{"id":24309,"date":"2015-05-20T18:35:51","date_gmt":"2015-05-20T17:35:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24309"},"modified":"2015-05-20T18:35:51","modified_gmt":"2015-05-20T17:35:51","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-il-sacrificio-del-mas-cio-di-aldo-dalla-vecchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24309","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Il sacrificio del mas-cio&#8221; di Aldo Dalla Vecchia"},"content":{"rendered":"<p>Il giorno del mas-cio, una volta l\u2019anno, ha segnato la tua infanzia, nella campagna vicentina degli Anni Settanta.<\/p>\n<p>La consuetudine andava avanti da quando tuo padre aveva comperato la campagna e, per accontentare suo fratello, lo zio Achille, matto per salami e soppresse, aveva istituito il rito del mas-cio, che dalle vostre parti \u00e8 una tradizione antichissima.<\/p>\n<p>\u201cFar su el mas-cio\u201d, ai primi di gennaio quando il freddo era ancora pungente, le giornate molto corte e le feste appena terminate, significava uccidere il maiale o i maiali che erano stati allevati dal fattore a partire da dopo l\u2019estate, per ricavarne insaccati da consumare nei mesi successivi, mangiandoli in famiglia o portandoli in regalo ad amici e parenti quando si andava in visita.<\/p>\n<p>Tuo padre aveva acquistato quella che nel lessico familiare sarebbe diventata semplicemente \u201cla campagna\u201d all\u2019inizio del 1972, per regalarla alla mamma che faceva il compleanno a fine febbraio.<\/p>\n<p>L\u2019aveva vista un pomeriggio d\u2019inverno, se ne era innamorato a prima vista, e aveva subito iniziato una trattativa incalzante con i proprietari, una coppia di contadini avanti con gli anni.<\/p>\n<p>Tutte le sere dopo aver chiuso il cantiere andava a trovarli, e quasi sempre portava tua madre e anche te, e li riempiva di complimenti e attenzioni e racconti divertenti e omaggi alimentari come salami, formaggi, bottiglie di vino e di grappa.<\/p>\n<p>Dopo qualche settimana di visite e gentilezze e arguzie e blandizie, la coppia di contadini aveva ceduto.<\/p>\n<p>Pap\u00e0 era riuscito a far sua la campagna per 20 milioni di lire di allora, un prezzo eccellente data l\u2019estensione dei terreni, e in tempo per il\u00a0 compleanno l\u2019aveva intestata alla mamma, che era stata cos\u00ec ricompensata per le coppe del nonno e i mazzolini di fiori ricevuti negli anni precedenti.<\/p>\n<p>Da allora la campagna era diventata il vostro Eden formato famiglia, il posto pi\u00f9 bello dove andare a passare il fine settimana, ma anche l\u2019isola felice in cui rifugiarsi al termine di una giornata di lavoro dei tuoi.<\/p>\n<p>Spesso, dopo cena, capitava che tuo padre o tua madre dicessero: \u00abAndiamo in campagna?\u00bb, e a te quella frase sembrava gi\u00e0 una promessa di beatitudine, il pi\u00f9 allettante degli inviti.<\/p>\n<p>Quasi tutte le sere prendevate la macchina e partivate per la campagna anche solo per dare da bere ai fiori e camminare nei campi insieme al gatto Geo, il preferito di tuo padre, amatissimo anche da te e da tua madre: l\u2019unico di tutti i gatti che avete avuto a seguirvi in passeggiate lunghissime fino in fondo alla propriet\u00e0 e ritorno senza mai stancarsi, tenendo sempre il vostro passo e anzi ogni tanto indicandovi le scorciatoie tra i vigneti, perfettamente a suo agio tra di voi ed evidentemente felice di far parte della famiglia.<\/p>\n<p>Per te, la campagna voleva dire molte cose, tutte indimenticabili: le domeniche di sole e risate passate insieme ai cuginetti che arrivavano dalle altre citt\u00e0 per giocare a nascondino tra gli alberi e i fossi; la fragranza del gelsomino che si arrampicava sulla facciata di casa; il profumo estenuante\u00a0 delle belle di notte che crescevano ovunque, e si aprivano solo dopo il tramonto; le corse nei prati pieni di colori e profumi durante le vacanze d\u2019estate insieme al tuo cuginetto preferito, che aveva un anno pi\u00f9 di te e viveva vicino Pavia in un paese con il nome di un santo; le lucciole che riuscivi a vedere ogni tanto la sera.<\/p>\n<p>Tua madre ti raccontava che quand\u2019era piccola c\u2019erano molte pi\u00f9 lucciole, e lei e sua sorella, la zia Silvana, le rincorrevano per rinchiuderle in un vaso di vetro, dove continuavano a lungo a far luce.<\/p>\n<p>La campagna aveva un fattore che dava da mangiare agli animali e si occupava di lavorare la terra.<\/p>\n<p>Si chiamava Arcangelo, non aveva ancora 30 anni, era quasi completamente sordo per via di una malattia contratta durante il militare, e aveva gravi problemi ai reni, a causa dei quali doveva sottoporsi a dialisi due volte la settimana.<\/p>\n<p>Arcangelo era un giovane uomo semplice e buono, e vi siete subito affezionati a lui, anche se tu, crudele come sanno essere a volte i bambini, lo trattavi con distacco e freddezza perch\u00e9 sentivi che era diverso a causa della sua malattia, e perch\u00e9 non capiva mai niente di quello che gli veniva detto.<\/p>\n<p>Con Arcangelo inizi\u00f2 l\u2019epoca del mas-cio, perch\u00e9 lui ne era un grande appassionato e conoscitore, e in casa sua li aveva sempre allevati.<\/p>\n<p>Per tuo padre, poter \u201cfar su el mas-cio\u201d era la realizzazione di un sogno, non tanto suo quanto dello zio Achille, che viveva da qualche tempo con voi ed era una persona speciale, che non hai mai dimenticato.<\/p>\n<p>Quand\u2019era bambino, lo zio Achille aveva avuto la meningite che gli aveva lasciato, come si raccontava in famiglia, \u201cil cervello offeso\u201d.<\/p>\n<p>Una volta avevi trovato in un cassetto il referto medico della sua visita militare, dove lo zio veniva definito \u201csoggetto idiota\u201d, e la cosa invece di farti ridere ti aveva messo addosso una tristezza infinita, come quando ti costringevano a vedere i film di Fantozzi, e mentre tutti si sganasciavano a te veniva da piangere.<\/p>\n<p>I primi maiali, due, erano arrivati con la bella stagione, ancora cuccioli, ed erano stati sistemati in un spazio coperto accanto al pollaio.<\/p>\n<p>Arcangelo se ne occupava con la massima cura, come se fossero suoi fratelli o parenti stretti: pi\u00f9 volte al giorno preparava per loro quello che lui chiamava \u201cel past\u00f2n\u201d, il pastone; li lavava con la massima cura; puliva\u00a0 meticolosamente i loro escrementi.<\/p>\n<p>Ogni tanto andavi anche tu a vedere i mas-ci.<\/p>\n<p>Ricordi i loro musi col naso schiacciato che sporgevano famelici dalle feritoie, e il fetore insopportabile che saliva dalla vasca dei liquami.<\/p>\n<p>Dei maiali, quando crescevano, avevi imparato ad avere paura.<\/p>\n<p>Tua nonna ti aveva raccontato che erano animali aggressivi e feroci: era capitato, diceva, che avessero sbranato e mangiato bambini vivi caduti per sbaglio nel letame.<\/p>\n<p>Succedeva poi, in pieno inverno, che i maiali scomparissero all\u2019improvviso, mentre in contemporanea la cantina si riempiva di corde sottili cui erano appesi insaccati di ogni dimensione; nessuno per\u00f2 ti aveva ancora spiegato che c\u2019era un collegamento preciso tra i mas-ci che grufolavano felici e i salami che penzolavano inerti.<\/p>\n<p>Quanto tuo padre mor\u00ec per un incidente in montagna, una domenica di fine estate mentre voi eravate in campagna, tu avevi dieci anni, tua madre appena 34.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 lo zio Achille non ci rimanesse troppo male, la mamma decise che la tradizione del mas-cio doveva continuare, anche se in formato ridotto: un solo maiale l\u2019anno.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, arriv\u00f2 il giorno in cui anche tu partecipasti in prima persona al rito del mas-cio.<\/p>\n<p>La sera prima la mamma aveva portato te e la nonna in campagna; poi era tornata a Chiampo, non ti ricordi pi\u00f9 per quale motivo.<\/p>\n<p>Come sempre quando c\u2019era la nonna, avevi passato una notte spaventosa e insonne, piena di paure: lei ti aveva raccontato storie terribili di ladri, mostri e fantasmi, e tu eri stato tutto il tempo con gli occhi sbarrati e il cuore in gola.<\/p>\n<p>Quando il mattino dopo alle sei avevano bussato alla porta, era ancora buio, e tu pensavi che fossero i rapitori venuti a prenderti; invece erano i due uomini incaricati di \u201cfar su el mas-cio\u201d: era il giorno della Befana, il sei di gennaio, la data fissata per il rito.<\/p>\n<p>Di uno dei due, quello che nella tua memoria \u00e8 rimasto associato per sempre alla parola \u201ccattivo\u201d, ricordi dettagliatamente la faccia: larga, la pelle rossa, gli occhi stretti con l\u2019iride chiara, pochi capelli rossicci in testa, il cappello, i denti piccoli e gialli.<\/p>\n<p>Dalla tua prospettiva di bambino era molto alto, con il corpo robusto. Dell\u2019altro invece hai rimosso ogni particolare.<\/p>\n<p>Ricordi che la nonna, quando avevano bussato ed era scesa con te, all\u2019inizio aveva aperto solo uno spiraglio per vedere chi era, come se questo avesse potuto proteggerla da eventuali malintenzionati.<\/p>\n<p>Una folata di aria gelida era entrata in casa insieme ai due uomini.<\/p>\n<p>La nonna li aveva subito fatti accomodare, e preparato la colazione per loro (caff\u00e8 corretto), per s\u00e9 (caffelatte con pane biscotto) e per te (latte col Nesquik).<\/p>\n<p>Poi, i due si erano messi al lavoro.<\/p>\n<p>Era ancora molto presto, stava albeggiando.<\/p>\n<p>\u201cIl cattivo\u201d usc\u00ec di casa con un coltellaccio, seguito dall\u2019altro.<\/p>\n<p>Qualche istante dopo sentisti un urlo disumano, uscisti e vedesti il maiale che correva a zig zag come impazzito, con la gola squarciata che spruzzava fiotti di sangue.<\/p>\n<p>Faceva un verso cos\u00ec disperato che non l\u2019hai pi\u00f9 potuto dimenticare.<\/p>\n<p>Per te fu uno choc assoluto; non te l\u2019aspettavi proprio, non avevi mai visto n\u00e9 udito niente di simile.<\/p>\n<p>Il resto della mattanza si era compiuto nelle ore centrali del giorno.<\/p>\n<p>Dentro casa erano stati preparati lunghi tavolacci di legno, enormi pentole piene d\u2019acqua bollente, una quantit\u00e0 di coltelli, una montagna di stracci.<\/p>\n<p>In mezzo a quell\u2019arsenale, la nonna all\u2019ora di pranzo ti aveva cucinato una pietanza nuova e straordinaria.<\/p>\n<p>Ti aveva detto che era una specie di frittata, e tu l\u2019avevi mangiata di gusto; dopo, ti aveva rivelato che quello era cervello di maiale fritto.<\/p>\n<p>A met\u00e0 pomeriggio, del mas-cio non era rimasto pi\u00f9 niente, e i primi insaccati pendevano dalle cordicelle in cantina, invasa dall\u2019odore acre delle viscere tiepide, per la gioia dello zio Achille che continuava a fregarsi le mani.<\/p>\n<p>Quella fu l\u2019ultima volta in cui nella vostra famiglia venne rispettata la tradizione del mas-cio.<\/p>\n<p>Pochi mesi dopo anche lo zio Achille mor\u00ec, ancora giovane, e la mamma non se la sent\u00ec di continuare.<\/p>\n<p>Per\u00f2 l\u2019immagine del mas-cio che corre in cortile urlando disperato con la gola tagliata da parte a parte rimarr\u00e0 per sempre tra i tuoi ricordi pi\u00f9 vivi e atroci.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24309\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24309\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il giorno del mas-cio, una volta l\u2019anno, ha segnato la tua infanzia, nella campagna vicentina degli Anni Settanta. 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