{"id":24485,"date":"2015-05-26T18:16:10","date_gmt":"2015-05-26T17:16:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24485"},"modified":"2015-05-26T18:16:10","modified_gmt":"2015-05-26T17:16:10","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-la-non-storia-di-luna-di-celeste-bittoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24485","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;La non storia di Luna&#8221; di Celeste Bittoni"},"content":{"rendered":"<p>Quella volta non riusc\u00ec a far finta di nulla; non aveva pi\u00f9 il controllo degli arti, delle sue azioni ed un piatto stava per partirle di mano dritto in faccia al padre. Era sempre stata una ragazza tranquilla, aveva costantemente dato priorit\u00e0 alle parole suggeritegli dal raziocinio piuttosto che agli istinti animali del corpo o ai capricci del suo ego rimasto bambino, ma quel giorno, quel giorno fu diverso, qualcosa dentro di lei, una parte nascosta e sconosciuta prese il sopravvento; trattenne il respiro, termin\u00f2 il pranzo e scapp\u00f2. Nessuno le disse nulla, era gi\u00e0 capitato che Luna avesse bisogno di tempo da sola per metabolizzare problemi di cui sentiva il dovere di non scaricare il peso sugli altri, ma questo&#8230; questo era molto di pi\u00f9. Una principessa \u00e8 costretta ad indossare stretti corpetti e truccarsi di una falsa espressione austera ed impenetrabile di fronte a chiunque, ma fortunatamente per le nostre contemporanee, ai giorni nostri le principesse non esistono\u2026 eppure non tutti i volti si possono permettere di lasciar trasparire ci\u00f2 che si annida dentro un animo tormentato.\u00a0 Luna usc\u00ec di casa e si rifugi\u00f2 nell&#8217;unico posto in cui poteva sentirsi al sicuro, in cui poteva riuscire a non sentire altro che la sua musica. Improvvisamente si ritrov\u00f2 senza neanche accorgersene, come le succede nei suoi giorni grigi ma in cui il sole riscalda le guance, sdraiata su di un campo nel mezzo di un sentiero isolato dal paese. Non c&#8217;era nulla di speciale eppure con le lacrime agli occhi e lo stomaco carico di rabbia e rancore, valeva la pena di impiegare il tempo a fissare inerte un rovere di spine e bianche rose. Come ogni adolescente era piena di sogni, ma lei dovette vagliarli qualche anno prima durante l&#8217;et\u00e0 in cui tutti si aspettano che tu sia in grado di scegliere e fu allora che Luna, nel momento di scegliere la scuola, dovette tagliar fuori dalla sua vita passioni e ambizioni. Lentamente cominci\u00f2 a chiudersi in s\u00e9 stessa e a sacrificare ogni aspettativa, ogni desiderio. Non sopportava pi\u00f9 sentire la mamma lamentarsi perch\u00e9 doveva pagarle le lezioni di violino o il babbo che scocciato le rispondeva male per portarla in centro. Alla fine ci\u00f2 che contava era il diploma, una discreta armonia in casa e poter essere pronta ad affrontare il domani, pronta per il lavoro, per guadagnare, per una<br \/>\nfamiglia, in caso per il divorzio. Ed infine pronta a morire. Giusto? In un mondo fatto di doveri scritti in grassetto e diritti a lato della pagina appuntati a lapis, le bambine affogano. Cos\u00ec lei era cresciuta presto, molto e forse troppo in fretta. Si alz\u00f2 dall&#8217;erba e lasci\u00f2 l\u00ec le maledizioni contro il tempo e il passato, rassegnata, e trascin\u00f2 le gambe avanti e avanti e ancora, proseguendo per qualche metro ad occhi bassi. Le stesse distese di verde incorniciate dagli stessi arbusti, sedici anni in cui lei si era fatta carico di altri chili, centimetri e appesantita di insicurezze, risate, mentre la natura era rimasta impassibile, tranne per qualche sfumatura di colore o la lunghezza di qualche ramoscello, come se continuasse a morire e rinascere mese dopo mese, primavera dopo primavera. Assorta nei suoi pensieri, si trov\u00f2 davanti Sissi. Sissi era una gatta dal pelo lungo bianco a tratti grigio che aveva ricevuto a tre anni come regalo di compleanno dalla zia e che mor\u00ec dieci anni dopo. Non le sembrava possibile fosse lei, esistono cos\u00ec tanti gatti simili tra loro\u2026 eppure era proprio identica, aveva anche lo stesso collare col fiore azzurro in parte. La segu\u00ec come incantata, pi\u00f9 per il desiderio di stringerla in braccio un\u2019ultima volta che per curiosit\u00e0 e proprio nel momento in cui si chin\u00f2 per accarezzarla, la gattina si dissolse nell\u2019aria: ecco che il cielo cominci\u00f2 a scurirsi, la terra a sgretolarsi ai piedi di Luna, il vento a soffiare forte, poi il buio totale; tutto quanto avvolto nel manto del nulla, mente compresa. Quando riprese coscienza, si ritrov\u00f2 in una sorta di paradiso terreste, un arcadico luogo in cui la natura sembrava essere viva: gli alberi si lasciavano dondolare dal vento, ora ergendosi fino al cielo, ora piegandosi verso un torrente. Era l\u2019ora che la luna cedesse il suo posto al vertice delle montagne al sole e i fiori cominciavano a svegliarsi, l\u2019erba ad asciugarsi dalla rugiada che l\u2019aveva bagnata durante l\u2019umida notte. Il corpo di Luna non possedeva la stessa armoniosa bellezza di tutti quegli elementi: il viso era ancora scosso dalle lacrime come se queste si fossero seccate sulle guance lasciando un fastidioso segno di tristezza, il collo e gli stinchi insozzati di terra, gli occhi appannati come dopo un lungo sonno. Si avvicin\u00f2 al torrente e vi si affacci\u00f2 con cautela, come a chiedere permesso\u2026 quell\u2019acqua cos\u00ec limpida e depurata rivelava pi\u00f9 di uno specchio: come appuntati nella lista di un foglio erano l\u00ec, tutti i suoi rimpianti, erano l\u00ec tutti i suoi sogni\u2026 poteva vederli chiaramente, poteva capirsi e fare delle sue braccia le redini del suo corpo, senza nessuno che la condizionasse,<br \/>\npoteva riprendersi le sue scelte e modificarne la portata.<br \/>\nSi butt\u00f2 in acqua, senza neanche pensarci, chiuse gli occhi e quando torn\u00f2 in superficie davanti a s\u00e9 apparve un enorme giardino, tanto perfetto che le sembr\u00f2 di trovarsi dentro ad un quadro. Usc\u00ec dalla piscina nella quale stava galleggiando salendo una decina di scalini in marmo e sent\u00ec una voce chiamare il suo nome: era la madre, che dal balcone di una casa a tre piani le annunciava la colazione. Dovette percorrere s\u00ec e no 30 metri prima di riuscire a capacitarsi del tutto. Di corsa sal\u00ec al secondo piano dove trov\u00f2 anche il padre e la sorella minore, Diana. Tutti si misero a tavola senza fiatare e il padre, storpi\u00f2 il naso: &#8220;Dove pensi di andare in queste condizioni? Ti sei forse scordata che oggi \u00e8 Domenica e tra meno di due ore dovrai essere a teatro per le prove?&#8221; &#8220;Le prove?&#8221; riflett\u00e9 Luna tra s\u00e9 e s\u00e9, ma senza battere ciglio, perch\u00e9 troppo intimorita; poi indoss\u00f2 una maschera di palesemente falso stupore e si alz\u00f2 con un cornetto in mano. &#8220;Luna cosa ti prende oggi?! Marmellata? Posa quella pasta e fila in camera a cambiarti che intanto ti preparo la macedonia!&#8221;. Stette agli ordini, stavolta realmente preoccupata e tent\u00f2 di capire verso che direzione andare. Dopo una decina di porte aperte invano, trov\u00f2 quella che decisamente doveva essere la sua stanza da letto. Tutto quanto era nero, grigio, di qualsiasi possibile sfumatura scura ma rigorosamente triste; faceva da contrasto giusto il vestito rosso porpora attaccato all&#8217; armadio. Lo indoss\u00f2, con annesse le ballerine in pandane con l&#8217;abito, non ebbe il coraggio di guardarsi allo specchio. Dopo quella sotto specie di colazione la mamma le travent\u00f2 tra le mani un quaderno con una serie di spartiti da ripassare e borbott\u00f2 qualcosa, poi le indic\u00f2 il violino. Mio Dio cosa era quel violino. Semplicemente magnifico, di un marrone castagna, lucidissimo e con le corde perfettamente in tensione. Intu\u00ec il da farsi ed eccitata esegu\u00ec il suo compito.\u00a0 Cos\u00ec pass\u00f2 la mattinata, senza pause, senza freni. Arrivata a teatro si trov\u00f2 attorniata da ragazze che sembravano fatte con lo stampino, tutte con lo stesso completo e i capelli raccolti a crocchia. Tutte si salutarono cordialmente, ma senza poi spiccicare parola per alcun motivo n\u00e9 durante n\u00e9 dopo le prove. Erano tutte cos\u00ec brave, precise\u2026 Luna pass\u00f2 dall\u2019eccitazione allo sconforto subito dopo la met\u00e0 del primo pezzo, poi<br \/>\ndecise di seguire l\u2019impegno delle compagne e si rimbocc\u00f2 le maniche. Ma come le persone avrebbero potuto apprezzare tutto ci\u00f2? Non era dolce melodia quella che liberavano le corde tirate di quei violini, era un suono meccanicizzato, certo perfetto, ma privo di vibrazioni\u2026 che musica \u00e8 quella che non lascia spazio all\u2019interpretazione? Che emozione pu\u00f2 trasmettere una monotona perfezione? Luna torn\u00f2 a casa, ebbe giusto il tempo di sfilarsi il vestito di dosso e calzare un paio di scarpe comode che subito dovette presentarsi a tavola per il pranzo. La mamma di Domenica era solita preparare cose strane, infilava carne, verdure crude o cotte di ogni tipo in una teglia ricoperta di pasta sfoglia e buttava tutto in forno, oppure si sbizzarriva con le paste\u2026 invece il men\u00f9 giornaliero, quella Domenica fu completamente diverso, preparato da chiss\u00e0 chi e caratterizzato da salsine insipide, carni asciutte e porzioni scarse che potevano entrare giusto in un piatto quadrato fondo quanto mezza tazzina di caff\u00e8.\u00a0 Convinta di potersi consolare il pomeriggio, Luna cominci\u00f2 a cercare il telefono per chiamare qualcuno con cui uscire.\u00a0 Cercava il suo amore, ma il suo amore non c\u2019era. Non c\u2019era nessuno. Diana le si avvicin\u00f2 e Luna spaurita e con l\u2019aria di chi in mezzo al deserto non sa dove cercare acqua, le chiese spiegazioni\u2026 Diana spieg\u00f2 alla sorella che si era lasciata appena due settimane prima, o meglio, lui l\u2019aveva lasciata\u2026 disse che lei torn\u00f2 a casa neanche tanto scossa, sapeva che sarebbe accaduto prima poi, ribadiva il fatto che la sua carriera fosse comunque qualcosa a cui non poteva rinunciare dopo tutti i sacrifici fatti, gli sforzi, le notti passate insonne; praticamente Diana la stava dipingendo come un\u2019arida ragazza sola. Luna si rese conto che tutta la sua passione e il suo amore in questo mondo non appartenevano alle amiche, le quali non riusc\u00ec a vedere n\u00e9 tanto meno qualcuna di loro scrisse, non appartenevano a Sissi che preferiva il letto della cameriera al suo, ma solamente a s\u00e9 stessa, alle proprie ambizioni, alla propria immagine\u2026 non c\u2019era posto neanche per il suo amore che nelle notti silenziose la portava via, in un materasso rovinato vicino ad un laghetto di casa solo per parlare e cercare la stella pi\u00f9 vicina, quella meno impossibile da raggiungere. Riusc\u00ec a trovarlo solo in un sogno\u2026 sogno o incubo? \u00c8 forse<br \/>\npossibile tornare a sperare in qualcosa che abbiamo fatto tanta fatica ad ottenere, che abbiamo coltivato, accarezzato la notte, tenuto stretto, custodito gelosamente\u2026 e poi lasciato, trascurato, dimenticato solo per averlo dato per scontato. Nulla \u00e8 eterno e chi vuol vivere in sintonia con se stesso e col mondo a 16 anni deve saperlo, senza farsi troppe illusioni, ma quell\u2019amore\u2026 Certo, Luna da ragazza cresciuta aveva imparato bene a diffidare dei \u201cper sempre\u201d, daele favole che iniziano con troppi fiori e cornici a lato della pagina, ma l\u2019amore, quello reale \u00e8 una trappola che pochi sciocchi riescono ad evitare. Esistono tanti tipi di amore: quello di due genitori che si preoccupano che tu riesca a svegliarti ogni mattina e ad avere ogni libro in cartella, quello di una sorella che per paura di disturbarti dopo pranzo temporeggia quando passa vicino camera tua, si ferma, entra ed esce due o tre volte dal bagno e poi forse se trova il coraggio di venire a chiederti \u201ccome va\u201d per cercare di conquistarsi un abbraccio, o quello di un gatto opportunista, indifferente, che invece poi si affeziona secondo chiss\u00e0 quale suo aspetto istintivo, quello di un gruppo di amiche che non pretendono di sapere cosa tu stia facendo e perch\u00e9, ma a cui interessa solamente di trovare nei tuoi occhi una sincera serenit\u00e0\u2026 e poi quell\u2019amore di un principe azzurro che riesce a smentire i migliori film della Disney per la semplicit\u00e0 con cui scopri di poter vivere con una persona, quella persona, non per tutta la vita ma per oggi e sicuramente anche per domani. C\u2019\u00e8 qualcosa che le ambizioni esasperate e disperate, gli oggetti, ma soprattutto le persone materialiste, disintegrano: \u00e8 l\u2019entusiasmo, il desiderio e il sapore agrodolce dell\u2019attesa per le cose semplici. E cos\u00ec andiamo avanti, assaporando quei momenti che crediamo ci debbano appartenere, come fossero un nostro diritto, e guardiamo oltre, fino ad una villa con annessa piscina o ad un bel vestito. E una volta ottenuto tutto questo? Il prezzo da pagare quale sar\u00e0?<br \/>\nEcco improvvisamente chiaro il perch\u00e9 di tutto quanto, ecco il perch\u00e9 dei desideri lasciati per strada rimpiazzati da progetti studiati accuratamente. Luna cap\u00ec di essere molto pi\u00f9 legata inconsciamente al suo lato sensibile che a quello razionale: tutta la sua vita e la scuola, i progetti, non erano<br \/>\nstati fatti in base al volere di una mamma e un pap\u00e0 assenti attaccati unilateralmente al proprio ego o volere, o al caso, o alla rinuncia di s\u00e9, tutto quando era avvenuto grazie all\u2019intenzione di non perdere il calore umano di chi le stava intorno. Purtroppo abbiamo a disposizione 24 ore al giorno, 365 giorni, e non troppi anni di vita. I bambini son pieni di idee e fantasie, lo siamo stati tutti, ma col crescere \u00e8 inevitabile una selezione di queste che ci porti a soddisfazioni e rimorsi. Luna rinunciando ad alcune delle sue aspirazioni se ne era create altre a lungo termine e che riuscissero ad incastrarsi con gli impegni scolastici, gli amori e delle monotone ma essenziali uscite con le amiche.\u00a0 Ci troviamo in un mondo in cui molte cose sono essenziali, poche quelle che realmente contano, ancora meno quelle degne di gratitudine.\u00a0 E allora, c\u2019\u00e8 chi si deprime e si ferma ancor prima di scendere in pista, rassegnato all\u2019idea che non riuscir\u00e0 mai a trovare una soddisfazione reale in questa vita, chi invece comincia a correre prima del countdown per continuare a correre a vita per superare gli altri quando invece persister\u00e0 eternamente soltanto ad inseguire se stesso, e chi infine invece far\u00e0 la sua corsa, respirando con calma e giungendo al traguardo grondante di sudore ma soddisfatto, pronto a porsi un nuovo, piccolo obbiettivo.\u00a0 La mattina Luna, si risvegli\u00f2 in quel posto idilliaco che aveva fatto da intermediario tra due mondi antitetici ma non era pi\u00f9 l\u2019alba l\u00e0, il sole stava tramontando e il corso d\u2019acqua stavolta era uno spettro di colori e riecheggiava suoni di ogni genere: stava a lei decidere cosa ne sarebbe stato della sua vita il mattino seguente.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24485\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24485\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella volta non riusc\u00ec a far finta di nulla; non aveva pi\u00f9 il controllo degli arti, delle sue azioni ed un piatto stava per partirle di mano dritto in faccia al padre. 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