{"id":24386,"date":"2015-05-20T18:53:48","date_gmt":"2015-05-20T17:53:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24386"},"modified":"2015-05-20T18:53:48","modified_gmt":"2015-05-20T17:53:48","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-nuvole-basse-di-giorgio-leone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24386","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Nuvole basse&#8221; di Giorgio Leone"},"content":{"rendered":"<p><em>\u00abvedo la gente morta&#8230; vanno in giro come persone normali&#8230;. non si vedono tra loro&#8230; vedono solo quello che vogliono vedere&#8230; non sanno di essere morti&#8230; \u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>(Dal film &#8220;Il sesto senso&#8221;)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel centro del paese &#8211; sempre che di centro si potesse parlare perch\u00e9 era un paese molto piccolo e privo di periferia \u2013 vicino al chiosco dei giornali c&#8217;era il tabellone di legno dove venivano esposti i necrologi e, in seconda battuta, i sentiti ringraziamenti dei parenti per le partecipazioni al lutto. Gli annunci erano simili fra loro perch\u00e9 il servizio di pompe funebri era unico e i clienti si affidavano inevitabilmente alla limitata fantasia del proprietario, il cui vertice letterario consisteva nella classica frase &#8220;<em>non rattristiamoci di averlo perso(a), ma rallegriamoci di averlo(a) avuto(a)&#8221;.<\/em> Gli annunci si susseguivano incessantemente nel tempo e, se qualcuno avesse voluto essere informato a proposito del tasso di mortalit\u00e0 della popolazione nei vari periodi dell&#8217;anno, non avrebbe dovuto fare altro che osservare la velocit\u00e0 di rotazione dei manifesti. Se i nuovi deceduti scarseggiavano, infatti, i vecchi annunzi restavano in bacheca anche per molto tempo, mentre nel caso contrario venivano velocemente sostituiti dalle <em>new entry<\/em> perch\u00e9 di spazio a disposizione ce n&#8217;era poco. E l&#8217;interessato avrebbe anche scoperto che la propensione ad abbandonare questa valle di lacrime, oltre ad essere ciclica nel corso dell&#8217;anno &#8211; Natale e ferragosto, ad esempio erano periodi parecchio gettonati &#8211; si differenziava nelle varie annate in dipendenza del ricambio generazionale. In quel momento, ad esempio, si era appena esaurita la prima infornata dei nati al termine della seconda guerra mondiale, che erano parecchi a causa del precedente lungo periodo di astinenza forzata durante il quale la morte l&#8217;aveva fatta da padrona rispetto alla vita. I sopravvissuti, per\u00f2, non sarebbero a loro volta deceduti scaglionati nel tempo con ordine e regolarit\u00e0, ma la maggioranza di essi avrebbe affollato la bacheca in occasione di una seconda ondata prevista fra una ventina d&#8217;anni. Chi passava di slancio i sessanta, infatti, per qualche misterioso motivo aveva buone probabilit\u00e0 di raggiungere gli ottanta. Una regola non senza eccezioni, come del resto tutte le regole, ma pur sempre abbastanza rispettata.<\/p>\n<p>Nel corso della giornata davanti alla bacheca si alternavano i lettori, in maggioranza persone anziane, ma non solo. Tutti, prima ancora di accertarsi dell&#8217;identit\u00e0 del defunto e di dissertare della sua malattia fatale o della disgrazia che gli era capitata, accentravano invariabilmente l&#8217;attenzione sulla sua et\u00e0. Se era sostanzialmente inferiore alla propria si congratulavano silenziosamente con se stessi mentre, se il deceduto era pi\u00f9 anziano, si convincevano di avere ancora buone possibilit\u00e0 di durare nel tempo.<\/p>\n<p>Un caso a parte erano le morti inattese di bambini, quasi sempre dovute a malattie fulminanti, e quelle di giovani, in genere attribuibili ad incidenti di moto o di auto. In questi casi gli astanti prima ammutolivano e poi commentavano a bassa voce l&#8217;assurdit\u00e0 e l&#8217;ingiustizia della vita o l&#8217;imperscrutabilit\u00e0 dei disegni divini.<\/p>\n<p>Altre fattispecie abbastanza frequenti, per restare alle tipologie di un tranquillo paese del fondovalle ancora dedito all&#8217;agricoltura, erano rappresentate dagli infortuni fatali che avvenivano a causa dell&#8217;uso di attrezzi agricoli, dell&#8217;incauto attraversamento delle sbarre chiuse della ferrovia e di quelli dei pensionati che andavano per funghi nelle sovrastanti montagne e scivolavano sul sottobosco troppo viscido o troppo secco.<\/p>\n<p>Quell&#8217;anno, tuttavia, avvenne qualcosa di veramente molto strano che sconvolse le regole e le consolidate consuetudini mortuarie prima esposte. Tutti, infatti, poterono osservare che gli annunci cambiavano sempre pi\u00f9 lentamente sino ad essere sostanzialmente sempre gli stessi. Anzi, verso maggio, non ne restavano in bacheca che di vecchissimi, stampati su carta ormai ingiallita, strappata e rovinata dalle intemperie. Verso settembre, poi, anche se nessuno per scaramanzia lo diceva ad alta voce, tutti erano assolutamente consci del fatto che in paese, da moltissimi mesi, non si moriva pi\u00f9. Non morivano n\u00e9 i giovani n\u00e9 i vecchi e non c&#8217;era pi\u00f9 stato neppure un frontale, un infartino, una polmonite virale, una meningite fulminante o una complicazione renale.<\/p>\n<p>C&#8217;era anche un&#8217;ulteriore manifestazione inconsueta &#8211; anche se era impossibile reperirvi un nesso con la rarefazione dei funerali &#8211; ovvero lo stupendo tempo atmosferico che da circa sei mesi, in paese come in tutta Italia, non &#8220;mollava&#8221; provocando una situazione climatica anomala e persistente, tanto che nessuno guardava pi\u00f9 le previsioni del tempo diventate noiose e ripetitive. L&#8217;anticiclone delle Azzorre, infatti, non si schiodava provocando un&#8217;altissima pressione stabile su tutto lo Stivale, anche se non mancava il risvolto negativo, ovvero una grave siccit\u00e0 che stava danneggiando seriamente l&#8217;agricoltura.<\/p>\n<p>Poi, verso la fine di ottobre, il ciclo si invert\u00ec e iniziarono piogge torrenziali. I campi si allagarono, le strade si trasformarono in torrenti, i tombini saltarono, i muri iniziarono a trasudare acqua, quasi tutti gli scantinati si allagarono e ovunque ci furono frane e smottamenti.<\/p>\n<p>Quel giorno ero in paese a trovare i miei genitori che non vedevo da circa tre mesi perch\u00e9 il lavoro in citt\u00e0 mi aveva veramente assorbito. Per la verit\u00e0 sarei dovuto ripartire\u00a0nel pomeriggio\u00a0e avevo gi\u00e0 messo la valigia nel bagagliaio dell&#8217;auto, ma poi mia madre mi aveva convinto a mettermi in viaggio la mattina successiva perch\u00e9 le notizie sulla viabilit\u00e0 erano preoccupanti. Ora, per\u00f2, mentre i miei erano gi\u00e0 andati a dormire, io non avevo ancora sonno e quindi, approfittando di una tregua concessa dalla pioggia, avevo deciso\u00a0di andare a fare due passi fuori per prendere una boccata d&#8217;aria. Ma c&#8217;era qualcosa di strano. Anche se intorno il buio era assoluto, l\u2019illuminazione pubblica permetteva di vedere che le strade erano immerse in una nebbia pesante e innaturale per via delle nuvole basse che sembravano come schiacciate per terra. La notte sembrava sospesa come se il creato fosse in attesa di qualche evento. Inoltre, pur essendo tardi, c&#8217;erano altre persone in giro a riprova che non ero l&#8217;unico a provare strane e indefinibili sensazioni. Poi incontrai il parroco, che mi conosceva sin da bambino, e facemmo insieme un tratto di strada sino alla lapide che commemorava i cittadini caduti nelle due guerre mondiali proprio nel momento in cui, dopo tanto tempo, una luna grande e rossastra appariva nella foschia\u00a0sopra l&#8217;orizzonte. Ci sedemmo quindi sul bordo del monumento che grondava acqua e il parroco mi chiese cosa ne pensassi dello strano fenomeno che aveva portato la morte a trascurare del tutto gli abitanti del paese.<\/p>\n<p>\u00abNon ci ho pensato seriamente e non saprei cosa dirle\u00bb risposi \u00abanche perch\u00e9 l&#8217;incontro con la morte \u00e8 un fatto personale di ognuno di noi, tutti siamo diversi l&#8217;uno dall&#8217;altro e quindi non possiamo che incontrarla in tempi diversi. Se invece, per assurdo, la morte avesse una sua individualit\u00e0 e volont\u00e0, cos\u00ec come \u00e8 stata spesso rappresentata nella letteratura o dal cinema, se insomma stessimo parlando della Morte con la &#8220;emme&#8221; maiuscola, solo allora potrebbe avere senso un suo comportamento razionale tendente a compiere il minimo sforzo per ottenere il massimo risultato. Cos\u00ec come fanno i predatori che, quando vanno a caccia, tendono a radunare il branco&#8230; \u00bb ma a questo punto mi interruppi perch\u00e9 il prete era visibilmente impallidito alla luce della luna.<\/p>\n<p>\u00abMi stai dicendo\u00bb mi chiese \u00abche la Morte potrebbe evitarsi la fatica di prendere un&#8217;anima qua e una l\u00e0, una oggi e l&#8217;altra domani, se sapesse per certo di poterle prendere tutte insieme? Prima hai detto che l&#8217;incontro con il nostro destino finale \u00e8 un fatto personale, ma cosa succederebbe, invece, se esso dovesse diventare, solo per una volta e per un particolare motivo, un incontro comune e istantaneo? Per un motivo particolare come ad esempio nel caso di&#8230; \u00bb<\/p>\n<p>A quel punto tutti e due tacemmo e il nostro sguardo corse alle montagne che sovrastavano il paese e circondavano la valle che ora era un immenso lago perch\u00e9 alla sua imboccatura era stata costruita, fra mille polemiche e mille proteste, l&#8217;enorme diga che produceva energia elettrica per la metropoli lontana.<\/p>\n<p>Quindi ci guardammo in faccia e stavamo per scattare in piedi per correre a suonare le campane avvertendo tutti del nostro terribile sospetto, quando si ud\u00ec\u00a0un frastuono come se stessero per arrivare cento treni, ci fu un lampo come quello di un fulmine, la luce elettrica manc\u00f2 e nello stesso tempo dal nulla inizi\u00f2 a soffiare un vento teso pazzesco che ruppe tutte le finestre, un vento di morte che port\u00f2 polvere e sassi e oggetti di ogni genere e fece volare via le tegole dai tetti delle case sino a che la colonna d&#8217;acqua, pi\u00f9 alta del campanile della chiesa, comparve all&#8217;orizzonte, oscur\u00f2 la luna e il destino del paese e dei suoi abitanti si comp\u00ec.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24386\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24386\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abvedo la gente morta&#8230; 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