{"id":24569,"date":"2015-05-27T22:35:15","date_gmt":"2015-05-27T21:35:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24569"},"modified":"2015-06-25T15:48:57","modified_gmt":"2015-06-25T14:48:57","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-il-dreamshow-di-mauro-cavagliato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24569","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Il Dreamshow&#8221; di Mauro Cavagliato"},"content":{"rendered":"<p>E alla fine ce l\u2019avevano fatta: avevano inventato il Proiettore dei sogni. Ci avevano lavorato per anni, investendo miliardi nella ricerca e valendosi della collaborazione dei pi\u00f9 grandi scienziati. C\u2019erano stati numerosi momenti di difficolt\u00e0 che avevano quasi indotto alla rinuncia; due volte si era creduto di aver raggiunto la meta e due volte si era dovuto ricominciare da capo. Ma un bel giorno il sogno, per rimanere in tema, si era avverato: era nato il <em>Dreamshow, <\/em>l\u2019apparecchio che avrebbe consentito di visualizzare i sogni su un comune schermo televisivo. Certo, occorrevano il <em>decoder<\/em> e una speciale cuffia, che inizialmente sarebbero costati moltissimo. Ma milioni di persone in tutto il Mondo erano disposte a spendere una fortuna per avere quel congegno miracoloso che avrebbe permesso di vedere i sogni. I propri, anzi tutto, e poi anche quelli degli altri. Veramente, per vedere quelli degli altri sarebbe stata necessaria un\u2019autorizzazione, in virt\u00f9 della legge sulla <em>privacy<\/em>; ma si sa come vanno queste cose: accadde ci\u00f2 che era accaduto tanti anni prima con <em>Internet<\/em> e con gli scaricamenti illegali che poco per volta avevano affossato le Case discografiche e le <em>Majors<\/em> cinematografiche, disfatte dal <em>download<\/em> e dalla feroce concorrenza televisiva <em>on demand<\/em>. Ma dopo qualche anno anche l\u2019apparentemente infinita offerta delle televisioni era venuta a noia: tutto era cos\u00ec prevedibile! I sogni per\u00f2 non lo erano e cos\u00ec la <em>Dreamstream<\/em>, Multinazionale del divertimento<em>, <\/em>aveva preso a studiare una macchina che li potesse far vedere. Chi svegliandosi non si \u00e8 rammaricato talvolta di non riuscire a ricordare bene un sogno particolarmente bello? Oppure un altro in cui era apparso un caro estinto (magari con i numeri buoni per un terno)? La <em>Dreamstream<\/em> impegn\u00f2 ogni sua energia e alla fine riusc\u00ec. Il successo fu immenso. Quando il prezzo fu pi\u00f9 accessibile e il mezzo divenne quasi di massa, i sistemi informatici, i blogs, i <em>social <\/em>(nulla a che vedere con quelli dell\u2019era Zuckemberg) si riempirono di immagini oniriche di ogni genere: viaggi, conquiste, universi paralleli, extraterrestri, incontri, disgrazie e, ovviamente, sesso. Questo per\u00f2, pi\u00f9 che gli altri generi, provoc\u00f2 qualche problema, soprattutto a persone insospettabili di cui si scoprirono le pi\u00f9 indecenti fantasie. Qualcuno, a causa di queste sconvenienti visualizzazioni, pat\u00ec dei guai. Non furono in molti, per\u00f2: all\u2019inizio del Millennio, soprattutto in Italia, erano realmente accadute cose assai pi\u00f9 imbarazzanti di quei sogni, anche a personalit\u00e0 altolocate che, tutto sommato, ne erano uscite indenni.<\/p>\n<p>Tuttavia non era quello erotico il filone pi\u00f9 gettonato; il maggior successo lo riscuotevano gli incubi. La conseguenza immediata fu che l\u2019<em>horror<\/em> classico and\u00f2 rapidamente in estinzione: film e libri terrorizzanti furono accantonati, Dario Argento e Stephen King vennero dimenticati e nessuno scrisse pi\u00f9 storie di paura. La stessa sorte tocc\u00f2 al <em>Fantasy<\/em>: che bisogno c\u2019era di Tolkien e Lewis, quando la Terra di Mezzo e Narnia erano alla portata di tutti? Poi le commedie, le storie \u201crosa\u201d, i <em>Thriller: <\/em>tutto il mondo della narrativa and\u00f2 in crisi. In pochi anni quello che rimaneva della produzione tradizionale si esaur\u00ec. Non si facevano pi\u00f9 film, non si pubblicavano pi\u00f9 libri, neanche in digitale. A parte i soliti nostalgici passatisti, pochi se ne accorsero: i sogni bastavano a sfamare l\u2019innato bisogno di storie che quasi tutti sentono e permettevano a tutti di sentirsi protagonisti, ben pi\u00f9 di <em>Facebook.<\/em><\/p>\n<p>Per\u00f2, poco per volta, la disponibilit\u00e0 di visioni oniriche cominci\u00f2 a calare. Anche la qualit\u00e0 peggiorava e la ripetitivit\u00e0 era esasperante. La gente sognava sempre meno: ma come era possibile? Alla <em>Dreamstream<\/em> si preoccupavano sul serio. Dove avevano sbagliato? La macchina funzionava bene, costava relativamente poco, forniva immagini in HD: perch\u00e9 il repertorio si riduceva? Furono varati concorsi a premi per favorire la creativit\u00e0 onirica: inutile, mica si pu\u00f2 sognare a comando. Fra un <em>brainstorming, <\/em>un<em> meeting, <\/em>un<em> cooperative learning <\/em>e un<em> briefing, <\/em>la verit\u00e0 cominci\u00f2 ad emergere: i sogni morivano perch\u00e9 non erano pi\u00f9 nutriti con i loro naturali alimenti, i libri e i film. Improvvisamente tutto era chiaro: il mondo stava rimanendo senza storie e la colpa era\u2026 del <em>Dreamshow<\/em>! La rabbia della gente cresceva, esasperata dalla contemplazione di quegli schermi sempre pi\u00f9 poveri, di quei marchingegni ormai inutili: \u201cRidateci le nostre storie!\u201d, \u201cMorte ai ladri di sogni!\u201d Ci furono proteste, denunce, minacce e infine, la sera di una domenica desolatamente vuota, una folla inferocita attacc\u00f2 la sede della <em>Dreamstream.<\/em> I proprietari e gli ormai pochi dipendenti riuscirono a salvarsi, ma quasi tutti gli edifici e gli impianti furono bruciati. La vendetta era compiuta! La soddisfazione per\u00f2 dur\u00f2 poco perch\u00e9 gli schermi rimasero bui e la notte seguente fu la pi\u00f9 carente di sogni nella storia dell\u2019umanit\u00e0. Adesso come avrebbero passato il tempo tutti quegli orfani della tecnologia?<\/p>\n<p>All\u2019alba il Sole illumin\u00f2 un pianeta tristissimo, misero come non era stato mai. Cos\u2019\u00e8 la vita senza storie da raccontare e senza sogni da inseguire? Alcuni si trovarono a pensare a quel tempo lontano in cui si pubblicavano i romanzi e si ideavano sceneggiature. Con questi pensieri si addormentarono e sognarono quelle epoche felici. Ma questi sogni non potevano pi\u00f9 alimentare il <em>Dreamshow <\/em>irrimediabilmente distrutto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A questo punto la storia potrebbe finire, nel rammarico e nella recriminazione per qualcosa di meraviglioso stupidamente buttato via. Ma, volendo, potrebbe invece continuare cos\u00ec.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al decimo giorno di questo vuoto narrativo e cosmico, un bambino annoiato trov\u00f2 in una cassapanca uno strano oggetto fatto di fogli di carta legati insieme e divisi in capitoli. Lo port\u00f2 alla nonna: &#8211; Cos\u2019\u00e8 questo?<\/p>\n<p>&#8211; Ah, \u00e8 un libro, non ne vedevo da tanto.<\/p>\n<p>&#8211; Come funziona?<\/p>\n<p>&#8211; Devi decifrare ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 scritto per conoscere nuove storie.<\/p>\n<p>&#8211; Storie ???<\/p>\n<p>La voce si diffuse, altri anziani si ricordarono di quegli obsoleti oggetti e li rimisero in uso. Ci fu poi chi trov\u00f2 dei vecchi dischetti lucidi un tempo chiamati DVD. Anch\u2019essi, sapendoli usare, raccontavano storie. Gli uni e gli altri tornarono a diffondersi. Qualche spericolato imprenditore riprese perfino a produrne e, poco per volta, la gente torn\u00f2 ad avere racconti da leggere e da vedere. Cos\u00ec si ricominci\u00f2 a sognare e a narrare i sogni, magari dolendosi della difficolt\u00e0 di memorizzarli. Ma lo si faceva a bassa voce: metti che ci fosse qualcuno della <em>Dreamstream <\/em>in ascolto.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24569\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24569\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E alla fine ce l\u2019avevano fatta: avevano inventato il Proiettore dei sogni. 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