{"id":24445,"date":"2015-05-25T17:59:27","date_gmt":"2015-05-25T16:59:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24445"},"modified":"2015-06-01T16:24:57","modified_gmt":"2015-06-01T15:24:57","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-voglia-di-liberta-di-lucia-fin-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24445","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Voglia di libert\u00e0&#8221; di Lucia Finelli (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>In un attico di Piazza di Spagna, vivevano due giovani sposi, Antonio, famoso regista napoletano, ed Agata, scrittrice in erba, originaria dell\u2019Umbria e cresciuta a Parigi. Avevano scelto quella casa per il bellissimo terrazzo, pieno di comodit\u00e0 e con una vista mozzafiato. Al centro del terrazzo, all\u2019interno di un gazebo, avevano collocato un lungo tavolo con comode sedie, la gabbia dorata degli usignoli e le fioriere a forma di tronchi, in cui erano nascoste le casse per la musica in filodiffusione! Non poteva mancare il dondolo, su cui amava poltrire la gatta persiana di Antonio, Mim\u00ec, la quale conviveva tranquillamente con gli usignoli e con Toni, il nevrastenico barboncino di Agata. A Toni davano molto fastidio i nitriti dei cavalli gi\u00f9 nella piazza, che gli facevano ricordare la sconfinata campagna umbra e tutti i suoi amici cagnolini. Su quel terrazzo, invece, si sentiva come in una prigione dorata, per giunta in compagnia di una vanitosissima gatta tutta pelo! Le cose cambiarono quando nacque l\u2019adorabile Mina, poich\u00e9 Toni volle prendersi cura di lei. La situazione divenne ancora pi\u00f9 interessante quando arriv\u00f2, da Napoli, la signora Luisa, tata tutto fare. In verit\u00e0, Luisa faceva la cuoca in un ristorante di Posillipo, ma aveva mollato tutto per badare alla figlia del suo regista preferito. Da quel giorno, in casa, ci fu sempre un odore di rag\u00f9, salsicce, lasagne e dolci meravigliosi che inondava tutto il palazzo e tutta Piazza di Spagna! Toni era felicissimo e dimentic\u00f2 persino la libert\u00e0 della campagna.<br \/>\nMina cresceva tra feste e merende organizzate sullo spettacolare terrazzo, alternate ai terribili compiti scolastici ed alle odiate lezioni di pianoforte. Non aveva molti amici, perch\u00e9 viveva circondata da persone adulte, tutti senza figli e concentrati solo sul lavoro!<br \/>\nUna mattina, per\u00f2, furono svegliati da un grande trambusto sul pianerottolo: erano i nuovi vicini di casa. Mina e Toni si appostarono dietro l\u2019uscio, spiando dall\u2019occhiolino della porta. Il sogno di Mina si avver\u00f2: c\u2019era anche un bambino con un grosso peluche tra le braccia, proprio nella casa accanto! Doveva avere pi\u00f9 o meno la sua et\u00e0, aveva i capelli rossicci tutti arruffati, gli occhi verdi ed era magrolino come lei. Mina and\u00f2 a parlarne subito con Luisa, l\u2019unica sempre presente, la quale le promise che l\u2019avrebbe aiutata a fare amicizia col nuovo arrivato. Tuttavia, doveva superare un piccolo problema: i vicini erano francesi e non parlavano l\u2019italiano e neppure il napoletano! Non si perse d\u2019animo ed escogit\u00f2 un piano: un pomeriggio prepar\u00f2 una delle sue fantastiche torte al cioccolato, lasciando la finestra spalancata, per cui un inebriante profumo inond\u00f2 tutto il terrazzo. Il francesino, Pierre, non pot\u00e9 resistere a quel richiamo! Il suo terrazzo era diviso da quello di Mina solo da una cancellata con fioriere. Fece capolino tra i gerani e praticamente a gesti fece capire che avrebbe tanto gradito una fetta di torta farcita con frutti di bosco e panna.<br \/>\nMina guard\u00f2 Luisa, che, come sempre intese al volo! La piccola corse alla porta per far entrare il gradito ospite. In pochi secondi erano seduti intorno al tavolino a consumare la favolosa merenda. Da quel giorno Mina e Pierre divennero inseparabili.<br \/>\nPer il compleanno della bambina fu organizzata una festa sul terrazzo con ospiti famosi, ma a Mina sarebbe bastato un solo invitato. Ovviamente il regalo di Pierre fu il suo preferito: era una barbie con surf, che Mina volle chiamare \u201cLuisa\u201d! La tata fu veramente contenta della scelta e, come al suo solito, si commosse, anche perch\u00e9 doveva lasciare Roma e la dolce Mina. La partenza di Luisa, tuttavia, coincise con la chiusura della scuola e l\u2019inizio delle vacanze, per cui l\u2019addio fu meno drammatico del previsto. Anche Pierre tornava in Francia da nonni e cuginetti. Questo saluto fu un po\u2019 pi\u00f9 difficile per Mina, la quale, per ricordarsi di lui, port\u00f2 in vacanza con s\u00e9 la barbie di Pierre.<br \/>\nMina fu accompagnata al mare, a casa dei nonni come ogni anno, mentre i genitori sarebbero partiti per chiss\u00e0 dove per i soliti motivi di lavoro! Fortunatamente, nonno Ciro aveva una bellissima barca di legno in grado di ospitare le amichette di Mina, mentre nonna Ada odiava barche e mare e rimaneva a casa a preparare pranzetti gustosi e genuini.<br \/>\nFu organizzata subito la prima uscita in barca. Mina raccomand\u00f2 alle due amiche del cuore di portare con s\u00e9 una barbie per giocare tutte insieme; non vedeva l\u2019ora di raccontare loro del nuovo amico francese! Giocarono a lungo sulla spiaggia e si divertirono moltissimo. All\u2019improvviso, per\u00f2, si alz\u00f2 il vento ed il mare cominci\u00f2 ad agitarsi. Il nonno di Mina, preoccupato per le sue giovani ospiti, riusc\u00ec faticosamente a portarle via dalla spiaggia. Le bambine, riluttanti, recuperarono le barbie e continuarono a giocare in barca, ignare del pericolo. Non erano molto lontani dal porticciolo del paese, ma il mare diventava sempre pi\u00f9 gonfio, tanto che pure le bambine iniziarono a spaventarsi e ad emettere gridolini isterici tra il divertito e l\u2019impaurito. Solo le barbie conservavano il sorriso sui bellissimi visi! Luisa, in particolare, guardava le onde con lo sguardo bramoso di un surfista: cercava l\u2019onda perfetta! E poi aveva tanto desiderio di libert\u00e0, poich\u00e9 Mina, da quando erano arrivate al mare, non la mollava un attimo! Luisa aspett\u00f2 pazientemente un momento di distrazione della sua padroncina e, quando questa la depose sul telo per sistemare la fascetta dei capelli, Luisa colse l\u2019attimo: l\u2019onda fece inclinare la barca e lei si tuff\u00f2 in mare! Era libera! La liberazione di Luisa fu la disperazione di Mina! Appena si rese conto che la sua barbie era caduta in mare, url\u00f2 con tutte le sue forze, come se avesse perso una persona cara. In effetti, per la piccola, Luisa non era solo una bambola, ma il suo mondo: la tata, Pierre, i genitori! Il nonno, poverino, prov\u00f2 a virare per recuperare la barbie, ma ogni tentativo fu vano. Luisa si allontanava sempre di pi\u00f9 e, ad un certo punto, un\u2019onda pi\u00f9 disordinata la travolse completamente. Mina pianse a lungo, inconsolabile.<br \/>\nLuisa, invece, cominci\u00f2 la sua avventura. All\u2019inizio si divert\u00ec e assapor\u00f2 quei momenti di libert\u00e0 lontano dalla stretta presa di Mina, ma poi il mare impetuoso la priv\u00f2 del surf, portandolo chiss\u00e0 dove! Al tramonto, Luisa, in balia delle onde, si ritrov\u00f2 sola in un mare scuro e pauroso. Si era gi\u00e0 pentita del suo gesto, ma ormai era troppo tardi! Si era allontanata parecchio dal luogo di villeggiatura di Mina e il peggio doveva ancora arrivare. Navig\u00f2 a lungo, incontrando oggetti di ogni genere ed in particolare grossi pesci, che, per fortuna, si limitarono ad annusarla. Rischi\u00f2 di rimanere imprigionata in una rete abbandonata dai pescatori e si divincol\u00f2 a fatica dai tentacoli di un grosso polipo, una specie di piovra! Ad un tratto si rallegr\u00f2, poich\u00e9 vide da lontano delle persone; pens\u00f2 di essere in compagnia e sper\u00f2 che tra loro ci fosse anche la sua Mina. Man mano che si avvicinava, per\u00f2, capiva che si era illusa: quelle persone galleggiavano sul mare, ma erano corpi inermi. Fu uno spettacolo desolante persino per una bambola! Luisa osserv\u00f2 quei corpi e si rese conto che lei era pi\u00f9 viva di loro. Li guard\u00f2 meglio: avevano la pelle nera e, le donne, i capelli lunghi e ricci e non lisci e biondi come i propri. Si rese conto che quegli uomini erano tutti morti! Luisa, enormemente rattristata, cominci\u00f2 a piangere come una bambina! Intanto, le onde continuavano a divertirsi con lei, facendola rimbalzare senza tregua, fin quando non rimase intrappolata in qualcosa. Nel buio la poverina non riusciva a capire cosa fosse. Dopo un po\u2019, con suo grande stupore cap\u00ec di essere impigliata nella folta capigliatura di una bambina. I capelli di quella creatura, aperti a raggiera nel mare, disegnavano una stella marina sulla distesa di acqua blu. Ma la sorpresa pi\u00f9 grande fu scoprire che la bimba respirava ancora. Era viva! Luisa prov\u00f2 una grande gioia, perch\u00e9 non era pi\u00f9 da sola in quell\u2019oceano sconfinato. Si dette subito da fare: le tir\u00f2 i capelli per risvegliarla e le alit\u00f2 sul viso per darle un po\u2019 di calore. Sarebbe stato un vero miracolo aiutarla a sopravvivere. Pian piano la bambina si rianim\u00f2 completamente; afferr\u00f2 la bambola e si aggrapp\u00f2 ad uno di quegli strani oggetti galleggianti. Luisa si sent\u00ec soffocare da quel nuovo abbraccio, ma allo stesso tempo fu felicissima, poich\u00e9 le sembr\u00f2 che la sua fuga ora avesse un senso. Ricord\u00f2 il proprio tuffo dalla barca seguito dall\u2019urlo straziante di Mina e si dispiacque terribilmente; poi guard\u00f2 il viso contento di quella bambina e si sent\u00ec sollevata, come se il dolore di Mina fosse compensato dalla gioia della piccola naufraga. Mentre inseguiva i suoi pensieri, si rese conto che il mare le aveva spinte sulla terraferma. Avevano navigato per giorni ed era di nuovo buio pesto, sicch\u00e9 le due poverine, stremate, si addormentarono profondamente.<br \/>\nAll\u2019alba furono svegliate dal garrito dei gabbiani, che a quell\u2019ora erano i proprietari della spiaggia. All\u2019improvviso, uno di loro, talmente grosso da sembrare un pollo, si avvicin\u00f2 spavaldo alle due intruse e cominci\u00f2 ad annusarle. Luisa ebbe paura e non aveva torto! Il gabbiano, infatti, apr\u00ec il becco e, con uno scatto veloce l\u2019afferr\u00f2, volando basso lungo la spiaggia. Luisa si divincol\u00f2 e solo le urla disperate della sua nuova padroncina le dettero la forza per sfuggire alla presa dell\u2019uccellaccio. Purtroppo, per\u00f2 cadde nuovamente a mare, lontano dalla riva. Riusciva a malapena a vedere la bambina sulla spiaggia, la quale, in piedi, pietrificata, la guardava nella speranza di attirarla a s\u00e9 con la sola forza del pensiero! Presto cap\u00ec che per salvare la bambola doveva buttarsi in acqua. Con un atto di coraggio ricambi\u00f2 la gentilezza: si tuff\u00f2 suo malgrado alla volta di Luisa. Era nuovamente immersa nel suo amato odiato mare! Sembrava che quell\u2019avventura non dovesse finire mai! Invece, qualcosa di meraviglioso accadde: furono recuperate da una barca di pescatori e condotte nel porticciolo in cui Luisa si era imbarcata con Mina. Riconobbe l\u2019incantevole paesino con le casette colorate, il faro bianco e il campanile con l\u2019orologio che scandiva l\u2019inarrestabile scorrere del tempo ad ogni quarto d\u2019ora! I pescatori, increduli, chiamarono l\u2019autorit\u00e0, un rubicondo vigile, ma prima ancora del suo arrivo furono circondati da una folla di curiosi. La piccola naufraga, felice ma spaventata, sgran\u00f2 i grandi occhi neri e strinse forte a s\u00e9 la barbie che le aveva dato tanto coraggio. Luisa, invece, cercava disperatamente tra la folla un viso noto, magari quello della sua Mina. Quando ormai stava per perdere le speranze, un urlo fece girare tutti i presenti: era proprio Mina, la quale, attirata dalla gente sul porto, si era fatta strada a spintoni per vedere meglio e, giunta alla barca dei pescatori, riconobbe la sua Luisa. Prov\u00f2 una gioia indescrivibile! La vide tra le braccia dell\u2019altra bambina, ma non esit\u00f2 a strappargliela con violenza, rivendicandone la propriet\u00e0. L\u2019altra non fece resistenza; era sempre pi\u00f9 impaurita e si sent\u00ec di nuovo sola pur in mezzo a tanta gente. Una lacrima le scese sul viso ed avvert\u00ec tutto il peso della sua solitudine.<br \/>\nQuando Mina si riprese dalla grande felicit\u00e0 per la barbie ritrovata, chiese spiegazioni al nonno, che le raccont\u00f2 una storia molto simile a quella accaduta nella realt\u00e0. Mina sent\u00ec in cuor suo che bisognava aiutare quella bambina. Senza perdere tempo, abituata com\u2019era ad essere sempre accontentata, fece chiamare d\u2019urgenza il padre e la madre, ormai rientrati in Italia. Questi arrivarono al mare nella stessa giornata, conobbero la piccola africana e intuirono quale fosse il desiderio della loro amata figlia!<br \/>\nTornati in citt\u00e0, avviarono le pratiche dell\u2019adozione, e, dopo svariate difficolt\u00e0, alla fine, si ritrovarono con due figlie ed una marea di barbie!<br \/>\nLuisa, dal canto suo, ritornata nella casa romana delle barbie, si concesse una passeggiata a cavallo, una corsa in macchina, un giro in vespa, un pic nic, bagni e saune rilassanti nel salone di bellezza, una gita in camper, una nuotata in piscina, ed altro ancora, ma niente riusc\u00ec a toglierle dalla mente l\u2019orribile spettacolo sul mare. Era rimasta profondamente turbata da quella visione e proprio non capiva il motivo di tanto orrore! D\u2019altra parte lei era solo una bambola, perfetta s\u00ec, ma pur sempre una bambola! Gli uomini, cos\u00ec intelligenti e colti, di sicuro, avevano una spiegazione plausibile. Per quanto curiosa, non desider\u00f2 essere un\u2019umana. Al contrario, era molto contenta di appartenere al fantastico mondo delle barbie!<br \/>\nPurtroppo non dimentic\u00f2 mai ci\u00f2 che aveva visto, poich\u00e9 ogni giorno rivedeva tutto, come un brutto film, negli occhi sorridenti di Luisa, la bambina dalla pelle scura e dai capelli ricciuti, con cui aveva in comune il nome, l\u2019amore per Mina, ma soprattutto quella voglia di libert\u00e0 che le aveva fatte conoscere in mezzo al mare in tempesta e che, fortunatamente, non le avrebbe abbandonate mai!<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24445\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24445\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un attico di Piazza di Spagna, vivevano due giovani sposi, Antonio, famoso regista napoletano, ed Agata, scrittrice in erba, originaria dell\u2019Umbria e cresciuta a Parigi. 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