{"id":24380,"date":"2015-05-25T17:35:59","date_gmt":"2015-05-25T16:35:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24380"},"modified":"2015-05-25T17:38:25","modified_gmt":"2015-05-25T16:38:25","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-piccola-storia-di-mare-di-duccio-magnelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24380","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Piccola storia di mare&#8221; di Duccio Magnelli"},"content":{"rendered":"<p>La vecchietta punt\u00f2 l\u2019indice curvo e rugoso verso l\u2019orizzonte. Disse qualche parola in portoghese che la ragazza accanto a me tradusse. \u00abOggi il mare \u00e8 pi\u00f9 cattivo del solito\u00bb.<\/p>\n<p>Ci trovavamo a Cabo da Roca, quel luogo del mondo che loro, i portoghesi, chiamano \u00ab<em>Ponta mais ocidental do continente europeu\u00bb<\/em>, la punta pi\u00f9 occidentale del continente europeo, uno scoglio investito dal vento tutti i giorni dell\u2019anno che il pi\u00f9 grande poeta del Portogallo, Camoes, aveva celebrato, molti anni prima, con le parole \u00ab<em>aqui onde a terra se acaba e o mar comeca\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>In realt\u00e0, sapevo benissimo che l\u2019Europa non finiva l\u00ec, ma mille chilometri pi\u00f9 avanti, sulle spiagge fredde delle Azzorre o nei giardini fioriti di Madeira, molto pi\u00f9 vicine all\u2019America di Cabo da Roca. Ma trovarsi su quel pezzo di roccia sconvolto dal vento e dalla salsedine mi dava una curiosa euforia, una strana sensazione di sbigottimento e di felicit\u00e0, di solitudine e di annientamento. Era il fascino dell\u2019estremo, la massa dell\u2019Europa e dell\u2019Asia che mi schiacciava, mi derideva, mi faceva sentire piccolo, insignificante. Avevo dimenticato quasi tutto il resto del mondo, su quella roccia, accanto alla stele con le parole di Camoes incise sul marmo.<\/p>\n<p>C\u2019eravamo solo io, la ragazza e la vecchietta, che mi avevano accompagnato fin l\u00e0, e che sembravano felici di essere su quel costone di roccia che amavano cos\u00ec tanto.<\/p>\n<p>Loro vivevano, forse da sempre, in un vecchio quartiere di Lisbona, da dove si vedevano il mare e la Torre di Belem, i piccoli santuari di questa citt\u00e0 malinconica e ventosa. Avevo conosciuto la ragazza due giorni prima, quasi per caso, dentro un minuscolo locale dove mi ero fermato a mangiare. Lei conosceva l\u2019italiano, anche se non aveva voluto spiegarmi il perch\u00e9, e diceva che mi avrebbe accompagnato volentieri a Cabo da Roca, ma solo in compagnia della sua migliore amica, una che, diceva lei, \u00absapeva tante cose del mondo e della vita\u00bb.<\/p>\n<p>Quando mi ritrovai davanti una vecchietta piccola e curva, vestita di nero, consumata dagli anni, dal vento e dalla fatica, pensai che la ragazza mi aveva combinato un bello scherzo. Quella non poteva essere la sua migliore amica.<\/p>\n<p>Ma mi sbagliavo. Non avevo fatto i conti con la sensibilit\u00e0 dei portoghesi. \u00abA lei racconto tutto, e lei racconta tutto a me. Credo che basti per considerarla la mia migliore amica!\u00bb esclam\u00f2 la ragazza davanti al mio malcelato stupore.<\/p>\n<p>Cercai di sorridere mentre stringevo la fragilissima mano dell\u2019anziana donna. Lei mi guard\u00f2 e mi lanci\u00f2 uno sguardo pieno di stupefacente vitalit\u00e0.<\/p>\n<p>C\u2019incamminammo verso il mare, verso la periferia della citt\u00e0, verso Cabo da Roca, mentre nubi ora plumbee ora candide scorrazzavano sopra le nostre teste.<\/p>\n<p>******<\/p>\n<p>Il vento mi levigava la faccia, gli occhi mi bruciavano per la salsedine e tutto sembrava misteriosamente magico in quel posto cos\u00ec straordinario. Il silenzio era rotto solo dal fragore assordante delle onde che si sfrangiavano, cento metri sotto di me, contro quel pezzo di sasso che l\u00ec veneravano come un dio.<\/p>\n<p>Mentre m\u2019immergevo nella malinconia e nella furia dell\u2019Oceano, sentii la manica del giaccone che si allungava come un elastico. Era la ragazza che pretendeva la mia attenzione. Doveva dirmi qualcosa, forse tradurmi quello che la vecchietta aveva appena sussurrato. Mi chinai. La ragazza tratteneva la stoffa e, contemporaneamente, ascoltava le parole della vecchietta, i cui lunghi e complessi discorsi erano sempre ridotti da lei a poche frasi, come se fra me e loro dovesse comunque esistere una distanza che in nessun modo avrei potuto colmare.<\/p>\n<p>\u00abLei dice che qui il mare \u00e8 sempre triste e inquieto, il vento soffia sempre forte e il sole fa sempre pi\u00f9 fatica a splendere\u00bb mi sussurr\u00f2 la ragazza indicando la vecchietta. \u00abPer\u00f2 pensa che sia il posto pi\u00f9 bello che lei abbia mai visto\u00bb.<\/p>\n<p>Aveva ragione, anche se non si era mai mossa dalla sua casa di Lisbona.<\/p>\n<p>Adesso il dito rugoso indicava di nuovo un punto in mezzo al mare. Guardai, pi\u00f9 lontano che potevo, ma quello che vedevo era sempre e soltanto una distesa infinita di acqua.<\/p>\n<p>La vecchietta disse qualcosa alla ragazza che per\u00f2, questa volta, non volle tradurmi le parole dell\u2019amica. Si strinse le braccia al petto e guard\u00f2. Dopo qualche secondo cominci\u00f2 ad annuire con la testa, e contemporaneamente un largo sorriso le illumin\u00f2 la faccia. Mormor\u00f2 qualche parola, forse in portoghese, forse a se stessa, e poi si chin\u00f2 verso la vecchietta, con lo sguardo perso chiss\u00e0 dove, e le parl\u00f2.<\/p>\n<p>Cercai di capire che cosa stava succedendo. Guardai anche oltre l\u2019orizzonte, ma nient\u2019altro che mare, mare, mare occupava la mia vista.<\/p>\n<p>La ragazza non sembrava volermi aiutare a risolvere il problema. Non riusciva a staccare lo sguardo da un punto, l\u00e0 in mezzo all\u2019acqua, dove c\u2019era qualcosa che soltanto lei e l\u2019amica riuscivano a vedere. Allungai lo sguardo verso la vecchietta. Il suo viso, pur tormentato dal vento, aveva perso i segni della fatica e degli anni e sembrava disteso, pulito, straordinariamente vivo.<\/p>\n<p>Guardavo, ma non vedevo nulla. Solo le onde che si accavallavano l\u2019una sull\u2019altra, inseguendosi e incontrandosi, solo la violenza dell\u2019acqua che si abbatteva gi\u00f9, in fondo al costone, con un fragore che nemmeno la furia del vento riusciva a coprire.<\/p>\n<p>Gli occhi mi bruciavano, quasi non riuscivo pi\u00f9 a sbattere le palpebre, sentivo i capelli che s\u2019impregnavano di salsedine, ma non potevo staccarmi da l\u00ec. Dovevo scoprire il loro segreto, volevo anch\u2019io partecipare alla loro beatitudine.<\/p>\n<p>Cominciavo ad arrabbiarmi. La ragazza sembrava estasiata, quasi meravigliata di quello che stava vedendo, mentre la vecchietta parlava a bassa voce, quasi dicesse un rosario, con lo stesso ritmo cantilenante di una preghiera ripetuta decine di volte. E la ragazza non mi traduceva le sue parole. Volevo assolutamente sapere che cosa si stavano dicendo e che cosa i loro occhi avevano scorto, l\u00e0 in mezzo all\u2019Oceano, adesso che stava rapidamente cadendo l\u2019oscurit\u00e0 e l\u2019acqua sembrava ancora pi\u00f9 prigioniera delle voglie del vento.<\/p>\n<p>Battei delicatamente la mano sulla spalla della ragazza. Ma lei non si volt\u00f2 e continu\u00f2 a guardare il nulla davanti a noi. Le scossi il braccio, dapprima piano, poi sempre pi\u00f9 forte, finch\u00e9 non fu costretta a voltarsi. \u00abChe cosa c\u2019\u00e8 laggi\u00f9? Una barca, un\u2019isola, un uomo, un mostro marino, che cosa c\u2019\u00e8 che io non riesco a vedere?\u00bb.<\/p>\n<p>Mi stavo innervosendo, ma lei non si scompose. Si gir\u00f2 verso la vecchietta e le parl\u00f2 di nuovo. Poi abbandon\u00f2 le braccia lungo il corpo, in segno di pace e di totale abbandono. Chiuse gli occhi e non si volt\u00f2 pi\u00f9 verso di me, come se l\u2019espressione del mio viso potesse allontanarla dal pozzo di felicit\u00e0 in cui era caduta.<\/p>\n<p>Impaziente, stavo aspettando una risposta che per\u00f2 non arrivava.<\/p>\n<p>La vecchietta aveva smesso di parlare.<\/p>\n<p>Il vento sbatteva furioso contro la stele con le parole di Camoes.<\/p>\n<p>\u00abAllora, che cosa state guardando?\u00bb chiesi cercando di dare alla mia voce un tono pacato. Non volevo mostrare la mia debolezza.<\/p>\n<p>Finalmente, la ragazza gir\u00f2 la testa e mostr\u00f2 i suoi occhi scuri pieni di stupore e di meraviglia. Rispose piano, e le sue parole si persero quasi subito, chiss\u00e0 in quale anfratto oscuro dell\u2019Oceano.<\/p>\n<p>\u00abIl mare\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24380\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24380\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vecchietta punt\u00f2 l\u2019indice curvo e rugoso verso l\u2019orizzonte. 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