{"id":24201,"date":"2015-05-19T22:03:21","date_gmt":"2015-05-19T21:03:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24201"},"modified":"2015-05-19T22:03:21","modified_gmt":"2015-05-19T21:03:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-la-maledizione-dello-specchio-di-francesca-antonioli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24201","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;La maledizione dello specchio&#8221; di Francesca Antonioli"},"content":{"rendered":"<p>-Ehi! Torniamo a casa insieme!-<\/p>\n<p>La voce squillante di Elisa si era sentita in tutta la scuola.<\/p>\n<p>-Shh! Non urlare cos\u00ec!- le sussurr\u00f2 Cathia, nel pi\u00f9 completo imbarazzo. In quel momento tutti gli studenti che si trovavano nel corridoio le stavano guardando.<\/p>\n<p>Voleva sotterrarsi: con le guance in fiamme prese l&#8217;altra per le spalle e la trascin\u00f2 in classe.<\/p>\n<p>-Allora?- fece Elisa. -Non mi hai risposto-<\/p>\n<p>-Parla piano! Non puoi essere un minimo discreta?- rispose Cathia innervosendosi.<\/p>\n<p>-Scusa, sar\u00f2 pi\u00f9 silenziosa-<\/p>\n<p>-Si ok&#8230; Dici sempre cos\u00ec-<\/p>\n<p>-Questa volta te lo prometto!-<\/p>\n<p>-Stai strillando di nuovo!- La ragazza adesso era esasperata. Cosa aveva fatto per meritarsi tutto ci\u00f2? Lei cercava solo di non farsi notare, di non dare nell\u2019occhio. Lo stesso motivo per cui cercava il pi\u00f9 possibile di evitare vestiti o comportamenti appariscenti. I suoi jeans sobri, il giubbotto avvolgente, il tono di voce pacato la aiutavano a rimanere anonima.<\/p>\n<p>Cosa che al contrario non faceva la sua amica. Loro due erano agli antipodi: Elisa era bassa, bionda, solare e colorata. Come non notare i suoi stivali di gomma arcobaleno o la minigonna giallo canarino? Sembrava un razzo segnalatore nel buio della notte.<\/p>\n<p>-Comunque, torniamo assieme oggi?- Elisa sembrava non curarsi minimamente delle preoccupazioni dell&#8217;amica, giocherellando con le punte dei codini e guardandola fisso.<\/p>\n<p>-S\u00ec, certo- Alla fine l\u2019unico modo per far stare tranquilla l\u2019amica era acconsentire alle sue richieste: Cathia si era ormai rassegnata.<\/p>\n<p>-Fantastico! Devo proprio farti vedere una cosa- Il suo sorrisetto non prometteva nulla di buono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La campanella suon\u00f2 la fine delle lezioni e tutti i ragazzi uscirono dall&#8217;istituto. Tra loro anche le due ragazze.<\/p>\n<p>Era un pomeriggio grigio e Elisa e Cathia camminavano una accanto all&#8217;altra verso casa. Attorno a loro solo qualche vecchia costruzione in mattoni.<\/p>\n<p>-Cathy?-<\/p>\n<p>-Si?-<\/p>\n<p>-Hai presente quella cosa che devo farti vedere?-<\/p>\n<p>-Si- Aspettava quella domanda da quando erano uscite dalla scuola e non riusciva a spiegarsi il motivo per cui avesse aspettato cos\u00ec tanto prima di tirare fuori l\u2019argomento. Un argomento \u201ccos\u00ec succoso\u201d soprattutto.<\/p>\n<p>-Ecco. \u00c8 una scoperta grandiosa, forse l&#8217;oggetto pi\u00f9 strano che si sia mai visto!- Elisa acceler\u00f2 il passo, emozionata.<\/p>\n<p>-E che cosa sarebbe?- Cathia era incuriosita. Gli oggetti che l\u2019amica le mostrava erano spesso stupidissimi, inutili, ma non poteva dire che non avessero il loro fascino.<\/p>\n<p>-Lo vedrai! Da questa parte!- grid\u00f2 l\u2019altra ragazza correndo via.<\/p>\n<p>Elisa guid\u00f2 l&#8217;amica per una serie di vicoli e stradine e, svoltato l&#8217;angolo dell&#8217;ultima via si trovarono ad un capo di una larga strada completamente deserta. Un enorme parcheggio occupava la maggior parte della superficie del luogo, ma sembrava inutilizzato da decenni. Lungo la strada \u00a0non si poteva non gettare uno sguardo alle macerie di edifici che un tempo dovevano essere stati splendidi.<\/p>\n<p>In fondo al viale c&#8217;era, invece, un teatro mezzo diroccato, l\u2019unica costruzione rimasta in piedi. Ai lati dell&#8217;edificio c&#8217;era un grande prato di erba secca e giallastra, pieno d\u2019immondizia e visitato saltuariamente da un paio di gatti randagi.<\/p>\n<p>Le finestre del teatro erano per la maggior parte infrante, ma, tralasciando il tetto pericolante, la struttura sembrava essersi conservata piuttosto bene.<\/p>\n<p>-Wow, che posto&#8230; Come l&#8217;hai trovato?-<\/p>\n<p>-Questo \u00e8 top secret- Elisa le fece l&#8217;occhiolino.<\/p>\n<p>Si ud\u00ec un tuono in lontananza. Si avvicinava un temporale.<\/p>\n<p>Cathia sent\u00ec un brivido freddo percorrerle la spina dorsale. Aveva perso ogni desiderio di vedere dove l\u2019amica l\u2019avrebbe condotta.<\/p>\n<p>-Che aspetti?- fece quella correndo avanti -Muoviti, andiamo!-<\/p>\n<p>Anche se timorosa Cathia la segu\u00ec.<\/p>\n<p>Giunte all&#8217;ingresso, Cathia si affacci\u00f2 a una finestra spaccata, facendosi largo tra le ragnatele, e guard\u00f2 all\u2019interno: la stanza che vide era buia, una piccola hall in disuso.<\/p>\n<p>Elisa stava gi\u00e0 togliendo la catena arrugginita che bloccava la porta e incitava l&#8217;amica perch\u00e9 la seguisse.<\/p>\n<p>A Cathia quel posto non piaceva per niente, le dava una sensazione spiacevole. Stava ferma sulla porta, esitando. -Eli&#8230; Andiamo via- disse. Ma quella era gi\u00e0 entrata e non la sentiva, anzi, continuava a gridare: -Dai, Cathy, vieni!-<\/p>\n<p>Cathia varc\u00f2 la soglia con circospezione, con l\u2019unico intento di prendere Elisa e andare via. Aveva i nervi a fior di pelle.<\/p>\n<p>La hall era nel degrado pi\u00f9 totale: c&#8217;era sporcizia che si accumulava negli angoli, topi che rosicchiavano la moquette, scarafaggi&#8230; La ragazza era divisa tra il disgusto e l&#8217;inquietudine: da quanti anni nessuno entrava in quel posto? Come l\u2019aveva trovato Elisa?<\/p>\n<p>Al lato opposto di quella stanza c&#8217;era una porta tagliafuoco a due ante, scardinata e cadente. Mostrava uno stretto corridoio con qualche quadro storto alle pareti. Avanzando la ragazza not\u00f2 che raffiguravano delle inespressive maschere teatrali, che con le loro orbite vuote parevano scrutare nell\u2019intimit\u00e0 dell&#8217;animo di ogni essere vivente di passaggio.<\/p>\n<p>Tremando Cathia percorse l&#8217;andito fino a raggiungere l&#8217;uscita. Si trov\u00f2 in una sala appena illuminata dalla luce esterna, che filtrava dai lucernari, anch&#8217;essi privi di vetrate.<\/p>\n<p>Era enorme: di fronte a lei si aprivano due ali di poltrone di velluto rosso ammuffito, divise da un largo camminamento lineare che conduceva al palco di legno marcio; le pareti erano costituite da un gran numero di tribune che potevano ospitare ognuna tre o quattro persone. Cathia non aveva mai visto un posto tanto grande.<\/p>\n<p>-Cathy! Di qua!- Elisa era in piedi nel mezzo del palco pericolante e faceva cenno all&#8217;amica di raggiungerla.<\/p>\n<p>La ragazza deglut\u00ec. &#8220;Forza&#8221;<\/p>\n<p>L\u2019altra intanto era sparita nel retroscena, in direzione dei camerini.<\/p>\n<p>Cathia la segu\u00ec, entrando in una stanza per niente illuminata. Continu\u00f2 a muoversi in avanti alla cieca, tenendo gli occhi spalancati nel buio. Ad un certo punto vide uno spiraglio di luce. Lo segu\u00ec, fidandosi.<\/p>\n<p>Entr\u00f2 in una stanzetta polverosa, con un tavolo rovesciato in un angolo: qui trov\u00f2 l&#8217;unica finestra intatta dell&#8217;edificio. Attraverso questa entrava la fredda luce invernale.<\/p>\n<p>Elisa era l\u00ec, ritta davanti a una parete. Cathia non vedeva cosa l&#8217;amica stesse guardando: qualunque cosa fosse era coperta del tutto dalla figura di Elisa.<\/p>\n<p>Si volt\u00f2 sentendola arrivare.<\/p>\n<p>-Eccoti!- disse. -Guarda!-<\/p>\n<p>Si spost\u00f2, scoprendo uno specchio.<\/p>\n<p>Ma non era uno specchio normale.<\/p>\n<p>Cathia rimase a bocca aperta. Stando davanti allo specchio non vedeva il suo riflesso. S\u00ec, l&#8217;immagine sul vetro era una parte di lei, ma&#8230;<\/p>\n<p>Vedeva la sua schiena.<\/p>\n<p>Il retro del giubbotto, le tasche posteriori dei jeans, i lunghi capelli neri&#8230; Quello non era uno specchio normale.<\/p>\n<p>Si volt\u00f2: doveva essercene un altro da qualche parte dietro di loro, uno specchio che riflettesse l\u2019immagine della sua schiena a quello che le stava di fronte.<\/p>\n<p>Niente, la parete alle sue spalle era spoglia. Un muro bianco costellato da macchie d\u2019umidit\u00e0.<\/p>\n<p>Com\u2019era possibile? Di quale assurdo trucco si trattava? Un\u2019illusione? Non riusciva a capire il senso di quell\u2019oggetto. Chi l\u2019aveva messo l\u00ec e perch\u00e9?<\/p>\n<p>In quella stanza non c\u2019era nulla che potesse rispondere alle sue domande.<\/p>\n<p>-Hai visto, Cathy?- rideva Elisa. -Non \u00e8 bellissimo?-<\/p>\n<p>La superficie dello specchio era opaca e annerita dal tempo, la cornice elaborata, che una volta doveva essere stata lucida e brillante, era ormai del tutto arrugginita.<\/p>\n<p>-S\u00ec, credo&#8230; Credo di s\u00ec- Non riusc\u00ec a nascondere una nota di dubbio nella voce. Come faceva a considerarlo \u201cbello\u201d?<\/p>\n<p>-Tutto questo posto \u00e8 splendido!- esclam\u00f2 la biondina, dando le spalle allo specchio e facendo vagare lo sguardo per la stanza.<\/p>\n<p>Cathia la guardava con una strana sensazione.<\/p>\n<p>Una sensazione sgradevole, dalla parte pi\u00f9 istintiva del suo animo le diceva che quella situazione non era normale, che non doveva restare l\u00ec, che Elisa si stava comportando in modo strano. Ma lei non diede retta a quel sentimento insulso, dandosi della sciocca timorosa.<\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 non gli hai dato retta, Cathia?<\/em><\/p>\n<p>Gett\u00f2 un\u2019occhiata allo specchio.<\/p>\n<p>E la sua bocca si spalanc\u00f2, i suoi occhi si sgranarono, le membra persero ogni vigore.<\/p>\n<p>Ora sulla superficie dello specchio non vedeva pi\u00f9 la sua schiena e quella della compagna. Lei stava di profilo, voltata nella direzione opposta rispetto a quella in cui stava.<\/p>\n<p>Ma\u00a0<em>lei<\/em>\u00a0non era il suo riflesso.<\/p>\n<p>Pelle bianchissima, macchiata di rosso sulla guancia e sulla mano, capelli arruffati che nascondevano a stento i buchi neri al posto degli occhi. Un vestito stracciato, non i suoi jeans e il giubbotto.<\/p>\n<p>La ragazza nello specchio dava le spalle a un\u2019altra, girata frontalmente: Elisa.<\/p>\n<p>Lacrime copiose le scivolavano lungo le gote, il volto e le braccia erano ricoperti di lunghi graffi. Imitava i movimenti dell\u2019altra se stessa, quella in piedi nella stanza, mimando un\u2019invocazione di aiuto con le labbra, senza smettere di piangere.<\/p>\n<p>\u201cScappa\u201d gridava il suo cuore, \u201cvattene da qui\u201d aggiungeva la sua mente, ma non un muscolo della ragazza obbediva al comando, paralizzato da una paura incontrollabile.<\/p>\n<p>-Cathy?- La voce squillante della falsa Elisa si era trasformata in un sussurro inquietante alle sue orecchie. Guardandola negli occhi pot\u00e9 notare una luce oscura di cui non si era accorta prima. Sorrise, scoprendo denti affilati come lame.<\/p>\n<p>Quella non era la sua migliore amica. Quello era un mostro. La vera Elisa era oltre lo specchio, rinchiusa in una prigione da cui non sarebbe mai potuta uscire.<\/p>\n<p>Ma in quella gabbia non era da sola.<\/p>\n<p>La ragazza che le faceva da riflesso si volt\u00f2, mostrandole il viso. Un viso scavato, ferito, martoriato. Il viso di un essere che aveva perduto tutta la sua umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Non pot\u00e9 opporsi alle mani che la trascinavano nello specchio, a quelle che ce la spingevano dentro. Il suo stesso terrore l\u2019aveva legata, immobilizzata, segnando inevitabilmente il suo destino.<\/p>\n<p>L\u2019interno dello specchio era uno spazio completamente vuoto, pi\u00f9 nero di qualunque cosa avesse mai visto. Il gelo che sentiva non poteva essere attenuato.<\/p>\n<p>La ragazza senza occhi aveva rubato il suo aspetto, come l\u2019altra quello di Elisa.<\/p>\n<p>Costrette ad imitare alla rovescia i movimenti delle due, si accorsero che se ne erano andate solo quando riottennero la possibilit\u00e0 di muoversi a loro piacere.<\/p>\n<p>Gridarono e picchiarono contro il vetro, chiamando aiuto. Ma i loro sforzi erano vani.<\/p>\n<p>Nessuno poteva udirle e nemmeno salvarle.<\/p>\n<p>Presto sarebbero state inghiottite anche loro dalla maledizione dello specchio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Francesca Antonioli<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24201\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24201\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>-Ehi! 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