{"id":24510,"date":"2015-05-25T18:13:02","date_gmt":"2015-05-25T17:13:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24510"},"modified":"2015-05-25T18:16:45","modified_gmt":"2015-05-25T17:16:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-la-katana-di-raffaele-iezzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24510","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;La katana&#8221; di Raffaele Lezzi"},"content":{"rendered":"<p>Aveva appena cominciato a praticare il kendo, quando la conobbe. Le due cose non erano legate: era capitato, tutto qui. Passava a salutarla tornando dagli allenamenti: lei voleva che aprisse la borsa, la affascinavano i ricami sulle protezioni degli avambracci, il nome in caratteri giapponesi<em>, <\/em>la forma convessa dell\u2019armatura che indossava sul suo corpo sottile appena coperto dalla canottiera. Pi\u00f9 di tutto, le piaceva la spada ricurva di ciliegio che simulava la katana nella pratica dei <em>kata<\/em>. <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p>Una sera la ragazza aveva un regalo per lui: una vera katana, la lama di lucido acciaio riposta nel fodero laccato, l\u2019elsa istoriata. L\u2019aveva presa da sotto al letto e gliel\u2019aveva porta sorridendo: \u00abE\u2019 per te\u00bb. Lui l\u2019aveva guardata, stupito per l\u2019attenzione che gli dimostrava. Si era alzato dal letto e, nudo com\u2019era, aveva sguainato la katana e poggiato la lama tra i suoi seni.<\/p>\n<p>Sono passati mesi da allora.\u00a0 L\u2019uomo \u00e8 seduto in penombra, appoggiato al muro. La barba lunga, la camicia sgualcita, s\u00ec tormenta le unghie mentre lo sguardo corre al display del cellulare. \u00a0Attorno a lui mozziconi di sigaretta ed una bottiglia semivuota di whisky.<\/p>\n<p>\u00abSei sempre stato un debole \u2026\u00bb, la voce arriva dall\u2019angolo della stanza, dove giace riposta l\u2019attrezzatura del kendo.<\/p>\n<p>L\u2019uomo, incredulo, prova a scuotersi dal torpore causato dall\u2019alcol.<\/p>\n<p>\u00abSi, mi hai capito: sei sempre stato un debole\u00bb. Si avvicina alla katana e ne estrae per un terzo la lama dal fodero: \u00abNon saresti mai stato un samurai.\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abCosa ne sai, tu? E\u2019 finita \u2026 Lo capisci che \u00e8 finita? Che non la vedr\u00f2 pi\u00f9? Nulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima. \u00bb<\/p>\n<p>\u00abIl kendo non ti ha dunque insegnato nulla? Non c\u2019\u00e8 prima e dopo, avanti e indietro, ma solo il vuoto del momento presente.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa che cosa dici? Lo vuoi capire che mi ha lasciato?\u00bb urla l\u2019uomo piangendo.<\/p>\n<p>\u00abChe uomo sei, che piange per amore? Un samurai non piange!\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSmettila! Non sono un samurai, non lo sono mai stato.\u00bb<\/p>\n<p>L\u2019uomo estrae con rabbia\u00a0 la katana dal fodero e si alza. Muove due passi in avanti strisciando appena i piedi scalzi sul pavimento, poi rapido esegue i movimenti del primo <em>kata<\/em>. La lama della katana sibila nella penombra, per arrestarsi all\u2019altezza dell\u2019ombelico, parallela al suolo. L\u2019uomo sembra tranquillizzarsi nell\u2019esecuzione dei movimenti codificati. Senza fermarsi esegue anche il secondo ed il terzo <em>kata<\/em>,\u00a0 poi si inginocchia sui calcagni, la schiena eretta nella posizione di riposo.<\/p>\n<p>\u00abLo sai? Lei non ti ha mai amato. La pensava come me: che tu fossi un debole, morbosamente attratto dalla sua giovinezza\u00bb<\/p>\n<p>\u00abChe ne sai?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLo so: lo raccontava alle amiche. Non sopportava pi\u00f9 le tue pose da samurai, la tua fissazione per il kendo. \u201cE\u2019 l\u2019unica cosa che lo rende interessante\u201d diceva \u201cma ora basta, non \u00e8 neanche capace \u2026\u201d\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon \u00e8 vero!\u00bb<\/p>\n<p>\u00abEro l\u00ec, ascoltavo le sue telefonate. Mentre tu ti arrotolavi tra le lenzuola, soddisfatto, convinto di averla fatta godere, lei ti prendeva in giro con qualche ragazzo della sua et\u00e0: \u201cNon \u00e8 capace neppure in quello \u2026\u201d.\u00bb<\/p>\n<p>L\u2019uomo si piega su se stesso, la fronte a toccare il pavimento. Digrigna i denti per la rabbia.<\/p>\n<p>\u00abMaledetta, maledetta puttana.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 sei cos\u00ec debole? Non hai vergogna di te?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon sono debole. La amo. Mi sembra di morire senza di lei.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMorire non \u00e8 un problema, il problema \u00e8 come si \u00e8 vissuto. Riderebbe di te, se ti vedesse ora. Direbbe: \u201cAvevo ragione, ho fatto bene a lasciarlo\u201d. Guardati: sei patetico, nel tuo dolore da donnicciola \u2026 \u201cDov\u2019\u00e8 finito il tuo distacco zen?\u201d, direbbe\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSMETTILA!\u00bb<\/p>\n<p>\u00abVecchio: anche questo pensava di te: \u201cCosa ci ho trovato in questo vecchio?\u201d. E vigliacco. Diceva che non avresti mai avuto il coraggio necessario per sopravvivere all\u2019epoca dei samurai \u2026\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon sfidarmi \u2026 \u00bb<\/p>\n<p>\u00abE allora dimostrale che non \u00e8 cos\u00ec. Smetti di piagnucolare. Mostra quanto conta per te il \u00a0tuo onore!\u00bb<\/p>\n<p>Il silenzio cala di nuova nella penombra della stanza, interrotto solo dal respiro affannato dell\u2019uomo che si placa pian piano. Con la fronte ancora poggiata sul pavimento, pensa che con lei ha perso definitivamente l\u2019illusione della giovinezza, l\u2019ultima occasione di sentirsi vivo. Immagina quello che lo attende nei mesi e anni a venire tra amicizie esauste, abituali affanni e la rassegnazione ad ingrigire. No, non gli piace. All\u2019improvviso si sente tranquillo, sereno per quanto ha vissuto e disinteressato verso il futuro.<\/p>\n<p>L\u2019uomo risolleva la fronte dal pavimento. Vuole cancellare l\u2019eco delle parole della katana: vecchio, vigliacco, onore e disamore \u2026 Estrae dal borsone la fascia di cotone che utilizza per alleviare il dolore alla schiena e la stringe intorno alla vita. Si accovaccia di nuovo sui calcagni ed appoggia la punta della katana qualche centimetro sotto l\u2019ombelico, reggendola forte con entrambe le mani. E\u2019 ancora anestetizzato dal whisky, ma sente la punta di acciaio attraverso il cotone. Esita un istante.<\/p>\n<p>\u00abArrivederci amore.\u00bb<\/p>\n<p>Ciao.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Il\u00a0\u201c<strong>kata\u201d<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>di kendo \u00e8 una &#8220;forma&#8221;, un modello di combattimento codificato,\u00a0 in cui\u00a0 uno dei contendenti colpisce per primo, quindi\u00a0l\u2019avversario si difende e contrattacca., giungendo alla vittoria<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24510\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24510\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aveva appena cominciato a praticare il kendo, quando la conobbe. 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