano la recita pi\u00f9 bella!<br \/>\nPurtroppo la classe di Kavlin non aveva alcuna possibilit\u00e0 di vittoria, dato che la signorina Blucobalto aveva scelto per loro un tema estremamente noioso, ossia \u201cgli alimenti e la loro digestione\u201d. L\u2019unico aspetto positivo di questo argomento stava nei costumi, davvero originali: Ramos era vestito da carota, Ramona da fragola, Zappo aveva uno spettacolare costume da amminoacido (una specie di astronauta-arlecchino), Ioanna era un enzima (pareva una fata, ovviamente in una tonalit\u00e0 rosa-nera) e Kavlin sembrava davvero un enorme bicchiere di latte.<br \/>\nIl piano era astuto ma complesso: il giorno prima, approfittando dell\u2019ora di ginnastica, Ioanna e Ramona avevano simulato di avere un po&#8217; di mal di pancia (un piccola bugia a fin di bene) e cos\u00ec si erano assentate dalla palestra ed erano tornate in classe, dove avevano cucito nelle fodere interne di alcuni costumi \u2013 ovviamente solo quelli di Bullone e della sua combriccola \u2013 delle sottili strisce metalliche. Il piano prevedeva infatti l\u2019utilizzo di una piccola ma potente calamita, fornita da Kavlin (ufficialmente un nuovissimo marchingegno coreano, in realt\u00e0 di origine aliena).<br \/>\nTutti erano ai loro posti, e il piano si attiv\u00f2 mentre il preside ringraziava i genitori e stava per decretare i vincitori della recita migliore: Ramona rovesci\u00f2 una torta di panna e due bottiglie di coca-cola (precedentemente agitate da Zappo) che causarono un pandemonio, attirando su di s\u00e9 l\u2019attenzione del bidello Giacobbo, della signorina Blucobalto e di una moltitudine di bambini sghignazzanti; intanto Ramos schizzava veloce come un fulmine sul suo skate (con le ruote nuove) e piazzava al volo la calamita aliena sul cesto della mongolfiera, mentre Kavlin distraeva il guidatore del pallone aerostatico (che era nel cesto, gi\u00e0 pronto per la partenza) con un interessantissimo discorso sulla bellezza dei paesaggi visti dall\u2019alto. Terminata l\u2019operazione, Zappo (che faceva il palo e controllava che tutto filasse liscio) diede il via libera a Ioanna, la quale si avvicin\u00f2 a Bullone e gli diede due calci negli stinchi, poi tir\u00f2 delle olive ripiene agli altri suoi compari, e infine fugg\u00ec come un razzo in mezzo a bambini e genitori, inseguita dai cinque sgherri furibondi, vestiti da verdure.<br \/>\nBullone, nonostante il costume da rapa, fu sorprendentemente agile e stava per raggiungere Ioanna, quando inciamp\u00f2 nello spazzettone di Giacobbo, e a Kavlin parve di vedere il sorriso del vecchio che si apriva lievemente pi\u00f9 del solito. Ioanna ne approfitt\u00f2 e sgattaiol\u00f2 via come un furetto, giungendo alla mongolfiera proprio mentre i cinque verduroni la stavano accerchiando. Fu allora che Kavlin azion\u00f2 il magnete: Bullone e la sua banda furono immediatamente trascinati contro il cesto (insieme a un cucchiaio sporco di tiramis\u00f9 e a due lattine vuote), mentre le cerbottane dei fratelli Gutierrez mozzavano le corde che mantenevano la mongolfiera agganciata a terra: l\u2019aerostato si sollev\u00f2 di una spanna, ondeggi\u00f2 lievemente e poi sal\u00ec rapido verso il cielo, con cinque enormi verdure (Bullone e i suoi compagni) saldamente appesi all\u2019esterno del cesto, alcuni a testa in gi\u00f9!<br \/>\nLa folla lanci\u00f2 prima un\u2019esclamazione di stupore (che copr\u00ec le urla di paura del quintetto), poi alcuni applaudirono, altri risero: di certo quasi nessuno cap\u00ec precisamente cos\u2019era successo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019epilogo<\/strong><\/p>\n<p>Bullone si era appena tuffato (per placcare Ioanna) quando era stata attivata la calamita, e cos\u00ec era stato attirato contro il cesto con i piedi all\u2019ins\u00f9: fu per questo motivo \u2013 e anche perch\u00e9 si era rimpinzato di bign\u00e8 per tutta la mattina \u2013 che vomit\u00f2 parecchio, sia dentro il proprio costume che sulla folla. In particolare, alcuni pezzi di rigurgito finirono sull\u2019abito nuovo della signorina Blucobalto, e tutti sapevano che \u2013 durante i corsi estivi di recupero \u2013 quest\u2019onta sarebbe stata pagata da Bullone a caro prezzo. Per completare la rivalsa, nella terra del campetto accanto alla scuola, i gemelli Gutierrez avevano tracciato (con le scie dei loro skate) il disegno di un\u2019enorme bicicletta, visibile solo dall\u2019alto, e cos\u00ec i cinque teppistelli pendenti capirono quasi subito a cosa dovevano le loro sventure. Quando la mongolfiera torn\u00f2 a terra, Bullone e i suoi sgherri erano cos\u00ec spaventati che erano bianchi come mozzarelle, e non fecero mai pi\u00f9 nessuno scherzo alle biciclette degli altri alunni.<br \/>\nL\u2019unico neo di quella giornata (altrimenti perfetta!) fu che Kavlin \u2013 mentre guardava la mongolfiera \u2013 intravide un grande riflesso tondo e violaceo nel cielo: gli altri non ci fecero caso, ma lui riconobbe l\u2019astronave semi-invisibile dei suoi genitori, e questo significava che il suo periodo sulla Terra era ormai quasi finito.<br \/>\nPer\u00f2, prima di tornare su Zorg, fu autorizzato a portare a bordo dell\u2019astronave i suoi amici e, tutti insieme, trascorsero un pomeriggio a vedere i luoghi pi\u00f9 belli della Terra: andarono a vedere la Tour Eiffel e Stonehenge, videro le rovine di Machu Picchu e i ghiacciai, i canguri, i pinguini e i delfini, poi scesero nelle profondit\u00e0 di Atlantide (fu l\u00ec, nello stupore generale, che Zappo si tolse i capelli dalla fronte per osservare meglio, e tutti videro che aveva dei bellissimi occhi verdi) e andarono a fare un giretto persino sulla Luna!<br \/>\nPoi, stanchi ma felici, ritornarono a casa e si salutarono, ben sapendo che Kavlin (detto l\u2019Elfo) adesso rientrava su Zorg, ma presto sarebbe tornato sulla Terra a trovarli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24785\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24785\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La premessa Sul pianeta Zorg, quando i bambini diventano grandicelli e cambiano gli aculei da latte, devono intraprendere un viaggio su un altro mondo per ampliare le proprie conoscenze, vedere civilt\u00e0 diverse e fare nuove esperienze: solo al termine di questo periodo il bambino diventa un karzakal, ovvero un \u201cgiovane adulto\u201d. 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