{"id":24570,"date":"2015-05-26T18:10:38","date_gmt":"2015-05-26T17:10:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24570"},"modified":"2015-05-26T18:10:38","modified_gmt":"2015-05-26T17:10:38","slug":"premio-racconti-nella-rete-il-bruco-buco-di-federico-donati-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24570","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete &#8220;Il bruco buco&#8221; di Federico Donati (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>Di pioggia ne era gi\u00e0 caduta fin troppa. Era ancora forte l\u2019odore della terra bagnata ma il mondo sembrava finalmente essersi aperto. Il cielo era azzurro e terso, solo qualche timida nuvoletta bianca faceva capolino. Guardava in alto e le percezioni erano chiare. La giornata poteva cominciare e gi\u00e0 si prevedeva una scalata considerevole. Dopo qualche giorno senza cibo, racimolare le forze necessarie per procurarsene dell\u2019altro non era di certo una passeggiata. Fortunatamente le piante vicine erano rigogliose, con foglie in abbondanza. Gi\u00e0 si pregustava il pranzetto ma doveva affrettarsi: essendo solo un piccolo bruco, c\u2019era chi era pi\u00f9 veloce, pi\u00f9 scaltro, pi\u00f9 grande e pi\u00f9 pratico. Doveva rimboccarsi le maniche, stringere i denti, trovare la forza e partire.<\/p>\n<p>Tuttavia, procurarsi il cibo non era la cosa pi\u00f9 difficile da superare: doveva difendersi dallo scherno degli altri bruchi. Tutti lo prendevano in giro \u00abguardate, arriva il bruco buco, ah ah ah!\u00bb per il suo aspetto \u201cdiverso\u201d. Ogni segmento del suo corpo era di un verde molto vivace, con striature nere interrotte da piccole macchioline arancioni. Tutto nella norma sennonch\u00e9 un segmento centrale del suo corpo era rimasto sbiadito, di un bianco spento, come se un pittore avesse interrotto il tratto, o come se uno scherzo del destino avesse deciso che quella parte non doveva essere colorata. Questo creava un\u2019interruzione nel suo corpo, dove i colori magicamente sparivano per poi riapparire subito dopo. Insomma, era come se fosse diviso a met\u00e0, un\u2019opera incompiuta.<\/p>\n<p>Ci aveva ormai fatto l\u2019abitudine ma ci\u00f2 significava stare spesso da solo, non potersi divertire con gli altri per evitare che continuassero a fargli pesare quel \u201cbuco\u201d che lo rendeva cos\u00ec buffo. Cercava quindi di trovare conforto nella natura che era intorno a lui, nel filo d\u2019erba cos\u00ec verdeggiante, nei piccoli insetti che abitavano il suo mondo e che sembravano non dare particolare peso alla sua originalit\u00e0 cromatica. Si divertiva a passare da foglia a foglia, a stare in equilibrio sui piccioli, a esplorare le cortecce e i rametti, a sforzarsi di muovere pi\u00f9 velocemente le sue piccole zampette per coprire maggiore distanza in meno tempo. In fondo i giorni passavano bene anche cos\u00ec e aveva cibo in abbondanza.<\/p>\n<p>Proprio mentre era intento a sgranocchiare una grande foglia verde dentellata si blocc\u00f2 alla vista di un animale strano: si muoveva a scatti, due piccole ali trasparenti sembravano solo appoggiate sul suo piccolo corpo nero mentre le sei zampette lo spostavano in modo frenetico. Quello strano insetto non era altro che una mosca. Il bruco mise da parte la timidezza e fece il primo passo: \u00abCiao\u00bb, disse con un filo di voce, quasi sperasse di non essere sentito. Pass\u00f2 solo qualche istante e una voce leggera ricambi\u00f2 il saluto: \u00abCiao! I tuoi colori mi hanno colpito\u00bb. Stava sentendo bene? Qualcuno era veramente interessato ai colori del \u201cbruco buco\u201d? Non si fece scappare l\u2019opportunit\u00e0 e ribatt\u00e9: \u00abi miei colori? Ma uno dei miei segmenti \u00e8 bianco, \u00e8 come se fossi fatto a met\u00e0!\u00bb. Era talmente abituato a giustificarsi e a scomparire davanti a chi era \u201cnormale\u201d che mai gli sarebbe passato per la mente che qualcuno potesse semplicemente apprezzare la sua colorazione cos\u00ec brillante, quei segmenti cos\u00ec uguali ma ognuno con una sua particolarit\u00e0. Infatti, la mosca rispose: \u00absinceramente \u00e8 proprio l\u2019assenza di colore che mi ha colpito perch\u00e9 ti rende unico. Sai, io ho la possibilit\u00e0 di vedere il mondo dall\u2019alto e ti ho immediatamente notato, in mezzo a tutti gli altri\u00bb. Era davvero senza parole e, dopo giorni di solitudine decise di aprirsi e disse: \u00abSiamo una colonia numerosa di bruchi ma tutti mi evitano e cercano di allontanarmi. Si prendono gioco di me chiamandomi \u201cbruco buco\u201d solo perch\u00e9 la mia colorazione a un certo punto s\u2019interrompe\u00bb. La mosca era incredula. Sapeva molto bene che nel mondo le differenze e le particolarit\u00e0 spesso fanno paura e quindi si prese a cuore quel dolce bruco e gli sussurr\u00f2: \u00abHo una proposta. Ci sono delle piante molto verdi non distanti da qui. Le ho viste proprio oggi. Potresti semplicemente cambiare zona. Io ti guider\u00f2 dall\u2019alto e t\u2019indicher\u00f2 la direzione. Fatti forza, c\u2019\u00e8 un po\u2019 di strada da percorrere ma ce la farai\u00bb.<\/p>\n<p>Ora era veramente convinto. Non aveva mai pensato di allontanarsi, di percorrere strade diverse, di mettersi alla prova e cercare nuovi luoghi. Non sapeva nemmeno che esistessero. Fino ad ora si era limitato ad aver quasi paura di se stesso per quel suo segmento bianco, per quell\u2019assenza di colore che si era trasformata in un\u2019assenza di amicizie, di sicurezze. Sgranocchi\u00f2 qualche pezzo di foglia, per avere riserve di energia sufficienti e, speranzoso, si avventur\u00f2. Lentamente percorse il tronco, raggiunse la terra e si apr\u00ec un varco tra l\u2019erba alta, che gli pareva un\u2019insuperabile muraglia verde. Tutto sembrava pi\u00f9 difficile rispetto al solito, essendo cos\u00ec lontano e soprattutto sconosciuto l\u2019obiettivo.<\/p>\n<p>Quanto avrebbe resistito? Alz\u00f2 lo sguardo: certo, per la mosca era facile procedere, le sue ali le permettevano di coprire grandi distanze con uno sforzo minimo. Per lui, invece, tutto era diverso: aveva un modo buffo di muovere i suoi segmenti e le sue zampette erano piccole se paragonate alla sua stazza e utili per arrampicarsi e mantenersi saldo ai rami e alle foglie ma non certo per lunghi percorsi. Era talmente assorto nelle sue riflessioni che quasi non si accorse che la mosca lo stava chiamando per comunicargli la direzione: doveva procedere verso destra e seguire il sole. Realizz\u00f2 di non essersi nemmeno accorto che il sole si stagliava ancora alto nel cielo e che la terra si stava finalmente asciugando dopo le piogge. A volte siamo talmente presi dai muri che percepiamo attorno a noi che non ci preoccupiamo di guardare oltre noi stessi da una prospettiva diversa.<\/p>\n<p>Era cos\u00ec euforico che gli sembr\u00f2 quasi di poter correre, che si figurava di spiccare il volo. Chi ci pensava pi\u00f9 al \u201cbruco buco\u201d? Ora finalmente aveva una nuova meta. Avrebbe trovato nuove colonie, magari con bruchi che avevano segmenti bianchi come lui, con i quali si sarebbe potuto sentire a casa, con i quali chiacchierare e scherzare. Nulla lo poteva fermare. La mosca lo seguiva da vicino, si posava ogni tanto sui fili d\u2019erba vicini, e con i suoi movimenti a scatti sembrava davvero perlustrare le vicinanze per assicurarsi che tutto procedesse senza intoppi.<\/p>\n<p>Erano una strana coppia. Un insetto nero, occhi giganti, alette trasparenti dal movimento fulmineo e minuscole zampette che accompagnava un animaletto segmentato e tutto colorato, dai movimenti lievemente goffi.<\/p>\n<p>Passo dopo passo Il suo percorso procedeva tranquillo. Guardandosi attorno si era accorto di non essersi mai soffermato a osservare i fiori e le loro colorazioni intense. Non si era mai accorto delle venature che caratterizzavano i fili d\u2019erba, alcuni dei quali sembravano tenere in equilibrio su di loro qualche piccola goccia d\u2019acqua. La luce colpiva queste minuscole goccioline e creava riflessi colorati: uno spettacolo magnifico che non si era mai dato il tempo di osservare. Era fuor di dubbio: questo viaggio gli stava insegnando molto e lentamente imparava a guardare la realt\u00e0 con occhi diversi.<\/p>\n<p>Il tempo passava svelto e in un batter d\u2019occhi il sole cambi\u00f2 colore: un rosso acceso illuminava tutto il cielo. Un passo prima dell\u2019oscurit\u00e0. Sarebbe stato meglio fermarsi, rifocillarsi e riposare prima di rimettersi in viaggio. Il cammino dur\u00f2 circa quattro giorni fino al raggiungimento della meta: un prato immenso, con un numero sterminato di piante rigogliose. La mosca era sicura che questo sarebbe stato il luogo adatto per il bruco. Lui si lanci\u00f2 all\u2019esplorazione: le piante erano molto pi\u00f9 alte e le foglie gli apparivano pi\u00f9 grandi. Si accorse che vi erano diverse colonie di bruchi, totalmente diversi da lui. Pochi con colori sgargianti come i suoi: alcuni verdi si mimetizzavano perfettamente con le foglie mentre altri avevano colorazioni pi\u00f9 scure. Si fece coraggio e inizi\u00f2 a fare conoscenza. Erano tutti molto indaffarati a sgranocchiare foglie ma dopo i primi momenti d\u2019imbarazzo alcuni gli si misero vicino, curiosi del fatto che questo buffo bruco avesse percorso cos\u00ec tanta strada. Per una volta almeno si sent\u00ec parte di qualcosa, percep\u00ec interesse nei suoi confronti. Era al settimo cielo. Tante erano le domande sul suo viaggio, sulla sua colonia, sulle sue abitudini, sulla sua amicizia con una mosca. \u00abDavvero un tipo strambo\u00bb, pensarono. Nessuno dava particolare peso al fatto che uno dei suoi segmenti fosse privo di colore. Alcuni immaginarono che fosse tipico di quella specie che non avevano mai visto. Tuttavia, terminato lo stupore iniziale, ognuno continu\u00f2 le sue attivit\u00e0 di sempre e lui si sent\u00ec smarrito.<\/p>\n<p>La mosca gli era sempre vicino, durante ogni momento, tuttavia egli pens\u00f2: \u00abho fatto tutto questo sforzo per non giungere a nulla?\u00bb. Non si diede per vinto e cerc\u00f2 di integrarsi ancora di pi\u00f9 nelle nuove colonie di bruchi. Purtroppo l\u2019accoglienza non fu delle migliori. Finch\u00e9 il buffo bruco con un segmento bianco se ne stava al suo posto, tutto andava bene, ma di certo non poteva pretendere di invadere in tal modo la loro vita e le loro abitudini, lui che era cos\u00ec diverso da loro. Lo cacciarono quindi a malo modo e si ritrov\u00f2 di nuovo solo a cercare nuove piante e foglie di cui sfamarsi. Trascorse diversi giorni in compagnia unicamente della sua fidata mosca, sicuro che non sarebbe mai tornato indietro alla sua vecchia colonia. Poteva aver sbagliato ad allontanarsi ma ormai il passo era stato fatto e tanto valeva non arrendersi e sforzarsi di guardare avanti.<\/p>\n<p>Pass\u00f2 poco tempo e il miracolo della natura avvenne. Attaccato a uno stelo, il suo corpo lentamente si trasform\u00f2 fino a creare un guscio di colore verdastro, immobile. La metamorfosi ebbe inizio e passate circa due settimane si schiuse e ne usc\u00ec una farfalla dalle ali ampie, ricche di colori sgargianti, quasi come fossero delle pennellate che intervallavano il giallo al nero creando forme pressoch\u00e9 geometriche spezzate da spruzzi di blu e arancione e da due piccoli cerchi rossi. Nessuna traccia del segmento senza colore.<\/p>\n<p>Ora poteva finalmente dispiegare le sue ali e spiccare il volo. Ora anche lui poteva vedere, con nuovi occhi, il mondo dall\u2019alto.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24570\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24570\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di pioggia ne era gi\u00e0 caduta fin troppa. 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