{"id":24649,"date":"2015-05-27T23:08:22","date_gmt":"2015-05-27T22:08:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24649"},"modified":"2015-05-27T23:08:22","modified_gmt":"2015-05-27T22:08:22","slug":"premio-racconti-per-corti-2015-incontri-di-notte-di-sabrina-fortini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24649","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2015 &#8220;Incontri di notte&#8221; di Sabrina Fortini"},"content":{"rendered":"<p>Mise gi\u00f9 le gambe dal letto e disinnesc\u00f2 la sveglia prima che il suo fragore scuotesse dal sonno, suo marito e la bambina che dormiva nel lettino a fianco. Lo faceva sempre quando aveva il turno di mattina. La sirena della fabbrica suonava l\u2019ingresso alle 6, lei si alzava alle 4, la fabbrica era in periferia e a quell\u2019ora non c\u2019erano ancora tram, suo marito l\u2019aveva spronata tante volte ad andare in bicicletta ma lei, insisteva che non ci sapeva andare, e si faceva tutta la strada a piedi. Camminare non le dispiaceva, a quell\u2019ora in giro c\u2019era solo gente come lei, lavoratori mattinieri, tutta gente onesta, i ladri e le puttane erano gi\u00e0 rientrati, troppa gente in strada per i primi e troppo poca e con pochi soldi per le altre.<\/p>\n<p>Usc\u00ec da casa, annodandosi il foulard in testa, controll\u00f2 di aver preso la mela da aggiungere al pranzo, la ribollita della sera prima, che avrebbe riscaldato nel piccolo portavivande di acciaio e si avvi\u00f2 verso i viali che correvano intorno a tutta la citt\u00e0 diramandosi poi verso la periferia. Le piaceva immaginare che ad ogni tratto di strada qualcuno la accompagnasse, di solito Samuele il suo amico fraterno del paese, l\u2019aspettava in Piazza Beccaria, appena superava il semaforo ecco che se lo trovava alle spalle. Oggi stava tardando a dire il vero, cosa mai aveva da fare, ormai era morto da tempo. Non aveva mai capito di cosa. Che fosse tornato al loro paese, nel Lazio?<\/p>\n<p>-Che bella pezzola che ti sei messa in testa Saetta, sembra quella che portavi quando avevi il tifo, ti ricordi?<\/p>\n<p>-Ma che cosa vai a rinvangare, il tifo! No che non mi ricordavo e non c\u2019era bisogno che ci pensassi tu. Non sapevo neanche che tu fossi l\u00ec, avevo la febbre.<\/p>\n<p>-E dai, te lo ricordi che bei capelli rossi che avevi prima? Proprio come me, sembravamo proprio fratelli. Ma chiss\u00e0 perch\u00e9 ti son ricresciuti castani poi.<\/p>\n<p>-Non lo so e non mi interessa, comunque vedi che la mia bambina ha i capelli scuri come il babbo e come me e quindi si vede che quelli rossi erano uno sbaglio. Mi sar\u00e0 mica venuto il tifo per rimediare all\u2019errore? Ma tu piuttosto, quando sono guarita eri gi\u00e0 morto, ma di cosa, si pu\u00f2 sapere una buona volta.<\/p>\n<p>Attese la risposta per qualche secondo prima che il silenzio le dicesse che Samuele era tornato dov\u2019era prima. Era quasi arrivata in piazzale Donatello, l\u00ec dietro al Cimitero degli Inglesi avrebbe trovato Pinocchio, ne era sicura, e infatti ecco i passetti di legno che ciottolavano sull\u2019asfalto.<\/p>\n<p>-Me l\u2019hai portata la mela?<\/p>\n<p>-L\u2019ho portata certo ma me la mangio io, io vado a lavorare mica come te. Che ne hai fatto tu della mela che ti aveva dato Geppetto eh! L\u2019hai fatta mangiare a quel gran farabutto della Volpe e non sei nemmeno andato a scuola. Proprio come mio marito che invece di mettere i soldi da parte per comprare casa, li presta a quei buoni a nulla dei suoi amici che poi non glieli rendono mai.<\/p>\n<p>-Mamma mia come sei brutta stamattina, non gli dirai queste cose alla tua bambina quando gli parli di me.<\/p>\n<p>-Certo che gliele dico, le dico che bisogna studiare e voler bene ai genitori, e che non bisogna mai fidarsi degli amici che vogliono solo approfittarsi della tua bont\u00e0.<\/p>\n<p>-Ma dai \u00e8 solo una bambina, dovr\u00e0 pur divertirsi un po\u2019 no?! Con gli amici si fanno tanti giochi.<\/p>\n<p>-Divertirsi? Certo, come hai fatto tu con Lucignolo! Bella fine che ti ha fatto fare,<\/p>\n<p>hai ben visto come ti sei ritrovato per averlo seguito, c\u2019\u00e8 mancato poco che ci lasciassi la pelle anzi il legno.<\/p>\n<p>-Insomma, non c\u2019\u00e8 proprio verso di convincerti a rilassarti un po\u2019! I\u2019 mi\u2019 babbino era pi\u00f9 fiducioso di te! Eh si che gliene ho fatte di tutti i colori, ma com\u2019era contento quando mi vedeva.<\/p>\n<p>&#8211; Non sarai certo tu a insegnarmi a vivere, cosa credi, io voglio solo il bene della mia bambina, se la tengo sempre vicina a me \u00e8 per proteggerla. Guarda te che gente hai incontrato!<\/p>\n<p>La donna pens\u00f2 che quel giorno avrebbe fatto una sorpresa alla sua bambina. Tornando a casa avrebbe catturato un passerotto con le mani, come faceva con Samuele da piccoli e lo avrebbe nascosto nel cestino della merenda della piccina. Lo avrebbero portato a casa a svolazzare libero finch\u00e8 non avrebbe infilato la prima finestra aperta. Gi\u00e0 pregustava la gioia che avrebbe visto scintillare negli occhi della bimba.<\/p>\n<p>Si accorse di essere arrivata in piazza della Libert\u00e0, prima della guerra si chiamava piazza Torino, l\u2019avevano chiamata cos\u00ec dopo la liberazione. Sapeva che l\u00ec, appoggiato sotto l\u2019arco di Trionfo nel centro del giardino, l\u2019aspettava Valentino sempre con la sigaretta accesa in bocca e le mani in tasca con quell\u2019aria da tenebroso. Valentino era il nome che aveva scelto quando si era dato alla macchia con i partigiani, aveva 18 anni e gli piacevano il tango e le belle ragazze, come a Rodolfo Valentino e quando gli era arrivata la cartolina non ci aveva pensato due volte, aveva preso uno zaino e di notte era andato verso Monte Morello, sapeva che i partigiani l\u2019avrebbero intercettato, se doveva morire lo voleva fare dalla parte giusta. Quando quelli della Banda Carit\u00e0 lo presero, pensavano che con un paio di schiaffi gli avrebbero fatto dire anche il nome della su mamma e a un certo punto lo pens\u00f2 anche lui, poi vide la finestra aperta e le chiome dei cipressi gli dissero l\u2019altezza, non ebbe esitazioni.<\/p>\n<p>Le stava andando incontro con una mano alzata e una sulla pancia, a simulare un passo di danza.<\/p>\n<p>&#8211; Allora bella sposina, che te lo fai un giro di tango prima di entrare in quella fabbrica a respirare polvere.<\/p>\n<p>&#8211; Ovvia Valentino tu lo sai che non son bona, l\u2019\u00e8 i\u2019 mi\u2019 Franco i\u2019 ballerino in casa,<\/p>\n<p>vu siete andati tante volte a ballare insieme.<\/p>\n<p>&#8211; Vien via, un ti schermire troppo, tu sei troppo seria bambina, bisogna divertirsi nella vita, un t\u2019\u00e8 bastato la guerra che s\u2019\u00e8 passato! Se fossi vivo io, altro che pensieri e problemi, saprei io come divertimmi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gir\u00f2 su se stesso in una piroetta e spar\u00ec nel buio, lei intanto era arrivata in piazza Dalmazia, doveva solo attraversare il ponticino sul fiumiciattolo che costeggiava la grande filanda, dove l\u2019aspettava il grande macchinario, moderno arcolaio, che trasformava enormi balle di lana in centinaia di rocchetti di lana colorata. Lei era brava nel suo lavoro, la pi\u00f9 brava, era solo per quello che il padrone non l\u2019aveva ancora mandata via, con tutte le lotte e gli scioperi che aveva fatto per poter lavorare con dignit\u00e0. Dall\u2019ingresso degli operai vide uscire una donna, con un foulard in testa come il suo, camminava a testa bassa, assorta nei suoi pensieri e quasi le venne addosso, che strano anche il cappotto era come il suo, e s\u00ec che se l\u2019era fatto confezionare dalla cugina di suo marito che era una brava sarta, con certa stoffa di lana rimasta invenduta alla fabbrica e che il padrone aveva offerto alle operaie a prezzo di realizzo, aveva perfino il colletto di velluto come il suo. Per\u00f2 non era proprio uguale, sembrava un po\u2019 sdrucito, consumato insomma. Per qualche minuto restarono a guardarsi, accidenti come le somigliava, se non fosse stato per quei fili grigi nei capelli e quelle profonde rughe sulla fronte\u2026si pass\u00f2 la mano sul viso come a cercarne traccia. L\u2019altra sorrise.<\/p>\n<p>&#8211; Si Saetta, mi hai riconosciuto, sono proprio io, sei proprio tu. Guardami bene Saetta, lo sai che giorno \u00e8 oggi per me? L\u2019ultimo giorno di lavoro. Il padrone ci ha messo tutte a casa. Dopo 10 anni di lavoro ha deciso che chiude. Che apre una concessionaria di macchine, dice che ora i soldi si fanno con quelle, che tutti vogliono comprarsi la macchina. Molte di noi hanno fatto domanda all\u2019ospedale, sembra che cerchino infermieri ma io lo sai, non c\u2019ho lo stomaco per farlo, piuttosto torner\u00f2 a fare la domestica, la pensione per\u00f2 me la posso scordare. Ah Saetta, tu potessi cambiare questo momento!<\/p>\n<p>La voce sguaiata del capo fabbrica l\u2019apostrof\u00f2 alle spalle:<\/p>\n<p>&#8211; Allora che fai l\u00ec impalata? Unn\u2019\u00e8 mica sciopero oggi! Guarda di darti una mossa, tra un po\u2019 suona la sirena del cambio turno e tu dev\u2019essere bell\u2019e pronta con la gabbanella addosso.<\/p>\n<p>La donna ebbe un flash, rivide l\u2019annuncio che diceva \u201ccercasi governante e giardiniere anche con figli disposta a seguire famiglia in Inghilterra, offresi alloggio e salario dignitoso, rivolgersi alla farmacia Inglese\u201d. Gir\u00f2 sui tacchi e torn\u00f2 a casa. Aveva da fare le valigie e convincere i\u2019 su\u2019 Franco che per imparare l\u2019inglese bastava sentire le canzoni, o un\u2019 cantava sempre lui!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24649\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24649\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mise gi\u00f9 le gambe dal letto e disinnesc\u00f2 la sveglia prima che il suo fragore scuotesse dal sonno, suo marito e la bambina che dormiva nel lettino a fianco. 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