{"id":24391,"date":"2015-05-25T17:43:49","date_gmt":"2015-05-25T16:43:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24391"},"modified":"2015-05-25T17:43:49","modified_gmt":"2015-05-25T16:43:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-il-reduce-di-enrico-camoletto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24391","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Il reduce&#8221; di Enrico Camoletto"},"content":{"rendered":"<p>Arroccata sulle colline nere e desertiche che dominavano le rovine, la citt\u00e0 con i suoi palazzi cilindrici, violacei, quasi privi di finestre incombeva su di lui mentre usciva di casa. Agganci\u00f2 il suo Board al tappeto magnetico della strada e con il suo I-Plat\u00a0 inser\u00ec l\u2019indirizzo nel sistema. Il mezzo parti dolcemente fino a raggiungere gli ottanta chilometri orari. Il campo magnetico lo teneva incollato alla strada e questo gli permise di volgere intorno lo sguardo. Nel buio perenne che avvolgeva il globo la citt\u00e0 antica era una distesa di rovine grigie, polverose ed evanescenti. L\u2019unica luce che proveniva dalla pianura era quella dei fari di sorveglianza che sciabolavano nel buio sopra le dighe costruite in gran fretta per produrre l\u2019indispensabile elettricit\u00e0, ultima fonte di energia. La guerra mondiale si era risolta in una vittoria inutile e aveva sprofondato la Terra in una notte senza fine. Le citt\u00e0 erano completamente morte. Al loro posto erano sorti complessi di palazzi cilindrici. La popolazione delle nuove citt\u00e0 contava poche migliaia di persone, per la maggior parte militari ed ex militari. Le costruzioni erano tutte dipinte d\u2019un viola scuro, allo scopo di contenere la dispersione termica.<\/p>\n<p>Durante il tragitto l\u2019ansia e l\u2019emozione si mescolavano facendogli tremare le mani. Sentiva l\u2019adrenalina pompargli il sangue alla testa, aveva la gola schiacciata delle arterie pulsanti, il respiro affannoso. Lo stomaco gli doleva.<\/p>\n<p>In pochi minuti \u00a0giunse all\u2019indirizzo desiderato e il board si ferm\u00f2. Sempre pi\u00f9 ansioso \u201cagganci\u00f2\u201d il board al campo magnetico del palazzo e sal\u00ec verso l\u2019alto. Il sistema consentiva di salire lungo le pareti della costruzione senza protezioni poich\u00e9 si era trattenuti sul board dalla forza magnetica. Giunto ad una piattaforma \u00a0che si estendeva per qualche metro nel vuoto all\u2019esterno della torre vi atterr\u00f2 sopra. A piedi si avvi\u00f2 all\u2019interno del pianerottolo sul quale si affacciavano le porte degli appartamenti. Trov\u00f2 l\u2019ingresso che cercava e \u201cspar\u00f2\u201d con l\u2019infrarosso dell\u2019I-Plat sul videocitofono. La porta rimase inerte. Punt\u00f2 nuovamente il raggio e diede nuovamente invio. Ma non accadde nulla. A quel punto, quasi in preda al panico, suon\u00f2 al videocitofono. Una luce si accese ad illuminargli il volto abbagliandolo. Una voce femminile gli chiese cosa desiderasse. Rispose che era li per partecipare al gioco. La voce spieg\u00f2 cortesemente che se la porta non si era aperta significava che lui non era abilitato ad entrare. Doveva ben saperlo.<\/p>\n<p>Insisto, mi sono iscritto attraverso il portale in rete. Mi avete riconosciuto i requisiti necessari per partecipare al gioco.<\/p>\n<p>La prego\u2026<\/p>\n<p>Ho ricevuto la password sulla piattaforma multimediale!<\/p>\n<p>Mi dispiace ma non possiamo farla entrare. Se ne vada.<\/p>\n<p>Per favore, io devo partecipare al gioco!<\/p>\n<p>Non insista. Si allontani immediatamente!<\/p>\n<p>Sono un reduce\u2026 mormor\u00f2 girando le spalle alla porta. In risposta ricevette lo scatto plastico del videocitofono che veniva riagganciato.<\/p>\n<p>Affranto rimise piede sulla piattaforma e gir\u00f2 attorno al palazzo. Si port\u00f2 davanti alle lunghe e strette vetrate dell\u2019appartamento dove si sarebbe svolto il gioco. In un grande soggiorno dalle pareti arancioni, arredato con divani bassi color senape, moquette marroni e illuminato da applique dorate alle pareti, i partecipanti si stavano spogliando rivelando biancheria intima in pelle, latex e catene. Qua e l\u00e0 cinghie, catene, morsi e fruste.<\/p>\n<p>Loro potranno farlo, pens\u00f2 e guardando gi\u00f9 dalla piattaforma magnetica ebbe le vertigini per i ventitr\u00e9 piani d\u2019altezza che lo separavano dal suolo. Si sporse, deciso a farla finita in un modo pi\u00f9 rapido di quello offerto dai giochi di morte illegali, ma il campo magnetico lo respinse indietro mentre la piattaforma emise il classico allarme sonoro WRONG. \u00a0Guard\u00f2 di nuovo dentro la casa. Osserv\u00f2 quei vecchissimi eterni giovani apprestarsi ai loro giochi sessuali di morte senza gioia. I loro occhi opachi non brillavano della vitalit\u00e0 maliziosa del proibito e del piacere ma riflettevano il nero perenne del cielo mostrando l\u2019ombra della pena profonda per una vita sterile senza la speranza di un futuro e senza l\u2019orizzonte di una fine. Li osserv\u00f2 con invidia apprestarsi ad uccidersi a vicenda in un gioco illegale per sfuggire ad un mondo dove era vietato morire. Si accorsero di lui e i vetri si oscurarono mentre tende color bronzo lentamente si chiusero come un sipario a nascondere la scena di un delitto giustificato. Assolutamente naturale, pens\u00f2 lui.<\/p>\n<p>Non aveva altra alternativa che scendere a terra. L\u2019occasione di porre fine alla propria frustrante, arida esistenza era sfumata. Nelle strade e nei luoghi pubblici tutto era monitorato da telecamere e sensori, chiunque avesse tentato di uccidere qualcuno o di togliersi la vita sarebbe stato bloccato. Solo in abitazioni private opportunamente \u201cschermate\u201d era possibile suicidarsi. Altrove guardie armate di sonniferi e pistole elettriche sarebbero sbucate come dal nulla a fermare ogni tentativo di violenza.<\/p>\n<p>La vita era considerata sacra ad ogni livello, anche a quello pi\u00f9 intimo e personale. Dopo la guerra, nonostante l\u2019inutile vittoria, la popolazione era scesa a livelli bassissimi. Le vecchie citt\u00e0 vennero abbandonate, perch\u00e9 troppo grandi e costose per l\u2019esiguo numero di abitanti, in favore di nuovi agglomerati progettati sulla scorta delle avanzate tecnologie militari. Tutto era \u00a0fondato sull\u2019elettronica. Le sole fonti di energia disponibili erano quelle dei fiumi e delle maree. Ancorch\u00e9 inquinati e privi di vita i fiumi continuavano a scorrere e i mari continuavano a sollevarsi con le fasi lunari. Tutto questo perch\u00e9 il petrolio era stato mandato letteralmente in fumo durante la guerra. I giacimenti erano stati fatti saltare con le cariche atomiche per privare i rispettivi avversari delle fonti d energia. L\u2019unico risultato ottenuto fu che un fumo perenne oscur\u00f2 il cielo e il sole scomparve, l\u2019aria divenne irrespirabile, interi brandelli di continenti bruciavano da anni. Si costruirono centrali elettriche nei pressi delle nuove piccole citt\u00e0 per alimentarle. Si generarono campi magnetici attorno agli agglomerati per tenere lontani i miasmi degli idrocarburi combusti. L\u2019aria all\u2019interno veniva riciclata e depurata.<\/p>\n<p>Giunto a terra abbandon\u00f2 il proprio board sul marciapiede e si diresse verso il fiume. A piedi. Lungo l\u2019argine correva il limite dei campi magnetici. Oltre c\u2019era la citt\u00e0 morta. Guardando quel mondo maledisse la guerra, che nonostante le armi intelligenti, i droni e i cybersoldati aveva sterminato\u00a0 la popolazione mondiale\u00a0 e maledisse la medicina che si era evoluta a tal punto da garantire una vita lunghissima ma sterile ai pochi vecchissimi sopravvissuti, costringendo gli esseri umani a vite buie e prive di senso. Per poter morire in pace qualcuno aveva avuto l\u2019idea di suicidi di gruppo camuffati da giochi o aventi di vario genere che avrebbero fatto apparire il decesso dei partecipanti come un tragico incidente. Esistevano gruppi di persone che li organizzavano in rete. Ci si poteva iscrivere e se gli organizzatori riconoscevano all\u2019aspirante i requisiti necessari si riceveva una password che consentiva di raggiungere ed accedere al luogo dove si sarebbe svolto il gioco.<\/p>\n<p>Ma qualcosa nel suo caso non aveva funzionato. La password che gli avevano dato era sbagliata? Molto difficile. Fasulla? Probabile. Arriv\u00f2 al fiume. Oltre il corso d\u2019acqua, terminava il campo magnetico di sicurezza che teneva lontana l\u2019aria mortale per il fumo dei pozzi. Oltre il fiume c\u2019era la morte certa ma lui non poteva arrivarci perch\u00e9 bloccato da una barriera invisibile. Condannato ad attendere che gli scienziati trovassero il modo per ridare la fertilit\u00e0 al genere umano e ricominciare da capo a generare dei figli, lui come tutti era vivo solo da un punto di vista puramente biologico.<\/p>\n<p>Istintivamente fece un passo in avanti andando a sbattere contro il muro invisibile del campo. Il sistema di sicurezza emise il solito segnale acustico wrong.\u00a0 Mentre l\u2019allarme si spegneva rifece un passo in avanti e venne di nuovo ributtato indietro facendo scattare nuovamente il segnale wrong. \u00a0Fece un passo ancora e ancora wrong. Sentiva le lacrime iniziare a colargli sulle guance. Un altro passo e ancora wrong. Chiuse gli occhi. Un passo e il wrong. Sentiva il volto bagnato contratto dal dolore. Un passo in avanti e wrong. Un altro ancora e wrong. Vide i fari di sorveglianza della diga sciabolare freneticamente nel buio alla ricerca della possibile minaccia, la luce bianca delle fotoelettriche si frantumava sui suoi occhi bagnati di lacrime come su una finestra bagnata dalla pioggia. Un passo e ancora wrong. In lontananza ud\u00ec le sirene della polizia. Uno e wrong. Un altro e wrong. Wrong. Wrong.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24391\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24391\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arroccata sulle colline nere e desertiche che dominavano le rovine, la citt\u00e0 con i suoi palazzi cilindrici, violacei, quasi privi di finestre incombeva su di lui mentre usciva di casa. 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