{"id":24102,"date":"2015-05-15T17:10:28","date_gmt":"2015-05-15T16:10:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24102"},"modified":"2015-05-15T17:10:28","modified_gmt":"2015-05-15T16:10:28","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-francy-beat-di-andrea-polini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24102","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Francy Beat&#8221; di Andrea Polini"},"content":{"rendered":"<p>&lt;Ecco il nulla osta, ispettore,&gt; disse il medico legale porgendole il certificato firmato dal magistrato di turno per la rimozione della salma. &lt;Dall\u2019esame autoptico vedremo meglio, ma credo non vi siano dubbi. Un caso come tanti altri negli ultimi mesi.&gt;<br \/>\n&lt;Overdose?&gt; domand\u00f2 Francesca fissando l\u2019uomo con i suoi occhi color cielo.<br \/>\n&lt;Overdose, certo,&gt; rispose il medico. disse Francesca fissando ora lo sguardo sulla povera ragazza distesa sul letto disfatto della camera d\u2019albergo. Era bella, davvero. Un poco le assomigliava. Stessi capelli biondi, stessi occhi color cielo. Solo che aveva almeno vent\u2019anni di meno. I colleghi stavano mettendo i suoi documenti e i suoi effetti personali nelle buste per la raccolta dei reperti, ma osservandola cos\u00ec, si disse, doveva aver superato da poco i vent\u2019anni. S\u00ec, doveva avere circa la met\u00e0 dei suoi anni, ma per lei la parabola della vita si era gi\u00e0 conclusa, e nel modo peggiore.<br \/>\nriprese il medico. il dottore rivolse pietosamente lo sguardo verso il corpo della ragazza che i volontari della SVS stavano adagiando in una bara di zinco per trasportarlo in medicina legale. Anche gli uomini della Scientifica, ultimati i rilievi, stavano lasciando la camera. Solo quando la sfortunata giovane fu portata via Francesca e il dottor Bizzi ripresero la conversazione.<br \/>\n&lt;S\u00ec, Guidi mi ha accennato qualcosa,&gt; disse Francesca. &lt;E\u2019 come le ho detto, ispettore,&gt; insist\u00e9 il dottor Bizzi.<br \/>\n&lt;Bizzi, in Europa tutti fanno come gli pare. Vengono e dettano legge. Anche noi abbiamo le mani legate, non \u00e8 che non vorremmo cambiare le cose,&gt; rispose Francesca, e un\u2019ombra scura cal\u00f2 sui suoi bellissimi occhi blu.<br \/>\nUscirono dalla camera, lasciandosi alle spalle il letto disfatto e il vago profumo di un fiore reciso troppo presto. Presero l\u2019ascensore, e scesero al pianterreno. Al banco della portineria c\u2019era il direttore. Aveva un\u2019espressione che si sarebbe detta pi\u00f9 seccata che addolorata. &lt;Dottoressa, avete messo i sigilli?&gt; domand\u00f2 poco dopo che Francesca fu uscita dalla cabina dell\u2019ascensore.<br \/>\nrispose Francesca.<br \/>\n&lt;Certamente, dottoressa. Buona giornata.&gt;<br \/>\nrispose Francesca, poi insieme al dottor Bizzi usc\u00ec sotto i porticati di via Grande. La carreggiata era quasi allagata, gli autobus che transitavano sollevavano alti spruzzi quando passavano sopra alle pozzanghere. Un clima consono per l\u2019addio alla bella Irina.<br \/>\n&lt;Ispettore, credo che l\u2019autopsia si svolger\u00e0 domattina. Probabilmente non emerger\u00e0 niente di diverso da quello che sospettiamo, ad ogni modo la informer\u00f2 immediatamente,&gt; disse il dottor Bizzi.<br \/>\n&lt;S\u00ec, non credo emergeranno novit\u00e0. Arrivederci, dottore,&gt; rispose Francesca, poi sal\u00ec sull\u2019Alfa di servizio parcheggiata quasi di fronte l\u2019albergo. Tra poco, si disse, sarebbe arrivato l\u2019agente Guidi e l\u2019avrebbe riaccompagnata in questura. L\u2019attesa, invece, si rivel\u00f2 subito un\u2019occasione per riflettere sulla sua vita. Torn\u00f2 col pensiero al tempo dell\u2019oratorio, quando con gli amici aveva messo su un complessino beat. Studiava ragioneria, all\u2019epoca, ma con la chitarra era un piccolo fenomeno, senz\u2019altro molto pi\u00f9 brava che con un libro di economia politica. Prendeva lezioni di chitarra elettrica da un amico musicista, poi si scatenava sui palcoscenici dei teatri parrocchiali e delle feste di paese di tutta la provincia ed anche oltre. Si era fatta apprezzare da un discreto pubblico gi\u00e0 in pochi mesi di \u201ccarriera\u201d, e qualcuno, non ricordava chi e in quale occasione, aveva deciso di affibbiarle una sorta di nome d\u2019arte, \u201cFrancy beat\u201d. Tuttavia, Beatles, Rolling Stones e Who avrebbero scandito la sua vita e i suoi sogni per un tempo tutto sommato assai breve. I genitori, soprattutto il padre, non vedevano di buon occhio la sua passione e il suo talento per la musica, cos\u00ec gli studi di ragioneria tornarono presto ad assorbire completamente le sue energie, finch\u00e9 si diplom\u00f2 con un buon 56\/60. Dopo la scuola, per\u00f2, per lei come per tanti altri giovani non si apr\u00ec che un futuro da eterno praticante, cos\u00ec, arrivata a venticinque anni senza avere alcuna solida prospettiva su cui fondare la vita si decise a tentare un concorso in polizia, che vinse senza eccessive difficolt\u00e0. Non che avesse una particolare vocazione per quel lavoro, neanche i genitori lo avrebbero considerato una prima scelta, ma si trattava comunque di un buon lavoro, soprattutto un avvenire sicuro in tempi che si prospettavano bui, e mai se ne era pentita. Eppure, quando il lato severo del mestiere di poliziotto le si mostrava in tutta la sua crudezza come in questo mattino, non poteva non provare un pizzico di nostalgia e di rimpianto per \u201cFrancy beat\u201d. Si domand\u00f2 come sarebbe stata la sua vita adesso se avesse seguito la sua vera vocazione, forse sarebbe stata una rockstar ricca e famosa, forse sarebbe diventata una ragazza un po\u2019 sbandata, e al posto di Irina avrebbe potuto esserci lei. Chiss\u00e0. le domand\u00f2 Guidi appena sedette al volante della macchina di servizio.<br \/>\n&lt;Niente, Carlo, solo che le scene come quella di stamani non fanno piacere. Tutto qui.&gt;<\/p>\n<p>&lt;Andiamo, va.&gt;<br \/>\nGuidi part\u00ec svelto, facendo un po\u2019 slittare le gomme sull\u2019asfalto inzuppo di pioggia.<\/p>\n<p>L\u2019indomani pomeriggio Francesca era nel suo ufficio in questura. Il dottor Bizzi le aveva telefonato, puntualissimo come al solito, al termine dell\u2019autopsia della povera Irina. Per gli esami tossicologici sarebbe stato necessario attendere qualche settimana, ma non vi era dubbio che la ragazza fosse morta per sovradosaggio da eroina. Nessuna sorpresa, dunque, ma la sorpresa gliela aveva fatta Guidi quando le aveva detto che il commissario Gardona aveva letto nell\u2019agenda di Irina i nomi e i numeri di telefono di tre uomini gi\u00e0 noti alle forze dell\u2019ordine, tutti appartenenti al sottobosco del narcotraffico. Guidi le aveva detto i nomi, e quando aveva pronunciato Aureliano \u201cmacho\u201d Gomez, Francesca aveva quasi sussultato. Era tornata col pensiero ad un\u2019estate di tre anni prima, quando insieme all\u2019amica Simona, tutte e due reduci da storie sentimentali finite male, avevano trascorso quindici giorni di vacanza a Santo Domingo. Era stata una vacanza dallo spirito molto \u201cbeat\u201d, non si erano fatte mancare niente, compreso un\u2019avventura con due giovani gigol\u00f2 locali. Uno di loro si chiamava proprio Aureliano, detto \u201cmacho\u201d, e nelle infuocate notti caraibiche Francesca aveva ben compreso il perch\u00e9 del soprannome. Sapeva che non era certo uno stinco di santo, ma non poteva immaginare di sentire parlare di lui dopo tre anni e a diecimila chilometri da quella vacanza un po\u2019 folle. Guidi le aveva detto che da un po\u2019 Gardona aveva messo un agente sotto copertura addosso al dominicano, che spacciava perlopi\u00f9 in piazza Grande, si e no a duecento metri dalla questura. Da quando aveva saputo che Gomez era probabilmente responsabile della morte dell\u2019ucraina, in quanto dalle testimonianze raccolte poteva essere proprio lui l\u2019uomo che aveva dato la droga alla ragazza in cambio di sesso, Gardona aveva deciso di affrettare i tempi. Quella sera stessa avrebbero arrestato Gomez, bastava che lui venisse a spacciare in piazza Grande, come d\u2019abitudine. Sapeva che il domenicano non era uno sprovveduto, che con la morte di Irina avrebbe probabilmente cambiato aria temendo in qualche modo di essere associato alla morte della ragazza. La decisione di Gardona era ineccepibile, pensava Francesca, ma c\u2019era quella lontana vacanza di mezzo a renderla inquieta, a confonderle le idee. Probabilmente lei Gomez non l\u2019avrebbe neanche visto, ma sapere che lui era l\u00ec, che sarebbe stato arrestato, le metteva il cuore e la testa in subbuglio. Non sapeva cosa pensare e soprattutto cosa sperare. Certo, da ispettore della polizia di stato avrebbe voluto l\u2019arresto di un pericoloso spacciatore, ma come donna, dopo quelle notti di fuoco nei Caraibi, in fondo sperava che non lo prendessero, che se ne tornasse nel suo mondo, senza pi\u00f9 rovinare nessuno, almeno in Italia. Guard\u00f2 l\u2019orologio. Mancava poco alle diciannove. Guidi le aveva detto che quella, pi\u00f9 o meno, era l\u2019ora in cui si sarebbe svolta l\u2019operazione, poi avrebbero portato Gomez in questura e da l\u00ec, con ogni probabilit\u00e0, al carcere. Si alz\u00f2 dalla scrivania e and\u00f2 alla finestra. Piovigginava, una pioggerella triste intonata al suo umore. Tutto si stava svolgendo a duecento metri da l\u00ec. Tra poco, si disse, avrebbe visto una macchina di servizio fermarsi nel piazzale di fronte l\u2019ingresso della questura, Aureliano sarebbe sceso, sarebbe stato condotto all\u2019interno e sollecitamente identificato, e altrettanto sollecitamente condotto al carcere. Tutto inappuntabile, se non che lei doveva fare i conti col suo cuore di donna. Era arrivata persino ad essere gelosa di Irina. Mentre aspettava che l\u2019auto comparisse nel piazzale, pens\u00f2 alle parole di don Ezio, il parroco ai tempi dell\u2019oratorio. Diceva che l\u2019Occidente sarebbe stato distrutto dalla droga. Chiss\u00e0, pensava, forse aveva ragione. Sarebbe andato d\u2019accordo col dottor Bizzi. Forse, si disse, c\u2019era qualcosa che non andava anche nella sua vita ancora un po\u2019 \u201cbeat\u201d. Meglio sua sorella Anna, pi\u00f9 tranquilla, sposata e madre di due bambini, concluse. Aspett\u00f2 accanto alla finestra finch\u00e9, col cuore in gola, non vide l\u2019Alfa di servizio spuntare in cima alla strada e poi fermarsi nel piazzale di fronte l\u2019ingresso. Scese l\u2019agente Guidi e altri tre agenti, ma di Aureliano \u201cmacho\u201d non c\u2019era traccia. Francesca non sapeva che dirsi, non era sicura neanche dei propri sentimenti. Osservava la pioggerella cadere fitta e insistente sulla strada, un ritmo triste, assai poco \u201cbeat\u201d. Si disse che in questo mondo \u00e8 difficile capirci qualcosa, dire qual \u00e8 la parte giusta. Aveva solo una piccola, triste certezza. \u201cFrancy beat\u201d non esisteva pi\u00f9. Il tempo l\u2019aveva rinchiusa nei confini dell\u2019et\u00e0 delle illusioni, poteva evadere solo sulle ali della fantasia e della nostalgia.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24102\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24102\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&lt;Ecco il nulla osta, ispettore,&gt; disse il medico legale porgendole il certificato firmato dal magistrato di turno per la rimozione della salma. &lt;Dall\u2019esame autoptico vedremo meglio, ma credo non vi siano dubbi. 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