{"id":24549,"date":"2015-05-25T18:25:54","date_gmt":"2015-05-25T17:25:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24549"},"modified":"2015-05-25T18:25:54","modified_gmt":"2015-05-25T17:25:54","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-spazi-bianchi-di-sharon-galano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24549","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Spazi bianchi&#8221; di Sharon Galano"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019aria nello studio era pregna dell\u2019odore di un mezzo sigaro che fumava nel posacenere al lato dell\u2019Olivetti. Sulla scrivania erano disposti con cura meticolosa uno stetoscopio e un ricettario, formando un angolo retto attorno ai fogli bianchi dello scrittoio. Sul primo foglio era stata scritta solo una frase: Cose da ricordare.<br \/>\nL\u2019afa impediva alla brezza del mare di entrare dalla finestra e dileguare i cerchi di fumo attorno alla figura di un uomo in penombra. Le sue spalle aderivano perfettamente allo schienale della poltrona imbottita, mentre la testa bianca ciondolava in avanti con gli occhi chiusi. Sulla scrivania della segretaria, c\u2019era una pila di regali ancora incartati.<br \/>\nQualcuno buss\u00f2 alla porta.<br \/>\nL\u2019uomo si dest\u00f2 di soprassalto. \u2013 Avanti \u2013 disse, seguendo una vecchia abitudine.<br \/>\nEntrarono due figure alte e snelle. Cerc\u00f2 di invitarle a sedersi con un gesto della mano, dimenticandosi che il suo braccio offeso era fasciato al petto. Fece quanto doveva usando quello sinistro.<br \/>\n&#8211; Salve dottore.<br \/>\nUna donna sulla cinquantina aggir\u00f2 la scrivania.<br \/>\n&#8211; Auguri \u2013 disse, schioccandogli un bacio sulla guancia. Il dottore fu disorientato da tanto affetto. \u2013 Chi siete? Cosa si festeggia?<br \/>\n&#8211; Sono Maria &#8211; gli spieg\u00f2 la donna. &#8211; E lei \u00e8 Anna, mia figlia. Se non fosse stato per voi, non sarebbe arrivata al suo sedicesimo compleanno.<br \/>\n&#8211; Buon compleanno \u2013 la voce della ragazzina era sottile.<br \/>\nIl dottore sorrise a entrambe, ma fu la bellezza di Anna ad affascinarlo. Le fossette ai lati di un sorriso appena abbozzato gli ricordarono qualcosa.<br \/>\n&#8211; Ma sedetevi. Maria, qui di fronte a me; e tu, ragazzina, prendi la sedia della mia segretaria.<br \/>\nLe due donne si lanciarono un\u2019occhiata di intesa. Anna ebbe un attimo di esitazione, ma poi fece quanto le era stato chiesto, prendendo per s\u00e9 la sedia in stile Luigi XVI con i braccioli e lo schienale in velluto amaranto.<br \/>\n&#8211; Siediti qui \u2013 le ripet\u00e9.<br \/>\nAppena Anna si sistem\u00f2, il dottore affond\u00f2 le dita nel velluto del bracciolo, chiuse gli occhi ed emise un rantolo di piacere.<br \/>\n&#8211; Comoda, non \u00e8 vero?<br \/>\nAnna non rispose. Il dottore la vide stringersi i bottoni della camicia fino al colletto.<br \/>\n&#8211; Ho parlato con vostra figlia \u2013 riprese Maria. &#8211; Dice che migliorate di giorno in giorno \u2013 si sporse in avanti, poggiando il petto florido sul vetro della scrivania.<br \/>\n&#8211; Non mi lamento.<br \/>\n&#8211; Ma oggi \u00e8 il vostro compleanno. Dovete star allegro.<br \/>\n&#8211; \u00c8 proprio in giorni come questi che \u2026 Non saprei come descriverlo.<br \/>\nIl dottore accarezz\u00f2 lo schienale della sedia di Anna, visto che lei aveva la schiena ritta ed era seduta sul bordo come se progettasse la fuga da un momento all\u2019altro.<br \/>\n&#8211; Quanti anni dottore?<br \/>\n-Ottantasette, questo lo ricordo. Ma se mi chiedi dell\u2019incidente\u2026<br \/>\nLasci\u00f2 la frase a met\u00e0, poi si asciug\u00f2 la fronte con un fazzoletto. &#8211; E questa signorina non dice niente? Ce l\u2019hai il fidanzato?<br \/>\nLe guance di Anna si fecero di fuoco.<br \/>\n&#8211; Proprio non vi ricordate di Anna? gli chiese Maria.<br \/>\nIl dottore prese con la sinistra il sigaro dal posacenere e inspir\u00f2. La brace ritrov\u00f2 la fiamma. L\u2019uomo trattenne il fumo per qualche attimo, poi espir\u00f2 colpendo la ragazza.<br \/>\nAnna ravviv\u00f2 i capelli ricci.<br \/>\n&#8211; Anna era anche il nome di vostra moglie.<br \/>\n&#8211; Mia moglie? fece il dottore. Il braccio destro inizi\u00f2 a tirargli. Prese ad accarezzare il velluto della sedia come a rilassarsi.<br \/>\n&#8211; S\u00ec, vostra moglie, la vostra segretaria, la madre dei vostri figli &#8211; gli spieg\u00f2 Maria.<br \/>\nIl dottore annu\u00ec. L\u2019azzurro dei suoi occhi sembr\u00f2 smarrirsi dietro ricordi troppo lontani per poterli afferrare.<br \/>\n&#8211; E la vostra Anna? Perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec silenziosa?<br \/>\n&#8211; Prima del vostro incidente, le avete salvato la vita.<br \/>\nL\u2019uomo si sporse alla sua sinistra, guard\u00f2 la ragazza con attenzione cercando qualche dettaglio che gli permettesse di ricordare. La ragazza aveva met\u00e0 viso coperto dai capelli che, illuminati dal sole, si coloravano d\u2019oro, gli occhi bassi come se si vergognasse di mostrarne il verde lucente, e le mani delicate e lunghe da pianista. Di lei per\u00f2 non ricordava proprio niente. Solo il nome gli risultava familiare.<br \/>\n&#8211; Avete eseguito voi l\u2019operazione al cuore.<br \/>\nAnna strinse le braccia sotto il petto.<br \/>\nL\u2019uomo si controll\u00f2 la fasciatura, incredulo che lui, proprio lui, avesse potuto portare a termine una tale impresa: si port\u00f2 la mano sinistra all\u2019altezza del viso e la vide tremare.<br \/>\nLa ritrasse nel giro di un istante.<br \/>\n&#8211; Dai, cara. Fai vedere la cicatrice al dottore.<br \/>\nIl dottore, che in vita sua ne aveva viste di tutte i colori, impallid\u00ec di fronte a quella richiesta. Lo stesso pallore come un virus si diffuse sul volto di Anna.<br \/>\n&#8211; Non vuole andare neppure a mare, troppo timida.<br \/>\nMaria si alz\u00f2, chiuse meglio le tende e aiut\u00f2 la figlia a sbottonare la camicetta.<br \/>\nDue seni acerbi erano fasciati da un reggiseno sottile che lasciava intravedere la forma dei capezzoli.<br \/>\nUna cicatrice partiva dalla base bianca del collo lungo tutto<br \/>\nlo sterno, puntellato di nei. Il petto della ragazza si alzava e si abbassava freneticamente.<br \/>\n&#8211; Calma &#8211; le disse l\u2019uomo accarezzandole la fronte e baciandola sulle guance &#8211; calma, bambina.<br \/>\nAnna lanci\u00f2 un\u2019occhiata furiosa verso la madre.<br \/>\nL\u2019uomo poggi\u00f2 l\u2019indice contro la cicatrice, sfiorandola con delicatezza. La ragazza quasi tremava, forse per rabbia, forse per vergogna. C\u2019era anche una terza ipotesi, pens\u00f2 il dottore: quelli potevano essere i fremiti di una donna che non aveva mai permesso a nessuno di ammirarla, di toccarla.<br \/>\nLa luce di mezzogiorno lo colp\u00ec in pieno volto, una sciabolata bianca che lo accec\u00f2 riportandolo indietro a un\u2019estate di molti anni prima.<br \/>\nLui era gi\u00e0 un uomo, la sua futura moglie poco pi\u00f9 di una ragazza. Ricord\u00f2 i loro giochi sulla sabbia, le corse, e quella volta che buttandola in acqua di peso, Anna aveva perso il reggiseno. Appena uscita dall\u2019acqua, accorgendosi del modo in cui lui la guardava, aveva preso a tremare.<br \/>\n&#8211; Non doveva andare cos\u00ec \u2013 gli aveva gridato coprendosi il seno.<br \/>\nEd era corsa via in controluce.<br \/>\nPoi la loro prima notte di nozze. Nulla era andato secondo i piani: pur di consumare il matrimonio, lei si era data a lui senza togliersi il vestito, coprendo quel corpo che dal giorno in spiaggia era rimasto indelebile nella mente del dottore.<br \/>\n&#8211; La mia Anna aveva il tuo stesso carattere &#8211; disse il dottore alla ragazza.<br \/>\nAnna curv\u00f2 le spalle in avanti, facendo involontariamente scivolare la spallina del reggiseno.<br \/>\nIl braccio fasciato del dottore si tese vinto dai formicolii, come appena dopo lo scontro in autostrada. Si ricord\u00f2 di come, schiacciato dal peso delle lamiere e della sua Anna, non avesse potuto fare altro che ammirarne la bellezza. Rivedeva il viso di lei assopirsi, la spallina scoprirle il seno sinistro coperto di sangue.<br \/>\nLa ragazza non si era mossa. Fissava la spallina del reggiseno che penzolava lungo il braccio destro. Il dottore, con garbo, gliela sistem\u00f2.<br \/>\nAnna esit\u00f2, poi disse: &#8211; Grazie.<br \/>\nNella sua voce il dottore riconobbe il timbro di una donna, e non pi\u00f9 di una ragazza.<br \/>\nLa madre prese a baciare prima la figlia e poi il dottore: &#8211; Me l\u2019avete salvata.<br \/>\nIl fascio di luce invest\u00ec nuovamente il dottore: il matrimonio, spazio bianco, nascita del primo figlio, spazio bianco, la prima operazione a cuore aperto, spazio bianco, ultima operazione, spazio bianco, ultimo viaggio, incidente, pens\u00f2 il dottore cercando di mettere ordine nella sua testa.<br \/>\nImpugn\u00f2 la stilografica.<br \/>\nSalvare Anna.<br \/>\nStrinse il sigaro tra le labbra.<br \/>\nSalvare la mia Anna, aggiunse.<br \/>\nSpazio bianco.<br \/>\nVide la ragazza curvare di nuovo le spalle, questa volta con decisa consapevolezza. Le tende furono smosse da un debole alito di vento. La luce abbagli\u00f2 entrambi. Al dottore sembr\u00f2 che Anna, poggiando la schiena contro il velluto della sedia, come faceva sempre dopo una dura giornata di lavoro a fianco di suo marito, lo pregasse di darle un bacio.<br \/>\nIl dottore non aveva la forza di sporgersi verso di lei: fece per allungare il braccio e sfiorarle il viso.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24549\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24549\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019aria nello studio era pregna dell\u2019odore di un mezzo sigaro che fumava nel posacenere al lato dell\u2019Olivetti. 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