{"id":24684,"date":"2015-05-26T22:31:07","date_gmt":"2015-05-26T21:31:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24684"},"modified":"2015-05-26T22:31:07","modified_gmt":"2015-05-26T21:31:07","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-il-tramonto-di-nida-di-gianni-contarino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24684","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Il tramonto di Nida&#8221; di Gianni Contarino"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" align=\"justify\">Era rossa l&#8217;ombra di una duna sulla spiaggia mentre guardavo il sole scendere sul mare grigio di Nida. Rossa, come il colore del costume di Egle e delle sue unghie. Rossa, come la faccia che avevo avuto la sera prima in quel bar, dove fra schiaffi e parole di marmo avevamo consumato la nostra millesima lite.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Le avevo contate tutte; era proprio la millesima e proposi allora di berci su una di quelle birre che si vendono l\u00ec ai marinai di passaggio e ai turisti che si fermano qualche giorno, il tempo di cercare di capire cosa ci facciano le dune su una penisola che si affaccia sul Mar Baltico.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Rossa era la copertina del taccuino che tenevo in mano, mentre guardavo dove il mare baciava il cielo e cercavo le parole, seduto accanto a lei, sdraiata sulla pancia con i piedi dondolanti e il naso all&#8217;ins\u00f9, a seguire il volo di un gabbiano.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">C&#8217;erano poche persone e tutte silenziose. Solo un bambino ogni tanto si avvicinava a me, guardava il taccuino, sorrideva e con gli occhi mi diceva che lo voleva, poi con la mano, infine con un urlo da far impallidire un avvoltoio.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Egle mi guardava mentre la sfida era in corso e non diceva nulla, mi guardava e sorrideva e io, stordito dalle sue labbra, finivo per essere derubato del taccuino e costretto a correre dietro a quel nano biondo.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Non era tanto per il taccuino, quanto per le due pagine che avevo scritto il giorno prima, piene di ma e di se, come se fossero il diario di un filosofo, come se quel giorno, prima di litigare, il treno dei miei pensieri si fosse fermato su una nuvola a guardare il mondo da un&#8217;altra prospettiva.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Poi il litigio, gli occhi di ghiaccio di lei e il vetro per terra dopo il terzo boccale scagliatomi addosso, il rosso del mio sangue sulla mano e su uno zigomo.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Il barista non aveva fiatato, aveva atteso che lei si calmasse, poi si era avvicinato a me con del cotone e dell&#8217;alcool e infine aveva preso una scopa e fatto tornare il bar al momento prima della nostra lite.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Ma non era pi\u00f9 quel momento, quelle pagine gliele avevo ormai lette e nulla poteva pi\u00f9 essere uguale.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Se penso al perch\u00e9 di tutto quel casino, mi scordo pure questo tramonto, che guardo oggi, come ieri, vicino a questa duna, ma lontano da lei, lontano dai suoi piedi ormai composti e dal suo naso che adesso punta al mare dall&#8217;obl\u00f2 di un aereo.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Lo ammetto, sono uno specialista del farsi del male, sono la cosa pi\u00f9 bella che potrebbe capitare a un analista alle prime armi, che volesse farsi le ossa su un caso di disinvolto e perseverante masochismo.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Ho scritto quelle due pagine dopo aver mangiato del pesce affumicato e aver bevuto una Svyturis tutta d&#8217;un fiato, da buon italiano all&#8217;estero, che deve dimostrare, deve fare l&#8217;ambasciatore dell&#8217;idiozia tricolore.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Ho scritto con cura e dovizia un piccolo fiume di parole, solo all&#8217;apparenza dettate da un turbine di pensieri, ma in realt\u00e0 soppesate e centellinate come ingredienti scelti da un farmacista d&#8217;altri tempi.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Lo scopo era chiaro, lo sapevo io e lo sapevano le pagine, che si arrendevano all&#8217;attacco della punta bruna della mia stilografica e lasciavano che quei pensieri, figli di una sosta su una nuvola, scatenassero una pioggia di verit\u00e0 difficili da vendere come invenzioni di uno scrittore.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Fu cos\u00ec che iniziai la prima pagina con un semplice \u201cSono giorni che vado da solo, fra le case e le siepi, fra i mattoni e le sculture di legno, vado e ricordo, scavo e ritrovo, fatti e parole di giorni andati via sotto una gonna scura\u201d.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Non era male come incipit, mi piacque cos\u00ec tanto che lo lessi subito a Egle. Non fu proprio un&#8217;ottima idea.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Scrissi ancora altre frasi come quella e tutte si concludevano con un riferimento all&#8217;abbigliamento femminile.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Fu quando lessi a Egle il terzo capoverso della seconda pagina che le mani di lei divennero pale di mulino e colpirono me, Don Quichote del Baltico, con la violenza e l&#8217;impietosa eternit\u00e0 del moto uniforme circolare di un mulino.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">La frase incriminata fu: \u201cDolce \u00e8 il sapore di labbra che ti sorridono mentre guardi le rughe delle tue mani che stringono le sue e ti soffermi sulla luce dell&#8217;anello di lei, che le regalasti quando ancora eri suo\u201d.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Part\u00ec l&#8217;invettiva sulle mie ex di Vilnius, conosciute durante il mio periodo di insegnamento all&#8217;universit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Fu di pi\u00f9, fu una vera e propria incursione armata fra i miei ricordi pi\u00f9 dolci, di quando ancora non la conoscevo e passavo le estati viaggiando fra Utena, Vysaginas, Saulei e Ukmerge, andando a trovare capelli castani, sorrisi morbidi e braccia pronte a stringermi come un tesoro al petto.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Egle soffriva di gelosia retroattiva e io maceravo ancora i miei pensieri in un bagno di rimpianti per averle raccontato quei miei pellegrinaggi estivi, stringendo fra le labbra un filo d&#8217;erba, un giorno, sdraiato sulla spiaggia di Nida.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Quelle pagine sembravano una confessione consegnata a un tribunale, l&#8217;atto d&#8217;accusa che inchiodava i miei ricordi al presente, come se negli ultimi mesi io non avessi fatto altro che continuare quei viaggi, fregandomene delle labbra di Egle, dei suoi occhi color smeraldo e delle sue parole, preziose come un te caldo dopo una passeggiata sulla neve.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">E&#8217; l&#8217;ora del tramonto, quello senza di lei. Sono passate solo ventiquattro ore dall&#8217;altro, quando ancora non si era parlato di valigie e di passaporto. C&#8217;\u00e8 ancora quel bambino, ma oggi non mi si avvicina, sente che non ho voglia di corrergli dietro; sente che vorrei correre a fermare quell&#8217;aereo che fra tre ore atterrer\u00e0 a Milano Malpensa e riporter\u00e0 Egle nel suo night di periferia, dove centinaia di clienti, guardando le sue cosce, continueranno a usarla come cassonetto delle proprie immondizie sessuali.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">C&#8217;\u00e8 ancora qualche minuto, prima che il sole mi saluti e il buio mi accompagni al mio solito bar; c&#8217;\u00e8 il tempo per una preghiera al mare, perch\u00e9 mi aiuti a ricordare perch\u00e9 ho scritto quelle pagine, perch\u00e9 non ripeta pi\u00f9 un errore del genere.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Ho fame, raccolgo l&#8217;asciugamano e il taccuino, che oggi non ho aperto. Afferro i miei sandali e raggiungo i cespugli alle spalle della spiaggia, fra cartelli che dicono che oggi l&#8217;acqua \u00e8 fredda e foto di altri tramonti.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Manger\u00f2 il mio pesce affumicato, guarder\u00f2 il faro sventrare la notte e berr\u00f2 la mia Svyturis, fino a sventrare i ricordi; mander\u00f2 baci al cielo e aspetter\u00f2 che finisca questa estate.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">In fondo, se quelle parole le ho scritte, \u00e8 perch\u00e9 dovevo e se le ho lette a lei \u00e8 perch\u00e9 volevo. Lei le ha ascoltate e ha pensato quello che volevo pensasse, ha fatto quello che il barista non voleva facesse.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Guardo nello specchio del bagno del bar il mio zigomo e la mia mano. Rosso \u00e8 ancora il loro colore.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24684\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24684\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era rossa l&#8217;ombra di una duna sulla spiaggia mentre guardavo il sole scendere sul mare grigio di Nida. Rossa, come il colore del costume di Egle e delle sue unghie. Rossa, come la faccia che avevo avuto la sera prima in quel bar, dove fra schiaffi e parole di marmo avevamo consumato la nostra millesima [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24684\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24684\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":2553,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[217],"tags":[],"class_list":["post-24684","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2015"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24684"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2553"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24684"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24684\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24841,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24684\/revisions\/24841"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24684"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24684"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24684"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}