{"id":24590,"date":"2015-05-25T18:39:19","date_gmt":"2015-05-25T17:39:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24590"},"modified":"2015-05-25T18:39:19","modified_gmt":"2015-05-25T17:39:19","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-sogni-appesi-a-un-filo-di-carolina-marangio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24590","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Sogni appesi a un filo&#8221; di Carolina Marangio"},"content":{"rendered":"<p>Phil scese gi\u00f9 in strada subito dopo aver fatto colazione. La mattina era la parte della giornata che Phil preferiva in assoluto: gli uccelli canterini, il sole tra le fronde degli alberi, le macchine veloci nel traffico e le piazze che si riempiono a poco a poco, finch\u00e9 non sono gremite di gente che vive la propria vita e che con spirito di avventura e anche un pizzico di fortuna comincia un nuovo giorno. Phil avrebbe dato tutto quello che aveva per vivere come facevano tutti gli altri. Perch\u00e9 Phil non era come loro, affatto. E lo sapeva. Phil era uno scheletro. Non nel senso che era un persona molto magra, ma nel senso letterale del termine; Phil era 270 ossa: cranio, arti, bacino e spina dorsale.<\/p>\n<p>Phil amava le mattine. Strano. V\u2019immaginate uno scheletro che ama le mattine? Il sole, la luce, il calore. Beh Phil era cos\u00ec. L\u2019unica cosa che lo rattristava la mattina era che il sole non lo sentiva per bene, sapeva che dava caldo alla gente ma lui non lo avvertiva in prima persona, non poteva. Ma ehi, era pur sempre uno scheletro che preferiva il giorno alla notte, come un pupazzo di neve che ama l\u2019estate.<\/p>\n<p>Phil aveva un sogno: voleva fare il trapezista.<\/p>\n<p>Sin da quando era stato assunto dal titolare del circo in cui lavorava come \u201cstrappa biglietti\u201d, circa un paio d\u2019anni prima, Phil desiderava esibirsi: volteggiare in alto sopra le teste sbigottite del pubblico e immaginare di volare oltre il tendone, toccare per bene il sole, il cielo, sposarsi con le nuvole e poi ritoccare terra, come se quello che hai appena fatto fosse la cosa pi\u00f9 normale del mondo, poi sorridere, spalancare le braccia e aprire i palmi delle mani per accogliere il calore degli spettatori, tutti in piedi che ti battono le mani, un inchino e la magia \u00e8 compiuta.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 di una volta Phil aveva tentato di convincere Hans, il titolare russo, ma non c\u2019era stato verso; nemmeno Mary e Mario, i gemelli trapezisti dell\u2019equipe, erano d\u2019accordo: \u00abSei inesperto Phil, non sai come si fa\u00bb, gli dicevano in inglese con la cadenza del loro paese d\u2019origine, l\u2019Italia. E Phil rispondeva sempre dicendo che avrebbe potuto imparare, e poi voleva farlo solo una volta, voleva provare quella sensazione, sapere come ci si sentiva, come si sentivano loro ogni volta che facevano i loro numeri, ogni volta che volteggiavano l\u00ec in aria e si davano le mani. Ma Phil era sicuro, avrebbe trovato il modo di convincerli. A tutti quanti. O meglio, avrebbe trovato il modo di far avverare il suo sogno.<\/p>\n<p>Una sera dopo uno spettacolo l\u2019intera troupe si riun\u00ec nella tenda grande, dove si tenevano le feste e i banchetti, per celebrare l\u2019ultimo show della settimana. Tutti erano gi\u00e0 su di giri, prima ancora del brindisi, per via di quanto bene erano andate le serate della prima settimana. C\u2019era nell\u2019aria allegria e uno strano odore di cose buone. Phil non invidiava l\u2019alcool, n\u00e9 il cibo, forse un po\u2019 il calore dei corpi che sfregano e si vogliono bene. Alla fine della serata tutti vanno a letto ognuno nella proprio tenda o roulotte, Phil s\u2019alza e si dirige verso la sua casa, passando davanti al tendone degli spettacoli, si ferma proprio l\u00ec davanti con un pensiero improvviso e luminoso in mente. Cambia rotta e percorre il sentiero verso l\u2019entrata. Una volta dentro \u00e8 buio, con una sola luce, un faro diretto verso il centro della pista. Istintivamente Phil si piazza sull\u2019occhio di bue e aspetta d\u2019essere sicuro delle sue azioni. Ma in fondo lo \u00e8 sempre stato. Si pone al lato della pista e sale la scaletta che porta verso il filo su cui camminano in pace Mary e Mario. \u00c8 arrivato esattamente a un passo dal filo e Phil raccoglie tutta l\u2019aria del mondo in un sol sospiro; sa come funziona, l\u2019ha visto fare milioni di volte, un piede alla volta Phil si mantiene perfettamente in bilico sul filo alto sopra la sabbia dura, \u00e8 a un passo dall\u2019arrivare dall\u2019altra parte e quando \u00e8 arrivato sorride e si sente al centro del mondo. Tutta la sua vita, tutte le sue decisioni non erano mai sbagliate perch\u00e9 se lo fossero state non lo avrebbero portato a dove \u00e8 ora. Era ora di tornare, ma tutto pareva pi\u00f9 facile dopo aver vissuto gi\u00e0 l\u2019andata: Phil si pone in posizione corretta, pronto a compiere il primo passo. Avrebbe voluto che\u00a0 Mary e Mario fossero l\u00ec a guardare, anche Hans, tutti. Che guardassero e si ricredessero. Lui poteva, lui ci riusciva. Quasi a met\u00e0 percorso con questo in mente Phil non pu\u00f2 fare a meno di sorridere, dal sorriso nasce una risata piena di orgoglio e soddisfazioni e di tutta una vita di mancanze. La risata \u00e8 forte e lo fa tremare, ma Phil non vanta carni o cartilagini su cui fare affidamento. Cos\u00ec i suoi forti e allegri tremori smuovono l\u2019intero filo e Phil si vede oscillare; fino a quando non capisce che \u00e8 la fine, che quella che vede avvicinarsi \u00e8 la sabbia, mischiata al sudore dell\u2019Uomo pi\u00f9 Forte del Mondo e ad urina di cavalli.\u00a0Phil \u00e8 un cumulo d\u2019ossa sul terreno e chi li ritrova non pu\u00f2 che essere triste e si rimprovera perch\u00e9 le uniche cose che riesce a pensare sono \u201cgliel\u2019avevo detto\u201d ma non si permetterebbe mai di lasciare albergare quelle parole nella sua testa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24590\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24590\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Phil scese gi\u00f9 in strada subito dopo aver fatto colazione. 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