{"id":24490,"date":"2015-05-25T18:23:46","date_gmt":"2015-05-25T17:23:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24490"},"modified":"2015-05-25T18:23:46","modified_gmt":"2015-05-25T17:23:46","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-hansel-e-gretel-di-celeste-bittoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24490","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Hansel e Gretel&#8221; di Celeste Bittoni"},"content":{"rendered":"<p>Ho scoperto che mi piace prendermi cura di me. Ti ho vista titubante, come avessi avuto paura di chiedere aiuto, cosa temevi? Sembra sempre tutto cos\u00ec bello, perfetto, poi arriva un giorno in cui tutto crolla per un errore, un bacio negato o uno sminuito, una smorfia, un soffio di vento.<br \/>\nAvevo una casina isolata in campagna, mamma e pap\u00e0 mi avevano sempre tenuta lontana dalla citt\u00e0, diceva che faceva crescere male le belle bambine e a quanto pare loro mi reputavano proprio bellissima. Ho avuto un fratello fino a sei anni, poi lui \u00e8 sparito. Non mi hanno mai detto dove fosse finito. Io lo adoravo, era il mio unico compagno di giochi ed inoltre aveva una di quelle menti uniche, ingegnose a tal punto da poter progettare e costruire una casina sull\u2019albero per il compleanno della sorellina nell\u2019arco di un solo giorno. Ovviamente la casetta non era per me, era per tutti gli scoiattoli che dal bosco sarebbero venuti a farmi visita e mi avrebbero lasciato il loro regalo di compleanno, ma anche i coniglietti erano i benvenuti, le rondini, i pappagalli azzurri. Mamma diceva che avevo un sacco di amici oltre a lei e pap\u00e0, ma gi\u00e0 Ansel non c\u2019era pi\u00f9. Ho passato quattro mesi e ventidue giorni ad aspettarlo dietro la casetta di legno, ero convinta che sarebbe tornato per il mio compleanno, a volte ho anche immaginato che si fosse nascosto con gli scoiattolini l\u00ec dentro e sarebbe sbucato fuori con loro per farmi una sorpresa, infatti per quasi cinque mesi la casetta \u00e8 rimasta chiusa\u2026 fino al tre Maggio. Era vuota. Nessuno si era ricordato del mio compleanno, nessuno si era presentato a casa mia, ed io ero sola. Fu il giorno pi\u00f9 triste della mia vita, persi la speranza di rivedere mio fratello e cominciai a dubitare dell\u2019esistenza anche di tutti gli altri amici di cui mamma mi aveva sempre parlato. Improvvisamente cominciai a girare come una trottola\u2026 chi cercare? A chi affidare il peso delle mie lacrime? Nessuno. Era una parola che continua ad invadermi la testa, sola, sola con accanto nessuno.<br \/>\nMi lasciai cadere sul letto presa dalla sconforto e dalla malinconia per un corpo in grado di trasmettermi calore.<br \/>\nPresi un cappello di paglia, una mantella verde e infilai in tasca un panino con la cioccolata. Uscii di casa e non mi voltai indietro. Era impossibile che nessuno sapesse darmi notizie su tutti quegli amici e soprattutto che tutti quanti si fossero dimenticati cos\u00ec, come il nulla, di me: dovevo ritrovarli. Il boschetto di casa non mi era mai sembrato tanto grande invece una volta addentratami in esso, mi sembr\u00f2 di trovarmi in un altro mondo\u2026 ma lo avrei comunque esplorato in ogni angolo, ero determinata a farlo per una giusta causa. Lasciai briciole di pane per segnare il sentiero partendo da un albero enorme da prendere come punto di riferimento, poi iniziai dalla mia sinistra. La terra sotto i miei piedi era umida, nessuno l\u2019aveva calpestata mai probabilmente, poich\u00e9 era completamente priva di impronte, eppure mi sentivo oppressa da strane ombre, come se qualcuno mi stesse fissando al disopra degli alberi\u2026 un laghetto spunt\u00f2 davanti ai miei occhi, travolto da una fitta nebbia. Possibile abitare tanto vicino a qualcosa di tanto meraviglioso, mistico, inquietante, e non averne mai incontrato l\u2019esistenza? Trovarsi di fronte ogni mattino la stessa finestra accostata, per fare entrare giusto uno spiraglio di luce che basti a svegliarci, la stessa crostata ricoperta da marmellata di ciliegie, le stesse persone e magari non rendersi conto quale sia la sfumatura di colore nei loro occhi. La curiosit\u00e0, che tutt\u2019ora risveglia i miei sensi da bambina e ne amplifica la potenza, mi spinse a cercare, cercare qualsiasi tipo di cosa riuscisse a cogliere la mia attenzione: dall\u2019acqua spuntavano piante secche, la terra evidentemente impregnata di quell\u2019acqua putrida, non generava alcun tipo di fiore e la poca natura viva presente nel luogo sembrava deprecare contro la propria madre che continuava ad alimentarla; coacervi indefiniti di spine, foglie rotte, rami spezzati, giacevano sulla riva. Eppure io provavo un fascino perverso per tutto quel caos inerte e cupo. Mi tolsi le scarpe e comincia a camminare ai piedi del laghetto, sulla melma che mi ricopriva le dita e appesantiva il mio cammino, ed intanto osservavo ogni minimo dettaglio. Mi abbassai leggermente per districare il vestito acciuffatomi dai rovi, quando sentii<br \/>\nun flebile suono, come un sussurro: mi girai e il mio cappello vol\u00f2 in acqua. Come ogni bambina che si rispetti, che si dispera per aver perso la sua bambola preferita, cominciarono a salirmi le lacrime agli occhi e un urlo muto mi invase la gola\u2026 ma nessuno avrebbe potuto sentirmi, nessuno aiutarmi.<br \/>\nCi sono persone che nella vita non sono abituate a chiedere aiuto, perci\u00f2 quando hanno un problema semplicemente voltano le spalle a tutto ci\u00f2 che riguarda il loro presente, il mondo reale e trovano rifugio nel loro interno, ma non \u00e8 quello un posto sempre sicuro, anzi, spesso \u00e8 l\u00ec il campo di battaglia. Ci sono problemi per cui spogliarsi delle proprie lacrime non ci alleggerisce il peso del dolore. Ci sono giorni in cui il tuo te stesso delira e attacca se stesso, allora devi chinare la testa e appoggiarla su di una spalla di chi ti vuole bene. Invece a volte, non c\u2019\u00e8 nessuno che possa prenderti per mano e farti sedere a riflettere quindi l\u2019unica cosa che puoi fare \u00e8 respirare e sollevarti con le tue stesse braccia: piuttosto che cedere alla tentazione di adagiarci su un capriccio, certe situazione ci impongono di riesumare uno scomodo e sconosciuto istinto volto alla sopravvivenza o semplicemente ad un ardito volere.<br \/>\nIo rivolevo quel cappello, mi sfilai la mantella e mi buttai in acqua; non ero sicura di saper nuotare. Il cuore mi batteva a mille, non sapevo come muovere le gambe, se muovermi o meno e non potevo respirare: aprii gli occhi ed una tempesta di colori mi pervase brutalmente la vista. A contrasto con l\u2019esterno, un mondo di luci sotto quell\u2019acqua inquinata dalla nebbia ospitava strani esserini fluttuanti dalle lunghe code e dalle folte chiome azzurre e questi ridevano, cantavano e danzavano nell\u2019acqua. Incantata, posai i piedi per terra e con le braccia mi portai ancora pi\u00f9 a fondo: non c\u2019era pi\u00f9 fango sotto i miei piedi, era una strana sostanza morbida e bianca, forse nuvole rapite al cielo.<br \/>\nNon avevo paura, tutto ci\u00f2 che non mi era stato mai concesso di conoscere mi appassionava, il mondo stesso mi appassionava, qualsiasi cosa: chiusa nel buio del nulla e dell\u2019ignoranza, assetata di un qualsiasi tipo di sapere, era come se i miei occhi si fossero preparati per tutto<br \/>\nquesto tempo ad assimilare e ad osservare, la mente era un cassetto infinito da riempire; il corpo invece, non percepiva pi\u00f9 n\u00e9 caldo n\u00e9 freddo, solo il movimento gli era concesso. Nel giro di pochi istanti, gli abitanti di questa nuova dimensione in cui ero sprofondata, mi attorniarono come a volermi dare il benvenuto e mi posero delicatamente in mano una sottospecie di boccaglio, era una lunga canna aperta alle due estremit\u00e0\u2026 non erano sorpresi della mia presenza, non erano sorpresi dalla presenza di un umano. Intuii il da farsi, me la misi in bocca e finalmente ripresi a respirare, anche se nemmeno mi ero accorta ancora di quanto mi mancasse. Le mie nuove guide mi spulciavano come un gatto e continuavano a volteggiare intorno a me che ero diventata il perno di questo loro moto ascensionale e discensionale, e cantavano, mi sussurravano qualcosa, ed io semplicemente mi trascinavo verso una luce forte tanto quanto quella del sole. Non avevo mai provato cos\u00ec tante emozioni tutte insieme, eppure mi sentivo pietrificata, impotente, non ero in grado di fermarmi a riflettere, non avrei neanche saputo bene su cosa riflettere\u2026 tutto quello che vedevo, non sarei neanche mai stata in grado di immaginarlo, tante cose neanche avrei saputo classificarle, come le conchiglie; certo ne avevo viste, ma di quelle forme e grandezze, di quei colori, no; queste avevano la funzione di dimora per quelle dolci creaturine fluttuanti che le avevano abbellite con alghe e coralli. Il loro cielo non rifletteva stelle ma riusciva a piovere sott\u2019acqua: contrariamente al comprensibile, come diamanti gocce ben definite di acqua cadeva gi\u00f9 generate da chiss\u00e0 dove e penetravano in acqua, era una continua tempesta di cristalli che trasportava un vento di mormorii\u2026 e il mio corpo in tutto questo sembrava essere attratto solo da quell\u2019intensa luce che rimaneva il centro del mio cammino. Nel momento in cui le mie gambe cedettero e mi concessero una pausa, tutto quanto si ferm\u00f2 e le forme delle cose si fecero nitide e chiare, come le voci dei miei nuovi amici: qualcuno mi urlava di scappare, qualcuno di restare, c\u2019era chi freneticamente mi saltellava sulla spalla, chi si guardava indietro, chi piangeva in silenzio\u2026loro mi conoscevano, percepivano quali impulsi stessero arrivando al mio cervello, il peso delle membra che sfinite<br \/>\navrebbero voluto accasciarsi a terra e sentivano il mio respiro farsi pi\u00f9 affannoso.<br \/>\nMi accorsi per\u00f2 che non tutti avevano posato la loro attenzione su di me, anzi molti non si erano proprio accorti della mia presenza, come quelli impegnati a correre ansiosamente qua e l\u00e0, quelli che infuriati battibeccavano tra di loro, quelli che si disperavano platealmente\u2026 loro al contrario degli altri non mi capivano, ed io non capivo i loro assurdi comportamenti. In quel caos insostenibile di emozioni contraddittorie, la mente moll\u00f2 la presa e la luce si fece abisso, un buco nero che mi fece franare sulla terra ferma.<br \/>\nStesa a terra, non ebbi subito la prontezza di rialzarmi, avevo la sensazione di aver compiuto un viaggio infinitamente lungo\u2026 seppur piccola, avevo passato anni in una quiete ed un\u2019inerzia mentale tale da essermi privata un qualsiasi sbalzo di pressione o umore. Ma per quale motivo mamma e pap\u00e0 temevano le passioni? Non avrei potuto resistere alla tentazione di scappare, sapevo benissimo che ci doveva essere qualcosa di pi\u00f9 oltre i miei sogni. Io non ero ancora riuscita a perdere quello sproporzionato interesse per le cose in quanto non aveva mai trovato sfogo prima e adesso un eccesso di reale misto al fantastico riempiva la mia testa.<br \/>\nDopo aver recuperato le forze necessarie, ritrovai il mio punto di partenza, ma non grazie alle briciole, di cui probabilmente qualche uccello si era cibato. Presi la strada opposta a quella precedente e procedendo lungo un sentiero che si addentrava sempre pi\u00f9 all\u2019interno del boschetto, mi ritrovai davanti una casetta di marzapane: mi ritorn\u00f2 in mente la storia di Ansel e Gretel che la mamma migliaia di volte mi aveva letto prima di andare a dormire e sulla quale avevo fantasticato altrettante sere prima di addormentarmi.<br \/>\nMi risvegliai. Il calore che mi stava travolgendo era quello del sole, la casa era ancora vuota, e in tavola c\u2019era ancora la crostata con la marmellata di ciliegie della mattina. Dopo sette lunghi anni, un sogno soltanto era stato<br \/>\nin grado di far parte dei miei ricordi pi\u00f9 belli, di suscitare in me tante emozioni e di farmi sentire libera.<br \/>\nRiuscivo a scappare soltanto con l\u2019immaginazione, ora alimentata dalle fiabe, ora sollecitata dalla sensazione di disagio che ogni giorno mi faceva sentire stretta tra un porticato in legno e un giardino in perfetto ordine, da cui proveniva sempre odore d\u2019erba tagliata.<br \/>\nEro in pace con me stessa, sentivo di non poter pi\u00f9 provare nulla di sconvolgente, avevo letteralmente vissuto un sogno e la realt\u00e0 mi era indifferente.<br \/>\nScesi le scale, fuori il cielo si era rannuvolato e tirava vento\u2026 aprii la porta per dire a mamma di andare a tirare gi\u00f9 le tende che aveva messo ad asciugare; Ansel era davanti a me, mi pos\u00f2 sulle spalle la mia mantella verde e mi prese per mano.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24490\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24490\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho scoperto che mi piace prendermi cura di me. Ti ho vista titubante, come avessi avuto paura di chiedere aiuto, cosa temevi? Sembra sempre tutto cos\u00ec bello, perfetto, poi arriva un giorno in cui tutto crolla per un errore, un bacio negato o uno sminuito, una smorfia, un soffio di vento. Avevo una casina isolata [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24490\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24490\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":6993,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[217],"tags":[],"class_list":["post-24490","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2015"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24490"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6993"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24490"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24490\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24752,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24490\/revisions\/24752"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24490"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24490"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24490"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}