{"id":24358,"date":"2015-05-23T22:18:08","date_gmt":"2015-05-23T21:18:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24358"},"modified":"2015-05-23T22:18:08","modified_gmt":"2015-05-23T21:18:08","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-la-mano-di-claudio-vergati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24358","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;La Mano&#8221; di Claudio Vergati"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Nel rialzarsi sent\u00ec le giunture scricchiolare. Ancora una volta era finita cos\u00ec. Si guard\u00f2 attorno con aria sconsolata; compat\u00ec la figura crocifissa e dolorante che pendeva malamente illuminata di fronte a lui e si incammin\u00f2 verso l\u2019uscita della piccola chiesa del paese. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Anche stavolta Dio non si era presentato. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">N\u00e9 Lui n\u00e9 nessuna delle sue innumerevoli emanazioni. Ges\u00f9 Cristo, lo Spirito Santo, la Madonna, Santi maggiori e minori, angeli, Beati. Nessuno. Pure don Carmine, umile ultima ruota del carro di quella sterminata gerarchia ecclesiastica, l\u2019aveva lasciato solo a borbottare preghiere inginocchiato sulla panca fredda di fronte all\u2019altare. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Alceste pregava tutte le mattine. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Si alzava, si radeva per bene, si vestiva e, trascurando qualsiasi altro impegno, senza temere pioggia, vento o neve, saliva in cima per le viuzze del paese ed entrava nella minuscola chiesa fatiscente. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Chiedeva la grazia per la sua mano destra. Lo faceva da dieci anni, da quando una fresa spietata gliela aveva tranciata di netto. Alceste, da buon cristiano, sapeva che Dio aveva problemi pi\u00f9 importanti a cui badare: la fame nel mondo, le guerre, i disastri naturali, i terroristi. Ma proprio per questo non si capacitava della mancata attenzione alla sua condizione. Si chiedeva spesso come sarebbe accaduto. La mano sarebbe ricresciuta poco a poco, un dito alla volta, falange dopo falange. Oppure sarebbe spuntata di botto dalla manica come una specie di magia. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Con fede e fiducia, Alceste pregava. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Che poi, negli anni, aveva imparato ad usare la sinistra come fosse un mancino nato. Scriveva, cucinava, si radeva, maneggiava utensili proprio come una persona normale. Gli avevano anche trovato un posto in Comune, come categoria protetta. Per\u00f2 quando girava per il paese aveva sempre la percezione che le linee di tutti gli sguardi convergessero sul suo moncherino. E poi con le donne, con le donne proprio non andava. Quelle poche che si avvicinavano lo facevano con un sentimento di piet\u00e0 e compassione che Alceste non sosteneva. Preferiva restare solo che essere oggetto di commiserazione. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Quindi tutti i giorni, ostinato, pregava per la grazia. Invano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Uscito sulla piazza ventosa, deserta a quell\u2019ora, Alceste alz\u00f2 il bavero del cappotto per ripararsi dal freddo. Not\u00f2 che il sole, sorgendo attraverso le bifore del campanile, disegnava sullo slargo uno strano cono di luce obliquo. Fece qualche passo e si ritrov\u00f2 accerchiato da minuscolo pulviscolo che vorticava impazzito ad ogni suo movimento. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Fu in quel momento che in Alceste si form\u00f2 un pensiero nuovo, sconosciuto, inaspettato. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Il pensiero gli domandava con un gran vocione baritonale se era veramente sicuro di voler ricevere la grazia. Alceste si meravigli\u00f2. Rispose a se stesso proclamando silenziosamente che avere di nuovo a disposizione la sua mano destra era l\u2019unico, il solo desiderio cui ambisse in una vita proba e priva di aspirazioni. Il pensiero, ostinato, ribatt\u00e9 che forse non aveva considerato bene tutte le conseguenze. Quali? chiese Alceste. Prima di tutto, spieg\u00f2 il pensiero, avrebbe perso il lavoro al Comune. Questo era vero, pens\u00f2 Alceste. Poi, ora tutti gli volevano bene, forse con un po\u2019 di condiscendenza, ma affettuosamente. Chi gli regalava una torta, chi lo aiutava a ridipingere le finestre, chi gli portava la spesa a casa. Con entrambe le mani sarebbe ritornato anonimo, un uomo qualunque. Alceste convenne che l\u2019unica qualit\u00e0 che possedeva era la menomazione. E le donne? sussult\u00f2 Alceste. Le donne si possono pagare, decret\u00f2 pragmaticamente il pensiero. Non sarebbe stato vero amore, ma quale lo era ai tempi d\u2019oggi. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00abAlc\u00e8? Alc\u00e8!\u00bb<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Non era la sua voce interna a parlare, ma un suono reale. Alceste si volt\u00f2. Sabrina, la sorella del fornaio, lo osservava curiosa. Sulla testa portava un cesto di vimini carico di pagnotte e filoni ancora caldi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00abMe parea che t\u2019eri \u2018ncantato.\u00bb<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00abPensavo\u00bb rispose imbarazzato Alceste, come colto in un fatto intimo e privato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00abAddirittura\u00bb rise Sabrina, mettendo in mostra gli incisivi troppo grandi e distanziati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Alceste distolse lo sguardo. Conosceva Sabrina da sempre. Erano stati compagni di scuola fin dalle elementari. Le parl\u00f2 senza guardarla, ancora immerso nel cono di luce, con la mano sinistra stretta a pugno intorno al moncherino.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00abSenti Sabrina, ma tu pensi che\u2026ecco, come dire,\u2026a uno come me, tutto considerato, ecco\u2026gli potresti volere anche un po\u2019 di bene?\u00bb<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">La risata di Sabrina risuon\u00f2 nella piazza vuota.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00abAlc\u00e8, ma che c\u2019hai oggi? Me pari m\u2019briaco de prima matina. Io ti voglio gi\u00e0 bene\u2026come\u2026come a un fratello.\u00bb<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00abCome a un fratello?\u00bb ripet\u00e9 Alceste, deluso. La luce era sparita all\u2019improvviso. Una brezza fredda spazz\u00f2 la piazza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00abEh s\u00ec, Alc\u00e8. E mio fratello pure ti vuole bene. Anzi, perch\u00e9 stasera nun vieni a cena da noi. Faccio pasta e broccoli. Che dici?\u00bb<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Alceste sospir\u00f2. Nascose mano e moncone nelle tasche profonde del cappotto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00abVabb\u00e8, ma senza fare tardi. Che domani mi devo alzare presto per venire in chiesa.\u00bb<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24358\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24358\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel rialzarsi sent\u00ec le giunture scricchiolare. 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